{"id":18717,"date":"2023-08-01T11:50:06","date_gmt":"2023-08-01T09:50:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18717"},"modified":"2023-08-01T17:10:33","modified_gmt":"2023-08-01T15:10:33","slug":"le-due-forme-della-cultura-dello-scarto-nella-societa-dellonore-e-nella-societa-della-dignita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/le-due-forme-della-cultura-dello-scarto-nella-societa-dellonore-e-nella-societa-della-dignita\/","title":{"rendered":"Le due forme della &#8220;cultura dello scarto&#8221;: nella societ\u00e0 dell&#8217;onore e nella societ\u00e0 della dignit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/treteologi.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"282\" height=\"268\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/treteologi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-11480\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>tre teologi italiani che hanno pensato a fondo questa differenza: Sartori, Dianich e Citrini<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Pu\u00f2 essere utile scoprire come la &#8220;cultura dello scarto&#8221; caratterizzi non solo il mondo &#8220;post-tradizionale&#8221;, ma anche il mondo &#8220;tradizionale&#8221;; ossia non solo la societ\u00e0 aperta, ma anche la societ\u00e0 chiusa, non solo la <em>societas aequalis<\/em>, ma anche la <em>societas inaequalis<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p><em>La cultura dello scarto come critica del liberalismo\/liberismo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nel riferimento alla &#8220;cultura dello scarto&#8221;, cos\u00ec forte nel magistero di papa Francesco, si tratta, evidentemente, di una rilettura favorita dalla preziosa applicazione del concetto  nato nell&#8217;ambito della societ\u00e0 aperta, come giusta denuncia del formalismo vuoto della societ\u00e0 nata sulla base delle idee di libert\u00e0 ed eguaglianza. La denuncia della &#8220;cultura dello scarto&#8221; nasce nell&#8217;ambito di quel progetto liberale e di societ\u00e0 aperta, che produce una ingente quantit\u00e0 di rifiuti alimentari, di rifiuti ecologici, di rifiuti umani. E&#8217; ovvio che la nozione nasce come reazione alle attese di un mondo &#8220;nuovo&#8221;, che si credeva fondato sulla libert\u00e0 e sulla eguaglianza e che invece produce schiavit\u00f9 e discriminazione: tanto pi\u00f9 gravi perch\u00e9 marginali, invisibili, rimosse, negate. A questa denuncia si accompagna, direi naturalmente, la riscoperta della &#8220;fraternit\u00e0&#8221; come &#8220;terzo concetto&#8221; del mondo liberale, che \u00e8 rimasto quasi schiacciato da &#8220;libert\u00e0&#8221; ed &#8220;eguaglianza&#8221;. Il mondo dei diritti e delle pari opportunit\u00e0, garantite per principio, sembra non aver pi\u00f9 bisogno di pensare il mondo come popolato di &#8220;fratelli tutti&#8221;. In realt\u00e0 solo uscendo dall&#8217;assolutismo liberale ed egualitario \u00e8 possibile sia riconoscere la irriducibilit\u00e0 del rapporto &#8220;fraterno&#8221;, sia il pericolo che l&#8217;altro sia ridotto a &#8220;superfluo&#8221;, a &#8220;scarto&#8221; e venga ridotto a &#8220;rifiuto&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Non deve stupire che questo ragionamento, del tutto fondato, possa trovare terreno fertile su quella &#8220;resistenza al moderno&#8221; che l&#8217;antimodernismo dell&#8217;ultimo secolo ha cos\u00ec largamente diffuso nella coscienza cattolica. L&#8217;idea che la &#8220;cultura dello scarto&#8221; sia un prodotto della &#8220;modernit\u00e0 liberale&#8221; pu\u00f2 indurre a coltivare la nostalgia per il mondo &#8220;pre-liberale&#8221;, che certo non conosceva questo tipo di &#8220;cultura dello scarto&#8221; e che per questo potrebbe essere idealizzato come mondo della inclusione e della tolleranza.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Un&#8217;altra &#8220;cultura dello scarto&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La tradizione ecclesiale, tuttavia, per la sua tradizione bimillenaria, conserva in s\u00e9 le tracce evidenti, e le evidenze impensate, di una diversa cultura dello scarto: che non \u00e8 nascosta dentro procedure formalmente liberali ed egualitarie, ma affermata recisamente sulla base di un altro modo di pensare il mondo e la tradizione. Questo approccio &#8220;emarginante&#8221; diventa chiaro quando si utilizza, per leggere il fenomeno, una preziosa distinzione proposta dal filosofo canadese cattolico Ch. Taylor. Egli infatti parla di due diverse forma di societ\u00e0, che caratterizzano il trapasso tra et\u00e0 preliberale e et\u00e0 liberale: alla soceit\u00e0 dell&#8217;onore, basata sul principio della &#8220;differenza&#8221;, succede la societa della dignit\u00e0, basata sul principio di eguaglianza. Nella societ\u00e0 della dignit\u00e0, lo scarto si produce di fatto, contro i principi, e con esiti drammatici per il mondo naturale, per i beni di produzione e per le persone coinvolte con il primo e con i secondi. Si producono cos\u00ec differenze abissali, contro il principio di eguaglianza. Ma nella societ\u00e0 dell&#8217;onore le cose funzionano in modo diverso: \u00e8 la societ\u00e0 stessa ad esigere e a produrre differenze, che ne garantiscono l&#8217;ordine e il senso. E&#8217; difficile riconoscere la &#8220;cultura dello scarto&#8221; in questa forma di societ\u00e0 dell&#8217;onore, perch\u00e9 la differenza che opera lo scarto \u00e8 pensata come &#8220;originaria&#8221; e come &#8220;dovuta&#8221;: \u00e8 la differenza tra Dio e uomo, tra maschi e femmine, tra chierici e laici, tra liberi e schiavi, tra figli legittimi e figli illegittimi, tra abili e disabili. Ovviamente anche la societ\u00e0 dell&#8217;onore, pur ponendo per principio differenze incolmabili, elabora criteri di &#8220;fraternit\u00e0&#8221;: ma lo fa senza presupporre per nulla n\u00e9 libert\u00e0 n\u00e9 eguaglianza.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Due &#8220;scarti&#8221; diversi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;effetto di &#8220;scarto&#8221; \u00e8 lo stesso, anche se viene pensato in modo differente. Essere &#8220;primogenito&#8221; o essere &#8220;ragazza madre&#8221; nelle due diverse societ\u00e0 implica un comportamente sociale e personale del tutto differente. La vicenda della &#8220;monaca di Monza&#8221;, nei Promessi sposi, o la vicenda di &#8220;Philomena&#8221; nel noto film inglese, costituiscono la traccia importante di una riflessione profonda sull&#8217;effetto di &#8220;scarto&#8221; che la societ\u00e0 tradizionale non solo &#8220;impone&#8221;, ma considera come unica possibilit\u00e0 ragionevole per gestire le &#8220;anomalie&#8221; della vocazione o della maternit\u00e0. La &#8220;vocazione coatta&#8221; o la &#8220;maternit\u00e0 negata&#8221; sono prodotti di quella societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo accade anche alla dottrina ecclesiale: per alcuni aspetti, noi pensiamo ancora il &#8220;ministero ordinato&#8221; come se fossimo nella &#8220;societ\u00e0 dell&#8217;onore&#8221; e non nella societ\u00e0 della dignit\u00e0. Cos\u00ec produciamo &#8220;cultura dello scarto&#8221; nel momento in cui non vediamo il cambio di paradigma culturale e possiamo immaginare che la &#8220;formazione del soggetto ministeriale&#8221; possa ancora essere gestita con le logiche tridentine, o che la riflessione sulla &#8220;riserva maschile&#8221; possa totalmente mettere sotto silenzio il cambiamento di identit\u00e0 della &#8220;donna esclusa&#8221;, che la considerazione magisteriale riduce alla irrilevanza. Ed \u00e8 questo il lato oscuro di questa &#8220;diversa cultura dello scarto&#8221;: essa non \u00e8 una conseguenza di fatto di una impostazione formalmente convincente, ma \u00e8 piuttosto l&#8217;effetto indiretto di una impostazione istituzionalmente e sistematicamente distorta. Una chiesa, che per pensare le condizioni del &#8220;soggetto ordinabile&#8221;, continua nella inerzia di una &#8220;perenne gerarchia dei sessi&#8221;, come se vivessimo ancora nella societ\u00e0 chiusa, tiene un piede nella societ\u00e0 della dignit\u00e0, quando denuncia la cultura dello scarto mondana contro i migranti o contro il sequestro delle risorse primarie, ma tiene un altro piede nella societ\u00e0 dell&#8217;onore, quando non riflette sui principi istituzionali distorti che, indirettamente ma efficacemente, fondano soluzioni ritenute definitive, ma assunte secondo una prospettiva del tutto limitata e senza futuro. Se i fatti invocati per gustificare come &#8220;di diritto divino&#8221; la riserva maschile non sono solo fatti, ma fatti interpretati, e se i dogmi formulati, per rendere perenne la gerarchia, non sono formalmente dogmi, ma aspettative dottrinali sporporzionate rispetto al tema, la soluzione proposta \u00e8 soltanto una ulteriore complicazione del problema. Cos\u00ec \u00e8 almeno per tutti i luoghi in cui la Chiesa si trova a vivere, non solo malgrado se stessa, una societ\u00e0 della dignit\u00e0, in cui libert\u00e0 di coscienza e storia della identit\u00e0 non possono essere pi\u00f9 ridotte, per nessuno e contro nessuno, a <em>quantit\u00e9s n\u00e9gligeables<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pu\u00f2 essere utile scoprire come la &#8220;cultura dello scarto&#8221; caratterizzi non solo il mondo &#8220;post-tradizionale&#8221;, ma anche il mondo &#8220;tradizionale&#8221;; ossia non solo la societ\u00e0 aperta, ma anche la societ\u00e0 chiusa, non solo la societas&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18717"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18717"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18717\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18722,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18717\/revisions\/18722"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18717"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18717"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18717"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}