{"id":18776,"date":"2023-09-15T06:43:28","date_gmt":"2023-09-15T04:43:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18776"},"modified":"2023-09-15T06:43:31","modified_gmt":"2023-09-15T04:43:31","slug":"trentanni-dopo-sacra-virginitas-e-trentanni-dopo-ordinatio-sacerdotalis-dottrine-definitive-o-stadi-di-una-evoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/trentanni-dopo-sacra-virginitas-e-trentanni-dopo-ordinatio-sacerdotalis-dottrine-definitive-o-stadi-di-una-evoluzione\/","title":{"rendered":"<strong>Trent\u2019anni dopo \u201cSacra virginitas\u201d e trent\u2019anni dopo \u201cOrdinatio sacerdotalis\u201d: dottrine definitive o stadi di una evoluzione?<\/strong>"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio012.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"273\" height=\"204\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio012.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4508\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>In un interessante articolo, comparso sull\u2019ultimo numero della rivista portoghese \u201cBrot\u00e9ria\u201d, 197(2023), 158-171, il prof. Jer\u00f2nimo Trigo dedica attenzione al tema: <em>Dottrine definitive? Gli esempi del matrimonio e del celibato. <\/em>Il tema della riflessione \u00e8 la qualit\u00e0 \u201cdefinitiva\u201d e \u201cirreformabile\u201d di asserzioni che il magistero papale indica esplicitamente in un certo momento storico come dotate di tali caratteristiche. Sappiamo infatti che la lettera apostolica <em>Ordinatio sacerdotalis<\/em> ha inteso esplicitamente dire una parola autorevole intorno alla riserva maschile del ministero sacerdotale, intendendo esprimere una \u201csentenza definitiva\u201d e perci\u00f2 irreformabile. L\u2019articolo, tuttavia, non si occupa nel dettaglio della questione, ma soltanto del suo lato formale, ossia della pretesa di definitivit\u00e0. Se nel 1994 un pronunciamento papale con questo grado di autorevolezza ha espresso esplicitamente una tale sentenza, 30 anni dopo un altro papa, o un Sinodo o un Concilio, potrebbe mai dire una cosa diversa?<\/p>\n\n\n\n<p>Alla domanda l\u2019articolo risponde indirettamente, raccontando nei dettagli un\u2019altra storia, singolarmente parallela e assai istruttiva. Si tratta della vicenda della Enciclica <em>Sacra virginitas<\/em> (1954) con cui papa Pio XII affermava autorevolmente e solennemente la superiorit\u00e0 della verginit\u00e0\/celibato rispetto alla vita matrimoniale. Il tenore del testo della enciclica appare inequivocabile, perch\u00e9 muove dalla esigenza di contestare alcuni dubbi sorti nella Chiesa:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVi sono, per\u00f2, oggi alcuni che, allontanandosi in questa materia dal retto sentiero, esaltano tanto il matrimonio da anteporlo alla verginit\u00e0; essi disprezzano la castit\u00e0 consacrata a Dio e il celibato ecclesiastico. Per questo crediamo dovere del Nostro apostolico ufficio proclamare e difendere, al presente in modo speciale, l&#8217;eccellenza del dono della verginit\u00e0, per difendere questa verit\u00e0 cattolica contro tali errori.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte a queste negazioni si afferma nel modo pi\u00f9 autorevole la superiorit\u00e0 della verginit\u00e0 consacrata sulla vita matrimoniale:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa dottrina che stabilisce l&#8217;eccellenza e la superiorit\u00e0 della verginit\u00e0 e del celibato sul matrimonio, come gi\u00e0 dicemmo, annunciata dal divin Redentore e dall&#8217;apostolo delle genti, fu solennemente definita dogma di fede nel concilio di Trento e sempre concordemente insegnata dai santi padri e dai dottori della chiesa. I Nostri predecessori, e Noi stessi, ogni qualvolta se ne presentava l&#8217;occasione, l&#8217;abbiamo pi\u00f9 e pi\u00f9 volte spiegata e vivamente inculcata. Tuttavia, poich\u00e9 di recente vi sono stati alcuni che hanno impugnato con serio pericolo e danno dei fedeli questa dottrina tramandataci dalla chiesa, Noi, spinti dall&#8217;obbligo del Nostro ufficio, abbiamo creduto opportuno nuovamente esporla in questa enciclica, indicando gli errori, proposti spesso sotto apparenza di verit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Un dogma di fede appare irreformabile e capace di vincolare per sempre la dottrina ecclesiale nel riconoscimento del primato del celibato e della verginit\u00e0 consacrata sulla vita matrimoniale. D\u2019altra parte nei testi del Concilio Vaticano II questo insegnamento non viene confermato ed \u00e8 omesso nei passaggi pi\u00f9 decisivi (cfr. LG 40-46). Alcuni riferimenti generici si trovano nel magistero di papa Paolo VI.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quasi 30 anni dopo il testo di Pio XII, Giovanni Paolo II parla molto diversamente sullo stesso tema, durante l\u2019 Udienza Generale del 14 aprile 1982:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNelle parole di Cristo sulla continenza \u201cper il Regno dei cieli\u201d non c\u2019\u00e8 alcun cenno circa la \u201cinferiorit\u00e0\u201d del matrimonio riguardo al \u201ccorpo\u201d, ossia riguardo all\u2019essenza del matrimonio, consistente nel fatto che l\u2019uomo e la donna in esso si uniscono cos\u00ec da divenire una \u201csola carne\u201d (cf.&nbsp;<em>Gen<\/em>&nbsp;2, 24). Le parole di Cristo riportate in&nbsp;<em>Matteo 19, 11-12<\/em>&nbsp;(come anche le parole di Paolo nella prima lettera ai Corinzi, cap. 7) non forniscono motivo per sostenere n\u00e9 l\u2019\u201cinferiorit\u00e0\u201d del matrimonio, n\u00e9 la \u201csuperiorit\u00e0\u201d della verginit\u00e0 o del celibato, in quanto questi per la loro natura consistono nell\u2019astenersi dalla \u201cunione\u201d coniugale \u201cnel corpo\u201d. Su questo punto le parole di Cristo sono decisamente limpide. Egli propone ai suoi discepoli l\u2019ideale della continenza e la chiamata ad essa&nbsp;<em>non a motivo dell\u2019inferiorit\u00e0<\/em>&nbsp;o con pregiudizio&nbsp;<em>dell\u2019\u201cunione\u201d coniugale \u201cnel corpo\u201d<\/em>, ma&nbsp;<em>solo per il \u201cRegno dei cieli\u201d<\/em>.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>E poi prosegue:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl matrimonio e la continenza n\u00e9 si contrappongono l\u2019uno all\u2019altra, n\u00e9 dividono di per s\u00e9 la comunit\u00e0 umana (e cristiana) in due campi (diciamo: dei \u201cperfetti\u201d a causa della continenza e degli \u201cimperfetti\u201d o meno perfetti a causa della realt\u00e0 della vita coniugale). Ma queste due situazioni fondamentali, ovvero, come si soleva dire, questi due \u201cstati\u201d, in un certo senso si spiegano o completano a vicenda, quanto all\u2019esistenza ed alla vita (cristiana) di questa comunit\u00e0, la quale nel suo insieme e in tutti i suoi membri si realizza nella dimensione del Regno di Dio e ha un orientamento escatologico, che \u00e8 proprio di quel Regno. Orbene, riguardo a questa dimensione e a questo orientamento &#8211; a cui deve partecipare nella fede l\u2019intera comunit\u00e0, cio\u00e8 tutti coloro che appartengono ad essa &#8211; la continenza \u201cper il Regno dei cieli\u201d ha una particolare importanza ed una particolare eloquenza per quelli che vivono la vita coniugale. \u00c8 noto, d\u2019altronde, che questi ultimi costituiscono la maggioranza. Sembra, dunque, che&nbsp;<em>una complementariet\u00e0 cos\u00ec intesa trovi la sua base nelle parole di Cristo secondo Matteo 19,11-12<\/em>&nbsp;(e anche nella prima lettera ai Corinzi, cap. 7). Non vi \u00e8 invece alcuna base per una supposta contrapposizione, secondo cui i celibi (o le nubili), solo a motivo della continenza costituirebbero la classe dei \u201cperfetti\u201d, e, al contrario, le persone sposate costituirebbero la classe dei \u201cnon perfetti\u201d (o dei \u201cmeno perfetti\u201d). Se, stando a una certa tradizione teologica, si parla dello stato di perfezione (\u201c<em>status perfectionis<\/em>\u201d), lo si fa non a motivo della continenza stessa, ma riguardo all\u2019insieme della vita fondata sui consigli evangelici (povert\u00e0, castit\u00e0 e obbedienza), poich\u00e9 questa vita corrisponde alla chiamata di Cristo alla perfezione (\u201cSe vuoi essere perfetto . . .\u201d) (<em>Mt<\/em>&nbsp;19, 21).&nbsp;<em>La perfezione della vita cristiana<\/em>, invece,&nbsp;<em>viene misurata col metro della carit\u00e0<\/em>. Ne segue che una persona che non viva nello \u201cstato di perfezione\u201d (cio\u00e8 in una istituzione che fondi il suo piano di vita sui voti di povert\u00e0, castit\u00e0 ed obbedienza), ossia che non viva in un Istituto religioso, ma nel \u201cmondo\u201d, pu\u00f2 raggiungere \u201c<em>de facto<\/em>\u201d un grado superiore di perfezione &#8211; la cui misura \u00e8 la carit\u00e0 &#8211; rispetto alla persona che viva nello \u201cstato di perfezione\u201d, con un minor grado di carit\u00e0. Tuttavia, i consigli evangelici aiutano indubbiamente a raggiungere una pi\u00f9 piena carit\u00e0. Pertanto, chiunque la raggiunge, anche se non vive in uno \u201cstato di perfezione\u201d istituzionalizzato, perviene a quella perfezione che scaturisce dalla carit\u00e0,&nbsp;<em>mediante la fedelt\u00e0 allo spirito di quei consigli.<\/em>&nbsp;Tale perfezione \u00e8 possibile e accessibile ad ogni uomo, sia in un \u201cIstituto religioso\u201d che nel \u201cmondo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo discorso \u00e8 stato ripreso, nel 2016, dal testo di <em>Amoris Laetitia<\/em><em>(159-160)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c159. La verginit\u00e0 \u00e8 una forma d\u2019amore. Come segno, ci ricorda la premura per il Regno, l\u2019urgenza di dedicarsi senza riserve al servizio dell\u2019evangelizzazione (cfr&nbsp;<em>1 Cor<\/em>&nbsp;7,32), ed \u00e8 un riflesso della pienezza del Cielo, dove \u00abnon si prende n\u00e9 moglie n\u00e9 marito\u00bb (<em>Mt<\/em>&nbsp;22,30). San Paolo la raccomandava perch\u00e9 attendeva un imminente ritorno di Ges\u00f9 e voleva che tutti si concentrassero unicamente sull\u2019evangelizzazione: \u00abIl tempo si \u00e8 fatto breve\u00bb (<em>1 Cor<\/em>&nbsp;7,29). Tuttavia rimaneva chiaro che era un\u2019opinione personale e un suo desiderio (cfr&nbsp;<em>1 Cor<\/em>&nbsp;7,6-8) e non una richiesta di Cristo: \u00abNon ho alcun comando dal Signore\u00bb (<em>1 Cor<\/em>&nbsp;7,25). Nello stesso tempo, riconosceva il valore delle diverse chiamate: \u00abCiascuno riceve da Dio il proprio dono, chi in un modo, chi in un altro\u00bb (<em>1 Cor<\/em>&nbsp;7,7). In questo senso san Giovanni Paolo II ha affermato che i testi biblici \u00abnon forniscono motivo per sostenere n\u00e9 l\u2019\u201cinferiorit\u00e0\u201d del matrimonio, n\u00e9 la \u201csuperiorit\u00e0\u201d della verginit\u00e0 o del celibato\u00bb a motivo dell\u2019astinenza sessuale. Pi\u00f9 che parlare della superiorit\u00e0 della verginit\u00e0 sotto ogni profilo, sembra appropriato mostrare che i diversi stati di vita sono complementari, in modo tale che uno pu\u00f2 essere pi\u00f9 perfetto per qualche aspetto e l\u2019altro pu\u00f2 esserlo da un altro punto di vista. Alessandro di Hales, per esempio, affermava che in un senso il matrimonio pu\u00f2 considerarsi superiore agli altri sacramenti: perch\u00e9 simboleggia qualcosa di cos\u00ec grande come \u00abl\u2019unione di Cristo con la Chiesa o l\u2019unione della natura divina con quella umana\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><a><\/a>160. Pertanto, \u00abnon si tratta di sminuire il valore del matrimonio a vantaggio della continenza\u00bb e \u00abnon vi \u00e8 invece alcuna base per una supposta contrapposizione [&#8230;]. Se, stando a una certa tradizione teologica, si parla dello stato di perfezione (<em>status perfectionis<\/em>), lo si fa non a motivo della continenza stessa, ma riguardo all\u2019insieme della vita fondata sui consigli evangelici\u00bb.&nbsp;Tuttavia una persona sposata pu\u00f2 vivere la carit\u00e0 in altissimo grado. Dunque \u00abperviene a quella perfezione che scaturisce dalla carit\u00e0, mediante la fedelt\u00e0 allo spirito di quei consigli. Tale perfezione \u00e8 possibile e accessibile ad ogni uomo\u00bb.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Come \u00e8 evidente, la sequenza tra i testi del 1954 e quelli del 1982 e poi del 2016 mostra bene come la pretesa asserzione definitiva e irreformabile del testo di Pio XII abbia sub\u00ecto una rilettura profonda, con un superamento esplicito della \u201csuperiorit\u00e0\u201d nella \u201ccomplementarit\u00e0\u201d. In effetti la superiorit\u00e0 affermata \u00e8 diventata la superiorit\u00e0 negata. Dopo trent\u2019anni dal primo documento si \u00e8 giunti ad una riformulazione e ad una esplicita riforma della posizione precedente. Perch\u00e9 mai ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto con <em>Sacra virginitas<\/em> non potrebbe accadere, ancora una volta esattamente trent\u2019anni dopo, anche per <em>Ordinatio sacerdotalis<\/em>? Dottrine dichiarate come definitive, in un determinato momento, possono forse non esserlo pi\u00f9 in un momento successivo? Il caso della superiorit\u00e0 della verginit\u00e0 sul matrimonio, prima affermata e poi negata, \u00e8 un esempio inaggirabile di revisione successiva rispetto ad una affermazione ritenuta definitiva. Si deve notare, per finire, che l\u2019esempio \u00e8 tanto pi\u00f9 istruttivo per il fatto che<em> Sacra virginitas<\/em> (1954) poteva basarsi su un esplicito canone dogmatico espresso sul tema dal Concilio di Trento, cosa che manca invece alle fonti di supporto di <em>Ordinatio sacerdotalis (<\/em>1994<em>). <\/em>Se una dottrina che era stata definita \u201cdogma di fede\u201d ha potuto essere riformata, come potrebbe non esserlo una dottrina che mai era stata cos\u00ec esplicitamente considerata? L\u2019articolo del prof. Trigo si conclude con questa importante affermazione: \u201cl\u2019enciclica <em>Sacra Virginitas <\/em>di papa Pio XII, nel 1954, riafferma la dottrina dei due stati di vita cristiana, la verginit\u00e0 e il matrimonio, indicando la superiorit\u00e0 e la perfezione della prima, definita solennemente come dogma di fede dal Concilio di Trento. Essa ha fondamento biblico e fu elaborata e trasmessa dalla Tradizione e dai Papi. Il Concilio Vaticano II e i documenti pontifici posteriori non si pronunciano in proposito. Il papa Giovanni Paolo II si pronuncia in senso contrario. Conseguentemente si pone la questione pi\u00f9 generale sulla continuit\u00e0, discontinuit\u00e0 e persino sulla rottura rispetto a dottrine definite, in un determinato momento, come definitive\u201d (169-170).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un interessante articolo, comparso sull\u2019ultimo numero della rivista portoghese \u201cBrot\u00e9ria\u201d, 197(2023), 158-171, il prof. Jer\u00f2nimo Trigo dedica attenzione al tema: Dottrine definitive? Gli esempi del matrimonio e del celibato. 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