{"id":18743,"date":"2023-08-21T08:55:44","date_gmt":"2023-08-21T06:55:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18743"},"modified":"2023-08-21T09:04:02","modified_gmt":"2023-08-21T07:04:02","slug":"una-chiesa-fuori-di-se-crisi-e-sfide","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/una-chiesa-fuori-di-se-crisi-e-sfide\/","title":{"rendered":"<strong>Una Chiesa fuori di s\u00e9: crisi e sfide<\/strong>"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Hard_times_cover.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"359\" height=\"611\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Hard_times_cover.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18744\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Hard_times_cover.jpg 359w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Hard_times_cover-176x300.jpg 176w\" sizes=\"(max-width: 359px) 100vw, 359px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Venerd\u00ec 18 agosto si \u00e8 tenuta a Camaldoli una serata di riflessione sul tema: &#8220;La crisi del cristianesimo in occidente&#8221;, nella quale sono intervenuto insieme a Lucia Vantini e che pu\u00f2 essere ascoltata sul canale youtube al seguente link (<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=5rqjzmNDJW0\">qui<\/a>). Pubblico qui di seguito lo schema su cui ho costruito la mia relazione<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">\u201c<em>Si manifest\u00f2 in altra forma (en eth\u00e8ra morph\u00e9)\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>(Mc 16,12)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">In questa \u201cSala del Landino\u201d, che frequento ormai da alcuni decenni, \u00e8 bello parlare sotto un soffitto ligneo solidissimo e potente e sotto lo sguardo della \u201ctesta dorata\u201d di Giovanni XXIII, che si affaccia quasi alla finestra, poco sotto la targa che ricorda come, in questa stessa sala, \u201cdiebus canicularibus\u201d si tenessero molti secoli fa discussioni accademiche con i migliori ingenii dell\u2019umanesimo e del rinascimento toscano. A Camaldoli si respira una tradizione di libert\u00e0 che continua.<\/p>\n\n\n\n<p>La riflessione di questa sera muove da due libri: un grande \u201ccanto del cigno\u201d e una bella \u201copera prima\u201d. \u201cUn cattolicesimo diverso\u201d di Gh. Lafont e \u201cDio rimane\u201d di Debora Rienzi. Biograficamente stanno alla fine di una vita e all\u2019inizio di una carriera. Sono due libri sorprendenti. Perch\u00e9 aprono prospettive di rilettura importanti della nostra tradizione cristiana e cattolica. E rispondono magistralmente alla crisi di cui vi dir\u00f2. Affascinano come le opere prime e le opere ultime. Come i primi minuetti di Mozart o gli ultimi quartetti di Beethoven, come le danze del giovane Bach o l\u2019arte della fuga lasciata incompiuta. Un terzo libro (\u201cEra irriconoscibile\u201d di Enrico Mazza) ci offre una sorta di \u201cbasso continuo\u201d, come meditazione sulla identit\u00e0 del Risorto &#8220;in altra forma&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>1. <em>Il cristianesimo in crisi: non \u00e8 una novit\u00e0<\/em>. Vorrei parlare, in modo particolare, della crisi del cattolicesimo, della grande opportunit\u00e0 del primo papa \u201cnon europeo\u201d, che ci permette di capire meglio la differenza tra \u201ccrisi istituzionale\u201d e \u201ccrisi sostanziale\u201d. Perch\u00e9, appunto, Francesco, non essendo europeo, ha uno \u201csguardo da fuori\u201d che aiuta a relativizzare le nostre fisime, i nostri tic, i nostri assoluti, che non sono cattolici, ma semplicemente europei, di una cultura che \u00e8 cambiata e con la quale non dobbiamo pi\u00f9 confondere il vangelo. Se il vangelo \u201cresta\u201d, la cultura pu\u00f2 e deve cambiare!<br><br>2. <em>Da dove iniziamo?<\/em> Si potrebbe iniziare a considerare la crisi da molti punti storici di svolta: dalla traduzione imperiale romana della fede, poi dalla traduzione carolingia, poi da Gregorio VII, dalla versione scolastica, dalla scoperta dell\u2019america, ovviamente anche da Lutero, ma io scelgo dalla \u201cfine della tradizione\u201d che accade con le rivoluzioni politiche e industriali tra fine 700 e primi 800. L\u00ec accade (in Europa e diversamente in Nord America) qualcosa di enorme, che mette alla prova il piccolo mondo antico europeo e poi mondiale: cambia il modo di pensare il soggetto lavoratore e il soggetto cittadino. Cambia l\u2019idea di libert\u00e0 e di autorit\u00e0. Siamo ancora tutti vittime e prodotti (attori e risultati) di questo grande evento di tecnologia economica e di tecnologia politica. Da queste rivoluzioni nasce la rilettura dei soggetti e degli oggetti, dei giovani come delle donne.<br><br>3. <em>C<\/em><em>ambi<\/em><em>a<\/em><em> <\/em><em>i<\/em><em>l \u201ccuore\u201d <\/em><em>d<\/em><em>ella<\/em><em> societ\u00e0<\/em>, che passa da \u201csociet\u00e0 dell\u2019 onore\u201d a \u201csociet\u00e0 della\u201d dignit\u00e0. E\u2019 stato il filosofo cattolico canadese Ch. Taylor a suggerirmi una delle chiavi di lettura per me oggi pi\u00f9 efficaci per interpretare questa crisi, che viviamo da 200 anni. Ed \u00e8, appunto, il passaggio dalla societ\u00e0 dell\u2019onore alla societ\u00e0 della dignit\u00e0. Si tratta di un passaggio epocale, che inaugura le forme di vita a cui oggi siamo legati in buona parte del mondo cosiddetto \u201cavanzato\u201d, o, per dire meglio, nella cosiddetta \u201csociet\u00e0 aperta\u201d (nella quale la identit\u00e0 non \u00e8 prestabilita in modo assoluto). Potremmo dire cos\u00ec: si passa dal principio di \u201cdifferenza\u201d (di cui vive l\u2019onore) al principio di \u201ceguaglianza\u201d (di cui vive la dignit\u00e0).<br><br>4. <em>La crisi delle fedi e della forma cattolica<\/em> dipende, in larga parte, da questa nuova forma di societ\u00e0. La societ\u00e0 aperta non predetermina i destini, le identit\u00e0, le funzioni, i mestieri, le vocazioni. Li affida alla libert\u00e0 (sempre in cerca di autorit\u00e0 e nel dramma di un riconoscimento non pi\u00f9 assicurato a priori). La tentazione, per tutte le chiese, e per la chiesa cattolica in modo particolare, \u00e8 di sancire una alleanza difensiva con la societ\u00e0 dell\u2019onore, per poter dire se stessa secondo la \u201ctradizione\u201d (elaborata in secoli di societ\u00e0 dell\u2019onore). Le differenze fondamentali, che si implicano una con l\u2019altra, sono tre: differenza tra Dio e uomo, tra maschio e femmina, tra chierici e laici. Difendere queste differenze si identifica, purtroppo, con la difesa del vangelo. Qui sta l\u2019errore pi\u00f9 grave e pi\u00f9 difficile da superare. Ci siamo convinti, da 200 anni, che la custodia del divino consista nel conservare la societ\u00e0 ingiusta.<\/p>\n\n\n\n<p><br>5. <em>E<\/em><em>xcursus<\/em>: sul \u201cclericalismo\u201d e i suoi significati dimenticati. Identit\u00e0 ecclesiale di fronte al mondo laico. Il clericalismo era \u201cla\u201d forma della apertura al mondo. La chiesa era \u201cclericale\u201d per poter istituire una relazione di \u201cuscita\u201d. Solo a partire dalla fine del 700 la logica clericale \u00e8 diventata, progressivamente, chiusura e diffidenza verso il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>6. <em>Una lenta elaborazione della crisi<\/em>. I segni dei tempi di 60 anni fa: lavoratori, donne, popoli in una nuova lettura. La posizione cattolica ha reagito alla \u201csociet\u00e0 aperta\u201d in modo frontale. Fino al 1870, per un secolo, compilando elenchi sterminati di errori moderni. Tra fine 800 e prima met\u00e0 del 900 la cosa si \u00e8 trasformata nella \u201clotta contro il modernismo\u201d, le cui radici sono nel Sillabo di Pio IX e arrivano fino al 1950. Bisogna attendere Giovanni XXIII per trovare, inaspettatamente, un approccio veramente nuovo, fino alla scoperta di \u201csegni dei tempi\u201d, ossia di elementi della storia comune, segnati dalla novit\u00e0 della societ\u00e0 aperta, che la Chiesa inizia a valutare positivamente. Nei \u201csegni\u201d che la storia offre la Chiesa diventa \u201cdiscente\u201d.<br><br>7. <em>Tre nuovi segni dei tempi: generare custodire comunicare<\/em>. Potremmo, 60 anni dopo, identificare altri \u201csegni dei tempi\u201d, che si aggiungono a quelli ancora disattesi di 60 anni fa. La forma moderna del \u201cgenerare\u201d, la forma moderna del \u201ccustodire\u201d e la forma moderna del \u201ccomunicare\u201d ci insegnano qualcosa. Lo fanno uscendo una volta per tutte dalle tentazioni nostalgiche delle modalit\u00e0 tradizionali del generare, del custodire e del comunicare, che incidono pesantemente sul modo di ascoltare la Parola e di annunciarne il messaggio di fede e di libert\u00e0. Come generiamo oggi alla vita, alla fede, alla carit\u00e0? Come custodiamo l\u2019uomo, il creato e Dio stesso? Come comunichiamo la Parola e la sua forza di amore? Questi punti-chiave sollecitano quella \u201criformulazione del depositum fidei\u201d che il Concilio Vaticano II ha chiamato \u201cindole pastorale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><br>8. <em>S<\/em><em>uperare <\/em><em>l\u2019<\/em><em>antimodernismo come \u201cdestino cattolico\u201d<\/em> . Gli abiti ottocenteschi, che abbiamo conservato gelosamente fino agli anni 50 e che sono tornati prepotentemente in auge dopo gli anni 80 del 900, con il sorgere di un vero e proprio \u201cdispositivo di blocco\u201d messo in atto dal magistero cattolico contro ogni novit\u00e0, percepita come minaccia. Due esempi: la nostalgia della liturgia riformata dal Concilio Vaticano II e il tentativo di \u201cdogmatizzazione\u201d della riserva maschile sul ministero ordinato: due fenomeni recentissimi (degli ultimi 30 anni) che mostrano bene la tentazione di pensare il vangelo nella \u201csociet\u00e0 della differenza\u201d, anche se non sappiamo pi\u00f9 darne argomentazioni credibili e plausibili.<\/p>\n\n\n\n<p>9. <em>I<\/em><em>l cattolicesimo come \u201cpromotore di cultura\u201d (non di musei)<\/em>. Riconoscere il risorto significa diventare corpo di Cristo, entrare nella logica della morte e risurrezione, e cos\u00ec scoprire il Signore che \u00e8 \u201cirriconoscibile\u201d e che si presenta \u201cin altra forma\u201d. Il Signore risorto \u00e8 signore della storia, ma non \u00e8 immediatamente riconoscibile, oggettivabile, esigibile! Si presenta sempre \u201cin altra forma\u201d. Per questo ha bisogno di \u201caltre categorie\u201d con cui dire il medesimo evento di morte e risurrezione.<\/p>\n\n\n\n<p>Precisare il concetto di \u201cdottrina\u201d (a partire dalla \u201cnatura della dottrina\u201d di G. Lindbeck) \u00e8 uno dei compiti sistematici pi\u00f9 urgenti: due casi, entrambi legati alla dimensione sessuale. La teologia del matrimonio e la teologia dell\u2019ordine, che devono essere ricostruite sulla base di una nuova comprensione del rapporto tra sesso, identit\u00e0 e genere (le connotazioni biologiche, personali e sociali stanno oggi su un piano diverso da prima). La parit\u00e0 matrimoniale, assunta da meno di 50 anni anche ritualmente, fatica ad essere raggiunta dalla parit\u00e0 ministeriale, che resta pensata in una forma arcaica, lacerata e lacerante. E da qui scaturisce una sorta di \u201cdipendenza\u201d (tossica) del cattolicesimo dalla \u201csociet\u00e0 dell\u2019onore\u201d. La identificazione del cattolicesimo con l\u2019<em>ancien r\u00e9gime<\/em> accade quasi nella comune distrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>10. <em>Conclusioni letterarie e cinematografiche <\/em><em>e le tre \u201ci\u201d necessarie per reagire. <\/em>Vorrei finire con due opere d\u2019arte assai utili per meditare sulla crisi del cristianesimo oggi. Si tratta di due \u201crappresentazioni\u201d di ci\u00f2 che accadeva in Europa nel 1850 e nel 1950, circa 170 anni fa e 70 anni fa. Il romanzo <em>Hard Times<\/em> di Ch. Dickens e il film <em>Philomena <\/em>di Stephen Frears ci presentano un mondo \u201cin altra forma\u201d. Ossia nella forma di una societ\u00e0 dell\u2019onore che si sta trasformando in societ\u00e0 della dignit\u00e0. Questo implica la crisi dei modelli familiari, educativi, religiosi, assistenziali, ministeriali. Ci\u00f2 che era stato fondato sulla \u201cdifferenza\u201d e sull\u2019\u201donore\u201d aveva bisogno di essere ricomprenso sulla base della \u201ceguaglianza\u201d e della \u201cdignit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Essere \u201cfuori di s\u00e9\u201d (che \u00e8 anche il titolo di un bel libro di Marcello Neri) \u00e8 un modo con cui diciamo la \u201cperdita della identit\u00e0 statica\u201d. Dicendo \u201cera fuori di s\u00e9\u201d di solito ci esprimiamo in un modo che per lo pi\u00f9 ci serve a qualificare negativamente il comportamento di una persona. Per il Signore Ges\u00f9 e per la Chiesa che da lui deriva, nascendo dall\u2019acqua e dal sangue che scaturiscono dal suo costato, essere \u201cfuori di s\u00e9\u201d \u00e8 la cifra sorprendente di una identit\u00e0 non compiuta, ma affidata e sorprendente. Una chiesa \u201cin uscita\u201d pu\u00f2 davvero essere se stessa nella coscienza che il Signore \u00e8 sempre \u201cin uscita\u201d. Perci\u00f2 la inquietudine, la incompletezza e la immaginazione, di cui la Chiesa deve dotarsi per essere fedele, sono il nutrimento essenziale di ogni buona teologia. La teologia deve rendere conto di una Chiesa chiamata dal suo Signore ad essere \u201cfuori di s\u00e9\u201d. Il Signore si lascia vedere solo \u201cnella fede\u201d e perci\u00f2 sta sempre \u201cin altra forma\u201d. Questo \u201cfondamento\u201d implica una trascendenza a se stessa e una trasgressione di s\u00e9 che la Chiesa si vede posta come \u201ccondizione di fedelt\u00e0\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 18 agosto si \u00e8 tenuta a Camaldoli una serata di riflessione sul tema: &#8220;La crisi del cristianesimo in occidente&#8221;, nella quale sono intervenuto insieme a Lucia Vantini e che pu\u00f2 essere ascoltata sul canale&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18743"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18743"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18743\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18745,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18743\/revisions\/18745"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18743"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18743"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18743"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}