{"id":18600,"date":"2023-06-26T09:13:17","date_gmt":"2023-06-26T07:13:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18600"},"modified":"2023-06-26T09:13:19","modified_gmt":"2023-06-26T07:13:19","slug":"sinodo-e-sacramenti-tra-societa-dellonore-e-societa-della-dignita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/sinodo-e-sacramenti-tra-societa-dellonore-e-societa-della-dignita\/","title":{"rendered":"Sinodo e sacramenti: tra societ\u00e0 dell&#8217;onore e societ\u00e0 della dignit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/vescovi-sinodo.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"630\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/vescovi-sinodo-1024x630.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-9223\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/vescovi-sinodo-1024x630.png 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/vescovi-sinodo-300x184.png 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/vescovi-sinodo.png 1141w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">&#8220;Initium ut esset, homo creatus est&#8221; (Agostino)<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">La stagione sinodale, che riguarda il percorso universale, i percorsi continentali e nazionali, talora anche gli itinerari diocesani, offre una occasione preziosa per riflettere a fondo sulla esperienza sacramentale, con riprese profonde, in cui ripensamento e riqualificazione si incrociano. Molto si potrebbe dire di ciascun sacramento: delle dinamiche di iniziazione e di guarigione, del rapporto tra i primi 5 sacramenti e le dinamiche degli ultimi due, matrimonio e ordine. Non vi \u00e8 dubbio che, negli ultimi appuntamenti sinodali, proprio questo aspetto ha guadagnato una attenzione maggiore: eucaristia e penitenza in relazione al matrimonio, nei due sinodi sulla famiglia, mentre oggi si fa notare la domanda di partecipazione al governo della Chiesa e al ministero ordinato, di laici sposati e di donne. Per capire meglio che cosa viene messo in gioco nelle discussioni sinodali, vorrei mostrare alcuni punti di evidenza, in cui la dottrina tradizionale \u00e8 costretta ad esprimersi in modo pi\u00f9 efficace e pi\u00f9 fedele, secondo quella &#8220;indole pastorale&#8221; che il Vaticano II ha provvidenzialmente riscoperto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">a) <strong>I sacramenti come persone in cammino<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Una prima avvertenza, che oggi maturiamo non poco grazie al duplice sinodo sulla famiglia, pu\u00f2 essere cos\u00ec espressa. La tradizione latina, a partire dal XII secolo, ma non prima, ha cominciato a pensare i sacramenti come &#8220;cose&#8221;. Certo &#8220;cose sacre&#8221;, ma pur sempre cose. Prima di allora non era difficile trovare elencati non i sacramenti, ma i soggetti impegnati nel cammino di iniziazione, di guarigione e di vocazione\/servizio. Pensare la chiesa come l&#8217;insieme di catecumeni, di neofiti, di partecipanti alla messa e alla preghiera, di penitenti, di malati, di coniugati e di ministri al servizio della chiesa appare una prospettiva tanto antica quanto nuova, capace di disinserire tutti quei meccanismi burocratici e clericali che bloccano la esperienza ecclesiale. Uomini e donne in cammino verso la comunione con il Dio di Ges\u00f9 Cristo. <\/p>\n\n\n\n<p>b) <strong>Sacrementi non solo &#8220;propter homines&#8221;, ma anche &#8220;per homines&#8221;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo punto di evidenza \u00e8 legato all&#8217;ampliamento di una nozione classica, che sa da sempre che i &#8220;media salutis&#8221;, le mediazioni della salvezza, sono &#8220;per l&#8217;umanit\u00e0&#8221;. Gli uomini e le donne non sono per\u00f2 soltanto i destinatari della salvezza, ma sono anche implicati radicalmente nella mediazione. Per questo dovremmo aggiungere a &#8220;propter homines&#8221; anche &#8220;per homines&#8221;. La umanit\u00e0 non \u00e8 solo &#8220;alla fine del sacramento&#8221;, ma \u00e8 al suo interno. Per alcuni sacramenti questo \u00e8 straordinariamente evidente, anche se spesso noi ce ne dimentichiamo. Tommaso d&#8217;Aquino ripete fino alla noia che nella penitenza e nel matrimonio il soggetto non \u00e8 soltanto &#8220;destinatario del dono di grazia&#8221;, ma \u00e8 implicato con il suo corpo, con la sua volont\u00e0, con la sua parola, dentro la struttura essenziale del sacramento. Ed \u00e8 ovvio che se un sacramento implica il soggetto al suo interno, risente dei cambiamenti che il soggetto vive sul piano storico, culturale, coscienziale e sociale. Il &#8220;contratto&#8221; che istituisce umanamente la logica matrimoniale non \u00e8 un concetto teologico, neppure quando si trasforma in patto o in alleanza. Il modo di pensare le &#8220;parti&#8221; del contratto non va da s\u00e9. E questo cambia il modo di vivere e di celebrare il sacramento. Lo stesso vale per la penitenza, in cui gli atti del penitente sono &#8220;materia&#8221; del sacramento. La espressione &#8220;atti del penitente&#8221; \u00e8 formula sintetica di dimensioni visibili e invisibili che il soggetto rielabora a fondo nel sacramento. Se questo si formalizza troppo, il sacramento evapora. Dire che i sacramenti sono anche &#8220;per homines&#8221; significa assumere la umanit\u00e0 di Cristo e della Chiesa come parte costitutiva del sacramento.<\/p>\n\n\n\n<p>c) <strong>Servizio alla chiesa e mutamento della autorit\u00e0 e del soggetto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel sinodo dei vescovi sulla sinodalit\u00e0 il confronto nazionale, continentale e universale mostra bene alcune cose importanti: se l&#8217;oggetto del confronto \u00e8 la &#8220;forma sinodale&#8221; della chiesa, \u00e8 evidente che il modo di esercitare la autorit\u00e0 e i soggetti che la esercitano diventano, bene o male, il centro della attenzione. Nella consapevolezza che si tratta di rendere la chiesa docile ai disegni dello Spirito Santo, le forme che questa docilit\u00e0 pu\u00f2 assumere dipendono da una comprensione in parte nuova di come si esercita la autorit\u00e0 e di quali sono i soggetti abilitati ad esercitarla. Le sfide vengono, in larga parte, da esperienze extraecclesiali. Il mondo moderno, mediante grandi rivoluzioni sul piano del lavoro e sul piano politico, ha profondamente cambiato sia la concezione della autorit\u00e0 sia la visione dei soggetti autorevoli.<\/p>\n\n\n\n<p>d) <strong>Divisione dei poteri e articolazione degli &#8220;ordini&#8221;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le nuove acquisizioni che il mondo tardo-moderno ha conseguito sul piano della &#8220;divisione dei poteri&#8221; e sul piano della &#8220;dignit\u00e0 femminile&#8221; hanno gi\u00e0 inciso sul corpo ecclesiale. Sarebbe sufficiente vedere la progressiva riorganizzazione degli &#8220;ordini&#8221; per notare come, in due generazioni, la prassi che risaliva, grosso modo, a 1500 anni fa, e che era continuata in modo pressoch\u00e9 indisturbato attraverso medioevo e prima modernit\u00e0, abbia subito un radicale ripensamento almeno su tre punti rilevanti:<\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>il cursus che iniziava con la tonsura e finiva attraverso 7 gradi con il sacerdozio \u00e8 stato spezzato in due: da una parte i ministeri istituiti, dall&#8217;altra i 3 gradi del ministero ordinato;<\/li>\n\n\n\n<li>L&#8217;episcopato, che per molti secoli era rimasto fuori dal sacramento, come ufficio titolare della &#8220;potestas iurisdictionis&#8221; viene reintegrato come pienezza del sacramento dell&#8217;ordine;<\/li>\n\n\n\n<li>Alla distinzione tra &#8220;potestas ordinis&#8221; e &#8220;potestas iurisdictionis&#8221;, la prima attribuita al sacramento, la seconda all&#8221;ufficio episcopale, si sostituisce una differenziata partecipazione ai &#8220;munera Christi&#8221; (profezia, regno e sacerdozio) che \u00e8 in capo ad ogni battezzato, ad ogni ministro istituito e ad ogni ministro ordinato. <\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Questo profondo ripensamento implica anche, parallelamente, una elaborazione nuova del modo di esercitare la autorit\u00e0 &#8211; con una nuova emergenza del &#8220;collegio&#8221; dei presbiteri e dei vescovi &#8211; e dei soggetti titolari di questa autorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>e) La riserva maschile e il ministero ordinato<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La caduta della riserva maschile nei &#8220;ministeri istituiti&#8221;, realizzata da papa Francesco nel 2021, \u00e8 l&#8217;ultimo segnale di questo cambiamento di paradigma nel modo di pensare la autorit\u00e0 e i soggetti. Anche le donne possono diventare &#8220;lettore&#8221; e &#8220;accolito&#8221;. L&#8217;effetto appare minore, ma simbolicamente il fatto \u00e8 della massima importante: attesta un mutamento di prospettiva, che recepisce ci\u00f2 che papa Giovanni XXIII aveva registrato nel 1963, con l&#8217;ultima sua enciclica <em>Pacem in terris<\/em>: ossia la entrata della donna nello &#8220;spazio pubblico&#8221; (<em>mulier in re publica interest<\/em>). Questo pu\u00f2 cambiare tutta la teologia cattolica intorno al soggetto del ministero ordinato. La domanda che nella storia si \u00e8 posta sulla donna era dominata dalla assimilazione culturale del femminile all&#8217;incapace (sul piano pubblico). Una &#8220;minorit\u00e0 pubblica&#8221; del femminile era un dato scontato della cultura comune europea, fino al XIX secolo. La Chiesa \u00e8 rimasta vittima di questa ideologia. Essa mostra talvolta di essersene a tal punto affezionata da confondere la fedelt\u00e0 ad una ideologia con la fedelt\u00e0 al vangelo. Una mediazione sar\u00e0 necessaria tenendo conto che il passaggio tra societ\u00e0 chiusa e societ\u00e0 aperta non \u00e8 per nulla identico nei 5 continenti. Per questo una parola &#8220;centrale&#8221; passer\u00e0 necessariamente per una unit\u00e0 nella differenza.<\/p>\n\n\n\n<p>f) <strong>Societ\u00e0 dell&#8217;onore e ruolo della donna nella societ\u00e0 della dignit\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quale sia la autorit\u00e0 della donna non \u00e8 un tema definibile dalla sola tradizione ecclesiale: perch\u00e9 l&#8217;uomo, come la donna, sono &#8220;animali che hanno la parola&#8221; e si definiscono in relazione a Dio, al prossimo e al mondo e solo in questo rapporto trovano e compiono se stessi. Essendo &#8220;ad immagine e somiglianza di Dio&#8221;, n\u00e9 l&#8217;uomo n\u00e9 la donna sono &#8220;programmati&#8221;. Questo \u00e8 un nucleo di fede molto pi\u00f9 decisivo di parole autorevoli sul ministero sacerdotale. Per questo motivo creaturale, sulla autorit\u00e0 della donna la chiesa non ha il monopolio. Pensare cos\u00ec significherebbe restare legati ad una comprensione della chiesa come &#8220;societas perfecta&#8221; e come &#8220;societas inaequalis&#8221;, in cui le differenze di status (chierici\/laici e maschi\/femmine) sarebbero il modo con cui Dio pu\u00f2 essere ancora creduto: insomma una delle forme pi\u00f9 imbarazzanti di quell&#8217;antimodernismo che ritiene di non doversi confrontare con la cultura per alimentare la fede. La Chiesa che si identifica con la &#8220;societ\u00e0 dell&#8217;onore&#8221; diffida di ogni nuova eguaglianza e lega il vangelo a differenze sociali cristallizzate. Invece, come &#8220;segno dei tempi&#8221;, la donna &#8220;senza complessi di inferiorit\u00e0&#8221; deriva dallo sviluppo storico moderno e pone fatti nuovi da cui la chiesa impara qualcosa di essenziale. Sostanza del ministero ordinato \u00e8 la autorevolezza di entrambi i sessi, non l&#8217;unico sesso autorevole. Questa antropologia e sociologia della societ\u00e0 della dignit\u00e0 condiziona in radice il sapere sacramentale e dogmatico sul ministero ordinato. Negarlo significa o uscire dalla storia o identificarsi con una storia solo passata. Sarebbe una riduzione pesante del significato della creazione, in cui &#8220;initium ut esset homo creatus est&#8221; (Agostino). <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Initium ut esset, homo creatus est&#8221; (Agostino) La stagione sinodale, che riguarda il percorso universale, i percorsi continentali e nazionali, talora anche gli itinerari diocesani, offre una occasione preziosa per riflettere a fondo sulla esperienza&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18600"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18600"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18600\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18603,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18600\/revisions\/18603"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18600"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18600"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18600"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}