{"id":18697,"date":"2023-07-24T09:38:44","date_gmt":"2023-07-24T07:38:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18697"},"modified":"2023-07-24T09:38:46","modified_gmt":"2023-07-24T07:38:46","slug":"esiste-una-dottrina-cattolica-sulla-donna-ecclesialmente-autorevole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/esiste-una-dottrina-cattolica-sulla-donna-ecclesialmente-autorevole\/","title":{"rendered":"Esiste una dottrina cattolica sulla donna ecclesialmente autorevole?"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il dispositivo di blocco contro la indole pastorale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/24variazioni-1.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"669\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/24variazioni-1-669x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18685\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/24variazioni-1-669x1024.jpeg 669w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/24variazioni-1-196x300.jpeg 196w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/24variazioni-1-768x1176.jpeg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/24variazioni-1-1003x1536.jpeg 1003w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/24variazioni-1.jpeg 1024w\" sizes=\"(max-width: 669px) 100vw, 669px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Nella discussione che accompagna la riflessione ecclesiale verso la Assemblea del Sinodo dei Vescovi, alla comprensione della donna viene premessa una convinzione spuria, che altera profondamente il dibattito, e che proviene da una lunga tradizione, in cui la donna ha subito una comprensione &#8220;minorata&#8221; della propria dignit\u00e0. Il fatto grave, che si \u00e8 realizzato nel 1994, \u00e8 stata la pretesa &#8220;dogmatizzazione&#8221; di questo impedimento disciplinare. Con un testo molto laconico, il magistero pretendeva, allora, di ridurre la questione ad una problematica assunzione dogmatica di un fatto storico: sarebbe una pretesa della &#8220;divina costituzione della Chiesa&#8221; la riserva maschile dell&#8217;accesso al ministero sacerdotale. Non \u00e8 difficile costatare che nella discussione alcuni interlocutori attraibuiscono &#8220;alla dottrina cattolica&#8221; questa posizione. E suggeriscono che, per vedere riconosciuta diversamente la autorit\u00e0 femminile, ci si possa rivolgere solo ad altre tradizioni (protestanti, anglicane&#8230;). Credo sia utile mettere in chiaro che in questo giudizio vi sono diverse imprecisioni, che conducono a conclusioni errate:<\/p>\n\n\n\n<p>a) la posizione affermata dal magistero nel 1994, con pretese definitive, \u00e8 semplicemente una posizione &#8220;vecchia&#8221;, che ha caratterizzato la lunga tradizione in cui la Chiesa si \u00e8 identificata come &#8220;societas perfecta&#8221; e &#8220;societas inaequalis&#8221;. In una tale societ\u00e0, che arriva fino agli inizi del XIX secolo, la gerarchia dei sessi \u00e8 una differenza essenziale all&#8217;ordine sociale e all&#8217;ordine cosmico: in un certo senso \u00e8 Dio la garanzia di questa gerarchia. E, a sua volta, solo la gerarchia dei sessi rispetta Dio e l&#8217;ordine naturale.<\/p>\n\n\n\n<p>b) Questo assetto ha suscitato un lavoro teologico di giustificazione della gerarchia dei sessi mediante una duplice giustificazione classica: sul piano della autorit\u00e0 e sul piano della anatomia. Da un lato si invoca la condizione di &#8220;soggezione creaturale&#8221;, che sarebbe costitutiva della donna&#8221; e dall&#8217;altro la &#8220;mancanza di somiglianza con la maschilit\u00e0 del Verbo incarnato&#8221;: nelle due linee di interpretazione domenicana e francescana, queste visioni arcaiche hanno creato una impalcatura di argomentazioni in cui la esclusione ecclesiale corrispondeva con la esclusione civile.<\/p>\n\n\n\n<p>c) Con il sorgere del mondo tardo-moderno, la dignit\u00e0 della donna in ambito pubblico appare uno dei &#8220;segni dei tempi&#8221; pi\u00f9 impegnativi per tutta la cultura comune ed anche per la cultura ecclesiale. E&#8217; stato facile confondere la tradizione cristiana con la tradizione vecchia, la virt\u00f9 cristiana con il mancato riconoscimento della dignit\u00e0 della donna anche sul piano pubblico. E la resistenza sul paradigma vecchio pu\u00f2 trovare, anche oggi, una giustificazione teologica fondamentalistica, che dice &#8220;si \u00e8 sempre fatto cos\u00ec&#8221; e &#8220;Dio lo vuole&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>d) La scelta di <em>Ordinatio Sacerdotalis<\/em> \u00e8 duplice: non avanza argomentazioni classiche (perch\u00e9 sa che non sono pi\u00f9 sostenibili), si rifugia in una presunta &#8220;evidenza storica positiva&#8221; della continuit\u00e0 con la azione originaria del Signore (che avrebbe chiamato liberamente solo &#8220;maschi&#8221;), e prova a dogmatizzare questa &#8220;non argomentazione&#8221; come una verit\u00e0 da credere in modo definitivo. <\/p>\n\n\n\n<p>e) L&#8217;elemento nuovo, e preoccupante, \u00e8 la rinuncia alla argomentazione e lo spostamento della &#8220;riserva maschile&#8221; sul piano di una fede &#8220;senza ragioni&#8221;. Questo \u00e8 un modo nuovo (potremmo dire meramente affettivo ed emotivo) di sostenere una cosa vecchia, ossia il primato del maschile sul femminile in fatto di &#8220;vita pubblica&#8221;. La domanda di &#8220;argomentazione teologica&#8221;, che si vorrebbe suscitata dal documento, \u00e8 in contraddizione con il documento stesso: in effetti, tutti i tentativi che in questi 30 anni sono stati proposti, non sono altro che mistificazioni della &#8220;gerarchia perenne dei sessi&#8221;, come pregiudizio interno alla societ\u00e0 chiusa. <\/p>\n\n\n\n<p>f) Con <em>Ordinatio sacertotalis<\/em> si fa il contrario di ci\u00f2 che il Concilio Vaticano II ha chiesto: si irrigidisce una &#8220;formulazione del rivestimento&#8221; e si perde la sostanza del depositum fidei. Il Signore ha chiamato &#8220;homines&#8221; per l&#8217;annuncio del Vangelo: storicamente questa parola \u00e8 stata interpretata in modo diverso: subito come &#8220;maschi galilei&#8221;, poi come &#8220;maschi circoncisi&#8221;, poi come &#8220;maschi&#8221;. Una apertura ad una chiamata rivolta a tutti i &#8220;nati da donna&#8221; (maschi e femmine) fa parte di quel cammino affidato alla storia e alla coscienza, rispetto al quale <em>Ordinatio Sacerdotalis<\/em> costituisce un modo troppo semplice, e troppo comodo, per nascondere la testa sotto la sabbia e fingere che la storia e la coscienza (anzitutto delle donne) possano essere ridotte alla irrilevanza. Vi \u00e8, in tutto questo, non solo &#8220;difesa impaurita&#8221;, ma anche &#8220;violenza senza rispetto&#8221;.   <\/p>\n\n\n\n<p>Per questo mi pare che sia giusto dire: questa non \u00e8 classica dottrina cattolica, ma un colpo di coda dell&#8217;antimodernismo, di un modo vecchio di pensare la identit\u00e0 femminile, che cerca di azzerare il dato nuovo e promettente del &#8220;segno dei tempi&#8221;, ripetendo una formula che tenta di assolutizzare una &#8220;riserva maschile&#8221;, di cui non riesce pi\u00f9 a spiegare il fondamento sistematico. Una teologia di autorit\u00e0 senza autorevolezza. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dispositivo di blocco contro la indole pastorale Nella discussione che accompagna la riflessione ecclesiale verso la Assemblea del Sinodo dei Vescovi, alla comprensione della donna viene premessa una convinzione spuria, che altera profondamente il&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18697"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18697"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18697\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18699,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18697\/revisions\/18699"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18697"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18697"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18697"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}