{"id":18733,"date":"2023-08-10T09:03:21","date_gmt":"2023-08-10T07:03:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18733"},"modified":"2023-08-10T09:03:24","modified_gmt":"2023-08-10T07:03:24","slug":"il-sacramento-della-gmg-dialogo-teologico-con-marco-gallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-sacramento-della-gmg-dialogo-teologico-con-marco-gallo\/","title":{"rendered":"Il sacramento della GMG: dialogo teologico con Marco Gallo"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/GMG23.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"389\" height=\"129\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/GMG23.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-18734\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/GMG23.png 389w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/GMG23-300x99.png 300w\" sizes=\"(max-width: 389px) 100vw, 389px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Gli eventi che tra il 1 e il 6 agosto si sono svolti a Lisbona hanno suscitato, come era inevitabile, reazioni diverse. Lodi sperticate e stroncature senza appello hanno attraversato la comunicazione pubblica ed anche ecclesiale. Qui vorremmo provare a ragionare su un aspetto delimitato della esperienza delle giornate, ossia sul profilo liturgico-sacramentale della GMG. Quale esperienza del sacramento e della liturgia ha mediato l\u2019evento? In quali categorie possiamo inquadrarlo? Si tratta di una iniziazione oppure di una guarigione o ancora di una vocazione? Proviamo a farlo a due voci, ragionando sul piano della medesima teologia, ma partendo da fuori e da dentro. Una voce (Andrea) far\u00e0 considerazioni guardando al fenomeno dall\u2019esterno, mentre l\u2019altra (Marco) ragioner\u00e0 avendo avuto diretta esperienza dell\u2019evento stesso. Questo modo di leggere i fatti potrebbe favorire un reciproco riconoscimento e, nella speranza, una buona forma di riflessione sulla GMG di Lisbona, non apologetica e non trionfalistica, per quanto limitata soltanto al suo aspetto sacramentale. Ringrazio Marco Gallo per lo scambio serio, schietto e sereno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>a) Un sacramento della GMG?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Andrea: La prima osservazione, del tutto generale, si sofferma sulla GMG come un possibile \u201cottavo sacramento\u201d. La struttura dell\u2019evento, le sue forme di convocazione, di raduno, di organizzazione e di partecipazione tendono ad assumere, come tali, un valore \u201cquasi-sacramentale\u201d. Essere stati alla GMG, a posteriori, sembra diventare quasi una sorta di \u201ccarattere\u201d impresso nel giovane e nella giovane, che poi diventa una certa abilitazione alla vita ecclesiale, all\u2019esercizio del culto, alla custodia della fede. Senza escludere il lato della \u201cquantit\u00e0 sensibile\u201d, che resta una sorta di basso continuo dei commenti (pro o contro), la \u201cqualit\u00e0 spirituale\u201d della esperienza sembra valere come una sorta di \u201crecupero\u201d o addirittura di \u201csurrogato\u201d della iniziazione cristiana. Ci\u00f2 nondimeno, proprio la sequenza dei tre sacramenti fondamentali appare, allo stesso tempo, in secondo piano e il vero punto di sfida. Si parla e si sperimenta molto pi\u00f9 penitenza (ma nelle apparenze ridotta a confessione) e adorazione monumentale che battesimo e eucaristia: qui credo ci sia un primo punto importante su cui riflettere.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Marco: Essendone reduce (fuori et\u00e0), direi di non aver ricevuto l\u2019ottavo sacramento, ma di aver vissuto una straordinaria riformulazione post-moderna della dinamica classica del pellegrinaggio. Credo che aver partecipato non trasformi ma lo possa fare: in un certo modo penso quindi sia da leggere nella chiave della guarigione\/esplorazione. Direi un pellegrinaggio antico, pi\u00f9 che un\u2019iniziazione moderna, perch\u00e9 non la si sceglie per diventare pi\u00f9 cristiani o pi\u00f9 cattolici: non c\u2019\u00e8 accenno alla ripresa del battesimo, n\u00e9 alla dimensione crismale, e la pratica eucaristica \u00e8 a mio modo di vedere la pi\u00f9 faticosa. \u00c8 un pellegrinaggio anzitutto perch\u00e9 \u00e8 un\u2019azione unica, sui generis (a che cosa assomiglia?), tanto faticosa che certamente non si pu\u00f2 scegliere con motivazioni banali. Perch\u00e9 erano l\u00ec questi giovani? Parlando degli europei presenti, questi ragazzi (di famiglia agiata o meno) non hanno certo colto questa occasione per vedere il mondo: l\u2019hanno gi\u00e0 girato molto pi\u00f9 di noi, sin da piccoli. E non cercavano una scusa per stare con amici. Erano l\u00ec perch\u00e9 \u00e8 un\u2019esperienza senza pari, che non assomiglia a nessun\u2019altra, da condividere e raccontare. Come ogni pellegrinaggio, c\u2019\u00e8 un prima e un dopo. In questa chiave mi pare che pi\u00f9 che un\u2019occasione per vivere liturgie, la GMG sia una liturgia in se stessa: un pellegrinaggio inclusivo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>b) Quale figura di sacramento?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A: La forma che il sacramento assume, nel momento in cui entra da un lato nella esperienza dei giovani e dall\u2019altro nell\u2019occhio della telecamera (senza dare per scontato che possano identificarsi), sembra prendere le movenze pi\u00f9 classiche possibili: il fare penitenza diventa \u201cconfessione auricolare\u201d; la vita eucaristica \u201cadorazione del santissimo\u201d; la sequela di Ges\u00f9 \u201cvia crucis\u201d. Qui le risorse della riforma liturgica sembrano cedere ad un immaginario almeno formalmente \u201ctridentino\u201d , insieme alle evidenze della \u201creligiosit\u00e0 popolare\u201d e alle dinamiche che tu giustamente hai rilevato del pellegrinaggio. Qui, io penso, il carattere internazionale dell\u2019evento, chiede senza dubbio scelte obbligate, che per\u00f2 non sembrano scelte solo coraggiose. Un DJ in clergimen di fronte a un mare di giovani o una miriade di \u201cconfessionali\u201d non sono solo \u201csegni comuni\u201d, ma anche comprensioni orientate e forse ideologiche della tradizione: che la GMG da un lato assume, ma anche rilancia con un effetto travolgente e non facilmente controllabile, sia sul vissuto iniziatico sia sulla dinamica di guarigione dei soggetti implicati e di coloro che a distanza la seguono. Almeno dall\u2019esterno sembrano confermare e quasi \u201cblindare\u201d una confessione puntuale e senza penitenza e una eucaristia cerimoniale e senza azione, ossia non le risorse, ma i problema che da 60 anni cerchiamo di superare.<\/p>\n\n\n\n<p><em>M: Vissuti con il corpo stravolto del partecipante, con la formazione del liturgista e l\u2019azione del concelebrante, ho trovato le Messe atti quasi estremi, al limite del sopportabile. \u00c8 una assemblea liturgica quella composta da un milione e mezzo di persone? L\u2019atto di presidenza resiste al gioco di sguardi tra maxischermi e altare fisico quasi non pi\u00f9 visibile? Nella pratica, tanti giovani erano coricati ed estraniati, partecipavano solo all\u2019omelia, a qualche canto e, certamente, alla comunione. Per questo, letta come dinamica di pellegrinaggio, trovo che la devozione popolare con alcuni suoi gesti abbia funzionato molto meglio della liturgia. Al mattino del venerd\u00ec ho confessato decine di ragazzi (che facevano una sorta di confessione generale!), al pomeriggio mi sono sorpreso a commuovermi nel ritmo straordinario della regia della via crucis, in cui gli stessi dolori del mondo giovanile contemporaneo ascoltati al mattino erano messi in dialogo con la grande trama della passione\/risurrezione di Cristo. Oppure, che cosa avrebbe innescato un silenzio pari a quello sceso improvviso, dopo ore di musica sparata, se non la proiezione dell\u2019ostensorio la sera della veglia? Dubbioso sul gesto (gi\u00e0 vissuto in altre GMG: di nuovo, verso che cosa ci si inginocchia, lo schermo gigante o il palco? Come si fa l\u2019adorazione se non si \u00e8 iniziati?), mi sono immerso in un silenzio che neanche l\u2019ascolto del papa aveva generato (tutti con le radioline per la traduzione, alcuni coricati, altri a prendere appunti). Mi sono inginocchiato, ma a mia grande sorpresa, anche i ragazzi meno coinvolti l\u2019hanno fatto da soli (\u201cPosso chiederti perch\u00e9?\u201d \u201cSai che non lo so? E che erano anni che non lo facevo?\u201d), in minuti senza un fiato. Mi sembrano tutti atti che testimoniano il fatto che la devozione popolare ha una carne e una potenza che le nostre liturgie non riescono a ospitare. (En passant: non tutta la piet\u00e0 popolare vi funziona. \u00c8 stato regalato un rosario ad ognuno, ma \u00e8 diventato un braccialetto\/collana, che non ho mai visto usare nelle giornate).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>c) Le parole e le azioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A: E\u2019 inevitabile che molto sia stato affidato alle parole: parole del papa, testi della veglia, testi della via crucis. Ma il registro \u201cnon verbale\u201d, che certamente funziona a fondo anzitutto con i giovani, \u00e8 stato pensato liturgicamente o sacramentalmente? Se nella memoria comune, oltre che nella rappresentazione mediatica, restano solo \u201cconfessionali, adorazione e via crucis\u201d, che ne \u00e8 dello \u201cstupore liturgico\u201d che deriva dalla celebrazione eucaristica, dalla memoria del battesimo, dalla vocazione crismale? In quale misura le azioni silenziose, ma diversamente eloquenti, sono state oggetto di riflessione e di elaborazione, e non piuttosto funzionalizzate direttamente alla parola e ai valori? Qui, forse, il concetto stesso di \u201cgiornata della giovent\u00f9\u201d paga un prezzo alto alla pretesa di \u201cridurre\u201d il tempo ecclesiale a sequenza di \u201ctemi\u201d. Non si deve dimenticare che, in origine, la GMG coincideva con la domenica delle palme. Forse questa \u201corigine devozionale\u201d segna ancora in modo troppo forte la identit\u00e0 e la forma stessa di queste GMG, che resistono con comprensibile ostinazione ad ogni inquadramento nell\u2019anno liturgico. Il pellegrinaggio, come hai notato, ha una affinit\u00e0 pi\u00f9 col luogo che col tempo e quasi ristabilisce un sorta di \u201cprimato dello spazio sul tempo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><em>M: In un certo senso sono d\u2019accordo, si \u00e8 fatta un\u2019esperienza pi\u00f9 sacramentale che liturgica. Ma direi che \u00e8 pi\u00f9 potente il non verbale che i testi adottati. Continuerei la tua analisi su due registri tra gli altri: il ruolo del papa e l\u2019esperienza di chiesa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Sin dall\u2019inizio, il papa \u00e8 nelle GMG una star, ben pi\u00f9 che un presidente e un vescovo. Sia Benedetto che Francesco hanno tentato di interpretare il ruolo in modo ben diverso da Giovanni Paolo. Ma \u00e8 comunque cos\u00ec. \u201cEsta es la juventud del Papa\u201d. Ascoltavo e mi chiedevo: come possono questi giovani gridare un tale slogan? In che senso sono \u201csuoi\u201d? Certo, papa Francesco ha una postura del corpo (ferito), un tono simpatico e gentile della voce ed un linguaggio simile a quello di un buon nonno, direi accolto con tenerezza profonda. All\u2019opposto metterei il monologo ricchissimo e raro di don Ciotti, da lui urlato alla festa degli italiani, completamente fuori frequenza per i ragazzi (\u201cDon, perch\u00e9 grida?\u201d). Credo dunque che l\u2019esperienza della fiducia accordata al papa sia sempre da capo da meritare sul campo: direi quindi una sacramentalit\u00e0 dell\u2019episcopato\/papato ad personam.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Mi sembra, infine, che i partecipanti abbiano fatto un\u2019esperienza immersiva di cattolicit\u00e0. La GMG (che non ha dimensione ecumenica n\u00e9 interreligiosa) non permette di camminare verso una chiesa sinodale, ma fraterna e universale s\u00ec. Direi che \u00e8 un\u2019esperienza profetica estrema (e solo indicativa, non di progetto) di popoli che si toccano e si abbracciano (poveri giapponesi!), si capiscono, si stimano; di persone con disabilit\u00e0 sempre pi\u00f9 a loro agio, di linguaggi che non sono rifiutati a prescindere (compresa la techno!). Credo che questa immersione eccezionale lavori pi\u00f9 sul non verbale e non concettuale che sui discorsi.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli eventi che tra il 1 e il 6 agosto si sono svolti a Lisbona hanno suscitato, come era inevitabile, reazioni diverse. 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