{"id":18770,"date":"2023-09-07T17:10:14","date_gmt":"2023-09-07T15:10:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18770"},"modified":"2023-09-07T17:30:19","modified_gmt":"2023-09-07T15:30:19","slug":"il-trono-vuoto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-trono-vuoto\/","title":{"rendered":"Il trono vuoto"},"content":{"rendered":"\n<p>Individuato nel 2002 da Carlo Urbani \u2013 che ne mor\u00ec, dimenticato come il virus \u2013 Covid \u00e8 tornato pandemico nel vuoto di governo globale, in cui Putin riporta guerra in Europa e carestia nel mondo. Pestilenza-guerra-carestia, i tre cavalieri dell\u2019apocalisse nell\u2019Europa all\u2019alba del millennio alle nostre spalle, si accompagnano talora con il quarto ineffabile salvatore\/giudice, nel medioevo di progresso tecnico fino alla rivoluzione della stampa e alla scoperta dell\u2019America. Professore di storia russa e sovietica all\u2019universit\u00e0 di Lilla, Andre\u00ef Kozovo\u00ef scrive che \u00abal di l\u00e0 dei discorsi dei dirigenti, le cui parole andrebbero considerate con cautela (Putin \u00e8 maestro in depistaggio) conviene esaminare i loro atti\u00bb [<em>La chute de l\u2019Union sovi\u00e9tique 1982-1991\u2026 2023<\/em>, Perrin 2023, p. 393]. E le conseguenze. \u00abLa guerra intrapresa da Vladimir Putin in Ucraina, rompendo una volta di pi\u00f9 con un multilateralismo pi\u00f9 che mai necessario per risolvere la crisi climatica, attesta una volta di pi\u00f9 che l\u2019esaltazione della potenza \u00e8 nociva per il pianeta\u00bb [Pierre Blanc, docente di geopolitica a Bordeaux, <em>G\u00e9opolitique et climat<\/em>, SciencesPo, 2023, p. 32]. Nella crisi climatica si profila il salvatore\/giudice.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abI processi culturali occupano pi\u00f9 tempo dei processi produttivi ed organizzativi e richiedono una maggior perseveranza\u00bb e \u00abimparare a pensare in termini mondiali. Discussioni in termini di interessi nazionali sono quasi sempre espressione di una mentalit\u00e0 ristretta e di un punto di vista retrogrado. Dobbiamo formulare gli obiettivi della politica economica e sociale in termini mondiali, vale a dire tenendo presente l\u2019idea di cooperare alla costruzione di un mondo armonico e ricco. Dobbiamo verificare gli obiettivi fin qui discussi chiedendoci: quale struttura internazionale della economia \u00e8 realizzabile, stabile, ottimale?\u00bb ricordava gi\u00e0 sessant\u2019anni fa Jan Tinbergen, professore di economia all\u2019universit\u00e0 di Amsterdam [<em>Lezioni dal passato<\/em>, tr.it. Vallecchi 1967, p. 175].<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019introdurre <em>Democrazia<\/em> di Giovanni Sartori [Treccani 2023, 1 ed. 1992], Nadia Urbinati ricorda che \u00abla traiettoria quantitativa e quella della scelta razionale stavano in quegli anni cambiando la fisionomia della teoria democratica in un modo che a Sartori non piacque, anche se egli stesso simpatizz\u00f2 con la seconda, in particolare con l\u2019applicazione al voto della teoria economica dei costi e benefici per determinare le preferenze degli elettori. A Anthony Downs (autore nel 1957 di <em>An Economic Theory of Democracy<\/em>) Sartori riconobbe il merito di avere \u2013 con la sua interpretazione economica dei processi politici \u2013 liquidato di fatto il marxismo: ma non tenne sufficientemente in conto che quella teoria ideologica della scelta razionale avrebbe anche intaccato alla radice la tensione normativa della democrazia\u00bb [p. 17]. &nbsp;\u00c8 il nostro problema.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abUno studio della rivista <em>Nature<\/em> mostra che dall\u2019inizio degli anni 1980 il continente europeo si \u00e8 riscaldato da tre a quattro volte pi\u00f9 velocemente delle altre regioni del mondo situate alle stesse latitudini. I meccanismi implicati sono ancora poco noti, ma l\u2019attenzione degli scienziati sembra attirata dalla modificazione delle correnti nell\u2019alta atmosfera (Jet Stream), che provoca il blocco degli anticicloni nell\u2019estate\u00bb. \u00abSe la tendenza si conferma, l\u2019Europa pu\u00f2 attendersi di subirne i nefasti effetti sulla salute umana. Per poco che le ondate di calore si combinino con siccit\u00e0 prolungate, il granaio europeo rischia pi\u00f9 spesso di esserne scompigliato. Nel corso dell\u2019estate 2022, diversi fiumi e corsi d\u2019acqua in Europa hanno visto la loro portata scendere ben al di sotto del livello medio delle acque basse, al punto che si \u00e8 spesso parlato di guerre per l\u2019acqua\u00bb [Blanc, cit., p. 187].<\/p>\n\n\n\n<p>Madre delle rivoluzioni, l\u2019Europa in formato UE si muove e nella 27<sup>a<\/sup> Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Sharm El Sheikh 2022), \u00abl\u2019alto rappresentante dell\u2019Unione europea per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, e il presidente della Banca europea degli investimenti, Werner Hoyer, indicano chiaramente i mezzi gi\u00e0 messi in opera dall\u2019Unione e quelli da mobilitare. Puntano sull\u2019ulteriore formulazione di una dottrina climatica, insistendo sulla capacit\u00e0 d\u2019azione europea: \u201cL\u2019Europa deve completare i suoi impegni interni con una politica estera climatica proattiva. In un mondo dove l\u2019UE rappresenta meno dell\u20198% delle emissioni mondiali, i nostri sforzi in questo campo non possono limitarsi al nostro continente. Se lasciamo che si risponda alla crescente domanda di energia in Africa e parti dell\u2019Asia costruendo altre centrali elettriche a carbone o a gas, finanziate da Cina o altri paesi, la nostra speranza di limitare il riscaldamento climatico partir\u00e0 letteralmente in fumo. Dobbiamo convincere i nostri partner mondiali a condividere la nostra ambizione e spingerli \u2013 aiutarli \u2013 a prendere le misure necessarie\u00bb [ivi, pp. 37-8]. \u00abLa \u201cpotenza dalla norma pi\u00f9 che dalla forza\u201d, scrive Zaki La\u00efdi. L\u2019Unione europea potrebbe darsi cos\u00ec uno strumento importante di singolare influenza. Per iniziare a esercitare questo <em>soft power<\/em> nelle proprie frontiere, ha previsto un fondo di 40 miliardi di euro per aiutare gli Stati pi\u00f9 dipendenti da energie fossili a realizzare le loro transizioni\u00bb [ivi, p. 39].<\/p>\n\n\n\n<p>Va ricordato che \u00ab<em>liberalismo<\/em>, un sistema politico, non \u00e8 <em>liberismo<\/em>, un sistema economico\u00bb. \u00abDifatti il liberalismo \u00e8 nato in societ\u00e0 ancora povere (poverissime per i nostri criteri) e prima della rivoluzione industriale\u00bb. \u00abMa il problema cambia quando il liberalismo si avvince alla democrazia e in funzione della componente democratica della liberal-democrazia. Ch\u00e9 la democrazia, inevitabilmente, anche se con velocit\u00e0 molto diverse, approda a distribuzioni e redistribuzioni di ricchezza\u00bb [Sartori, cit., pp. 115-6]. La ricchezza prodotta nella rivoluzione industriale \u00e8 disastrosa senza un governo giusto, che \u00abriferito a una cosa indica che risponde alle esigenze o all\u2019uso a cui \u00e8 destinato\u00bb e \u00abriferito a persona indica chi giudica e si comporta secondo i principi della giustizia\u00bb [Treccani online].<\/p>\n\n\n\n<p>Senza competenza e senza giustizia, il trono \u00e8 vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Il trono vuoto<\/strong><\/em> [Paolo Viola, Einaudi 1989] fu la rivoluzione francese dalle \u00abtante transizioni, nelle diverse sfere della politica, dei conflitti sociali, dell\u2019economia. Nel corso di quella che qui prendo in esame: della sovranit\u00e0 dal re al popolo, non solo si verificarono i conflitti di potere che sono propri di qualunque congiuntura rivoluzionaria, ma entr\u00f2 in crisi la sovranit\u00e0 stessa, al livello ideologico e al livello simbolico. Per dirla con Mounier, il trono rimase vuoto. N\u00e9 i dirigenti politici, n\u00e9 il popolo, capirono pi\u00f9 bene che cosa significasse esercitare il potere\u00bb [p. IX]. \u00abQuella francese \u00e8 infatti un caso di rivoluzione che praticamente nessuno si \u00e8 mai posto il problema di \u201cfare\u201d, ma. fin dall\u2019inizio, di difendere e concludere\u00bb [p. XIII]. Cos\u00ec pure la rivoluzione industriale, rivelandoci che \u00abla distinzione tra titolarit\u00e0 ed esercizio del potere \u00e8 tanto irrilevante nel contesto dei regimi dispotici \u2013 quale l\u2019impero persiano \u2013 quanto le \u00e8 nel contesto di una democrazia diretta\u00bb [Sartori, cit., p. 62] e che sovrano \u00e8 il rispetto dei diritti umani, riconosciuti inviolabili dall\u2019unanime Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1948. Per primo il diritto alla vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Word Resource Institute stima necessario investire circa 1% del prodotto interno lordo globale anche per \u00abrimediare al cronico sotto-investimento infrastrutturale, cambiare modelli di irrigazione, puntare su soluzioni naturali (proteggere mangrovie e zone umide ad esempio), riutilizzare acque trattate. E, va da s\u00e9, ridurre le nostre emissioni di gas a effetto serra e attenuare il riscaldamento climatico che, se non \u00e8 il solo responsabile delle difficolt\u00e0 di approvvigionamento d\u2019acqua in tutto il globo, lo \u00e8 per\u00f2 in gran parte\u00bb. \u00abLa minaccia del \u201cgiorno zero\u201d, senza pi\u00f9 acqua, si \u00e8 gi\u00e0 realizzata in India, Messico, Iran, Africa del Sud ma anche nel Sussex, e in Francia 700 comuni sono stati approvvigionati con autobotti nel 2022\u00bb. \u00abNel mondo la domanda d\u2019acqua \u00e8 raddoppiata dal 1960 e ora sta aumentando a un ritmo superiore a quello della popolazione mondiale. Soprattutto nei paesi in via di sviluppo e, mentre raggiunge il tetto in America del nord, Asia centrale e Europa, rischia un aumento vertiginoso nell\u2019Africa sub-sahariana\u00bb [Marine Valo, \u00abCrise de l\u2019eau: 4 milliards d\u2019humains touch\u00e9s\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 17\/08\/23, online]. Nella nostra citt\u00e0-mondo il trono \u00e8 vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIn conclusione quale fondamento scegliamo per la nostra citt\u00e0? Quella che si fonda sull\u2019origine o quella che ha come principio di individuazione il fine? La citt\u00e0 il cui legame fondamentale \u00e8 la stirpe, l\u2019appartenenza, o il legame fondamentale che vogliamo \u00e8 la legge, la <em>concordia<\/em>, la <em>pax<\/em>? La citt\u00e0 pensiamo che si formi attraverso meccanismi sempre pi\u00f9 rigidi, discriminatori, di inclusioni che comportano esclusione, o al contrario attraverso un <em>\u201caugescere\u201d<\/em>, un crescere che include sempre pi\u00f9 largamente? Fermo restando che anche in questo caso \u00e8 necessario andare oltre al modello della <em>synoichia<\/em>, della semplice coabitazione\u00bb [Umberto Curi, \u00abAlle radici dell\u2019idea di citt\u00e0\u00bb, in Filippo Pizzolato, Antonio Scalone e Fabio Incorvaja, <em>La citt\u00e0 e la partecipazione tra diritto e politica<\/em>, G. Giappichelli Editore, Torino 2019, p. 7]. Nella nostra citt\u00e0-mondo la semplice coabitazione non \u00e8 pi\u00f9 possibile e \u00abappropriati principi di giustizia internazionale mirano a fornire il fondamento teorico di un quadro istituzionale che pu\u00f2 essere difeso da ogni persona interessata. \u00c8 mia opinione che non ci sono buoni motivi per istituire uno schema distributivo che faccia dipendere la forza della legittima pretesa di una persona dalla sua cittadinanza\u00bb [Charles Jones, \u00abPatriotism, Morality, and Global Justice\u00bb, in Ian Shapiro e Lea Brilmayer (ed), <em>Global Justice<\/em>, New York University Press 1999, p. 165]. \u00abDobbiamo pensare per quanto possibile oltre nazionalismo e statalismo come forme di ordine politico\u00bb [Debra Satz, \u00abEquality of What Among What? Thoughts on Cosmopolitanism, Statism, and Nationalism\u00bb, ivi, p. 82].<\/p>\n\n\n\n<p>Salvatore\/giudice, la crisi climatica conferma. \u00abIl buono stato di natura non \u00e8 nulla senza una buona natura dello Stato. In altre parole, se le profondit\u00e0 della natura servono soprattutto a nutrire lo \u201cstato profondo\u201d, vale a dire le sfere sotterranee dei regimi autoritari che sfuggono a ogni controllo\u00bb [Blanc, cit., p. 203]. A partire dal controllo fiscale, pilastro di sovranit\u00e0 perch\u00e9 \u00abla redistribuzione si attua pi\u00f9 efficientemente col sistema fiscale che con norme di legge che stravolgono i comportamenti\u00bb [Louis Kaplow e Steven Shawell, \u201cWhy the legal system is less efficient than the income tax in redistributing income\u201d, in <em>Law and Economics<\/em>, ed. by Eric A. Posner, Ashgate 2001, p. 285].<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 Mediateur de la R\u00e9publique \u2013 indipendente incaricato di trovare soluzioni condivise nelle liti civili, ora D\u00e9fenseur des Droits \u2013 Jean-Paul Delevoye constata che \u00abla vera questione che dobbiamo porci, dopotutto, \u00e8 la seguente: \u201c\u00e8 legale, certo, ma \u00e8 anche giusto?\u201d. E si sa che le rivoluzioni nascono pi\u00f9 dalle ingiustizie che dalla miseria\u00bb [<em>La soci\u00e9t\u00e9 au risque de la judiciarisation<\/em>, atti del colloquio della Fondation pour l\u2019innovation politique, novembre 2006-aprile 2007, Litec 2008, p. 120]. Lo Studio Vitale Zane &amp; Co., Strategie d\u2019Impresa, cita Plutarco [<em>\u201cUno squilibrio tra ricchi e poveri \u00e8 la malattia pi\u00f9 antica e pi\u00f9 fatale di tutte le repubbliche\u201d<\/em>] in \u00abIl barrito dell\u2019elefante: disuguaglianze e altri rischi per la democrazia\u00bb: \u00abIl riepilogo cupo che ne abbiamo fatto non vuol essere un piagnisteo o un esercizio pessimistico di dati e informazioni: vuole essere invece un tentativo di prendere atto dei fenomeni che caratterizzano il nostro mondo e che, esponendolo a reciproche influenze e determinando gravi impatti sulle disuguaglianze e sulla democrazia, mettono in pericolo la tenuta dei nostri sistemi economici, sociali, politici\u00bb [<em>Newsletter<\/em> n. 21\/2023, online].<\/p>\n\n\n\n<p>Salvatore\/giudice, la crisi climatica svela l\u2019operazione speciale di Putin. \u00abSe il rafforzamento della vocazione agricola della Russia grazie ai cambiamenti climatici \u00e8 ipotesi molto plausibile, vederla divenire fonte d\u2019esportazione di acqua dolce, lo suggeriscono certi discorsi, solleva altri interrogativi. In un momento in cui lo stress agricolo globale \u00e8 sempre pi\u00f9 pesante, la stampa documenta la grande capacit\u00e0 di acqua dolce della Russia e le possibilit\u00e0 di convogliarla fuori dai suoi confini. Ai tempi dell\u2019URSS, le autorit\u00e0 hanno preso in considerazione trasferimenti d\u2019acqua dai fiumi della repubblica socialista di Russia verso le molto pi\u00f9 aride repubbliche d\u2019Asia centrale, ma il piano non ha avuto seguito\u00bb [Blanc, cit., p. 163]. \u00abL\u2019avanzare del fronte agricolo russo potrebbe consentire alla Russia di garantire, oltre la sicurezza alimentare, un servizio indiretto di sicurezza idrica su scala globale in virt\u00f9 del concetto di acqua virtuale: acquistando prodotti agricoli russi i paesi importatori risparmiano la propria acqua di irrigazione\u00bb [ivi, p. 164]. Ma\u2026 c\u2019\u00e8 un ma: \u00abYevgeny Prigozhin\u2019s reported death may consolidate Putin\u2019s power. But it shows that Russia is a mafia state\u00bb [<em>The Economist Today<\/em>, 24\/06\/23, online]. L\u2019UE invece tassa le multinazionali e regola le piattaforme digitali, poteri globali che sfruttano paure e aggressivit\u00e0 alimentate anche da ipotetici duelli tra campioni del mondo, nello scenario del Colosseo romano. Come nella lotta alla fiscalit\u00e0, il laboratorio Italia \u00e8 a disposizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci vuole ben altro. Il padre della cibernetica moderna, Norbert Wiener, l\u2019ha detto fin dal 1948: \u00abSe combiniamo il potenziale della macchina di una fabbrica con la valutazione degli esseri umani su cui si basa il nostro sistema di fabbrica, siamo a favore di una rivoluzione industriale di assoluta crudelt\u00e0. Dobbiamo essere disposti a affrontare i fatti piuttosto che le ideologie alla moda, se vogliamo superare indenni questo periodo\u00bb [in esergo a Daron Acemoglu e Simon Johnson, <em>POWER AND PROGRESS<\/em>, Basic Books 2023]. Il cambiamento climatico lo conferma in modo coerentemente crudele.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Individuato nel 2002 da Carlo Urbani \u2013 che ne mor\u00ec, dimenticato come il virus \u2013 Covid \u00e8 tornato pandemico nel vuoto di governo globale, in cui Putin riporta guerra in Europa e carestia nel mondo&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[51],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18770"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18770"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18770\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18772,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18770\/revisions\/18772"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18770"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18770"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18770"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}