{"id":18503,"date":"2023-05-21T16:09:06","date_gmt":"2023-05-21T14:09:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18503"},"modified":"2023-05-21T16:28:00","modified_gmt":"2023-05-21T14:28:00","slug":"sesso-e-magistero-un-dispositivo-secolare-e-i-terzi-da-custodire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/sesso-e-magistero-un-dispositivo-secolare-e-i-terzi-da-custodire\/","title":{"rendered":"Sesso e magistero: un dispositivo secolare e i terzi da custodire"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>La trasformazione della sessualit\u00e0 (matrimonio paritario, procreazione responsabile, identit\u00e0 omosessuale, autorit\u00e0 pubblica femminile) \u00e8 uno dei terreni su cui il cattolicesimo rischia di legare la propria identit\u00e0 alle logiche della societ\u00e0 chiusa. Occorre comporre Humanae vitae e Dignitatis humanae.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Sinodo-sulla-famiglia-in-preghiera-con-Papa-Francesco_articleimage.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"770\" height=\"629\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Sinodo-sulla-famiglia-in-preghiera-con-Papa-Francesco_articleimage.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-10103\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Sinodo-sulla-famiglia-in-preghiera-con-Papa-Francesco_articleimage.jpg 770w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Sinodo-sulla-famiglia-in-preghiera-con-Papa-Francesco_articleimage-300x245.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 770px) 100vw, 770px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Se osserviamo con cura la storia degli ultimi duecento anni, possiamo notare come le posizioni del magistero cattolico abbiano patito l&#8217;impatto con il mondo tardo moderno, nei suoi aspetti pi\u00f9 qualificanti: la societ\u00e0 aperta mette in crisi le forme classiche di esercizio della autorit\u00e0, di produzione, le forme e i tempi del vivere, le relazione sessuali e i diversi modi della identit\u00e0 sociale. In tutto questo grande ambito di concezioni, forse quello che fin dall&#8217;inizio \u00e8 parso come prioritario \u00e8 sembrato il campo della concezione del matrimonio, della vita sessuale e dell&#8217;esercizio della libert\u00e0. Potremmo dire che l&#8217;intreccio tra esercizio della autorit\u00e0 e vissuto della sfera affettiva e sessuale, costituiscono un plesso decisivo per intendere le sfide principali di fronte a cui il cattolicesimo sente di essere sfidato in profondo, dal almeno 150 anni. <\/p>\n\n\n\n<p>Vi \u00e8 un &#8220;filo rosso&#8221; che unifica, sotto traccia, l&#8217;emergere di un matrimonio &#8220;paritario&#8221;, la possibilit\u00e0 di una maternit\u00e0 responsabile, l&#8217;emergere di orientamenti sessuali omoaffettivi in cerca di riconoscimento sociale, la possibilit\u00e0 che il sesso femminile acquisisca un riconoscimento di autorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che unifica tutte queste diverse fattispecie \u00e8 un nuovo e spesso inaudito &#8220;bisognodi riconoscimento&#8221;, che elabori diversamente la correlazione tra cultura e Vangelo, sfuggendo alla trappola di una presunzione pericolosa: ossia quella che pensa di poter identificare in una &#8220;cultura contingente&#8221; il Vangelo stesso, in forma se non infallibile, quanto meno definitiva. Proviamo a soffermarci brevemente su ciascuno di questi ambiti.<\/p>\n\n\n\n<p>a) <strong>La autorit\u00e0 che riconosce le unioni legittime \u00e8 solo la Chiesa?<\/strong> questo \u00e8 il timore profondo, che ha inaugurato una serie di Encicliche, che da Leone XIII nel 1880 arrivano fino ad Amoris Laetitia, nel 2016. Il nuovo mondo della &#8220;sentimentalizzazione&#8221; del matrimonio, che inizia dal XIX secolo, scopre gradualmente la pari dignit\u00e0 di uomo e donna. La forza di questa nuova rappresentazione culturale, nella quale la &#8220;patria potest\u00e0&#8221; viene sostituita dalla &#8220;potest\u00e0 genitoriale&#8221; trasforma anche il rito della Chiesa cattolica. Si passa dall&#8217;unico anello, che il marito infila nel dito della moglie, allo &#8220;scambio degli anelli&#8221;. E la benedizione, che da molti secoli riguardava esclusivamente la sposa, diventa &#8220;benedizione degli sposi&#8221;. La traccia evidente della &#8220;pari dignit\u00e0&#8221; della donna ottiene, almeno in termini formali, una completa recezione. La differenza sessuale si coniuga con una eguaglianza battesimale e civile. Qui i passi, almeno sul piano positivo, sono stati compiuti. Sul modo di affrontare le crisi ancora permane un modello di &#8220;concorrenza tra ordinamenti giuridici paralleli&#8221; che impone spesso la ricostruzione mistificata dei vissuti e la applicazione troppo facile di &#8220;fictiones iuris&#8221;, per far tornare i conti. <\/p>\n\n\n\n<p>b) Le forme della convivenza, del matrimonio civile e del matrimonio sacramentale elaborano una &#8220;sapienza&#8221; sul bene, che vede affermarsi forme sempre pi\u00f9 sofisticate e sicure di <strong>&#8220;paternit\u00e0 e maternit\u00e0 responsabile&#8221;<\/strong>. L&#8217;uso dei &#8220;metodi di controllo delle nascite&#8221; implica uno spazio di discernimento nel quale la Chiesa ritiene di poter decidere &#8220;a priori&#8221; su quali siano i metodi leciti e quelli illeciti. GI\u00e0 con <em>Casti connubii<\/em> (1930) vi era stata una forte ripresa della esclusiva facolt\u00e0 di Dio nel decidere sulle nascite. Ma nel 1968 <em>Humanae vitae<\/em> ritiene di assumere una iniziativa forte contro l&#8217;impiego di anticoncezionali che non rispettino il &#8220;metodo naturale&#8221;. La esclusione di uno spazio prudenziale affidato ai soggetti del rapporto sessuale, e la sua sostituzione con una decisione &#8220;in contumacia&#8221; da parte del magistero, rende molto difficile distinguere il &#8220;bonum prolis&#8221; dal &#8220;bonum coniugum&#8221;, stabilendo un vincolo &#8220;naturale&#8221; tra atto sessuale e generazione. Non solo in genere, ma in specie. Una comprensione &#8220;biologistica&#8221; del sesso \u00e8 ancora alla radice di una posizione troppo marginale, frutto di una teologia da scrivania e non da strada.<\/p>\n\n\n\n<p>c) In modo simile il magistero affronta con diversi documenti, tra gli anni 70 del XX secolo e gli anni 20 del secolo XXI, la questione del <strong>riconoscimento dei &#8220;vissuti omosessuali&#8221;: non solo degli atti, ma delle condizioni e dei progetti<\/strong>. La tentazione di giungere ad una &#8220;definizione&#8221; del comportamento omosessuale in termini di &#8220;autocompiacimento&#8221; &#8211; universalmente chiuso ad ogni possibilit\u00e0 di autentica relazione, se non in termini di castit\u00e0 &#8211; delinea, anche in questo campo, una lettura estrinseca della cultura e la convinzione che la tradizione, con le sue fonti storicamente limitate, sia in grado di venire a capo delle questioni nuove in modo autonomo e incondizionato. Una chiesa che non sa benedire i percorsi, ma solo i soggetti, non \u00e8 esemplare e fatica a riconoscere la realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>d) In modo ancora pi\u00f9 evidente, la relazione tra autorit\u00e0 e sesso appare limpidamente limitata nel modo con cui viene impostata (e si crede di risolvere) la questione dell&#8217;<strong>accesso del &#8220;sesso femminile&#8221; al sacramento dell&#8217;ordine<\/strong>. La dissimulazione dell&#8217;immobilismo sotto la figura di una &#8220;obbedienza e fedelt\u00e0 ecclesiale alla volont\u00e0 del Signore&#8221; esclude, a priori, ogni spazio per il riconoscimento della pur minima trasformazione nella identit\u00e0 e nella percezione della &#8220;donna&#8221;, al di fuori degli stereotipi essenzialistici, spesso tradotti addirittura in &#8220;principi&#8221;, su cui si sono costruiti grandi pregiudizi, felici barzellette e infelicissime incomprensioni o violenze. La pretesa di risolvere la questione dell&#8217;accesso delle donne al ministero ordinato, sostituendo all&#8217;argomento &#8220;contra naturam&#8221; quello &#8221; contra historiam&#8221; appare segnato da un tratto ancora pi\u00f9 viscerale, sebbene sia in linea con quanto osservato fin qui.<\/p>\n\n\n\n<p>La prudenza ecclesiale, che non pu\u00f2 mai venir meno, non si identifica mai con l&#8217;immobilismo. La esigenza di trovare risposte adeguate su ognuno di questi piani riguarda esattamente l&#8217;esercizio di questa prudenza. Per essere prudenti bisogna evitare di cadere nell&#8217;errore di ritenere che l&#8217;unica possibilit\u00e0 sia quella di difendere anche le scelte inopportune o sbagliate addirittura. Come <em>Amoris Laetitia<\/em> ha segnato una tappa nuova rispetto all&#8217;assetto magisteriale che da <em>Arcanum divinae sapientiae<\/em> arrivava fino a <em>FamiliarisConsortio,<\/em> subendo in modo troppo smaccato la identificazione tra &#8220;pastorale&#8221; e &#8220;gestione giuridica del rapporto&#8221;, cosi occorre che la considerazione della sessualit\u00e0 non venga giustificata soltanto in relazione alla generazione (anche se questa non pu\u00f2 mai essere esclusa), che la tendenza omosessuale di ogni soggetto non venga semplceimente sottoposta ad una riduzione al peccato, che la considerazione della donna sappia riconoscere e valorizzare anche la donna nella chiamata al carisma profetico, al carisma di governo nonch\u00e8 al carisma di culto e santificazione. Anche le forme fragili con cui il magistero perpetua la incomprensione del <em>munus docendi, regendi e sanctificandi<\/em> delle donne riposa su una questione sessuale non sufficientemente elaborata e risolta quando va bene con principi di comodo, quando va male con un carico di violenza indifferente e di discriminazione efficace che \u00e8 tanto pi\u00f9 pesante in chi la subisce quanto meno \u00e8 consapevole in chi la infligge.<\/p>\n\n\n\n<p>In tutti questi 4 casi, dove di mezzo vi \u00e8 sempre una visione del significato globale del sesso come &#8220;coscienza sessuale dei soggetti&#8221;, la obbedienza della teologia al magistero deve diventare responsabile di dare la parola ai &#8220;terzi&#8221;. Una vera obbedienza, se diventasse indifferenza verso i terzi o riduzione dei loro vissuti a stereotipi senza cuore, diventerebbe un pessimo servizio alla Chiesa. Le famiglie effettivamente esistenti, le forme della generazione responsabile, le relazioni omosessuali e le possibili chiamate femminili al ministero ordinato non possono essere risolte senza una triangolazione strutturale: parola magisteriale, riflessione teologica ed esperienza vissuta si richiamano e chiedono una diversa integrazione, che metta in gioco, contemporaneamente, la capacit\u00e0 magisteriale di ascolto della esperienza per offrire una lettura fedele della parola di Dio, la elaborazione di categorie nuove da parte della teologia, in grado di mediare pensiero, parola e azione e infine la veridicit\u00e0 con cui ogni uomo e ogni donna, fuori da ogni cattura ideologica, interna o esterna alla Chiesa, possa valorizzare in pieno la propria vocazione. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La trasformazione della sessualit\u00e0 (matrimonio paritario, procreazione responsabile, identit\u00e0 omosessuale, autorit\u00e0 pubblica femminile) \u00e8 uno dei terreni su cui il cattolicesimo rischia di legare la propria identit\u00e0 alle logiche della societ\u00e0 chiusa. 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