{"id":18750,"date":"2023-08-26T00:08:24","date_gmt":"2023-08-25T22:08:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18750"},"modified":"2023-08-27T20:16:29","modified_gmt":"2023-08-27T18:16:29","slug":"una-infallibilita-solo-sulla-donna-questioni-aperte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/una-infallibilita-solo-sulla-donna-questioni-aperte\/","title":{"rendered":"Una infallibilit\u00e0 solo sulla donna? Questioni aperte"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-I.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"600\" height=\"394\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-I.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15708\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-I.jpg 600w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-I-300x197.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Non si deve nascondere che l\u2019esercizio formale della \u201cinfallibilit\u00e0\u201d, come prerogativa papale, ha conosciuto, a partire dal 1854, soltanto due utilizzi formali e diretti, e un terzo impiego, non formale e solo indiretto. Le due forme ufficiali, in cui prima papa Pio IX e poi papa Pio XII si sono avvalsi del \u201cpronunciamento ex cathedra\u201d, riguardano il dogma della Immacolata Concezione di Maria (1854) e quello della Assunzione di Maria (1950). Il terzo caso, che non \u00e8 tecnicamente esercizio della infallibilit\u00e0 \u201cex cathedra\u201d, ma che pretende di essere il semplice riconoscimento autorevole e definitivo di una comprensione ecclesiale infallibile, riguarda la \u201criserva maschile\u201d della ordinazione sacerdotale, su cui il papa GIovanni Paolo II afferma nel 1994 di non avere la facolt\u00e0 di modificarla, appartenendo alla &#8220;divina costituzione della Chiesa&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti e tre i pronunciamenti hanno per oggetto \u201cdonne\u201d: i primi due intervengono nel definire la origine e la fine di Maria di Nazareth, ossia il concepimento senza peccato e la morte riscattata in anima e corpo. Il terzo riguarda, in negativo, tutte le donne, Maria compresa.<\/p>\n\n\n\n<p>La delicatezza della figura femminile, nell\u2019economia della salvezza cristiana e cattolica, risulta straordinariamente confermata dal convergere, sul tema femminile, di tutti i pronunciamenti dotati della massima autorit\u00e0 negli ultimi 170 anni: riguardano appunto le donne. Una donna decisiva come la \u201cmadre di Dio\u201d, \u201cimmacolata\u201d e \u201cassunta\u201d e tutte le altre donne, escluse dal ministero sacerdotale.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, a ben vedere, non sfugge all\u2019osservatore attento una differenza fondamentale. Mentre le due affermazioni di carattere dogmatico, che identificano un \u201c verit\u00e0 di fede\u201d in modo formale, sono caratterizzate dal tratto positivo di qualificazione delle peculiarit\u00e0 di Maria nella economia della salvezza, il terzo pronunciamento, proprio a causa del suo carattere \u201cnegativo\u201d (come negazione di una facolt\u00e0 ecclesiale) e per il suo effetto di esclusione (delle donne dalla ordinazione sacerdotale) non ha assunto la forma ufficiale di una definizione <em>ex cathedra<\/em>, ma \u00e8 ricorso ad un <em>escamotage<\/em> piuttosto interessante: il papa Giovanni Paolo II ha affermato che la Chiesa non ha la facolt\u00e0 di ammettere le donne al ministero sacerdotale. Questa verit\u00e0 non \u00e8 definita dal papa, ma dichiarata come una \u201cverit\u00e0 di fede\u201d che la Chiesa ha elaborato con sicurezza nel proprio cammino storico.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u201cescamotage\u201d produce per\u00f2 una situazione paradossale, perch\u00e9 sposta il centro della attenzione dalla dichiarazione del papa alla coscienza della Chiesa, nella quale sarebbe custodita la verit\u00e0 che il papa si sarebbe limitato a costatare. Sarebbe perci\u00f2 la storia della coscienza ecclesiale, nel suo organico sviluppo, ad aver maturato la evidenza secondo cui al ministero sacerdotale accedono solo i maschi e non le femmine.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui, tuttavia, la mancanza di fondamento certo sul piano biblico, dove si trova in positivo la chiamata di uomini maschi, ma non in negativo la esclusione delle donne, crea una condizione precaria alla assunzione di questa \u201cinfallibilit\u00e0\u201d non definita dal papa. Perch\u00e9 la condizione della infallibilit\u00e0 ecclesiale richiede una evidenza che il passato ha avuto, ma il presente non ha pi\u00f9. Perci\u00f2, in questa argomentazione minimale, su cui \u00e8 costruito il testo di <em>Ordinatio sacerdotalis<\/em> del 1994, appare una tensione non risolta tra due dimensioni, tra loro eterogenee:<\/p>\n\n\n\n<p>a) Sarebbe il \u201cfatto\u201d della tradizione della \u201criserva maschile\u201d a fondare la evidenza di una assenza di autorit\u00e0 in capo alla Chiesa circa la sua possibile estensione della ordinazione alle donne. Ma questo \u201cfatto\u201d \u00e8 il prodotto di una lettura che la tradizione ha pesantemente accompagnato con riflessioni profondamente segnate da una lettura riduttiva, soggiogata, subordinata della donna; nella chiesa ci sono state tradizioni sane, ma anche tradizioni malate: il discernimento chiede un criterio sistematico, che non pu\u00f2 essere solo quello fattuale;<\/p>\n\n\n\n<p>b) La trascrizione \u201cdottrinale\u201d, che identificherebbe la riserva maschile come appartenente alla \u201cdivina costituzione della Chiesa\u201d, non assume il valore di un pronunciamente \u201cex cathedra\u201d, rinviando alla \u201cevidenza della tradizione ecclesiale\u201d quella che il papa semplicemente riconosce, ma non pone. Questa differenza crea una certa difficolt\u00e0 nel qualificare il livello di autorit\u00e0 del testo, il cui contenuto dottrinale sembra dipendere da una costatazione fattuale tutt&#8217;altro che pacifica.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma proprio questa duplice livello strutturale di <em>Ordinatio Sacerdotalis<\/em> mostra il lato scoperto della Lettera Apostolica. Se non vi \u00e8 modo di dimostrare, sul piano esegetico e sul piano della tradizione, un \u201cfatto\u201d che sia davvero indipendente da interpretazioni profondamente patriarcali e misogine, il rischio (che non si \u00e8 voluto correre) era quello di impegnare la Chiesa per sempre ed <em>ex cathedra<\/em> in una lettura non aggiornata della tradizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Se avessimo voluto attribuire alla \u201cdivina costituzione della Chiesa\u201d la inesistenza della America (dopo la sua scoperta), la centralit\u00e0 della terra nell\u2019universo anche dopo Copernico, o la subordinazione della donna all\u2019uomo nel matrimonio anche dopo il nuovo diritto di famiglia, saremmo rimasti bloccati a nozioni geografiche, astronomiche o familiari elaborate da culture che oggi abbiamo in larga parte superato.<\/p>\n\n\n\n<p>Una esclusione della donna dal ministero ordinato, che si voglia giustificare sulla base della sola tradizione ecclesiale, e che non trova un fondamento biblico indiscutibile, non regge alla mancanza di argomentazioni plausibili. OS, sapendo questo rischio, ha scelto una sorta di \u201cvia media\u201d: ha reso assolutamente \u201cdottrinale\u201d la riserva maschile, ma ha accuratamente evitato di spiegarla teologicamente. Ha sperato che, nei decenni successivi, qualche teologo trovasse la forza o l\u2019ingegno di dare figura sistematica convincente a questa \u201cdichiarazione\u201d. Di fatto, tutti i tentativi sono caduti nel vuoto. Cos\u00ec restano in piedi solo due strade:<\/p>\n\n\n\n<p>a) Accontentarsi di una \u201cteologia di autorit\u00e0\u201d, che per\u00f2 non dice tutta la verit\u00e0. Perch\u00e9 se diciamo che le donne non possono accedere al ministero sacerdotale \u201cperch\u00e9 lo ha detto il papa\u201d, non diciamo la verit\u00e0. Il papa rimanda, prima e oltre di s\u00e9, alla coscienza ecclesiale, nella quale la domanda non riceve, da decenni, una risposta pacifica.<\/p>\n\n\n\n<p>b) Scoprire che sotto le parole di OS vi sono assunzioni fattuali discutibili e soluzioni dottrinali che dipendono in modo troppo unilaterale da queste ricostruzioni di comodo. Quando Ges\u00f9 chiama gli apostoli, solo in una lettura troppo orientata possiamo leggere la \u201clibera scelta\u201d di chiamare solo maschi. L\u2019azione di Ges\u00f9 non \u00e8 cos\u00ec chiara come vorremmo noi oggi. Ges\u00f9 ha chiamato uomini galilei, circoncisi e maschi. Ognuna di queste determinazioni (galilei, circoncisi, maschi) ha subito, nelle diverse epoche, interpretazioni diverse. Per porre seriamente la questione della possibile ordinazione di donne al ministero ordinato, si deve restare fedeli al lavoro interpretativo che ha condotto la Chiesa, fin dai primi decenni, nell\u2019interrogarsi se fosse possibile ordinare non galilei, poi non circoncisi e pi\u00f9 di recente non maschi. La cultura mediterranea antica o quella universale tardo moderna non possono restare estranee alla meditazione e alla deliberazione ecclesiale. Aver chiuso occhi, bocca e orecchie di fronte a questa evoluzione culturale \u00e8 il punto debole di OS.<\/p>\n\n\n\n<p>La chiesa pu\u00f2 ben deliberare in modo infallibile sul concepimento e sulla morte di Maria. Ma non pu\u00f2 deliberare sulla esclusione della donna dalla ordinazione senza assumere, esplicitamente, la trasformazione che la identit\u00e0 femminile ha subito nello sviluppo culturale degli ultimi 200 anni, in larga parte del mondo. Se la Chiesa si chiude nel piccolo orto delle proprie tradizioni di gestione della autorit\u00e0 e pensa che, sulla base di esse, possa continuare ad escludere ogni donna da ogni autorit\u00e0 ministeriale ordinata, rischia di scambiare una dichiarazione di assenza di autorit\u00e0 con una manifestazione di prepotenza. Il che, come \u00e8 evidente, sarebbe in contraddizione con la sua vocazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, se piace a molti compiacersi del fatto che, quando il papa parla, il cattolico deve obbedire a quanto dice, e che perci\u00f2 sul tema della ordinazione sacerdotale non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nulla di nuovo da dire, allora \u00e8 chiaro che le idee restano un po\u2019 confuse. Sul tema della ordinazione sacerdotale il papa non si \u00e8 pronunciato in modo infallibile, ma ha dichiarato come definitiva una coscienza ecclesiale ritenuta infallibile. Ma se il fatto di cui si discute, ossia la riserva maschile, \u00e8 legato non semplicemente ad una evidenza di fede, ma ad una concezione genealogica, biologica, sociologica e culturale della donna, la pretesa di chiudere il discorso in una semplice evidenza di fede \u2013 che assimilerebbe la \u201criserva maschile\u201d alla \u201cnatura divina di Cristo\u201d o alla \u201cpresenza reale\u201d dell\u2019eucaristia \u2013 sarebbe davvero un esito del tutto sproporzionato e condizionato sul piano emotivo, perci\u00f2 inadeguato come soluzione plausibile ad una questione seria. Nelle questioni in cui non \u00e8 in gioco solo la fede, ma anche la cultura, non esiste alcuna competenza indiscutibile n\u00e9 della Chiesa n\u00e9 del papa. Dove si tratta della identit\u00e0 dei soggetti umani, uomini o donne che siano, \u00e8 proprio la tradizione cristiana e cattolica a scoprire che la \u201clibert\u00e0\u201d \u00e8 parte decisiva della loro identit\u00e0. Riconoscere anche alle donne la autorit\u00e0 di presiedere nella chiesa \u00e8 un dato culturale e antropologico che la Chiesa non sa valorizzare, perch\u00e9 non riesce a concepire una \u201cvocazione universale al ministero ordinato\u201d. Perci\u00f2, anche in questo ambito, se un papa dicesse che \u00e8 nero ci\u00f2 che \u00e8 bianco, non potrei seguirlo non per motivi di fede, ma per motivi di verit\u00e0. La donna che \u201c\u00e8 entrata nella vita pubblica (<em>quae <\/em><em>in re publica <\/em><em>interest<\/em>)\u201d da soli due secoli \u00e8 un \u201csegno dei tempi\u201d che cambia anche la tradizione ecclesiale. Pensare di salvare la chiesa tenendo in piedi una struttura ingiusta della <em>societas inaequalis<\/em> sarebbe un errore gravissimo. Anche la grande orchestra Filarmonica di Berlino, finch\u00e9 H. Von Karajan era stato il suo direttore, non ammetteva le donne al concorso. Una riserva maschile vigeva come norma indiscussa. Con l\u2019arrivo di Claudio Abbado a Berlino le cose sono cambiate. Anche la chiesa cattolica ha bisogno di entrare nella prospettiva di C. Abbado: non come cedimento alla cultura dominante, ma per non cedere alla nostalgia tossica di identificare la differenza di Dio con la differenza tra maschio e femmina. L\u2019intento di salvare la differenza di Dio con la resistenza ad oltranza sulla riserva maschile, a costo di farla diventare addirittura un \u201cmistero della fede\u201d, \u00e8 un vicolo cieco. Che non pu\u00f2 ostacolare il cammino della sana tradizione.<\/p>\n\n\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non si deve nascondere che l\u2019esercizio formale della \u201cinfallibilit\u00e0\u201d, come prerogativa papale, ha conosciuto, a partire dal 1854, soltanto due utilizzi formali e diretti, e un terzo impiego, non formale e solo indiretto. 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