{"id":18746,"date":"2023-08-22T11:04:07","date_gmt":"2023-08-22T09:04:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18746"},"modified":"2023-08-22T11:04:09","modified_gmt":"2023-08-22T09:04:09","slug":"la-differenza-di-dio-e-la-differenza-dellordine-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-differenza-di-dio-e-la-differenza-dellordine-sociale\/","title":{"rendered":"<strong>La differenza di Dio e la differenza dell\u2019ordine sociale<\/strong>"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-I.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"600\" height=\"394\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-I.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-15708\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-I.jpg 600w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilio-vaticano-I-300x197.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Una questione decisiva, per ogni teologia, sta nel garantire a Dio il suo posto autorevole. Se Dio non \u00e8 \u201caltro\u201d, se ne perde la traccia. La \u201cimmanenza\u201d sembra la negazione di Dio. D\u2019altra parte una \u201ctotale alterit\u00e0 di Dio\u201d a sua volta minaccia ogni teologia, ridotta cos\u00ec al silenzio dalla trascendenza inarrivabile del divino. Lo spazio stretto tra una immanenza di trascendenza e una trascendenza capace di immanenza si compie, irriversibilmente, nella logica trinitaria del Dio che per amore diventa uomo. Padre, Figlio e Spirito Santo sono garanzia di trascendenza, di immanenza, e di relazione per sempre e per tutti con questo amore, ad un tempo altro e medesimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Un Dio solo \u201cdiverso\u201d implica una cultura e una societ\u00e0 in cui la gerarchia \u00e8 il principio indiscutibile: gerarchia naturale e gerarchia sociale si corrispondono nel garantire la trascendenza di Dio. Cos\u00ec una gerarchia dei sessi e una differenza essenziale tra maschi della gerarchia e maschi senza gerarchia diventa la forma di visibilit\u00e0 della autorit\u00e0 di Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo modo di pensare \u00e8 stato largamente presente nella cultura tradizionale europea, fino all\u2019avvento della tarda modernit\u00e0, quando la \u201csociet\u00e0 dell\u2019onore\u201d ha identificato nella \u201cdifferenza gerarchica\u201d la forma sociale e culturale per comprendere il mondo, l\u2019uomo e Dio stesso. Ma con il sorgere della societ\u00e0 liberale, che possiamo chiamare societ\u00e0 della \u201cdignit\u00e0\u201d, questo modo di pensare \u00e8 entrato in crisi. Se resta la esigenza di pensare e di sperimentare la \u201cdifferenza di Dio\u201d, questo avviene in relazione ad una \u201cprincipio di immanenza\u201d che concepisce il mondo, l\u2019uomo e Dio stesso in modo diverso. E\u2019 la dignit\u00e0 di ogni creatura a costituire il punto di partenza, che cos\u00ec appare, agli occhi del sapere classico, una \u201ccaduta nell\u2019immanenza senza Dio\u201d. Tutto viene ripensato in questa ottica, e tutto viene sospettato di \u201cperdere ogni trascendenza\u201d. Anche i \u201cdiritti dell\u2019uomo\u201d sono stati catturati in questa rilettura ateistica, che li fa derivare, colpevolmente, dalla negazione di Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo modo di reagire al pensiero tardo-moderno non \u00e8 scomparso dal pensiero teologico. A costo di produrre \u201cdualismi a catena\u201d, il pensiero legato alla \u201cdifferenza di Dio\u201d esige una \u201cdifferenza ontologica\u201d che attraversa la societ\u00e0 e non sopporta la \u201ceguaglianza\u201d e la \u201clibert\u00e0\u201d, ma afferma continuamente la \u201cgerarchia\u201d e la \u201cautorit\u00e0\u201d. I due punti di resistenza maggiore restano due: la non ammissione del principio di \u201cdivisione del potere\u201d nel corpo ecclesiale, e la resistenza alla \u201ceguaglianza di autorit\u00e0\u201d tra maschio e femmina. Il principio di concentrazione del vescovo (in ogni vescovo e nel Vescovo di Roma) di ogni potere e il principio della \u201criserva maschile\u201d per l\u2019accesso al ministero ordinato vengono pensati, assai frequentemente, come parti costitutive della \u201cdivina costituzione della Chiesa\u201d. Qui opera una sovrapposizione tra modelli di \u201cdifferenza teologica\u201d e di \u201cdifferenza sociale\u201d che non riusciamo ancora a pensare con il dovuto discernimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Molto utile \u00e8 considerare che cosa produce l\u2019impatto tra queste \u201cformae mentis\u201d del mondo tradizionale e l\u2019annuncio del vangelo nel mondo tardo-moderno. La inconcepibilit\u00e0 di uno \u201cstrumento sinodale\u201d che mette in questione il primo principio, e il timore dell\u2019accesso delle donne al minsitero ordinato, come crisi del secondo principio, vengono vissute come una questione non di carattere disciplinare, ma di qualit\u00e0 dottrinale e addirittura dogmatica. Qui lo scarso dialogo tra la teologia e la cultura contemporanea diventa, allo stesso tempo, drammatico e comico. Proietta allo stesso tempo fantasmi sulla cultura come sulla teologia. E genera mostri.<\/p>\n\n\n\n<p>Le societ\u00e0 ad alta differenziazione, come quelle sorte dalle grandi rivoluzioni tardo-moderne, non sono \u201cmeno differenziate\u201d, ma \u201cpi\u00f9 differenziate\u201d delle societ\u00e0 tradizionali. L\u2019idea che la \u201ceguaglianza\u201d e la \u201clibert\u00e0\u201d abbiano impoverito il corpo sociale \u00e8 il frutto di un abbaglio assai frequente. Piuttosto sono le societ\u00e0 tradizionali a considerare \u201caberranti\u201d le trasgressioni della norma sociale, che costringe i laici e i chierici in ruoli gerarchici immutabili, cos\u00ec come i maschi e le femmine, nella famiglia come nella societ\u00e0. La uscita da queste norme stringenti non \u00e8 la negazione del vangelo, ma la sua riformulazione in una cultura nuova.<\/p>\n\n\n\n<p>Se ad una \u201csociet\u00e0 dell\u2019onore\u201d si sostituisce una \u201csociet\u00e0 della dignit\u00e0\u201d, nasce non solo il rischio di una \u201cidentit\u00e0 non riconosciuta\u201d, che \u00e8 certo un problema non piccolo, ma anche una \u201calta differenziazione\u201d che istituisce nuove forme di identit\u00e0, prima impossibili e inconcepibili. Anche la Chiesa si arricchisce di questa nuova dinamica. Certo, nella Chiesa cattolica, proprio la dimensione universale costringe a tener conto di un mondo complesso, nel quale continuano a convivere, spesso anche a stretta vicinanza, logiche di onore e logiche di dignit\u00e0, che hanno bisogno di una lenta maturazione. Per questo una differenziazione condivisa della dottrina, almeno per ambiti continentali, sar\u00e0 una evoluzione inevitabile. Il Dio \u201cdifferente\u201d si mostra molto pi\u00f9 nella \u201cbrezza leggera\u201d che nel \u201cfuoco\u201d o nel \u201cterremoto\u201d. Cos\u00ec l\u2019amore, che \u00e8 una definizione di Dio, non si lascia comprendere semplicemente come il \u201ctotalmente altro\u201d per l\u2019uomo, ma come ci\u00f2 di cui l\u2019uomo e la donna, ogni uomo e ogni donna, originariamente partecipano. La \u201calta differenziazione\u201d, che caratterizza le nostre societ\u00e0 e le nostre chiese, chiede il superamento delle logiche soltanto gerarchiche della societ\u00e0 dell\u2019onore, insieme alla correzione fraterna della societ\u00e0 della dignit\u00e0, fondata su libert\u00e0 e uguaglianza. La trascendenza di Dio \u00e8 in quella immanenza trasfigurata e trasfigurante che si chiama amore. Questo amore non sopporta pi\u00f9, in larga parte del mondo, una impostazione in cui la \u201cdifferenza di Dio\u201d si imponga, necessariamente, come \u201cgerarchia naturale e sociale\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una questione decisiva, per ogni teologia, sta nel garantire a Dio il suo posto autorevole. Se Dio non \u00e8 \u201caltro\u201d, se ne perde la traccia. La \u201cimmanenza\u201d sembra la negazione di Dio. 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