{"id":18706,"date":"2023-07-28T17:14:19","date_gmt":"2023-07-28T15:14:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18706"},"modified":"2023-07-28T17:14:21","modified_gmt":"2023-07-28T15:14:21","slug":"un-bel-colpo-di-coda-alla-riforma-della-teologia-intervista-allosservatore-romano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/un-bel-colpo-di-coda-alla-riforma-della-teologia-intervista-allosservatore-romano\/","title":{"rendered":"Un bel colpo di Coda alla riforma della teologia. Intervista all&#8217;Osservatore Romano"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Thomasbene.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"576\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Thomasbene-576x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18707\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Thomasbene-576x1024.jpg 576w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Thomasbene-169x300.jpg 169w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Thomasbene.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 576px) 100vw, 576px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Con una lunga <a href=\"https:\/\/www.osservatoreromano.va\/it\/news\/2023-07\/quo-172\/non-c-e-riforma-della-chiesa-senza-riforma-della-teologia.html\">intervista rilasciata all&#8217;Osservatore Romano<\/a> il teologo Piero Coda, gi\u00e0 presidente dell&#8217;ATI e Segretario della Commissione Teologica Internazionale, ha offerto diversi spunti per una rilettura delle principali sfide che stanno di fronte alla teologia cattolica contemporanea. Vorrei riprendere solo alcuni tra i molti spunti, particolarmente importanti in vista del dibattito ecclesiale in occasione delle prossime due Assemblee del Sinodo dei Vescovi.<\/p>\n\n\n\n<p>a) <em>La centralit\u00e0 della questione antropologica<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Una prima affermazione generale di P. Coda suona come un giudizio preoccupato: &#8221;\u00a0Un limite nella teologia contemporanea \u00e8 spesso la mancanza di audacia e vigore teoretico: e cio\u00e8 di visione e performativit\u00e0. Il pensiero teologico \u00e8 radicato nel\u00a0<em>novum<\/em>\u00a0dell\u2019evento cristologico, e per questo deve avere la\u00a0<em>parresia<\/em>\u00a0e il coraggio della testimonianza convinta e persuasiva della verit\u00e0\u00a0<em>sempre maior<\/em>&#8220;. Il legame con visioni preconcette e pregiudiziali impedisce un approccio sincero e veritiero alle questioni. Questo riguarda, in modo precipuo, la visione antropologica: &#8220;L\u2019antropologia teologica cos\u00ec come spesso la rappresentiamo \u2014 non ho timore di affermarlo \u2014 \u00e8 in gran parte da archiviare: non certo nella sostanza, ma nell\u2019interpretazione che ne \u00e8 data. Perch\u00e9 \u00e8 astratta e idealistica. Presenta una visione del mondo e dell\u2019uomo da esculturazione. Occorre riviverla e ripensarla e riproporla: nella fedelt\u00e0 certo all\u2019ispirazione evangelica e alla tradizione, ma proprio in virt\u00f9 di ci\u00f2 capace di farsi appassionante e storicamente incidente. E cio\u00e8 di dire ci\u00f2 che \u00e8 perenne e imperdibile nel modo in cui oggi \u00e8 chiamato a prendere forma. Non promette Ges\u00f9: \u00ablo Spirito vi guider\u00e0 nella verit\u00e0 tutta intera\u00bb (<em>Gv<\/em>\u00a016, 13)?&#8221; Coda &#8220;non ha timore&#8221; di affermare che la antropologia teologica che proponiamo \u00e8 spesso un discorso vecchio, ingiusto, unilaterale, da archiviare. Un lavoro di ricostruzione di una antropologia fedele al cammino dell&#8217;uomo nella storia in relazione con Dio \u00e8 un compito urgente, che non si fa con minestre riscaldate o con costruzioni autoreferenziali.<\/p>\n\n\n\n<p>b) <em>La arretratezza della visione del maschile e del femminile<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;ambito di una pi\u00f9 generale riconsiderazione della relazione tra libert\u00e0 e grazia, che impegna la teologia ad un confronto aperto con la scoperta della dignit\u00e0 dell&#8217;uomo come immagine e somiglianza di Dio nella coscienza e nella storia, emerge con forza una necessaria riconsiderazione del maschile e del femminile come &#8220;forme&#8221; e &#8220;generi&#8221; dell&#8217;umano. &#8220;Anche la sociologia induce a un ripensamento di alcuni assiomi che davamo per immutabili, e che interferiscono con la dottrina etica insegnata dalla Chiesa. Il tema della relazione uomo-donna \u00e8 paradigmatico. Per dirla un po\u2019 provocatoriamente, penso che oggi pi\u00f9 che una \u201cquestione femminile\u201d ci troviamo ad affrontare una \u201cquestione maschile\u201d! Mi riferisco alla perdita d\u2019identit\u00e0 dell\u2019uomo maschio, che non riesce ad adeguarsi all\u2019emancipazione irreversibile \u2014 e benedetta! \u2014 del femminile. Il maschio era abituato a idealizzare \u2014 e imprigionare \u2014 la donna: nei ruoli della madre, della sorella, della sposa o\u2026 dell\u2019amante, e in tutti i casi, troppo spesso, della serva. E lui gestiva questi ruoli. Ma non si relazionava con la donna come amica.&#8221;\u00a0Di qui la esigenza di radicale superamento di questi modelli pregiudiziali, che inficiano largamente il discorso ecclesiale e magisteriale sul maschile e sul femminile: &#8220;Oggi la donna finalmente si rifiuta d\u2019essere ingabbiata dentro questo schema riduttivo e persino distorto, approntato dai soli maschi. E l\u2019uomo non sa pi\u00f9 che pesci prendere. Occorre ritrovare e implementare la dimensione originaria della reciprocit\u00e0. Che \u00e8 pi\u00f9 e altro dalla complementariet\u00e0. \u00c8 uno stato di crisi, quello attuale, che influisce sull\u2019opacit\u00e0 e indeterminatezza dell\u2019identit\u00e0 sessuale. Recuperare la freschezza e gioia della reciprocit\u00e0 da ambedue i sessi, dunque, per recuperare la pienezza della persona nel vivere affetti, libert\u00e0 e solidariet\u00e0. La nostra arretratezza nel leggere questo fenomeno viene erroneamente attribuita alla fissit\u00e0 anacronistica di una idealizzazione della \u201csacra famiglia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>c) <em>Il compito del magistero<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Questo rinnovamento teologico investe necessariamente anche il magistero, che deve essere ricollocato al suo &#8220;terzo&#8221; posto: &#8220;C\u2019\u00e8 da ricordare che la\u00a0<em>Dei Verbum<\/em>\u00a0al n. 8 mette il magistero al terzo posto tra i fattori che dinamizzano quel cammino del Popolo di Dio che felicemente sperimentiamo oggi come cammino sinodale: il primo \u00e8 lo studio della Parola di Dio, e cio\u00e8 la sua intelligenza nella fede e nella pratica dell\u2019<em>agape<\/em>; il secondo \u00e8 l\u2019esperienza della vita di fede attraverso il\u00a0<em>sensus fidei<\/em>\u00a0e i doni dello Spirito Santo; il terzo appunto \u00e8 il magistero. Perch\u00e9 il magistero non fa altro che recepire, con il carisma di verit\u00e0 e di guida di cui \u00e8 dotato per servire, i frutti portati dalla Parola vissuta nello Spirito dal Popolo di Dio&#8221;. Ci\u00f2 appare particolarmente urgente proprio in quegli ambiti in cui le evidenze sospette di una antropologia arretrata, e spesso imposta solo <em>ex auctoritate<\/em>, condizionano le forme sacramentali e morali dell&#8217;azione ecclesiale. Il magistero sulla &#8220;riserva maschile&#8221;, applicata con disinvoltura e senza confronto culturale al ministero ordinato, risente in modo singolarmente evidente di questa antropologia arcaica, ingiusta e senza rispetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Una teologia coraggiosa e libera \u00e8 la richiesta pi\u00f9 urgente che traggo dalla lettura di questa bella intervista. Dove &#8220;libera&#8221; significa veramente fedele alla ispirazione della Parola e al dono dello Spirito. Queste parole mi fanno ricordare un bravo teologo padovano, che diceva pi\u00f9 di 20 anni fa: &#8220;se un seminarista vuole studiare liturgia, prima faccia per 10 anni il camionista&#8221;. Proprio sul rimorchio di un camion ho letto oggi: &#8220;Soldi e paura, mai avuti&#8221;. Ecco cos\u00ec dovrebbe suonare uno dei motti decisivi anche per un buona teologia sinodale: una teologia senza paura e senza ambizioni, libera di servire il cammino ecclesiale, alla luce della Parola di Dio e dell&#8217;esperienza umana.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con una lunga intervista rilasciata all&#8217;Osservatore Romano il teologo Piero Coda, gi\u00e0 presidente dell&#8217;ATI e Segretario della Commissione Teologica Internazionale, ha offerto diversi spunti per una rilettura delle principali sfide che stanno di fronte alla&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18706"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18706"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18706\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18710,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18706\/revisions\/18710"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18706"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18706"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18706"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}