{"id":18773,"date":"2023-09-11T11:39:17","date_gmt":"2023-09-11T09:39:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18773"},"modified":"2023-09-11T11:48:08","modified_gmt":"2023-09-11T09:48:08","slug":"il-sinodo-e-la-preoccupazione-per-le-polarizzazioni-tre-rimedi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-sinodo-e-la-preoccupazione-per-le-polarizzazioni-tre-rimedi\/","title":{"rendered":"<strong>Il Sinodo e la preoccupazione per le polarizzazioni: tre rimedi<\/strong>"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/sinod2018.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"279\" height=\"181\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/sinod2018.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13237\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">\u201c&#8230;come se non avessero nulla da imparare dalla storia, che \u00e8 maestra di vita,<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">e come se ai tempi dei precedenti Concili tutto procedesse felicemente<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">quanto alla dottrina cristiana, alla morale, alla giusta libert\u00e0 della Chiesa.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">Giovanni XXIII<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">In un bel testo, appena pubblicato su \u201cRe-blog\u201d (<a href=\"https:\/\/re-blog.it\/2023\/09\/11\/le-diverse-preoccupazioni\/\">https:\/\/re-blog.it\/2023\/09\/11\/le-diverse-preoccupazioni\/<\/a>) M. E. Gandolfi sintetizza alcune delle principali preoccupazioni in vista della Assemblea del Sinodo dei Vescovi che si aprir\u00e0 ad ottobre. Ci sono \u201cdiverse preoccupazioni\u201d che possono essere sintetizzate in due atteggiamenti polari: da un lato la preoccupazione che la tradizione dal Sinodo venga modificata e tradita, dall\u2019altro la preoccupazione che la tradizione dal Sinodo non venga modificata e resti spenta. Si pu\u00f2 essere profeti di sventura in due modi: o perch\u00e9 si crede che tutto sar\u00e0 distrutto dopo il Sinodo, o perch\u00e9 si crede che nulla cambier\u00e0 dopo il Sinodo. La questione \u00e8: come si potranno evitare queste polarizzazioni? Si possono indicare tre piccoli rimedi contro la sfiducia strisciante dei profeti di sventura.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>La tradizione vivente<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La tradizione della Chiesa vive di un delicato equilibrio: nel suo nucleo \u00e8 \u201cricevuta\u201d, non \u201cposta\u201d dalla Chiesa. Per questo tutti coloro che \u201cinsegnano\u201d \u2013 ossia che esercitano un magistero \u2013 lo devono intendere come un \u201cministero\u201d, come un servizio ad un sapere che non dominano. Perci\u00f2 la tradizione, che \u00e8 la presenza nella storia di questa Parola di Dio, per restare davvero se stessa, ossia una parola libera e non controllabile, esige di rimanere equidistante da due poli: da un lato il polo della autosufficienza delle testimonianze del passato (ossia dalla Scrittura e di monumenti scritti o non scritti in cui la tradizione si \u00e8 espressa); dall\u2019altro della autosufficienza delle evidenze del presente. Siccome la Tradizione \u00e8 vita in Cristo, comunione con Dio, relazione fraterna nello Spirito, chiede di essere alimentata dalla proposizione significativa e dalla interpretazione avveduta della Scrittura e dei documenti della storia. Questo \u00e8 l\u2019equilibrio che non permette n\u00e9 di rifugiarsi nelle interpretazioni del passato n\u00e9 di fuggire nelle evidenze del presente. Sono \u201cprofeti di sventura\u201d tutti coloro che pensano mediante questa polarizzazione sul passato o sul presente. Entrambi chiudono la tradizione al suo futuro, che le appartiene di diritto e che non pu\u00f2 essere appiattito n\u00e9 sul passato autorevole n\u00e9 sul presente evidente.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>La relazione con i segni dei tempi<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 la tradizione resti viva, si deve alimentare di una nuova lettura dei detti e dei fatti attestati nella storia, alla luce delle nuove evidenze che la cultura contemporanea offre alla meditazione della Chiesa. Con \u201csegni dei tempi\u201d si vuole indicare propriamente questa \u201cregione spirituale\u201d, che non arriva alla esperienza ecclesiale dalle attestazioni scritte o vissute del passato, ma dalle forme di vita, di relazione e di pensiero del presente, non privi di legami col passato, ma legami tutt\u2019altro che evidenti e spesso contraddittori. La Chiesa, che \u00e8 maestra in modo ministeriale, pu\u00f2 imparare qualcosa di nuovo su di s\u00e9 proprio dalla considerazione attenta di questi \u201csegni\u201d, che la provocano ad una postura nuova. Pu\u00f2 \u201crestare se stessa\u201d soltanto cambiando alla luce di questa nuova lettura che i segni suggeriscono a tutta la tradizione. Perdere la tradizione, in questo caso, non deriva dal cambiamento, ma dalla stasi. Prudente \u00e8 cambiare, non stare fermi. E non sar\u00e0 certo opportuno trasformare in \u201cdeposito della fede\u201d una sua interpretazione contingente per tentare di salvare la Chiesa e il Sinodo da nuove e pericolose polarizzazioni. Perch\u00e9 il \u201cdepositum\u201d \u00e8 autosufficiente, ma la Chiesa resta \u201cesposta\u201d ai segni dei tempi e alle nuove interpretazioni del depositum che questi segni hanno potuto e ancora possono indurre.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>La funzione della teologia<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La tradizione vivente e i segni dei tempi chiedono un lavoro teologico specifico, che consiste da un lato nello studio della Scrittura e dei Monumenta mediante nuove categorie, che sono, allo stesso tempo, interne ed esterne al testo e al documento. Da un lato scopriamo nuovi significati potenti all\u2019interno dei testi classici, che sentiamo risuonare di nuovi timbri e brillare di nuovi colori; dall\u2019altro apriamo i testi ad una nuova intelligenza della tradizione mediante il riferimento dovuto ai \u201csegni dei tempi\u201d, prima non considerati o inauditi addirittura. Questo \u201cmeraviglioso scambio\u201d tra dottrina cristiana e cultura comune ha permesso alla Chiesa di camminare lungo la storia e di \u201ccreare cultura\u201d, lavorando con la interpretazione dei dati rivelati in relazione con i principi del sapere universale. In questo ambito appare del tutto decisivo riconoscere e avviare un coraggioso percorso teologico, di cui ha bisogno un reale \u201cascolto sinodale\u201d e una efficace \u201cdeliberazione sinodale\u201d. Alla tradizione vivente appartiene anche una necessaria elaborazione teologica, capace di uscire da evidenze ritenute \u201crivelate\u201d, ma che appartengono piuttosto all\u2019ordine contingente delle convinzioni storiche, rispettabili ma superabili. Una certa differenziazione delle interpretazioni del<em> depositum fidei<\/em>, caratterizzata dalla diversit\u00e0 storica e geografica, non \u00e8 l\u2019inizio di uno scisma, ma la risposta al segno dei tempi di una Chiesa cattolica su 5 continenti. Nei quali la rivelazione di Dio \u00e8 passata e passa ancora attraverso una interpretazione parzialmente differenziata della Scrittura e dei monumenti della tradizione. Custodire la universalit\u00e0 non nella uniformit\u00e0 ma nella differenziazione: ecco il compito. Le diverse lingue in cui oggi decliniamo la fede cattolica non sono soltanto rivestimenti esteriori, ma forme di vita originarie dell\u2019atto di fede. Proprio il percorso sinodale, nello scoprire questo grande tesoro che si \u00e8 aperto alla Chiesa da solo 60 anni, assume il compito di offrire, teologicamente, una sintesi pi\u00f9 profonda e pi\u00f9 libera della relazione tra tradizione rivelata e interpretazione della Scrittura e dei Monumenti, che mediano, in modo mai definitivo, la ricchezza di grazia che la Chiesa ha il compito di custodire, senza chiuderla in cassaforte, ma facendola camminare per il mondo, con fedele libert\u00e0.La comunione e la differenziazione non sono in contraddizione: un Sinodo non resta vittima delle polarizzazioni solo quando e solo in quanto \u00e8 capace di pensare in modo pi\u00f9 profondo e pi\u00f9 polifonico la tradizione come vita in Cristo del popolo di Dio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201c&#8230;come se non avessero nulla da imparare dalla storia, che \u00e8 maestra di vita, e come se ai tempi dei precedenti Concili tutto procedesse felicemente quanto alla dottrina cristiana, alla morale, alla giusta libert\u00e0 della&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18773"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18773"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18773\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18775,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18773\/revisions\/18775"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18773"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18773"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18773"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}