{"id":18712,"date":"2023-07-29T16:14:15","date_gmt":"2023-07-29T14:14:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18712"},"modified":"2023-07-29T16:14:23","modified_gmt":"2023-07-29T14:14:23","slug":"tommaso-daquino-e-la-cultura-dello-scarto-circa-i-ministri-ecclesiali-dissenso-e-ammirazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/tommaso-daquino-e-la-cultura-dello-scarto-circa-i-ministri-ecclesiali-dissenso-e-ammirazione\/","title":{"rendered":"Tommaso d&#8217;Aquino e la &#8220;cultura dello scarto&#8221; circa i ministri ecclesiali: dissenso e ammirazione"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Thomasbene.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"576\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Thomasbene-576x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18707\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Thomasbene-576x1024.jpg 576w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Thomasbene-169x300.jpg 169w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Thomasbene.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 576px) 100vw, 576px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Non posso negarlo: proprio nel momento in cui identifico in S. Tommaso d&#8217;Aquino una delle matrici pi\u00f9 profonde e radicate del &#8220;pensiero cattolico&#8221; sulla relazione tra donna e ministero, e per questo ritengo il suo pensiero del tutto inadeguato a rispondere alle nostre domande attuali, allo stesso tempo debbo riconoscere proprio al Dottor Angelico la figura pi\u00f9 coerente e pi\u00f9 rigorosa di risposta positiva alla tradizione della &#8220;riserva maschile&#8221; come condizione del soggetto ministeriale. Provo ad identificare bene non solo il motivo del dissenso, ma anche quello della ammirazione. Perch\u00e9 in teologia, come in molti altri campi del sapere, non si deve ammirare solo ci\u00f2 con cui si \u00e8 d&#8217;accordo: anche nel pi\u00f9 profondo disaccordo c&#8217;\u00e8 lo spazio per un atto di stupore e di meraviglia per la coerenza con cui un &#8220;sistema&#8221; viene costruito, anche quando non funziona pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p><em>a) Il ministero ordinato come &#8220;potere di reggere la moltitudine e di compiere atti pubblici&#8221;: la cultura dello scarto<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Quando Tommaso fonda il sacramento dell&#8217;ordine in relazione alla &#8220;vita naturale&#8221; dice cos\u00ec:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Perficitur autem homo in ordine ad totam communitatem dupliciter. Uno modo, per hoc quod accipit potestatem regendi multitudinem, et exercendi actus publicos. Et loco huius in spirituali vita est sacramentum ordinis<\/em>. (S. Th. III, 65, 1 co)<\/p>\n\n\n\n<p>Il sacramento dell&#8217;ordine consiste perci\u00f2 nel &#8220;ricevere il potere di governare la moltitudine e di compiere atti pubblici&#8221;. Perci\u00f2 quando Tommaso deve indagare quali siano gli &#8220;impedimenti&#8221; che si oppongono alla possibilit\u00e0 di ricevere la ordinazione, elenca in modo inesorabile tutti quei soggetti che, secondo la cultura del suo tempo, dovevano essere ritenuti &#8220;incapaci&#8221; sia di &#8220;reggere la moltitudine&#8221; sia di &#8220;porre atti pubblici&#8221;. L&#8217;elenco proposto da Tommaso \u00e8 la elaborazione esemplare di un modello culturale, antropologico e sociologico dello &#8220;scarto&#8221;. E&#8217; la cultura dello scarto, che Tommaso ha ricevuto tanto dalla tradizione filosofica quanto dal senso comune, a guidare una elencazione singolarmente coerente e ancor oggi molto istruttiva. Esaminata dal fondo alla testa (ossia in ordine inverso rispetto alla sua presentazione) essa propone all&#8217;esame questi soggetti (Cfr. Summa Theologiae <em>Suppl<\/em>, 39):<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; i disabili (i portatori di difetti fisici)<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; i figli naturali (illeggittimit\u00e0 dei natali)<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; gli omicidi<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; gli schiavi (lo stato di schiavit\u00f9)<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; gli incapaci (la mancanza dell&#8217;uso di ragione)<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; le donne (il sesso femminile)<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;elenco \u00e8 impressionante, perch\u00e9 mette insieme categorie che oggi distinguiamo accuratamente e non confondiamo pi\u00f9 con la &#8220;mancanza di autorit\u00e0&#8221;. Soprattutto restiamo colpiti da quella &#8220;spudoratezza&#8221; con cui l&#8217;Aquinate inizia precisamente dalla &#8220;donna&#8221; come dal caso pi\u00f9 alto e naturalmente irreversibile di &#8220;mancanza di autorit\u00e0&#8221;. La marginalit\u00e0 sociale si rispecchia perfettamente in una marginalit\u00e0 ecclesiale, che fa della cultura dello scarto la sua regola aurea. Questa tradizione ha caratterizzato non solo la Chiesa, ma tutto il mondo tradizionale, fino alla scoperta della dignit\u00e0 dell&#8217;uomo e della donna, a partire dalla Rivoluzione francese e al sorgere del mondo &#8220;liberale&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>b) <em>Perch\u00e9 dovremmo ammirare Tommaso?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La risposta \u00e8 semplice: per la coerenza con cui egli pone, in modo trasparente, la sua soluzione teologica in dipendenza di una comprensione antropologica, biologica e sociologica, che oggi scopriamo contingente e fuorviante. Una lettura problematica della creazione dell&#8217;uomo, della generazione, della antropologia e della psicologia risultano decisive per la soluzione adottata dal Dottor Angelico. Per questo studiare la sua teologia del ministero oggi \u00e8 particolarmente utile: perch\u00e9 mette a nudo i cortocircuiti di una &#8220;teologia positiva&#8221; che oggi pretende di desumere la &#8220;riserva maschile&#8221; semplicemente da fragili &#8220;fatti storici&#8221;, che per Tommaso non hanno alcun valore teologico. In nessun caso Tommaso si accontenterebbe di rispondere alla domanda sulla &#8220;riserva maschile&#8221;: &#8220;perch\u00e9 cos\u00ec ha fatto Ges\u00f9&#8221;. Egli sa, molto meglio di noi, che questa risposta non \u00e8 teologicamente autorevole. La &#8220;ragione&#8221; della riserva maschile per Tommaso sta nella possibilit\u00e0 di &#8220;esercitare il governo e gli atti pubblici&#8221;, cosa che la sua teoria della creazione, la sua antropologia e la sua biologia escludono possa riguardare una donna. Questa &#8220;cultura dello scarto&#8221; \u00e8 decisiva per la soluzione proposta da Tommaso: lo scarto \u00e8 ci\u00f2 che Dio vuole. Ed \u00e8 molto interessante che per Tommaso tutti gli altri &#8220;soggetti impediti&#8221; si trovino in una condizione &#8220;superabile&#8221;, mentre solo la donna \u00e8 posta, a suo avviso, in una condizione che &#8220;per natura \u00e8 priva di autorit\u00e0 di governo&#8221;. Pertanto la &#8220;cultura dello scarto&#8221;, se conosce eccezioni per le altre categorie di &#8220;soggetti non autorevoli&#8221;, non pu\u00f2 essere aggirata solo per la donna che \u00e8 &#8220;soggetta per natura&#8221;. La cultura dello scarto si allea ad una antropologia, ad una biologia che pu\u00f2 farsi pericolosa ideologia teologica, soprattutto quando nasconde e perde di vista questi suoi presupposti distorti. La differenza tra &#8220;sacramento&#8221; e &#8220;precetto&#8221; dipende, in Tommaso <em>apertis verbis<\/em>, da una antropologia e da una sociologia troppo invadenti. Lo stesso Tommaso, in altri contesti, ha saputo rileggere la donna non come &#8220;schiava&#8221; ma come &#8220;socia&#8221; e ha saputo uscire, provvisoriamente, dalla cattura ideologica di evidenze sociali troppo pressanti, riconoscendo come il fatto di confessare che in Cristo &#8220;non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 n\u00e9 maschio n\u00e9 femmina&#8221; possa significare aprire la chiesa ad una ministerialit\u00e0 battesimale anche femminile.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo Tommaso d&#8217;Aquino \u00e8 ammirevole anche quando si deve dissentire da lui: perch\u00e9 egli mette in chiaro quali sono i presupposti sistematici della soluzione adottata, che oggi si pretende di far scaturire semplicemente dal &#8220;mistero della fede&#8221;. Per questo, di fronte ai suoi testi, possiamo essere allievi fedeli proprio nel pensare, e persino in quanto pensiamo, diversamente da lui. Come sosteneva F. Nietzsche, &#8220;il peggior torto che possiamo fare ad un grande maestro \u00e8 di restare per sempre suoi allievi&#8221;. Perch\u00e9 tra differenza e scarto c&#8217;\u00e8 un salto, forse sottile come un capello, ma decisivo per rispondere correttamente alla domanda contemporanea di riconoscimento e di giustizia in fatto di ministero femminile.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non posso negarlo: proprio nel momento in cui identifico in S. 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