{"id":18797,"date":"2023-10-07T09:13:48","date_gmt":"2023-10-07T07:13:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18797"},"modified":"2023-10-07T09:13:49","modified_gmt":"2023-10-07T07:13:49","slug":"teologia-e-esperienza-spirituale-su-dio-rimane-di-debora-rienzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/teologia-e-esperienza-spirituale-su-dio-rimane-di-debora-rienzi\/","title":{"rendered":"Teologia e esperienza spirituale: su &#8220;Dio rimane&#8221; di Debora Rienzi"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/dio-rimane_copertina.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"732\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/dio-rimane_copertina-732x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18796\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/dio-rimane_copertina-732x1024.jpg 732w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/dio-rimane_copertina-214x300.jpg 214w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/dio-rimane_copertina-768x1074.jpg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/dio-rimane_copertina.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 732px) 100vw, 732px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Pubblico la prima parte della Prefazione al volume di Debora Rienzi, <em>Dio rimane. Ri-orientamenti teologici<\/em>, Assisi, Cittadella, 2023.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Il lavoro teologico al servizio della esperienza spirituale. Per parlare a tutti<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Tra le esigenze pi\u00f9 urgenti di questi tempi avventurati e complessi, che la Chiesa vive in un grande trapasso di paradigmi, vi \u00e8 la difficile convergenza di un triplice compito: da un lato appare urgente la <em>riformulazione pi\u00f9 adeguata del \u201cdepositum fidei\u201d<\/em>, che origina dalla \u201cindole pastorale\u201d inaugurata solennemente dal Concilio Vaticano II; in secondo luogo vi \u00e8 la <em>sfida di una comprensione pi\u00f9 ampia e pi\u00f9 integrale del soggetto del lavoro teologico<\/em> destinato e chiamato a questo compito; in terzo luogo vi \u00e8 la importanza indifferibile di una <em>lettura pi\u00f9 profonda dei vissuti spirituali di tutti gli uomini e donne<\/em>, tanto pi\u00f9 se legati a scelte dichiaratamente religiose. Vi \u00e8 dunque un lavoro sull\u2019oggetto, sui soggetti e sulle forme di esperienza\/espressione che segnano la vita in senso spirituale.<\/p>\n\n\n\n<p>Facilmente si possono trovare, in ciascuno di questi tre diversi campi, ottimi contributi: non manca il pensiero teologico che si rinnova con efficacia, appaiono nuovi soggetti ecclesiali che si mostrano capaci di belle sintesi, si possono trovare anche proposte spirituali significative e veramente credibili. Ma \u00e8 raro che si incontrino, nello stesso testo e nella stessa persona, tutti e tre questi aspetti e ognuno caratterizzato da un livello di originalit\u00e0 molto convincente.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo libro, che costituisce una di queste eccezioni, scaturisce dal mondo monastico femminile camaldolese, pensa teologicamente la tradizione ecclesiale, scruta a fondo la esperienza di Dio e apre orizzonti di intesa e di corrispondenza tra mondi culturali apparentemente lontani, distanti quando non antitetici e apparentemente incompatibili. Nelle note del libro si incontrano autori che di solito si ignorano. Questo \u00e8 gi\u00e0 un piccolo miracolo.<\/p>\n\n\n\n<p>La struttura del volume e gli stili diversi con cui \u00e8 scritto fa grande impressione. Le tre parti indicano il senso di un \u201cri-orientamento\u201d a tre livelli. Anzitutto, nella <em>prima parte<\/em>, un cambio di paradigma sul piano delle argomentazioni. Quanto \u00e8 vasto e grande il mistero di Dio e quanto piccole e fragili le parole con cui cerchiamo di \u201cfissarlo\u201d. Una serie di \u201cpassaggi\u201d caratterizzano questa parte: sul piano teologico si passa dalle dottrine alla carne, dal sacrificio al desiderio, dal naturale all\u2019ecologico; sul piano delle \u201cimmagini di Dio\u201d, ci si muove dal tappabuchi al partner, dall\u2019onnipotente al presente, da uomo a donna; infine, sul piano del linguaggio, si guarda a Ges\u00f9, come stile e linguaggio di Dio, si passa poi dalla forma del trattato alla poesia, per poter garantire l\u2019orizzonte che attesti e renda possibile un \u201cinnamorarsi nudi e in silenzio\u201d di Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo primo riorientamento, che dialoga gomito a gomito con una buona parte della teologia fondamentale contemporanea, si apre poi ad una <em>seconda parte<\/em> in cui<\/p>\n\n\n\n<p>i \u201cpassivi\u201d di Dio costituiscono la ossatura di una esperienza spirituale interpretata dal riferimento alla Scrittura e in dialogo stretto con le scienze (non solo alle scienze umane, ma anche alle scienze dure). La sequenza dei passivi \u00e8 singolarmente efficace e va dal desiderio all\u2019amore: <em>Dio desiderato, Dio intuito, Dio scoperto, Dio detto,<\/em> <em>Dio chiamato,<\/em> <em>Dio contraddetto, <\/em><em>Dio amato<\/em>. In questo percorso accidentato e stupendo, tormentoso e consolante, nasce per gli umani l\u2019accesso alla libert\u00e0. Proprio nello spazio dischiuso dalle prime due parti si colloca la meditazione che costituisce la <em>terza parte<\/em>, che porta il titolo: <em>Della relazione non-duale con Dio. <\/em>E\u2019 costituita da una \u201clettera alla amata\u201d e da una \u201crisposta\u201d in cui l\u2019ascolto della Parola di Dio, maturato nella rilettura interiore, sprigiona una risposta di riconsiderazione dell\u2019umano e della sua relazione con Dio. Un Dio che promette beata imperfezione, che \u201c\u00e8\u201d nel dire \u201cNon ci Sono solo Io\u201d e che invita l\u2019uomo con la frase \u201cVieni in me che sono Vuoto\u201d suscita una risposta, che alle parole nuove risponde con esperienze nuove: nel faccia a faccia o nell\u2019anima ad anima con Dio matura la <em>coscienza della compartecipazione a Dio di ogni essere<\/em>; nella correlazione sociale, che \u00e8 anche conflitto e silenzio, si dischiude la assimilazione di \u201cvita tua vita mea\u201d come orizzonte di fratellanza e di pace. Qui Dio \u00e8 percepito, in modo non contraddittorio, come \u201clontanovicinanza\u201d, come unione di distacco e comunione, di desiderio e di timore, di amore e morte. Se l\u2019ultimo passaggio pu\u00f2 essere espresso da due parole \u201ccomposite\u201d come<em> <\/em>Post-teismo e preghiera transpersonale, nel dialogo con le correnti pi\u00f9 aperte ed audaci della teologia contemporanea, l\u2019intento fondamentale del libro \u00e8 cos\u00ec ben riassunto dalla autrice:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019invito sotteso a tutte queste pagine \u00e8 di imparare, o reimparare, a sentire Dio. Dando credito all\u2019interiorit\u00e0 personale, dove percepiamo silenziosamente la vicinanza carnale di un\u2019energia vitale pi\u00f9 forte della morte. Questa Energia non \u00e8 diversa da noi, ma temiamo di confessarlo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa sintesi, cos\u00ec ben formulata, allo stesso tempo nella semplicit\u00e0 e nella profondit\u00e0, annotiamo alcuni elementi di fiducia che un libro come questo pu\u00f2 accendere nel cuore sensibile di chi lo vorr\u00e0 leggere:<\/p>\n\n\n\n<p>a) Una tradizione monastica, che ha fatto della meditazione sapienziale lo stile di una mediazione teologica non accademica ma non meno profonda, trova qui una ripresa singolarmente efficace. Nelle note del testo sono presenti in modo evidente fonti monastiche, fonti spirituali, messe per\u00f2 in dialogo con filoni di sapienza biblica, psicologica, scientifica assai sorprendenti. Questo modo di \u201crestituire a Dio il suo posto\u201d, maturato nel silenzio, nella interiorit\u00e0, ma anche nell\u2019intelletto e nella ragione, \u00e8 molto promettente.<\/p>\n\n\n\n<p>b) Assai interessante \u00e8 il fatto che questa operazione di ascolto e di meditazione della esperienza spirituale contemporanea vengano da una monaca, che la sintesi di riorientamento maturi nel percorso biografico e scientifico di una donna che ha fatto della vita monastica la sua regola. Leggendo queste pagine scopriamo quanto siamo stati poveri nel rinunciare a formare teologicamente generazioni e generazioni di monache. E come oggi l\u2019accesso alla formazione teologica anche delle monache dischiuda mondi e modi necessari per \u201creimparare a sentire Dio\u201d. Una autorit\u00e0 nuova emerge da questa fine tessitura di pensiero, esperienza e biografia.<\/p>\n\n\n\n<p>c) In terzo luogo non si pu\u00f2 non notare, fin dalle prime righe del testo, il controllo stilistico del linguaggio che viene alla autrice da una esperienza di \u201cparola creativa\u201d che ha segnato a fondo tutto il percorso di ripensamento e di riespressione che caratterizza questo volume. Ed \u00e8 singolare il fatto che questo sia vero non solo nelle parti pi\u00f9 \u201cpersonali\u201d e interiori, ma anche nel modo di presentare le argomentazioni, nella percezione delle questioni di metodo e nelle pretese giustamente sistematiche del discorso. La teologia, quando \u00e8 seria, deve cercare e trovare il suo linguaggio pi\u00f9 opportuno. Quando trova lo stile, non sbaglia l\u2019oggetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste diverse caratteristiche di Debora Rienzi (che \u00e8 appunto teologa, monaca, donna e poetessa) hanno reso possibile la nascita di un testo che non si lascia troppo facilmente catalogare: in quale scaffale lo metteremo nella nostra Biblioteca? Dovrebbe stare allo stesso tempo nel settore della \u201cteologia fondamentale\u201d, della \u201cteologia biblico-spirituale\u201d, della \u201csapienza monastica\u201d e del \u201cdialogo con il pensiero contemporaneo\u201d e anche in quello della \u201cpoesia\u201d. Categorie bibliche, sistematiche, psicologiche e letterarie sono fuse in un tono sapienziale che non \u00e8 mai compiaciuto, ma sempre esposto e sottoposto ai propri limiti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblico la prima parte della Prefazione al volume di Debora Rienzi, Dio rimane. Ri-orientamenti teologici, Assisi, Cittadella, 2023. 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