{"id":18425,"date":"2023-03-17T11:58:13","date_gmt":"2023-03-17T10:58:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18425"},"modified":"2023-03-17T12:26:32","modified_gmt":"2023-03-17T11:26:32","slug":"francesco-e-il-principio-monarchico-padre-vesco-e-la-questione-della-autorita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/francesco-e-il-principio-monarchico-padre-vesco-e-la-questione-della-autorita\/","title":{"rendered":"Francesco e il principio monarchico: Padre Vesco e la questione della autorit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/image-1.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"900\" height=\"506\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/image-1.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-18428\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/image-1.png 900w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/image-1-300x169.png 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/image-1-768x432.png 768w\" sizes=\"(max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>In una <a href=\"https:\/\/www.lavie.fr\/christianisme\/eglise\/francois-remet-la-sacralite-de-la-fonction-a-sa-juste-place-87267.php\">intervista ispirata<\/a>, l&#8217;Arcivescovo di Algeri, Jean-Paul Vesco ha offerto una intelligente lettura del papato di Francesco, giunto al suo anniversario decennale. Gi\u00e0 nel titolo individua subito il centro della propria attenzione: \u00ab\u00a0Fran\u00e7ois remet la sacralit\u00e9 de la fonction \u00e0 sa juste place\u00a0\u00bb. Una ricollocazione della &#8220;sacralit\u00e0 della funzione&#8221; appare ai suoi occhi come il cuore di questo decennio. Va ricordato che Vesco non \u00e8 solo Arcivescovo di Algeri, ma \u00e8 anche un Padre domenicano e un ex-avvocato civilista del foro di Parigi. Queste tre caratteristiche lo rendono particolarmente acuto e sensibile nella lettura del pontificato di Francesco. Proviamo a seguire meglio il ragionamento offerto da Vesco lungo il corso della intervista, offrendone un piccolo riassunto commentato in lingua italiana.<\/p>\n\n\n\n<p>a) La prima caratteristica del papato di Francesco \u00e8 una <strong>cambiamento del rapporto tra Chiesa e mondo<\/strong>. Questo passa per una serie di piccoli gesti simbolici che hanno costellato fin dall&#8217;inizio il suo pontificato, ma attraverso i quali egli rivoluziona i codici monarchici con cui l&#8217;autorit\u00e0 papale ed episcopale \u00e8 stata interpretata nel corso della storia. Conservare anello e croce da Arcivescovo di Buenos Aires, non occupare gli appartamenti del palazzo apostolico, portare lui stesso la sua borsa salendo sull&#8217;aereo, chiamare in prima persona al telefono i suoi interlocutori, spostarsi con automobili utilitarie&#8230;sono tutti simboli di un altro modo di pensare la autorit\u00e0 ecclesiale rispetto al mondo. Si tratta di una tendenza che era iniziata con Giovanni XXIII e che trova ora una accelerazione in termini di &#8220;fraternit\u00e0&#8221;, parola-chiave del pontificato.<\/p>\n\n\n\n<p>b) Questa distanza pi\u00f9 corta tra chiesa e mondo implica anche un <strong>cambiamento di linguaggio<\/strong>. Esemplari sono, da questo punto di vista, le interviste &#8220;in quota&#8221;, dove la parola sciolta, diretta, pronunciata anche con stanchezza o con esitazione, senza i crismi della ufficialit\u00e0, crea spesso un imbarazzo legato alle attese di una espressione pi\u00f9 fredda e meno umana. <\/p>\n\n\n\n<p>c) Su questo punto si alzano le proteste di coloro che imputano a questa tendenza una &#8220;desacralizzazione&#8221; della funzione e del ministero papale. Secondo Vesco, invece, questo \u00e8 &#8220;ricollocare al suo giusto posto la sacralit\u00e0 della funzione&#8221;. In che cosa consiste, in ultima analisi, la autorit\u00e0 da salvaguardare? Nel dar voce al Vangelo. E questo non si pu\u00f2 fare nella distanza e nel sollevare muri. &#8220;Nel desacralizzare ci\u00f2 che \u00e8 stato troppo sacralizzato sul piano umano nella funzione del papa, <strong>Francesco rinforza la propria autorit\u00e0<\/strong>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p>d) Un &#8220;principio monarchico&#8221; nella Chiesa merita un ripensamento radicale. &#8220;La Chiesa cattolica <strong>ha improntato il suo modello di organizzazione su quello di una monarchia assoluta di diritto divino<\/strong>. Come per la investitura di un re, il vescovo, detentore dei tre poteri esecutivo, legislativo e giudizionario, riceve al momento della ordinazione un anello, una mitria come una corona, una croce come uno scettro, una cattedra come un trono, uno stemma e un titolo. Tutto ci\u00f2 \u00e8 chiaramente giustificato da un senso spirituale che sublima questi gesti e dona loro una consistenza, ma bisogna essere coscienti del loro substrato umano ispirito dal modello politico monarchico. Non si tratta di contestare ci\u00f2 che \u00e8 costitutivo del corpo istituzionale della nostra Chiesa, ma \u00e8 conveniente averne coscienza, di tenerlo al suo giusto posto, evitando di sacralizzarlo all&#8217;eccesso. E&#8217; anche utile <strong>lavorare per equilibrare i poteri, come sanno fare le monarchie moderne<\/strong>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<p>e) Questo tema dell&#8217;esercizio monarchico del potere, nella forma storica di un potere assoluto, si collega strettamente al tema degli abusi, che sono, nella loro radice, &#8220;abusi di potere&#8221;. Per combattere gli abusi bisogna superare figure, rappresentazioni e forme di potere senza limiti e senza controllo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>f) Un paradosso sembra apparire in Francesco: il superamento del potere monarchico si mostra, non di rado, in atti di assunzione netta e decisa della autorit\u00e0 papale. Spesso sono Lettere &#8220;Motu Proprio date&#8221; ad aprire nuove fasi di confronto curiale ed ecclesiale. Diremmo che <strong>per superare la autorit\u00e0 assoluta si usa della autorit\u00e0 assoluta<\/strong>. Qui forse occorre precisare che Jorge Mario Bergoglio \u00e8 un religioso, \u00e8 un gesuita, abituato ad una gestione della autorit\u00e0 molto decisa. E che per mettere in moto processi di cambiamento occorre un investimento di forza e di decisione che pu\u00f2 scioccare ed anche ferire. La domanda di &#8220;preghiera per s\u00e9&#8221;, che papa Francesco ripete continuamente, si lega anche e forse soprattutto a questo travaglio. <\/p>\n\n\n\n<p>g) Il disegno di &#8220;riforma della Chiesa&#8221; dall&#8221;interno in Francesco ha la forma di una ricollocazione della persona al centro della Chiesa. Questo non implica una contestazione della dottrina, ma un profondo ripensamento della dottrina. &#8220;<strong>Egli ha ricollocato la persona al centro del magistero, e questo ne modifica la prospettiva e introduce un rapporto pi\u00f9 complesso con la verit\u00e0<\/strong>. Scegliendo deliberatamente di andare verso il mondo e quindi anche verso la periferie, credo che Francesco abbia veramente contribuito a rimettere il Vangelo al cuore della Chiesa e la la Chiesa al cuore del mondo&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una intervista ispirata, l&#8217;Arcivescovo di Algeri, Jean-Paul Vesco ha offerto una intelligente lettura del papato di Francesco, giunto al suo anniversario decennale. 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