{"id":18730,"date":"2023-08-04T08:10:58","date_gmt":"2023-08-04T06:10:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18730"},"modified":"2023-08-04T08:13:49","modified_gmt":"2023-08-04T06:13:49","slug":"ministero-ordinato-come-sacramento-un-equivoco-o-un-sovraccarico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/ministero-ordinato-come-sacramento-un-equivoco-o-un-sovraccarico\/","title":{"rendered":"<strong>Ministero ordinato come sacramento: un equivoco o un sovraccarico?<\/strong>"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilioconclusiva1711_lodron.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"434\" height=\"500\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilioconclusiva1711_lodron.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3491\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilioconclusiva1711_lodron.jpg 434w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/concilioconclusiva1711_lodron-260x300.jpg 260w\" sizes=\"(max-width: 434px) 100vw, 434px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel dibattito sorto tra G. Lorizio (<a href=\"http:\/\/www.settimananews.it\/ministeri-carismi\/il-sacro-e-il-potere\/\">qui<\/a>) e F. Ferrario (<a href=\"http:\/\/www.settimananews.it\/ministeri-carismi\/ministero-funzione-sacramento\/\">qui<\/a>), che muove dalla interpretazione di un testo di Zollner, e su cui sono gi\u00e0 intervenuto (<a href=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/lordine-sacro-e-la-immunita-del-ministero-in-diaologo-con-g-lorizio\/\">qui<\/a>), appaiono alcune evidenze che meritano una riflessione. E\u2019 interessante che le distinzioni cattoliche ed evangeliche, che servono ad offrire una interpretazione plausibile al testo di Zollner, ruotano con accuratezza intorno al termine sacramento, che per\u00f2 \u00e8 assente in Zollner. Per Lorizio sacramento \u00e8 il concetto-chiave per garantire la diversit\u00e0 dell\u2019ordine dal potere sacro, mentre per Ferrario sacramento \u00e8 propriamente il termine che identifica in senso cattolico tale potere sacro. Non vi \u00e8 dubbio che un sovraccarico di significato del termine sacramento, come frutto della contrapposizione cattolica alla teologia protestante, \u00e8 la causa di questa divergenza. Una certa esasperazione positiva (da parte cattolica) e negativa (da parte protestante) della nozione \u00e8 la eredit\u00e0 moderna (tridentina e antitridentina) con cui abbiamo ancora a che fare. Io ritengo che questo modo di impostare la lettura del testo di Zollner conduca a inevitabili cortocircuiti, perch\u00e9 da un lato suppone che una \u201cconcezione sacramentale del ministero\u201d escluda per principio la sua riduzione a \u201cpotestas\u201d (il che non \u00e8), d\u2019altro canto una concezione \u201cnon sacramentale\u201d, ma \u201cfunzionale\u201d del ministero sarebbe inattingibile, al cattolicesimo, per principio (e anche questo non \u00e8).<\/p>\n\n\n\n<p>Per uscire dalla \u201cimpasse\u201d a mio avviso occorre problematizzare diversamente il termine \u201csacramento\u201d, uscendo da una versione rigida e univoca che neppure il Concilio di Trento ha sostenuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Bisogna ricordare infatti che nel linguaggio tridentino, costruito per \u201ccanoni di condanna\u201d, il fatto che i sacramenti siano n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno di sette, non implica affatto che siano tutti della medesima dignit\u00e0. Essendo condannata anche la proposizione che li equipara, rimane uno spazio per comprendere, anche nel ministero ordinato, in quale misura questo \u201csacramento\u201d sia funzione del battesimo e dell\u2019eucaristia (che sono gli unici sacramenti maggiori).<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio il modo di intendere questa \u201ccorrelazione strutturale al battesimo\u201d esige una teoria del sacramento non monolitica e non univoca, cos\u00ec come \u00e8 stata in effetti per tutto il primo millennio, fino agli inizi della teorizzazione scolastica, poi esasperata nelle controversie moderne.<\/p>\n\n\n\n<p>Circa le parole di Zollner, nelle quali la denuncia della relazione tra abusi e struttura gerarchica \u00e8 affermata con grande forza, non \u00e8 inutile ricordare che il \u201csacramento\u201d, in tutto questo, c\u2019entra solo fino a un certo punto. Anzitutto per il fatto che ci\u00f2 che ricorda Ferrario, ossia che il sacramento dell\u2019ordine ha nell\u2019episcopato, presbiterato e diaconato la sua struttura piramidale, \u00e8 un effetto del Vaticano II, che per molti secoli non \u00e8 stato cos\u00ec. Se si riflette sul fatto che il \u201cvertice della piramide\u201d (papato ed episcopato) per quasi un millennio non sono stati \u201csacramenti\u201d, ma solo \u201cuffici\u201d, si capisce che una eccessiva enfasi sulla \u201cdifferenza sacramentale\u201d \u00e8 il frutto di un proiezione piuttosto che di una realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Perci\u00f2 la concreta determinazione di che cosa sia il \u201cministero ordinato\u201d non si lascia definire soltanto dalla affermazione che sia sacramento e non lo sia: la sua natura di \u201cufficio\u201d \u00e8 stata per secoli preponderante. Per la teologia cattolica una eredit\u00e0 imbarazzante di lettura \u201cgerarchico-burocratica\u201d dell\u2019episcopato deriva da una duplice causa che oggi \u00e8 rimessa in discussione (in teoria, ma non nella prassi): dalla natura \u201cnon sacramentale\u201d dell\u2019episcopato e dalla riduzione della sua autorit\u00e0 a \u201cpotestas iurisdictionis\u201d. Solo cos\u00ec \u00e8 stato possibile, ad esempio, che il \u201cpotere della parola\u201d diventasse \u201cpotere sulla parola\u201d e si riducesse alla indicazione dettagliata dei libri da mettere all\u2019indice.<\/p>\n\n\n\n<p>La concreta determinazione di episcopato, presbiterato e diaconato non pi\u00f9 in termini di potestas, ma in termini di \u201cmunus\u201d (<em>regendi, docendi e sanctificandi<\/em>) in continuit\u00e0 con i tre \u201cmunera\u201d che riguardano tutti i battezzati, non si lascia comprendere soltanto con la \u201cdifferenza di essenza\u201d, espressione che utilizza un linguaggio ontologico, ma che non impone necessariamente una visione medievale e moderna di questa differenza essenziale.<\/p>\n\n\n\n<p>La specificazione attuale del \u201csacramento dell\u2019ordine\u201d non avviene in una lettura puntuale e immediata, ma secondo un processo di recezione della nuova impostazione che il Vaticano II ha dato all\u2019intera materia. Qui, a me pare, resta il buon diritto di una \u201cdenuncia cattolica\u201d, come quella di Zollner, che rileva la contraddizione tra una impostazione generale nuova, e singole prassi ufficiali proposte secondo la mentalit\u00e0 vecchia. Come ho cercato di mostrare nel mio precedente contributo al dibattito, una serie di \u201cimmunizzazioni\u201d del ministero ordinato (dalla teologia, dalla donna e dalla riforma liturgica) sono stati il tentativo postconciliare, solo parzialmente arginato finora, di assicurare al ministero ordinato quella \u201cimmunit\u00e0\u201d che lo qualifica, inequivocabilmente, come \u201cpotere sacro\u201d. Se questo \u00e8 il contenuto del sacramento, hanno ragione coloro che dubitano che la parola sia solo lo schermo formale, per tenere per s\u00e9 tutto il potere. Cattolicamente lo nego, ma non nego che evangelicamente lo si possa sostenere tanto pi\u00f9, quanto pi\u00f9 numerosi sono i casi che concretamente lo avvalorano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel dibattito sorto tra G. Lorizio (qui) e F. Ferrario (qui), che muove dalla interpretazione di un testo di Zollner, e su cui sono gi\u00e0 intervenuto (qui), appaiono alcune evidenze che meritano una riflessione. 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