{"id":18723,"date":"2023-08-02T09:25:31","date_gmt":"2023-08-02T07:25:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18723"},"modified":"2023-08-03T05:29:15","modified_gmt":"2023-08-03T03:29:15","slug":"lordine-sacro-e-la-immunita-del-ministero-in-diaologo-con-g-lorizio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/lordine-sacro-e-la-immunita-del-ministero-in-diaologo-con-g-lorizio\/","title":{"rendered":"L&#8217;ordine sacro e la immunit\u00e0 del ministero. In dialogo con G. Lorizio"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"949\" height=\"960\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-13948\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio2.jpg 949w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/viadelconcilio2-296x300.jpg 296w\" sizes=\"(max-width: 949px) 100vw, 949px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Con giusta attenzione, in un recente articolo pubblicato su SettimanaNews dal titolo &#8220;Il sacro e il potere&#8221; (che si pu\u00f2 leggere <a href=\"http:\/\/www.settimananews.it\/ministeri-carismi\/il-sacro-e-il-potere\/\">qui<\/a>), il prof. G. Lorizio interviene sul dibattito sollevato dalle dichiarazioni di Zollner in una intervista a &#8220;Domani&#8221; e dalle considerazioni di Ferrario sul tema della &#8220;struttura gerarchica&#8221; del ministero cattolico. La frase di Zollner da cui parte l&#8217;analisi di Lorizio \u00e8 la seguente:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;gli abusi troverebbero il loro&nbsp;<em>humus<\/em>&nbsp;in \u00abuna struttura gerarchica investita di potere sacro, che fa s\u00ec che sacerdoti, religiosi e vescovi vengano considerati esseri superiori, non grazie a competenze personali o professionali, ma semplicemente perch\u00e9 ricoprono un ruolo. Questo \u00e8 aggravato dal fatto che questo privilegio viene ricondotto alla sfera divina, quindi a qualcosa che sta al di l\u00e0 di qualsiasi giustizia terrena. Noi siamo considerati un mondo a parte e questo teologicamente \u00e8 molto pericoloso perch\u00e9 non rispetta il pilastro del cristianesimo, cio\u00e8 che Ges\u00f9 Cristo si \u00e8 fatto uomo accettando di sottoporsi alla giustizia terrena&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte a queste affermazioni, in qualche modo rafforzate dal commento di Ferrario, che vi identificherebbe il cuore stesso della &#8220;ecclesiologia cattolica&#8221;, Lorizio introduce due distinzioni preziose, anche se, come dir\u00f2, limitate:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; la dottrina cattolica deve essere identificata a partire dal Vaticano II, e non pu\u00f2 essere schiacciata sulla concezione del &#8220;potere sacro&#8221;;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; nondimeno una &#8220;mentalit\u00e0 diffusa&#8221; continua a coltivare l&#8217;immaginario preconciliare e a rendere poco efficaci le svolte e le aperture del Vaticano II.<\/p>\n\n\n\n<p>Una &#8220;apologetica cattolica&#8221; ha certo le sue ragioni e pu\u00f2 essere condotta correttamente sulla base di questa iniziale distinzione. Tuttavia, a me pare che la denuncia di Zollner e la considerazione fondamentale di Ferrario non siano facilmente contestabili sulla base della distinzione proposta. Cerco di spiegare il perch\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>a) Il Concilio e il post-concilio<\/p>\n\n\n\n<p>Una &#8220;dottrina cattolica&#8221; sul ministero ha certamente trovato nel concilio vaticano II un vero e proprio &#8220;nuovo inizio&#8221;. Come tante volte ha sottolineato il p. Lafont, essere usciti dalla prospettiva delle &#8220;due potestates&#8221; (di ordine e di giurisdizione) e aver riletto l&#8217;intera ministerialit\u00e0 sulla base dei &#8220;tria munera Christi&#8221; \u00e8 una operazione davvero capace di rileggere in modo nuovo la tradizione. Ma una dottrina cattolica sul ministero non si pu\u00f2 costruire oggi soltanto saltando ai testi di 60 anni fa, ma esaminando accuratamente come quei testi sono stati recepiti (o non recepiti) nei 60 anni successivi. E qui, purtroppo, dobbiamo riconoscere, pur restando cattolici, che il magistero cattolico ha largamente ostacolato o contraddetto le indicazioni conciliari. Vorrei citare solo 3 passaggi problematici, che non si possono riferire alla &#8220;mentalit\u00e0 diffusa&#8221;, ma che contribuiscono a costruire una &#8220;dottrina&#8221; che Zollner e Ferrario possono\/debbono giustamente contestare. Vorrei presentarli come &#8220;tre immunit\u00e0&#8221; del potere sacro.<\/p>\n\n\n\n<p>b) La immunit\u00e0 del ministero dalla teologia<\/p>\n\n\n\n<p>Nel codice del 1983, con un canone costruito ex novo, il 752, si stabilisce che il ruolo del teologo, di fronte al magistero, \u00e8 puramente accessorio: pu\u00f2 solo confermare il magistero (autentico, definitivo o infallibile) ma deve tacere ogni critica. Un tale canone, scritto 20 anni dopo il Concilio, \u00e8 il primo segno di &#8220;ostinazione magisteriale&#8221; nella visione in termini di &#8220;potere&#8221; e non di &#8220;sacramento&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>c) La immunit\u00e0 del ministero dalla donna<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1994, con Ordinatio Sacerdotalis, il magistero, al suo grado pi\u00f9 alto, conferma la lettura in termini di &#8220;potestas&#8221; in un modo assolutamente paradossale. Affermando di &#8220;non avere la facolt\u00e0 di ordinare le donne&#8221;, afferma, in modo capovolto, di conservare (senza vere ragioni teologiche) la potestas di escludere le donne dal ministero sacerdotale. Anche qui, la lettura in termini di potestas \u00e8 lampante, per quanto cerchi di presentarsi <em>sub contraria specie<\/em>, come &#8220;mancanza di potest\u00e0&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>d) La immunit\u00e0 del ministero rispetto alla riforma liturgica<\/p>\n\n\n\n<p>Un terzo passaggio rilevante \u00e8 il MP <em>Summorum pontificum<\/em>, che nel 2007, 45 anni dopo il Concilio, prevedeva che il prete, nel celebrare, possa scegliere indifferentemente la forma nuova o la forma vecchia del rito romano, senza risponderne a nessuno. La immunit\u00e0 del ministro rispetto alla riforma liturgica \u00e8 qui affermata con tutta la forza possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>e) Alla luce di questi piccoli esempi, ai quali molti altri potrebbero essere aggiunti, non sorprende che si possa identificare la &#8220;dottrina cattolica&#8221; con una lettura dell&#8217;ordine come &#8220;potere sacro immunizzato&#8221;. Non \u00e8 giusto identificare questa lettura con la dottrina cattolica <em>tout-court<\/em>. Ma non \u00e8 solo una &#8220;mentalit\u00e0 diffusa&#8221; a frenare. Il freno \u00e8 venuto, da 40 anni, da settori rilevanti del magistero centrale cattolico. Con una forza tale da poter influenzare anche le parole di papa Francesco, sui cui meriti in rapporto al tema della correlazione tra abusi e abuso di potere non c&#8217;\u00e8 ragione di dubitare, ma che, in <em>Querida Amazionia<\/em>, dopo i bei sogni con cui costruisce il documento, cade nell&#8217;incubo di una presentazione del ministero ordinato in perfetto stile tridentino. <\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; giusto richiamare la rilettura del Vaticano II come faro di una rinnovata dottrina cattolica del ministero ordinato. Ma rischier\u00e0 di essere intesa solo come una parola retorica se non identificher\u00e0 tutti quei passi giuridici e dogmatici con cui, dopo il Concilio, si \u00e8 cercato di fare come se il Concilio non ci fosse mai stato. Su questo, io credo, le parole di Zollner e di Ferrario meritano un ascolto serio. E la risposta di Lorizio, con cui concordo nella sostanza, deve essere integrata da tutti quei riferimenti &#8220;dottrinali&#8221; non consonanti con il Concilio Vaticano II, sostenuti ai livelli pi\u00f9 alti del magistero e che pertanto oggi, anche sinodalmente, meritano di essere apertamente superati.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con giusta attenzione, in un recente articolo pubblicato su SettimanaNews dal titolo &#8220;Il sacro e il potere&#8221; (che si pu\u00f2 leggere qui), il prof. G. 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