{"id":18402,"date":"2023-03-03T16:38:09","date_gmt":"2023-03-03T15:38:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18402"},"modified":"2023-03-03T16:38:41","modified_gmt":"2023-03-03T15:38:41","slug":"la-legge-e-la-responsabilita-individuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-legge-e-la-responsabilita-individuale\/","title":{"rendered":"La legge e la responsabilit\u00e0 individuale"},"content":{"rendered":"<p>\u00abA livello mondiale, e in particolare nei paesi a basso reddito, i ricercatori premono per realizzare reti sanitarie in grado di farsi carico di varie malattie infettive, come Ebola o tubercolosi. Nel renderci pi\u00f9 resilienti a fronte delle malattie endemiche, assicureranno una capacit\u00e0 di risposta pi\u00f9 solida a patogeni ancora sconosciuti. La posta \u00e8 anticipare meglio per confinare meno\u00bb [Delphine Rou\u00e7aute, \u00abLimites et le\u00e7ons de la strat\u00e9gie z\u00e9ro Covid\u00bb <em>Le Monde<\/em>, 11\/2\/23, online]. Invece\u2026<br \/>\n\u00abDato di novit\u00e0 mondiale \u00e8 l\u2019intreccio sempre pi\u00f9 stretto tra poste in gioco geopolitiche classiche \u2013 competizione di potenza, ambizioni imperiali, lotta per le risorse, ecc. \u2013 e globali, cambiamento climatico, pandemie, digitale. Nel fondamentale <em>Les ambitions inavou\u00e8es<\/em> (Tailander 2023), Thomas Gomart vuol \u201cdelimitare lo spazio di manovra possibile per la politica estera francese in un momento in cui deve affrontare scelte difficili\u00bb [Marc Semo, \u00abCe que veulent les grandes puissances\u00bb, ivi].<br \/>\nE \u00abdopo dieci numeri l\u2019eccellente rivista <em>Sensibilit\u00e9s<\/em>, edita dal 2016 da Anamosa, rovescia il tema e parla di insensibilit\u00e0. Non \u00e8 un contropiede. \u201cNon illudiamoci, avverte l\u2019introduzione, malgrado il prefisso negativo, \u00e8 affettivit\u00e0 anche l\u2019insensibilit\u00e0, pratica del sensibile come le altre\u201d. Dunque non solo sensibilit\u00e0 zero, ma sua trasformazione, annientamento, parestesia. A forza d\u2019esercizio \u2013 come pompieri in cerca della durezza necessaria per efficienza. A forza di spersonalizzazione, che permette a esseri umani di fare senza apparente emozione il massacro della notte di San Bartolomeo\u00bb, \u00aba conferma dell\u2019alterit\u00e0 ripugnante dei massacrati\u00bb. \u00abMa la storica Anne Carol fa un\u2019ipotesi diversa: iniettare \u201cbanalit\u00e0 in ci\u00f2 che \u00e8 mostruoso\u201d e fare \u201cdella violenza ripetuta un lavoro\u201d\u00bb [Valentine Faure, \u00abL\u2019envers de la sensibilit\u00e8 explor\u00e9\u00bb, ivi]. \u00c8 un mercato ovunque fiorente, marchio pi\u00f9 famoso, ma non il pi\u00f9 importante, il russo Gruppo Wagner.<br \/>\nQuesto caos apparente ha una coerenza interna svelata da Covid-19.<br \/>\n\u00abA dirlo oggi sembra esagerato e anche un po&#8217; incredibile, ma la pandemia che quest\u2019anno ha colpito l\u2019umanit\u00e0 era uno degli eventi pi\u00f9 prevedibili della storia. Da sempre i germi competono con l\u2019uomo e per quasi duemila anni hanno spesso messo a dura prova la capacit\u00e0 di sopravvivenza del nostro genere. I successi dell\u2019Igiene, della Medicina e della Sanit\u00e0 Pubblica, a partire dal XIX secolo, li avevano fortemente ridimensionati: l\u2019acqua potabile, le latrine, le fogne prima, i vaccini, gli antibiotici e i farmaci antivirali poi, avevano fatto addirittura dichiarare all\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0, all\u2019inizio degli anni \u201980, che la lotta contro le malattie infettive era stata definitivamente vinta. Mai previsione si \u00e8 rivelata pi\u00f9 incauta e inaccurata. Mai l\u2019umanit\u00e0 si \u00e8 dimostrata pi\u00f9 miope\u00bb [Walter Ricciardi, \u00abLa lezione della pandemia COVID-19: prevenire le malattie, curare tutti\u00bb, in <em>Testimonianze sul futuro<\/em>, a cura di Antonio Ballarin Denti, Vita e Pensiero 2022, p. 99].<br \/>\nPer Covid, nel 2003 l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 lanci\u00f2 il suo primo allarme mondiale. Obama annunci\u00f2 una rete sanitaria globale, bloccata da Trump. Sono <em>I tempi del potere<\/em>, scrive Christopher Clark, Regius Professor di Storia a Cambridge: \u00abIl crollo delle aspettative che ha trasformato l\u2019ex impero sovietico non ha lasciato illeso \u2018l\u2019Occidente\u2019. Lo spaventoso fallimento dei progetti liberaldemocratici di \u2018costruzione della nazione\u2019 nella scia delle guerre dell\u2019Iraq e dell\u2019Afghanistan ha screditato le pretese sia della \u2018teoria della pace democratica\u2019 sia della cultura politica che l\u2019aveva alimentata. La crisi finanziaria globale iniziata nel 2007-2008 e quella del debito europeo che vi ha fatto seguito hanno gettato una profonda ombra sulla governance economica \u2018neoliberale\u2019 degli Stati capitalisti occidentali. L\u2019aggravarsi delle disuguaglianze sociali e l\u2019iper-concentrazione del nuovo capitale al vertice della piramide del reddito hanno reso pi\u00f9 difficile perorare la causa dei progressivi benefici sociali generati dal capitalismo. La promessa che ogni generazione star\u00e0 meglio di quella che l\u2019ha preceduta non appare pi\u00f9 credibile. E allo stesso tempo, nella comunit\u00e0 dei moderni Stati \u2018occidentali\u2019 si sono affermati regimi che hanno trovato il modo di utilizzare la democrazia come strumento di governo autoritario, svuotando allo stesso tempo i loro sistemi politici della sostanza liberale. Come si \u00e8 affermato, qui, come nella Russia postcomunista, la politica si esaurisce in una \u2018incessante attivit\u00e0 priva di ogni telos\u2019\u00bb [tr.it. Laterza 2022, pp. 211-2].<br \/>\n<em>Denaro impazzito<\/em>, diagnostic\u00f2 nel 1988 Susan Strange, London School of Economics: \u00abla follia o pazzia di un uomo o di una donna si esprime attraverso un comportamento incostante, imprevedibile e irrazionale, potenzialmente dannoso per s\u00e9 e per gli altri. Questa descrizione si applica perfettamente al comportamento dei mercati finanziari negli ultimi anni, in cui stati di euforia senza motivo si sono alternati a altri d\u2019altrettanto ingiustificata depressione. Le crisi che li hanno colpiti sono sopraggiunte in modo assolutamente imprevisto e cogliendo di sorpresa la maggior parte degli osservatori. Il loro comportamento \u00e8 risultato gravemente dannoso per gli altri. La situazione \u00e8 tale da richiedere urgentemente qualche forma di intervento terapeutico\u00bb [p. 3], perch\u00e9 questa \u201cincessante attivit\u00e0 priva di ogni telos\u201d divora troppi di noi come polipetti, \u00abtinnirissimi, e i purpi \u00e8 cosa cognita che sunno strenui combattenti dintra alla panza prima d\u2019essiri sconfitti dalla digestioni\u00bb [Andrea Camilleri, <em>Un covo di vipere<\/em>, Sellerio 2013, p. 50]. Troppi perch\u00e9 siamo troppi, dice qualcuno.<br \/>\n\u00abSpesso sentiamo dire che l\u2019incremento della specie umana, avvantaggiata dalla sua cultura, sia stato eccessivo. Gli attuali 8 miliardi di donne, uomini e bambini sarebbero semplicemente troppi per la Terra. Si pu\u00f2 obiettare che nel sistema naturale la nostra presenza fisica \u00e8 pressoch\u00e9 insignificante. Tutti gli 8 miliardi di persone messe insieme non rappresentano nemmeno un decimillesimo della biomassa terrestre\u00bb. \u00abIl problema \u00e8 che noi consumiamo molto pi\u00f9 di queste risorse\u00bb. \u00abNel momento in cui \u00e8 minacciata la vita stessa sulla Terra, sta al nostro intelletto reagire\u00bb [Stefan Klein, <em>Come cambiamo il mondo<\/em>, tr.it. Bollati Boringhieri 2022, pp. 219-220]. \u00abCome si stabiliscono la soddisfazione e l\u2019equit\u00e0 in una societ\u00e0 che deve andare avanti con risorse limitate? Come di realizza la transizione verso una societ\u00e0 simile? Ma soprattutto che cos\u2019\u00e8 una vita degna per una persona?\u00bb [p. 221]. \u00abLa creativit\u00e0 non \u00e8 una dote speciale, ma un modo di vivere. A lei dobbiamo la nostra esistenza. La storia dell\u2019umanit\u00e0 inizi\u00f2 quando i nostri antenati impararono ad apprendere gli uni dagli altri. Sopravvivevano nella misura in cui i pi\u00f9 esperti trasmettevano il loro sapere alle generazioni successive\u00bb [ivi, p. 227].<br \/>\nStiamo penosamente (ri)scoprendo il nesso tra la legge e la responsabilit\u00e0 individuale.<br \/>\n<strong>La legge e la responsabilit\u00e0 individuale<\/strong> \u00e8 il titolo di una conferenza del matematico, e non solo, Jakob Bronowski a Yale, pubblicata nel 1978 da Yale University in <em>The Origins of Knowledge and Imagination<\/em> [tr.it <em>Le origini della conoscenza e dell\u2019immaginazione<\/em>, Newton Compton 1980]. \u00abSe vogliamo pace, se vogliamo una qualunque forma di comunit\u00e0 umana, non \u00e8 perch\u00e9 la scienza l\u2019abbia dimostrata desiderabile, ma perch\u00e9 per noi questo fa parte della stessa visione del mondo che la scienza ci fornisce\u00bb [p. 89]. \u00abPerch\u00e9, vedete, se negli ultimi trecento anni la scienza ha avuto tanto successo nel suo ruolo di lievito sociale, \u00e8 stato perch\u00e9 essa stessa si \u00e8 trasformata da pratica individuale (per grande che fosse l\u2019ingegno dei singoli individui) in impresa comunitaria\u00bb [p. 91].<br \/>\n\u00abLa comunit\u00e0 degli scienziati ha una sua forza speciale\u00bb. \u00abSe oggi scrivo un articolo scientifico questo arriva in Cina, in Cecoslovacchia, in Sudamerica, a Los Angeles: e in tutti questi posti chiunque lo legga si convince che io scrivo la verit\u00e0 come la vedo io. Nessuno assume che quello che scrivo sia vero: a nessuno di noi \u00e8 concesso indi sapere che cosa sia vero in quel senso. Ma tutti sanno che io ho scritto quell\u2019articolo sulla base della convenzione (implicita, non scritta, ma presente fra gli scienziati) che ad esso si pu\u00f2 credere assolutamente, perch\u00e9 rappresenta quello che credo io\u00bb. \u00abE questo \u00e8 il punto assolutamente cruciale: lo scienziato non discute mai il fine ma soltanto i mezzi, cio\u00e8 i passi successivi mediante i quali si giunge dalla conoscenza di oggi alla conoscenza di domani\u00bb [p. 93]. \u00abNon vi \u00e8 distinzione fra buoni fini e buoni mezzi: si \u00e8 autorizzati a usare solo mezzi perfettamente onesti. \u00c8 questo che mette lo scienziato in una posizione di speciale fiducia, e che al tempo stesso \u00e8 un profondo principio etico\u00bb [p. 94].<br \/>\n\u00abLa democrazia, come modo di organizzazione dello stato, ha dimostrato di avere successo esattamente nello stesso modo della scienza: perch\u00e9 \u00e8 costantemente in grado di trasformare se stessa. Ma pu\u00f2 farlo soltanto usando gli stessi mezzi, cio\u00e8 un\u2019assoluta onest\u00e0 e integrit\u00e0\u00bb [p. 101].<br \/>\nGi\u00e0 nel 1969, in <em>Istruzione e sviluppo<\/em>  [tr.it. il Mulino 2002] lo storico Carlo Maria Cipolla ricordava che \u00abtecniche e valori si influenzano a vicenda. Una societ\u00e0 sviluppa oppure no certe tecniche proprio perch\u00e9 dominata da determinati valori culturali. D\u2019altra parte, lo Stato della tecnica ha conseguenze ovvie sul sistema dei valori di una societ\u00e0. Ad ogni modo, i valori prevalenti determinano l\u2019uso cui le tecniche esistenti saranno destinate. Sino all\u2019Ottocento si era convinti  che l\u2019educazione non potesse e non dovesse consistere soltanto nella comunicazione di informazioni tecniche. Ci si preoccupava delle tecniche, ma soprattutto ci si preoccupava dei valori\u00bb. \u00abSe la vita su questo pianeta ebbe inizio e progred\u00ec per un lavorio di processi indipendenti da una volont\u00e0 cosciente, questo non \u00e8 pi\u00f9 il caso in un mondo industrialmente avanzato nel quale l\u2019uomo domina forze sempre pi\u00f9 poderose. Nel futuro, la vita su questo pianeta dipender\u00e0 sempre pi\u00f9 dalla capacit\u00e0 di \u2018seguire virtute\u2019 oltre che \u2018conoscenza\u2019\u00bb [pp. 119-120]. Onest\u00e0 e integrit\u00e0, oltre che utilit\u00e0.<br \/>\nGli interessi dominanti lo sono fin che lo sono, lo confermano Covid-19 e crisi globale, ma \u00e8 cosa nota da tempo nel laboratorio Italia dove, sconfitto l\u2019imperatore Federico II, i Comuni \u00abben presto si accorsero che, nel frattempo, un nuovo nemico forse ancora pi\u00f9 pericoloso degli imperatori, era cresciuto al loro interno: le divisioni interne, i conflitti tra le famiglie dominanti alla ricerca di maggiori poteri e maggiori ricchezze, e gli scontri tra le famiglie dominanti, il popolo e i ceti produttivi\u00bb. \u00abSi tratta di un fenomeno molto diffuso anche ai giorni nostri\u00bb [Marco Vitale, <em>Brescia raccontata ai ragazzi<\/em>, marcoserratarantolaeditore, 2020, p. 55].<br \/>\nLo \u00e8 ma, anche quando viene tradita, la democrazia dispone di strumenti di allerta, come l\u2019astensione elettorale, non a caso crescente tra i cittadini europei quando non hanno altro modo di contestare signorie internazionali, nazionali, locali che esaltano e sfruttano, invece di risolverli, i conflitti civili. Gli imperi cinese e russo occupano l\u2019Africa, ricca di giovani e di risorse, mentre ne sono cacciati gli stati-signorie europei che, nella loro intrinseca inconsistenza, lasciano morire in mare o respingono chi vuole anche per s\u00e9 un futuro europeo in un mondo sempre pi\u00f9 diviso e violento. D\u2019altra parte, se ha buone braccia e gambe (moneta e mercato), l\u2019UE ha un solo polmone (Camera dei Deputati) ma due teste (Commissione e Consiglio dei Ministri) che la rendono ondivaga. E i tempi stringono.<br \/>\n\u00abIn caso di vittoria repubblicana nelle elezioni presidenziali americane del 2024, non \u00e8 escluso che la sintonia atlantica sulla crisi ucraina finisca. Gli europei si troveranno allora soli con i loro dispiaceri strategici, mentre gli Stati Uniti si focalizzeranno sul loro confronto con la Cina\u00bb [Philippe Ricard e Piotr Smolar. \u00abL\u2019Alliance atlantique \u00e0 l\u2019\u00e9preuve de feu russe\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 26-27\/02\/20223, online]. Tuttavia, Putin e sodali sono reagenti, agenti siamo noi cittadini europei che abbiamo ormai maturato l\u2019idea, il diritto e ora l\u2019interesse a un governo democratico europeo. Democratico, europeo e dell\u2019area euro perch\u00e9 l\u2019economia, come la democrazia e la scienza, \u00e8 \u00abcostantemente in grado di trasformare se stessa. Ma pu\u00f2 farlo soltanto usando gli stessi mezzi, cio\u00e8 un\u2019assoluta onest\u00e0 e integrit\u00e0\u00bb [Bronowski, cit., p. 101]. Ed economia di mercato non significa che \u00e8 del mercato, ma che nel mercato ha uno strumento che, usato senza onest\u00e0 e integrit\u00e0, distrugge ricchezza e benessere, ma anche noi esseri umani e il mondo che ci fa vivere.<br \/>\nD\u2019altra parte, da sempre onest\u00e0 e integrit\u00e0 sono anzitutto requisiti personali e sociali. Niente di nuovo sotto il cielo, fin che siamo in grado di vederlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abA livello mondiale, e in particolare nei paesi a basso reddito, i ricercatori premono per realizzare reti sanitarie in grado di farsi carico di varie malattie infettive, come Ebola o tubercolosi. 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