{"id":18766,"date":"2023-09-07T10:15:28","date_gmt":"2023-09-07T08:15:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18766"},"modified":"2023-09-07T10:15:30","modified_gmt":"2023-09-07T08:15:30","slug":"la-liberta-di-gesu-la-liberta-della-donna-e-la-chiesa-come-piramide","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-liberta-di-gesu-la-liberta-della-donna-e-la-chiesa-come-piramide\/","title":{"rendered":"La libert\u00e0 di Ges\u00f9, la libert\u00e0 della donna e la Chiesa come piramide"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Samari.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"972\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Samari.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18763\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Samari.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Samari-300x285.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Samari-768x729.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel dibattito che da 50 anni accompagna il cattolicesimo intorno alla possibile ammissione delle donne al ministero ordinato, uno dei \u201cluoghi comuni\u201d con i quali \u00e8 impossibile non confrontarsi \u00e8 il seguente: se Ges\u00f9 avesse voluto ordinare una donna, lo avrebbe fatto. Se liberamente non lo ha fatto, questa sua volont\u00e0, liberamente assunta, deve essere gelosamente conservata dalla sua Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p>a) <em>La libert\u00e0 di Ges\u00f9<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>I documento ufficiali, fin da <em>Inter Insigniores<\/em>, sono molto netti nel difendere una lettura lineare della volont\u00e0 del Signore, che si ritiene abbia voluto chiamare al ministero apostolico soltanto gli uomini e non le donne: nel suo atto positivo (la scelta di uomini maschi) vi sarebbe incluso un atto negativo (la esclusione delle donne). Ma questo valore esemplare della azione di Ges\u00f9 ha posto, fin dall\u2019origine, qualche problema di non facile soluzione. Diversamente da una lettura pacifica e ricostruita con troppo interesse a posteriori \u2013 e che per\u00f2 applichiamo con indifferenza soltanto alla dimensione del \u201cgenere\u201d \u2013 sarebbe utile ricordare che la scelta operata da Ges\u00f9, cos\u00ec come attestata dai vangeli, riguarda uomini, maschi, circoncisi e galilei. Il fatto, in quanto tale, contiene tutte queste determinazioni, etniche, religiose e di genere, riferibili alle persone oggetto dell\u2019azione di Ges\u00f9. La domanda che immediatamente deve essere posta suona: <em>c<\/em><em>he cosa risulta normativo in queste determinazioni?<\/em> <em>Che cosa dobbiamo conservare <\/em><em>e custodire <\/em><em>e che cosa, invece, possiamo <\/em><em>e forse dobbiamo<\/em><em> mutare <\/em><em>e cambiare<\/em><em>?<\/em> Potremmo tradurre questa esitazione in una serie di domande provocatorie, ma non inutili: data l\u2019azione istitutiva di Ges\u00f9, in quale misura la chiesa \u00e8 libera di ordinare \u201cnon galilei\u201d? In quale misura la chiesa pu\u00f2 ordinare \u201cnon circoncisi\u201d? In quale misura possiamo ordinare \u201cnon maschi\u201d? E infine, al limite estremo, in quale misura sarebbe possibile pensare di ordinare \u201cnon uomini\u201d? Se il silenzio della riflessione che ha accompagnato l\u2019azione del Signore ci imponesse semplicemente di imitarla, non avremmo scelta alcuna: potrebbero essere chiamati a servire la chiesa soltanto uomini galilei, circoncisi, maschi. Ma \u00e8 stata inevitabile una interpretazione della azione del Signore, che \u00e8 iniziata gi\u00e0 dalla prima generazione dei suoi discepoli. Pi\u00f9 facile \u00e8 stato identificare in soggetti \u201cnon galilei\u201d dei validi apostoli (come ad es. Paolo di Tarso); pi\u00f9 complesso e addirittura deliberato faticosamente da un Concilio, a Gerusalemme, \u00e8 stato il passaggio per concepire discepoli e poi anche apostoli tra i \u201cnon circoncisi\u201d. Un lungo periodo ha dovuto passare lungo la storia, ma quando abbiamo scoperto (nella coscienza europea tardo-moderna) che la donna pu\u00f2 \u201cin re publica interesse\u201d e pu\u00f2 quindi esercitare un\u2019autorit\u00e0 comunitaria e pubblica, \u00e8 sorto il legittimo interrogativo se fosse possibile che al ministero potessero essere chiamati non solo \u201cnati da donna\u201d, ma anche \u201cnate da donna\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>b) <em>Un incontro <\/em><em>tra<\/em><em> libert\u00e0 <\/em><em>finita e libert\u00e0 infinita<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La libert\u00e0 del Signore non \u00e8 mortificata dalla libert\u00e0 storica e dalla maturazione della coscienza della sua chiesa. E\u2019 stato possibile, ed anche necessario, pensare ad una azione istitutiva, posta storicamente dal Signore, che avesse, originariamente in s\u00e9 gi\u00e0 tutto il proprio contenuto, con tutta la chiarezza di determinazioni definite fin dal principio; ma \u00e8 divenuto possibile, e forse anche necessario, pensare ad un gesto istitutivo che la Chiesa, con tutta la fedelt\u00e0 possibile, ha dovuto comprendere appieno lungo la storia, alla luce delle scoperte che la vita di fede, la storia delle coscienze e la cultura dei popoli stavano compiendo. E\u2019 stato possibile che la pienezza della volont\u00e0 del Signore sia apparsa, lentamente e gradualmente, con il dono dello Spirito che ha aperto i cuori e le menti, che ha rischiarato i pregiudizi e confortato le coscienze. In gioco non vi \u00e8 tanto la libert\u00e0 e la chiarezza con cui il Signore ha compiuto il gesto istitutivo, quanto la libert\u00e0 e la chiarezza con cui, nei secoli, \u00e8 stato lentamente recepito, approfondito e compreso quel gesto. Perci\u00f2 non \u00e8 la condizionatezza storica ad impedire al Signore di porre gesti definitivi. E\u2019 piuttosto la umanit\u00e0 della quale il Signore ha partecipato e alla quale il Signore ha parlato, ad aver bisogno del tempo per comprendere fino in fondo la portata di quel gesto. Se il \u201cvero Dio\u201d \u00e8 stato \u201cvero uomo\u201d in modo non accessorio, ma costitutivo, \u00e8 entrato nella forma ermeneutica di recezione che per gli uomini e le donne rimane inaggirabile. Divinit\u00e0 e umanit\u00e0 del Signore non possono essere due \u201ctavoli\u201d autonomi, su cui di volta in volta si possono giocare le singole azioni.<\/p>\n\n\n\n<p>c) <em>La libert\u00e0 delle donne<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se queste prime riflessioni non sono peregrine, dovremmo porre, contemporaneamente, una ulteriore questione, altrettanto decisiva, chiedendoci in tutta franchezza: perch\u00e9 mai dovrebbe contare soltanto la libera azione del Signore sulla umanit\u00e0 e non anche la libera coscienza e autocoscienza della donna all\u2019interno della comune umanit\u00e0? Perch\u00e9 mai siamo costretti da questa impostazione magisteriale, che appare troppo rigida, a pensare che Ges\u00f9 sia stato libero di discernere tra maschi e femmine, e lo abbia fatto una volta per tutte, come se maschi e femmine fossero identit\u00e0 definite una volta per sempre, fuori dalla storia e fuori dalla coscienza, sotto l\u2019occhio sicuro del Figlio di Dio. Se la donna, esattamente come l\u2019uomo, \u00e8 \u201ca immagine e somiglianza di Dio\u201d, \u00e8 dotata di libert\u00e0 finita e di coscienza finita e perci\u00f2 non \u00e8 ancora compiuta. Come diceva K. Rahner \u201cla donna vista come unica e sempre uguale&#8230;in fondo non esiste\u201d. Per questo la sua esclusione dal ministero sacerdotale pu\u00f2 essere attribuita alla volont\u00e0 del Signore solo da un modello statico di teologia e di antropologia. Proprio quel modello che Paolo VI ha espresso in modo tanto efficace (e tanto problematico) commentando la uscita del testo del testo di <em>Inter Insigniores<\/em>, alcuni giorni dopo la sua pubblicazione:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPerch\u00e9 solo gli uomini e non le donne possono essere investiti del sacerdozio?&#8230;Cristo, dando alla Chiesa la sua fondamentale costituzione, la sua antropologia teologica, seguita poi sempre dalla tradizione della Chiesa stessa, ha stabilito cos\u00ec\u201d (Paolo VI, <em>Il ruolo della donna nel disegno di Dio<\/em> 1977).<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 un caso che proprio questo testo sia stato ripreso quasi venti anni dopo in <em>O<\/em><em>rdinatio Sacerdotalis<\/em>: da esso emerge, con molta chiarezza, non solo il cono d\u2019ombra di una antropologia statica ed essenzialista, che fissa uomo e donna in un progetto predefinito e senza libert\u00e0, ma anche il ruolo che questa antropologia vecchia gioca nel magistero sulla \u201criserva maschile\u201d. Scopriamo cos\u00ec che nel magistero sulla ordinazione riservata ai maschi le parti sono capovolte. A ben vedere, infatti, non \u00e8 la dottrina che fonda e la antropologia come chiave ermeneutica, bens\u00ec \u00e8 una viscerale antropologia essenzialista del femminile ad imporre un\u2019unica soluzione dottrinale possibile, che rilegge il testo biblico e la tradizione in modo unilaterale e tende alla dogmatizzazione apologetica della differenza tra maschile e femminile. La libert\u00e0 di Cristo fatta valere contro la libert\u00e0 della donna appare, in filigrana, una sorta di ipoteca sulla questione, che polarizza sul piano dottrinale un discernimento disciplinare, che richiederebbe maggior tatto e minore pregiudizio. Le conseguenze di questo modo di pensare, tuttavia, non sono solo antropologiche, ma ecclesiologiche e spirituali: bloccano la chiesa nel suo \u201cancien r\u00e9gime\u201d e la fissano nella condizione costitutiva e originaria di<em> societas inaequalis. <\/em>Una piramide che per diritto divino non pu\u00f2 capovolgersi.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel dibattito che da 50 anni accompagna il cattolicesimo intorno alla possibile ammissione delle donne al ministero ordinato, uno dei \u201cluoghi comuni\u201d con i quali \u00e8 impossibile non confrontarsi \u00e8 il seguente: se Ges\u00f9 avesse&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18766"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18766"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18766\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18767,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18766\/revisions\/18767"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18766"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18766"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18766"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}