{"id":18487,"date":"2023-04-26T14:01:09","date_gmt":"2023-04-26T12:01:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18487"},"modified":"2023-04-26T16:16:11","modified_gmt":"2023-04-26T14:16:11","slug":"la-sacramentalita-come-nuovo-impedimento-alla-ordinazione-le-ferite-aperte-di-una-teologia-nostalgica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-sacramentalita-come-nuovo-impedimento-alla-ordinazione-le-ferite-aperte-di-una-teologia-nostalgica\/","title":{"rendered":"La sacramentalit\u00e0 come nuovo impedimento alla ordinazione? Le ferite aperte di una teologia nostalgica"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/diaconato-femminile.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"480\" height=\"212\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/diaconato-femminile.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-12897\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/diaconato-femminile.jpg 480w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/diaconato-femminile-300x132.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Non vi \u00e8 dubbio che tra i fenomeni pi\u00f9 interessanti della teologia dell&#8217;ultimo secolo vi sia stata una grande rielaborazione del termine &#8220;sacramento&#8221;, che non solo \u00e8 stato esteso a designare, oltre ai sette sacramenti, anche e anzitutto Cristo e la Chiesa (rispettivamente come &#8220;sacramento originario&#8221; e come &#8220;sacramento fondamentale), ma ha preteso di caratterizzare, in forma immediata, il cattolicesimo in quanto tale. Fino ad arrivare alla elaborazione di una nuova terminologia, che si struttura nella &#8220;difesa della sacramentalit\u00e0&#8221; come cifra inconfondibile della tradizione cattolica, non solo rispetto al protestantesimo (liberale), ma anche rispetto alla cultura post-moderna. Entrambi questi filoni teologici e culturali, poich\u00e9 negherebbero la sacramentalit\u00e0, sarebbero incompatibili con il cattolicesimo: per questo ogni possibilit\u00e0 di dialogo e di incontro con essi sarebbe esclusa in partenza. In tal senso &#8220;sacramentalit\u00e0&#8221; sarebbe la vera garanzia contro ogni forma di &#8220;modernismo&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa tesi, che si trova affermata in modo drastico fin dalle prime pagine del libro di K.-H. Menke, <em>Sacramentalit\u00e0. Essenza e ferite del cattolicesimo<\/em> (Brescia, Queriniana, 2015) appare esemplare nel voler difendere una &#8220;teologia cattolica&#8221; contro le letture funzionalistiche, ma per farlo \u00e8 costretta a funzionalizzare il sacramento, trasformandolo in una &#8220;cultura alternativa&#8221;, immunizzata dalla cultura. Per Menke, infatti, le condizioni della &#8220;sacramentalit\u00e0&#8221;  poggiano su una antropologia univoca e su una ontologia univoca, che ne costituiscono i presupposti. Perci\u00f2 il pensiero sacramentale e il pensiero postmoderno si comportano tra loro come due opposti, si escludono a vicenda, &#8220;perch\u00e9 il pensiero postmoderno non riesce a custodire la distinzione antropologica tra io e non-io e quella ontologica tra un piano indicante e un piano indicato, che sono presupposte dal pensiero sacramentale&#8221; (321)<\/p>\n\n\n\n<p>In questo modo, con un gioco di prestigio piuttosto elementare, la sacramentalit\u00e0 diventa funzionale alla difesa di un assetto antropologico e ontologico classico. Pu\u00f2 esservi sacramentalit\u00e0, e quindi cattolicesimo, solo se l&#8217;uomo e il mondo sono compresi nei termini di una antropologia delle facolt\u00e0 e di una ontologia metafisica. Ci\u00f2 che contrasta con questo modello non \u00e8 &#8220;diverso&#8221;, ma &#8220;erroneo&#8221; e da contestare in radice. <\/p>\n\n\n\n<p>La argomentazione apologetica che comanda il discorso sulla sacramentalit\u00e0 sembra fondata sul sacramentaria, sulla ecclesiologia e sulla cristologia. In realt\u00e0 si tratta di un modo drastico, e anche piuttosto rozzo, per affermare direttamente una antropologia e una ontologia, senza alcuna possibilit\u00e0 di ascoltare una parola diversa dalla tradizione di fede. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Il primo esempio: sacramentalit\u00e0 e ordinazione femminile<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La elaborazione apologetica della categoria di &#8220;sacramentalit\u00e0&#8221; &#8211; come legittima aspirazione di una teologia sistematica &#8211; apre subito, nel libro di Menke, uno spazio di argomentazione diverso per escludere ogni possibilit\u00e0 di &#8220;ordinare&#8221; le donne. Come \u00e8 noto, fino ad ora la forma della argomentazione aveva percorso tre vie:<\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>la via della mancanza di autorit\u00e0 antropologica: la donna non pu\u00f2 rappresentare Cristo perch\u00e9 naturalmente \u00e8 segnata da &#8220;soggezione&#8221; e da &#8220;inferiorit\u00e0&#8221;;<\/li>\n\n\n\n<li>la via della mancanza di autorit\u00e0 cristologica, perch\u00e9 Cristo \u00e8 maschio e non pu\u00f2 essere rappresentato analogicamente da una donna;<\/li>\n\n\n\n<li>la via della mancanza di autorit\u00e0 ecclesiale: perch\u00e9 la Chiesa non ha il potere di modificare una tradizione che mai \u00e8 cambiata.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Rispetto a queste tre forme di argomentazione, la via della &#8220;sacramentalit\u00e0&#8221; vorrebbe indicare una &#8220;logica di fondo&#8221; nella quale, senza mai utilizzare direttamente gli argomenti antropologici classici di esclusione della autorit\u00e0 femminile, si ottiene il medesimo risultato sulla base di una non ben chiarita &#8220;sacramentalit\u00e0&#8221;. Che avrebbe, tuttavia, un impatto diverso rispetto alla &#8220;teologia di autorit\u00e0&#8221; su cui il magistero sembra essersi assestato dopo <em>Inter insigniores<\/em> e dopo <em>Ordinatio sacerdotalis<\/em>. In realt\u00e0 questo uso del termine &#8220;sacramentalit\u00e0&#8221; appare segnato da un limite intrinseco: esso ripropone, mediante una sacralizzazione nostalgica, i presupposti e i pregiudizi antropologici del passato, trasformandoli in &#8220;condizioni della cattolicit\u00e0&#8221;. Non vi sono &#8220;segni dei tempi&#8221;, ma solo &#8220;errori dei tempi&#8221;, contro cui si resta cattolici solo se li si condanna come &#8220;negatori di una sacramentalit\u00e0&#8221; identificata con le comprensioni del passato. <\/p>\n\n\n\n<p><em>Impedimenti alla ordinazione e sacramentalit\u00e0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;elenco classico degli &#8220;impedimenti alla ordinazione&#8221; la teologia scolastica esamina quali soggetti sono senza autorit\u00e0 e perci\u00f2 incapaci di mediare il Signore, principio di ogni autorit\u00e0. L&#8217;elenco, che comprende i minori, gli schiavi, gli assassini, i figli naturali e i disabili, inizia rigorosamente con il caso &#8220;pi\u00f9 naturale&#8221; di &#8220;mancanza di autorit\u00e0&#8221;, ossia dalla donna. Questo orizzonte culturale, che non riesce ad attribuire dignit\u00e0 di autorit\u00e0 pubblica alla donna, muta con il XIX secolo. Quando si cerca di farlo sopravvivere, si devono usare altre argomentazioni. La inerzia del modello antico pu\u00f2 essere prodotta da una &#8220;negazione della possibilit\u00e0 di cambiarla&#8221; (ed \u00e8 la soluzione adottata dal magistero) oppure si pu\u00f2 ricorrere ad altri livelli di argomentazione, che tuttavia dovrebbero risultare persuasivi sulla base di &#8220;altre logiche&#8221;. Ragionare sulla base dei due principi (petrino e mariano) o sulla base della &#8220;sacramentalit\u00e0 cattolica&#8221; sembra una via poco efficace per affrontare la questione. Perch\u00e9 nel primo caso, come nel secondo, una ampia articolazione argomentativa, sorta con intenzioni apologetiche, sembra dedurre ogni conclusione da un principio di &#8220;gerarchia perenne dei sessi&#8221; che si presenta molto meno come un dato rivelato che come un pregiudizio infondato. Nel generalizzarsi di un &#8220;principio di sacramentalit\u00e0&#8221; si nascondono non di rado pregiudizi indiscussi. <em>Periculum latet in generalibus<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non vi \u00e8 dubbio che tra i fenomeni pi\u00f9 interessanti della teologia dell&#8217;ultimo secolo vi sia stata una grande rielaborazione del termine &#8220;sacramento&#8221;, che non solo \u00e8 stato esteso a designare, oltre ai sette sacramenti,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18487"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18487"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18487\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18491,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18487\/revisions\/18491"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18487"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18487"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18487"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}