{"id":18676,"date":"2023-07-10T16:08:48","date_gmt":"2023-07-10T14:08:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18676"},"modified":"2023-07-10T16:08:50","modified_gmt":"2023-07-10T14:08:50","slug":"ministeria-propter-homines-et-ministeria-per-homines","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/ministeria-propter-homines-et-ministeria-per-homines\/","title":{"rendered":"<strong>Ministeria propter homines et ministeria per homines.<\/strong>"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Pu\u00f2 esistere una universalit\u00e0 non solo dei destinatari, ma anche dei chiamati al ministero secondo Tommaso d\u2019Aquino?<\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/santommasominiato.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"714\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/santommasominiato.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-18461\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/santommasominiato.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/santommasominiato-300x209.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/santommasominiato-768x536.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Una evoluzione della coscienza ecclesiale, lungo i due millenni di storia della fede cristiana, ha guadagnato quasi subito la evidenza, sorprendente, della destinazione universale della salvezza in Cristo: il vangelo si rivolge a tutti gli uomini, giudei e greci, liberi e schiavi, maschi e femmine. Invece molto pi\u00f9 lentamente \u00e8 maturata la coscienza della universalit\u00e0 della mediazione ministeriale di tale salvezza. Gi\u00e0 le prime generazioni cristiane hanno compreso che in Cristo le differenze etniche religiose sociali e sessuali erano irrilevanti. Pi\u00f9 difficile \u00e8 stato il cammino sul ministero. Sul soggetto ministeriale ha pesato pi\u00f9 fortemente la convinzione della necessit\u00e0 della riserva maschile e perci\u00f2, tra gli impedimenti al ministero, non la minorit\u00e0, non la schiavit\u00f9, non la nascita senza riconoscimento, non la delinquenza, non la incapacit\u00e0 o la disabilit\u00e0, ma il sesso femminile \u00e8 stato per secoli percepito come insuperabile.<br>Nella ricezione valeva il principio \u201comnis sexus fidelis\u201d, nella dispensazione, invece, solo il sesso maschile era riconosciuto degno del ministero. Questo non ha impedito, tuttavia, di riconoscere un ambito di \u201cministerialit\u00e0 femminile\u201d, su cui Tommaso, come ho gi\u00e0 illustrato (cfr il post precedente qui), difende la possibilit\u00e0 che sia una donna a battezzare, sia pure in caso di morte e in forma privata. Le argomentazioni che Tommaso d\u2019Aquino utilizza nell\u2019ambito del suo tempo e a proposito del caso-limite del battesimo di necessit\u00e0, possono insegnarci oggi qualcosa di importante.<\/p>\n\n\n\n<p>Non vi \u00e8 dubbio che la lettura che Tommaso offre della donna, nel giustificare la sua esclusione dalla ordinazione, dipenda da gravi pregiudizi di carattere antropologico, sociologico e teologico, che compromettono la lettura del testo biblico e la sua applicazione al contesto ecclesiale del tempo. Ma nella teologia di Tommaso, pur segnata gravemente dal segno di questi pregiudizi, si trovano le tracce di una certa resistenza al pregiudizio. Queste tracce sono importanti, perch\u00e9 aprono a letture diverse dalle sue. Tommaso infatti, non era un maestro che impedisse ai propri allievi di pensare diversamente da lui. Per questo possiamo e dobbiamo chiederci: che cosa direbbe Tommaso se non avesse condiviso in modo acritico il principio (del senso comune, della tradizione filosofica e anche della tradizione teologica) del naturale stato di soggezione femminile?<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>1. Alcune idee-limite di Tommaso d\u2019Aquino<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Vorrei qui presentare brevemente tre \u201cluoghi\u201d di riflessione profetica, su cui Tommaso ha saputo fare eccezione alla lettura ideologica e pregiudiziale, che tratta la donna \u201cin contumacia\u201d e le affibbia una identit\u00e0 fissa, immutabile, spostando il pregiudizio su Dio. Almeno quattro sono i punti in cui Tommaso \u201cesce\u201d da questa logica:<\/p>\n\n\n\n<p>a) Quando ripeteva una lettura che trovava gi\u00e0 in Pietro Lombardo (S. Th. I, q92 a3 co), il quale diceva che la creazione di Eva dal fianco di Adamo deve essere interpretata cos\u00ec: se fosse stata creata dalla testa, Eva sarebbe capo di Adamo; se fosse stata creata dai piedi, sarebbe serva di Adamo; ma siccome \u00e8 stata creata dal fianco, \u00e8 \u201csocia\u201d di Adamo;<\/p>\n\n\n\n<p>b) Quando, ragionando per giustificare la possibilit\u00e0 della ministerialit\u00e0 battesimale della donna (S. Th. III, 67, 4, c), invocava Gal 3,28, per sostenere che essendo Cristo che battezza, non ha rilievo se il ministro \u00e8 maschio o femmina;<\/p>\n\n\n\n<p>c) Quando, dialogando con la lettura che Agostino propone del Vangelo di Giovanni (S. Th. III, 67, 4, ad 3), distingueva tra generazione naturale (nella quale, secondo Tommaso, solo l\u2019uomo \u00e8 attivo, mentre la donna \u00e8 solo passiva) e generazione spirituale, nella quale tanto l\u2019uomo quanto la donna hanno funzione solo strumentale;<\/p>\n\n\n\n<p>d) Infine quando, nella <em>Summa contra Gentiles <\/em><em>(IV, 4)<\/em><em>, <\/em>concepisce in modo generale la relazione tra i ministri e il Signore:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cMinister autem comparatur ad dominum sicut instrumentum ad principale agens: sicut enim instrumentum movetur ab agente ad aliquid efficiendum, sic minister movetur imperio domini ad aliquid exequendum.&nbsp;<\/em><strong>Oportet autem instrumentum esse proportionatum agenti. Unde et ministros Christi oportet esse ei conformes<\/strong><em>. Christus autem, ut dominus, auctoritate et virtute propria nostram salutem operatus est, inquantum fuit Deus et homo: ut secundum id quod homo est, ad redemptionem nostram pateretur; secundum autem quod Deus, passio eius nobis fieret salutaris.&nbsp;<\/em><strong><em>Oportet igitur et ministros Christi homines esse, et aliquid divinitatis eius participare secundum aliquam spiritualem potestatem<\/em><\/strong><em>: nam et instrumentum aliquid participat de virtute principalis agentis.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201c<\/em><em>Il ministro \u00e8 in relazione al Signore come lo strumento all\u2019agente principale: come infatti lo strumento \u00e8 mosso dall\u2019agente per compiere qualcosa, cos\u00ec il ministro \u00e8 mosso dalla autorit\u00e0 del Signore per compiere qualcosa. Occorre che lo strumento sia proporzionato all\u2019agente. Perci\u00f2 anche i ministri di Cristo devono essergli conformi. Per\u00f2 Cristo, come Signore, <\/em><em>ha operato la nostra salvezza con la sua autorit\u00e0 e la sua grazia, in quanto era Dio e uomo: secondo la sua umanit\u00e0, ha sofferto per la nostra redenzione; secondo la sua divinit\u00e0, <\/em><em>perch\u00e9 <\/em><em>la sua passione diventasse per noi causa di salvezza. Perci\u00f2 occorre che anche i ministri di Cristo siano uomini, e che partecipino della sua divinit\u00e0 secondo una certa potest\u00e0 spirituale: infatti anche lo strumento partecipa della grazia dell\u2019agente principale\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La logica del ministero, per Tommaso, \u00e8 una logica \u201cstrumentale\u201d: i ministri devono essere \u201cconformi\u201d all\u2019agente principale. Per questo devono essere \u201cuomini\u201d. La conformit\u00e0 al Signore Ges\u00f9 \u00e8 infatti la umanit\u00e0 e la divinit\u00e0. La prima \u00e8 mediata dall\u2019essere \u201cnato da donna\u201d, il secondo dal \u201cricevere lo Spirito Santo\u201d. Nella logica argomentativa di Tommaso la donna non \u00e8 ordinabile non perch\u00e9 non sia conforme alla umanit\u00e0 del Signore, ma perch\u00e9 \u201cmanca di autorit\u00e0\u201d in quanto \u00e8 creaturalmente caratterizzata da subordinazione, inferiorit\u00e0 e passivit\u00e0. Il limite della donna non \u00e8 cristologico, ma antropologico. E\u2019 il \u201csapere antropologico e sociologico\u201d a guidare Tommaso in questa conclusione, non la cristologia o la teoria generale del minstero.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>2. Alcune conseguenze per l\u2019oggi<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Una rilettura di questi 4 testi permette di scovare, quasi in controluce rispetto alla tesi principale di Tommaso, una sorta di \u201ccontrocanto\u201d, che apre a possibilit\u00e0 impensate, proprio nel momento in cui viene meno, circa la donna, quel pregiudizio culturale e sociale, che tanto ha pesato sulle soluzioni indicate da Tommaso e da tutta la tradizione successiva che a lui, pi\u00f9 o meno esplicitamente, si \u00e8 riferita.<\/p>\n\n\n\n<p>Vediamo brevemente le conseguenze principali:<\/p>\n\n\n\n<p>a) Una rilettura del racconto biblico sulla creazione, che ha visto attirare su di s\u00e9, come era inevitabile, la cultura comune dei secoli, trova nel testo di Tommaso una linea di lettura sorprendente, ereditata da Pietro Lombardo, il quale, a sua volta, la ha forse tratta dalle letture delle comunit\u00e0 ebraiche di Parigi del XII secolo. La non subordinazione femminile come verit\u00e0 del testo di Genesi \u00e8 la prima sollecitazione.<\/p>\n\n\n\n<p>b) Una applicazione di Gal 3,28 non solo in rapporto ai \u201cdestinatari\u201d del vangelo, ma per parlare dei \u201cministri\u201d della chiesa appare una profezia importante, per quanto limitata al solo sacramento del battesimo e allo stato di necessit\u00e0. Estendendo quel principio, oggi \u00e8 possibile uscire dalla \u201cimpasse\u201d che blocca una riflessione serena sulla ministerialit\u00e0 femminile.<\/p>\n\n\n\n<p>c) Ancora pi\u00f9 rilevante sembra la correzione che Tommaso propone alle troppo facili \u201canalogie\u201d tra paternit\u00e0 e maternit\u00e0 naturale e spirituale, tra ministro sposo e chiesa sposa, che spesso dimenticano di essere \u201canalogie imperfette\u201d (AL 72-73) e che, quando vengono pensate sul piano spirituale, non permettono di giudicare in modo troppo diretto la coerenza tra ruoli, funzioni, genere e sesso.<\/p>\n\n\n\n<p>d) Infine la lettura che troviamo nella ScG appare singolarmente profetica. Se applicata ad un mondo, nel quale la donna ha acquisito un \u201cruolo pubblico\u201d incontestabile, rende necessario riconsiderare le parole-chiave della tradizione, la dottrina che le accompagna e la disciplina che le ordina.<\/p>\n\n\n\n<p>I testi della tradizione parlano dei ministri come <em>h<\/em><em>omines, viri, circumcisi, galilaei<\/em>. Nella storia siamo riusciti a superare la limitazione etnica e religiosa, poi quella sociale. Pi\u00f9 difficile \u00e8 stato superare la differenza sessuale. Ma che cosa sarebbe la teologia della ordinazione di S. Tommaso d&#8217;Aquino senza il pregiudizio della naturale inferiorit\u00e0 della donna in campo pubblico? Potrebbe essere una teologia del ministero di <em>homines<\/em> (di maschi e femmine), non solo di <em>viri<\/em>. Perci\u00f2 un ministero senza riserve: non solo <em>propter homines<\/em>, ma anche <em>per homines<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo che questa universalit\u00e0, adombrata dai suoi testi di circa 750 anni fa, possa essere considerata, sul piano sistematico, una sfida che Tommaso \u00e8 ancora capace di lanciarci, quasi<em> malgr\u00e9 soi<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pu\u00f2 esistere una universalit\u00e0 non solo dei destinatari, ma anche dei chiamati al ministero secondo Tommaso d\u2019Aquino? 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