{"id":18854,"date":"2023-11-05T08:13:57","date_gmt":"2023-11-05T07:13:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18854"},"modified":"2023-11-05T08:31:09","modified_gmt":"2023-11-05T07:31:09","slug":"sionismo-e-antisionismo-100-anni-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/sionismo-e-antisionismo-100-anni-fa\/","title":{"rendered":"Sionismo e antisionismo 100 anni fa"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/La-fede-di-Israele-e-la-speranza.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"173\" height=\"300\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/La-fede-di-Israele-e-la-speranza.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18851\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Tra le cose pi\u00f9 tristi alle quali assistiamo, a partire dal 7 ottobre scorso, \u00e8 l&#8217;utilizzo improprio e impreciso, da parte di uomini irresponsabili, di termini come antisionismo, non di rado intenzionalmente confuso con antisemitismo. Un contributo ad una riflessione pi\u00f9 adeguata ci viene da uno scambio epistolare di pi\u00f9 di un secolo fa, che provo qui a presentare brevemente<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>Quanto \u00e8 utile ricordare oggi una polemica che ha pi\u00f9 di 100 anni, ossia la discussione tra Hermann Cohen e Martin Buber a proposito del \u00absionismo\u00bb, avvenuta durante la I guerra mondiale, nel 1916<sup><a href=\"#sdfootnote1sym\" id=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a><\/sup>. Paragonate alle nostre discussioni di oggi, spesso cos\u00ec superficiali o imprecise, queste lettere tra i due filosofi appaiono singolarmente lontane, ma come dotate di una singolare profezia. Sono il documento di un primo apparire &#8211; quasi inedito, allora &#8211; di una sostanziale irrilevanza della fede per la cittadinanza e la dignit\u00e0 del cittadino. L\u2019idea che la soluzione dell\u2019antisemitismo possa venire dal sionismo appare, allora, come una ipotesi da verificare: un nazionalismo ebraico come risposta alla questione ebraica.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma procediamo per ordine: intanto dobbiamo dire che si tratta di una discussione tra due delle personalit\u00e0 ebraiche pi\u00f9 importanti e colte della Germania del tempo. Essi manifestano e presentano, tuttavia, una visione assai diversa della possibile soluzione della questione ebraica, di cui avevano una percezione viva e profonda.<\/p>\n\n\n\n<p>Hermann Cohen punta sulla <em>eguaglianza<\/em> dell&#8217;ebreo, nella identificazione dell&#8217;ebreo con la condizione statale tedesca nella quale vive, e accusa il sionismo di rappresentare una forma di fuga, di nuova autoemarginazione, di regressione rispetto al puro ebraismo etico dell&#8217;ebreo tedesco.<\/p>\n\n\n\n<p>Martin Buber, invece, punta sulla <em>differenza<\/em> dell&#8217;ebreo, sulla sua diversit\u00e0 garantita dalla scelta sionista, cio\u00e8 di ricominciare da Dio e non dall&#8217;uomo, in Palestina e non in Germania, in una visione pi\u00f9 comunitarista e sociale che liberale e individuale.<\/p>\n\n\n\n<p>Le due visioni, dunque, fanno dipendere la assimilazione dalla accettazione di una identit\u00e0 essenzialmente tedesca, e il sionismo da una sorta di estraneit\u00e0 rispetto alla cittadinanza europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questo \u00e8 solo un primo aspetto, gi\u00e0 molto interessante. Ancora pi\u00f9 interessante \u00e8 il fatto che queste posizioni contengono, per certi versi, anche il loro opposto.<\/p>\n\n\n\n<p>La visione di Cohen, che si presenta come profondamente liberale, finisce per identificare l&#8217;ebreo con il tedesco, a tal punto da far dipendere l&#8217;identit\u00e0 religiosa da quella politico-morale e pubblico-statale. Non si pu\u00f2 dimenticare ci\u00f2 che Cohen afferma nel 1916 e che, dopo Auschwitz, suona alle nostre orecchie in modo quasi sinistro (ovviamente senza alcuna sua colpa):<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPer quanto importante sia per noi uomini moderni la religione nel problema complessivo della storia, essa per\u00f2 vale per noi solo come una delle specificit\u00e0 concentriche all&#8217;interno della unit\u00e0 della cultura morale. Il punto cardine di tutta la civilt\u00e0 umana \u00e8 costituito per noi dallo Stato. L&#8217;io dell&#8217;uomo rimane una ambiguit\u00e0 empirica finch\u00e9 non viene oggettivato a purezza nell&#8217;autocoscienza politica\u00bb (254)<\/p>\n\n\n\n<p>Questo perdersi della identit\u00e0 del soggetto nell&#8217;essere organo di uno Stato costituisce una delle pi\u00f9 forti premesse a quella perfetta macchina di distruzione che sar\u00e0 lo Stato tedesco e il cittadino tedesco a caccia dell&#8217;ebreo.<\/p>\n\n\n\n<p>Al contrario, Buber ritiene, con profetica lucidit\u00e0 che vi sia un grande pericolo in una tale visione. Egli dice, molto nettamente in contrasto con Cohen,<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIo nego questo mondo nel quale la religione viene &#8220;controllata&#8221; alla luce dell&#8217;etica e l&#8217;etica a quella dello Stato\u00bb (274)<\/p>\n\n\n\n<p>E allora, il richiamo a Sion del sionismo, almeno in questa versione buberiana (che non \u00e8 affatto l&#8217;unica, \u00e8 bene ricordarlo), \u00e8 precisamente <em>contro<\/em> lo stato liberale, contro questa irrilevanza della religione per l&#8217;etica e per la politica, ma per una nuova rilevanza, che si pu\u00f2 costruire solo in un altrove, in una differenza anche locale che ha tutti i tratti di una regione utopica:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon si tratta dello Stato ebraico, che, se sorgesse oggi sarebbe eretto di nuovo anch&#8217;esso sugli stessi principi di ogni Stato moderno; non si tratta di una minuscola formazione di potere in pi\u00f9 nel brulicame; si tratta di un insediamento che, indipendentemente dall&#8217;ingranaggio dei popoli e sottratto alla politica estera, possa raccogliere tutte le forze per l&#8217;edificazione interiore e perci\u00f2 per la realizzazione dell&#8217;ebraismo\u00bb (275)<\/p>\n\n\n\n<p>E poi, conclude, polemizzando ancora con Cohen e riaffermando le ragioni di una <em>diversit\u00e0<\/em> qualificante:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abGli altri assicurano ai tedeschi di non essere <em>diversi<\/em> da loro, per non venire considerati degli <em>stranieri<\/em>. Noi affermiamo di essere diversi e possiamo aggiungere, come una verit\u00e0 della nostra anima che nessuno pu\u00f2 misconoscere, che non siamo stranieri\u00bb (281)<\/p>\n\n\n\n<p>Le ragioni della <em>assimilazione<\/em> di Cohen conducono ad una sorta di <em>idolatria dello Stato<\/em>, mentre la logica del <em>sionismo<\/em> di Buber sottolinea con forza le ragioni di una <em>diversit\u00e0 non straniera<\/em>, ma che ha bisogno di una sua &#8220;circoscrizione vitale&#8221; (quasi un nuovo Ghetto?).<\/p>\n\n\n\n<p>Potremmo quasi dire: Cohen accetta totalmente la logica della modernit\u00e0 e assume l&#8217;identit\u00e0 ebraica soltanto all&#8217;interno del quadro etico-politico dello Stato moderno, con la privatizzazione della religione. Buber non accetta questa logica, e perci\u00f2, rivendicando un valore originario dell&#8217;atto di fede religiosa, sottopone l&#8217;identit\u00e0 ebraica alla condizione credente, quasi ricreando le condizioni di una nuova forma di &#8220;ghettizzazione&#8221;. Entrambi hanno buone ragioni, nel 1916, ma solo il secondo \u00e8 capace di una parola veramente profetica. E lo \u00e8 in quanto rimane interessata, non-disinteressata, dal rilievo teologico della identit\u00e0 ebraica. E non \u00e8 forse proprio la perdita di questa articolazione, la definizione dell&#8217;ebraismo attraverso un sionismo pensato solo politicamente, senza spessore etico e religioso, solo mediante confini, eserciti, diplomazie, o &#8220;muri&#8221;, a costituire oggi una delle specifiche carenze della comune riflessione intorno alla questione ebraica? Non vi \u00e8, anche qui, una sorta di &#8220;ghetto&#8221; teologico, irrilevante per i problemi della dignit\u00e0, del rispetto, del riconoscimento dell&#8217;ebreo, cos\u00ec come dell&#8217;uomo? E in questo ghetto non rischia di trovarsi oggi non solo la teologia ebraica, ma anche quella islamica e quella cristiana? Rileggere queste lettere di pi\u00f9 di un secolo fa permette di comprendere quanto profonde e quanto urgenti sono le questioni nel definirsi delle identit\u00e0 dei popoli, in ragione della interpretazione anche teologica della loro storia.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#sdfootnote1anc\" id=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<sup>I<\/sup>l dibattito tra i due filosofi pubblicato in appendice a H. Cohen, <em>La fede d&#8217;Israele \u00e8 la speranza. Interventi sulle questioni ebraiche (1880-1916)<\/em>, Firenze, Giuntina, 2000, 221-281. I numeri tra parentesi lungo questo paragrafo si riferiscono a tale pubblicazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra le cose pi\u00f9 tristi alle quali assistiamo, a partire dal 7 ottobre scorso, \u00e8 l&#8217;utilizzo improprio e impreciso, da parte di uomini irresponsabili, di termini come antisionismo, non di rado intenzionalmente confuso con antisemitismo&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18854"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18854"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18854\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18856,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18854\/revisions\/18856"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18854"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18854"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18854"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}