{"id":18534,"date":"2023-06-12T11:40:00","date_gmt":"2023-06-12T09:40:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18534"},"modified":"2023-06-14T11:46:29","modified_gmt":"2023-06-14T09:46:29","slug":"spazio-e-cittadinanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/spazio-e-cittadinanza\/","title":{"rendered":"Spazio e Cittadinanza"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abAlla fine del secondo ventennio del XXI secolo, la questione regionale, lungi dall\u2019essere risolta, \u00e8 tornata prepotentemente \u2013 e per molti versi sorprendentemente \u2013 al centro della discussione politica in molti paesi\u00bb. \u00ab\u00c8 cresciuta la convinzione che, nel quadro dell\u2019economia contemporanea, le dinamiche endogene delle economie e delle societ\u00e0 possano far crescere le disparit\u00e0 e che le moderne politiche di sviluppo regionale siano indispensabili. In Europa e negli Stati Uniti il dibattito \u00e8 ripreso con grande vigore. Molto di pi\u00f9 che in Italia\u00bb [Gianfranco Viesti, <em>Centri e periferie. Europa, Italia, Mezzogiorno dal XX al XXI secolo<\/em>, Laterza 2021, p. 144]. \u00abLe variazioni della popolazione sono gi\u00e0 e diventeranno sempre pi\u00f9 importanti per determinare i livelli di benessere e le prospettive di sviluppo della regioni europee\u00bb. \u00abL\u2019immigrazione \u00e8 gi\u00e0 divenuta da tempo decisiva per il futuro economico della Germania, ma il tema riguarda e riguarder\u00e0 sempre pi\u00f9 anche i paesi mediterranei. Le politiche che influenzano i movimenti della popolazione, soprattutto giovane, all\u2019interno o all\u2019esterno dei paesi diverranno sempre pi\u00f9 importanti\u00bb [pp. 163-4].<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNell\u2019Europa dell\u2019inizio degli anni Venti pare comunque esserci una consapevolezza maggiore della centralit\u00e0 dell\u2019azione pubblica; della necessit\u00e0 di garantire ai cittadini una maggiore e diffusa tutela contro i grandi rischi collettivi che sono stati messi in luce dalla pandemia, di contrastare l\u2019esclusione sociale e le diseguaglianze, di promuovere una maggiore sostenibilit\u00e0 ecologica delle attivit\u00e0 economiche e di contrastare il cambiamento climatico. E, anche per questi motivi, una maggiore attenzione a strategie di lungo termine di politica industriale volte ad accompagnare la trasformazione strutturale delle produzioni. Restano tuttavia molto forti ed influenti le voci di quanti al contrario propugnano la continuazione, se non l\u2019intensificazione, di quegli orientamenti politici liberisti che hanno segnato il complessivo indirizzo delle politiche pubbliche. Il confronto \u00e8 aperto. Ed \u00e8 della massima importanza. Il problema delle periferie in Europa, come tutte le questioni legate alle diseguaglianze, \u00e8 in primo luogo eminentemente politico. Prima e pi\u00f9 della definizione tecnica di misure ed interventi, esso \u00e8 legato al prevalere della convinzione nelle classi dirigenti e nei cittadini elettori che un eccesso di disuguaglianza sia nocivo per la qualit\u00e0 della vita collettiva e per lo sviluppo a lungo termine; e che per garantire lo sviluppo nell\u2019accezione pi\u00f9 ampia del termine, soprattutto nelle regioni relativamente pi\u00f9 deboli, siano necessarie adeguate politiche pubbliche\u00bb [p. 409].<\/p>\n\n\n\n<p>In particolare nel laboratorio Italia, pesano le \u00abcondizioni che hanno portato un paese ad accumulare un debito elevato e a ritrovarsi sotto il giogo dei mercati finanziari. In questo caso, l&#8217;illegittimit\u00e0 trova la sua origine in tre meccanismi: un livello elevato di spesa avente il carattere di regali al capitale; un livello basso della fiscalit\u00e0 diretta (imposte sui redditi, sul capitale e sul profitto delle imprese) e la sua debole progressivit\u00e0; un&#8217;importante evasione fiscale\u00bb [Francois Chesnais, <em>Les dettes illegitimes<\/em>, \u00c9ditions Raisons d\u2019Agir, Paris 2011, p. 109. L\u2019A. \u00e8 stato ricercatore OCSE e professore di economia internazionale a Paris Nord].<\/p>\n\n\n\n<p>Finora ci hanno salvati UE e Euro, ma le coordinate strategiche sono spazio e cittadinanza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Spazio e cittadinanza<\/em><\/strong> [di Luigi Mazza, professore emerito di Urbanistica al Politecnico di Milano, Donzelli 2015] sono coordinate fondative. \u00abLo spazio \u00e8 la risorsa di mediazione grazie alla quale le pratiche che ridisegnano la cittadinanza costruiscono e rappresentano l\u2019ordine sociale. In particolare, i diritti sociali vengono negoziati nello spazio. Lo spazio \u00e8 il legame chiave tra cittadinanza e governo del territorio in quanto strumento di redistribuzione, ordinamento e controllo dell\u2019uso dello spazio\u00bb [p, 4]. \u00abNel susseguirsi delle trasformazioni dell\u2019idea di cittadinanza e della cultura della pianificazione, sono rimaste in sospeso due questioni chiave per la cittadinanza e per il governo del territorio: la questione della legittimazione delle decisioni dello Stato e, in particolare, delle decisioni di ordinamento della spazio, e la questione della regolazione, strumento cardine dell\u2019ordinamento dello spazio\u00bb [p. 6].<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSiamo dunque di fronte a un processo di lungo periodo che accompagnerebbe dalle origini tutto l\u2019arco della vicenda cristiana. In questo modo viene messa indirettamente in discussione l\u2019abitudine piuttosto diffusa di studiare il processo di secolarizzazione con riferimento agli ultimi duecento anni della storia europea\u00bb. \u00ab\u00c8 la Dichiarazione dei diritti dell\u2019uomo e del cittadino del 1789 il termine da cui si fa iniziare il processo di secolarizzazione, in quanto, nei limiti dell\u2019ordinamento legale pubblico, la Dichiarazione garantiva la libert\u00e0 di opinione religiosa\u00bb. \u00abSenonch\u00e9, il processo di secolarizzazione e le migrazioni hanno portato alla formazione di societ\u00e0 caratterizzate da una crescente diversit\u00e0 di convinzioni morali. Nozioni come comunit\u00e0, bene comune, interesse collettivo, libert\u00e0, propriet\u00e0, benessere individuale e sociale sono diventate sempre pi\u00f9 problematiche, perch\u00e9 \u00e8 venuto a mancare il consenso attorno ai valori a cui si ispirano\u00bb [pp. 168-9]. \u00abNell\u2019Ottocento questo problema era stato, almeno in parte, risolto dall\u2019idea di nazione che ha agito come una nuova forza unificatrice, l\u2019Unit\u00e0 nazionale \u00e8 stata un sostituto per l\u2019unit\u00e0 fondata sulla religione. Poich\u00e9 l\u2019idea di nazione ha gradualmente esaurito la sua efficacia, il problema \u00e8 riapparso\u00bb [p. 170].<\/p>\n\n\n\n<p>Della nazione \u00e8 rimasto solo il guscio fin dagli anni 1960, con l\u2019evidenza che \u00abuna delle principali conseguenze della Rivoluzione Industriale \u00e8 stata la riduzione del costo e l\u2019aumento della velocit\u00e0 dei trasporti. Le distanze si sono ridotte ad un ritmo stupefacente. Giorno per giorno il mondo sembra diventare sempre pi\u00f9 piccolo e societ\u00e0 che da millenni si ignoravano praticamente a vicenda si trovano all\u2019improvviso a contatto \u2013 o in conflitto. Nel nostro modo di agire, sia in campo politico che in quello economico, sia nel settore dell\u2019organizzazione sanitaria che in quello della strategia militare si impone un nuovo punto di vista. Nel passato l\u2019uomo ha dovuto abbandonare il punto di vista cittadino o regionale per acquisirne uno nazionale. Oggi dobbiamo uniformare noi stessi e la nostra maniera di pensare ad un punto di vista <em>globale<\/em>\u00bb [Carlo M. Cipolla, <em>Uomini, tecniche, economie<\/em>, tr.it. Feltrinelli 1990<sup>5<\/sup>, ed. or. London 1962].<\/p>\n\n\n\n<p>Partita letteralmente per la tangente, la globalizzazione neoliberista ignora che \u00abla teoria dell\u2019ordine spontaneo pu\u00f2 essere sostenuta o contrastata con molte argomentazioni, ma non \u00e8 applicabile al mercato della terra. Quello della terra non \u00e8 un vero mercato, perch\u00e9 la terra manca del carattere tipico di un normale bene di mercato, in quanto ha una limitata sostituibilit\u00e0. La qualit\u00e0 della terra \u00e8 determinata soprattutto dalla sua localizzazione, carattere che rende la terra una risorsa scarsa e quasi insostituibile. Il valore della terra non sta nel suo valore d\u2019uso, come accade per un normale bene di mercato, ma nell\u2019aspettativa di prezzi crescenti, aspettativa di solito legata alla sua poca sostituibilit\u00e0\u00bb. \u00abIn breve, il mercato della terra ha caratteristiche tali che gli impediscono di funzionare senza interventi di regolazione\u00bb [Mazza, cit., p. 177], ma \u00abnel contesto della cultura neoliberista e della globalizzazione la finalit\u00e0 primaria delle pratiche di governo del territorio \u00e8 cambiata, \u00e8 diventata soprattutto la riproduzione del capitale, a questa finalit\u00e0 sono funzionali il controllo sociale e il ridisegno della cittadinanza\u00bb [p. 181].<\/p>\n\n\n\n<p>Di fatto, \u00abil fenomeno chiamato ellitticamente \u2018globalizzazione\u2019 non \u00e8 omogeneo. Gli effetti sulla popolazione risultano indubbiamente e rapidamente \u2018globalizzati\u2019, ma quelli sulla distribuzione delle risorse, no\u00bb. \u00abNessuna illusione: le soluzioni le dobbiamo trovare noi, come sempre, col biblico \u2018sudore della nostra fronte\u2019\u00bb [Luigi L. Pasinetti, <em>Dottrina sociale della Chiesa e teoria economica<\/em>, Vita e Pensiero 2012, &nbsp;p. 81]. La terra \u00e8 riproducibile su carte e mappamondi, ma sul mercato \u00e8 solo appropriabile anche con le PMC (Compagnie Militari Private), che forniscono contractor (soldati professionisti) e, vincolate agli stati committenti da contratti e leggi, alla svolta del millennio hanno lavorato per UK, USA, Turchia e per la Russia di Putin, dove per\u00f2 non sono legali e ufficialmente non esistono [Eleonora Tafuro Ambrosetti, ricercatrice Centro Russia, Caucaso e Asia Centrale ISPI, intervistata da Laura Silvia Battaglia l\u20198\/6\/23 a Radio3 Mondo, <em>Le milizie di Gazprom<\/em>].<\/p>\n\n\n\n<p>Il profitto viene dalle risorse del territorio, quelle umane se non da smaltire perch\u00e9 problematiche, inclusi i 160 milioni di bambini costretti a lavorare (+8,4 milioni in 4 anni, UNICEF-ILO). In USA, unico paese occidentale a non ratificare la convenzione ONU sui diritti dell\u2019infanzia, vari Stati stanno autorizzando il lavoro minorile in occupazioni pi\u00f9 pericolose, per un maggior numero di ore e in ruoli pi\u00f9 ampi,&nbsp; dai 14 anni in su [Anna Lombardi, corrispondente da New York di <em>Repubblica<\/em> intervistata da Roberto Zicchitella il 12\/6\/23 a Radio3 Mondo, <em>Contro il lavoro minorile<\/em>].<\/p>\n\n\n\n<p>Spazio di potere senza cittadinanza che la Russia di Putin vuole estendere in Ucraina con l\u2019occhio all\u2019UE post-Brexit, dove \u00abil Parlamento europeo ha votato a maggioranza (422 voti a favore), con 144 voti contrari (tra cui quelli dei parlamentari di Fratelli d\u2019Italia e della Lega) e 33 astenuti, una mozione che chiede di sospendere la presidenza semestrale che spetterebbe all\u2019Ungheria (luglio-dicembre 2024) e alla Polonia (gennaio-giugno 2025). Per i parlamentari europei, il Consiglio dei ministri non pu\u00f2 essere presieduto da due governi che sono e continuano a essere sottoposti a procedura per violazioni dello stato di diritto (Art. 7, Trattato dell\u2019Ue), violazioni che hanno condotto anche alla sospensione dei finanziamenti del bilancio europeo (tra cui quelli di Next Generation Eu) spettanti a quei governi. L\u2019abolizione dell\u2019indipendenza del potere giudiziario non \u00e8 questione di lana caprina. Non solo impedisce di proteggere i diritti individuali, ma anche al mercato unico di funzionare. La cosa \u00e8 seria\u00bb. \u00abSe fossero Paesi esterni all\u2019Ue, e facessero oggi domanda per entrare in quest\u2019ultima, la loro domanda non potrebbe essere accettata\u00bb. \u00abLa fusione tra il livello europeo e nazionale \u00e8 l\u2019esito di una colpevole ignoranza relativa al funzionamento di unioni di stati asimmetrici e con identit\u00e0 nazionali differenziate. Con la stessa ignoranza, si sostiene l\u2019allargamento dell\u2019Ue a paesi ancora pi\u00f9 disomogenei, che avranno poi diritto alla loro presidenza di turno. Fusione e allargamento costituiscono una miscela per l\u2019implosione dell\u2019Ue\u00bb. \u00abSe i sovranisti mirano a svuotare l\u2019Ue dall\u2019interno, i \u2018poeti\u2019 del bricolage istituzionale sono l\u00ec ad aprir loro la porta\u00bb [Sergio Fabbrini, \u00abPerch\u00e9 Orban e Morawiecki non sono l\u2019Europa\u00bb, <em>Il Sole 24 Ore<\/em>, 4\/6\/23, p. 1 e 7].<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abL\u2019attuale generalizzato sentimento contrario alla politica organizzata, l\u2019appello a una presunta naturale sapienza della gente comune che non supera la soglia dei giudizi e dei pregiudizi individuali, la tendenza a dare voce immediata in politica a umori prepolitici, superando d\u2019un balzo ogni istanza organizzata intermedia, sentita come impaccio, diaframma e tradimento, sono tutti segni attuali dell\u2019adulazione del popolo, del tentativo di tenerlo in una condizione infantile, per poterlo meglio controllare\u00bb. \u00abAbbasso le istituzioni, viva il popolo! Questo potrebbe essere il motto dei demagoghi del nostro tempo: un motto che \u00e8 un\u2019arma potente perch\u00e9 assume il linguaggio della democrazia radicale e si rivolge, per travolgerlo, contro tutto ci\u00f2 che \u2013 parlamento, istanze e procedure di discussione, controllo e garanzia \u2013 fa perder tempo e sembra disperdere e vanificare la forza pura che proviene dal popolo. Quando il popolo si \u00e8 espresso \u2013 si dice \u2013 nessun intralcio \u00e8 lecito\u00bb [Gustavo Zagrebelsky, <em>Il \u201cCrucifige!\u201d e la democrazia<\/em>, Einaudi 1995, pp. 115-6].<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abL\u2019insostituibile matrimonio tra democrazia e mercato potr\u00e0 riprendere slancio assicurando la formazione di una nuova classe media; e difendendo l\u2019idea di cittadinanza, intesa come pratica e non come mera enunciazione: per non rischiare, altrimenti, di dare spazio e una combinazione tra oligarchia e autocrazia o addirittura alla dittatura\u00bb [Salvatore Carrubba, \u00abMercato-democrazia, un\u2019unione fragile\u00bb, <em>Il Sole 24 Ore Domenica<\/em>, p. II]. \u00abNella politica, la mitezza, per non farsi irridere come imbecillit\u00e0, deve essere una virt\u00f9 reciproca. Se non lo \u00e8, ad un certo punto prima della fine, bisogna rompere il silenzio e cessare di subire\u00bb [Zagrebelsky, cit., p. 120].<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abE ci\u00f2 comporta, da un punto di vista che \u00e8 rilevante proprio per gli economisti, maggiore attenzione a quelle caratteristiche che sono radicalmente nuove e tanto marcate nella nostra societ\u00e0, come la necessit\u00e0 della protezione dell\u2019ambiente a livello globale e la crescente rilevanza del principio della destinazione universale dei beni\u00bb [Pasinetti, cit., p.121]. Spazio e cittadinanza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abAlla fine del secondo ventennio del XXI secolo, la questione regionale, lungi dall\u2019essere risolta, \u00e8 tornata prepotentemente \u2013 e per molti versi sorprendentemente \u2013 al centro della discussione politica in molti paesi\u00bb. \u00ab\u00c8 cresciuta la&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[51],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18534"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18534"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18534\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18536,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18534\/revisions\/18536"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18534"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18534"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18534"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}