{"id":18393,"date":"2023-03-01T14:13:01","date_gmt":"2023-03-01T13:13:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18393"},"modified":"2023-03-01T14:13:01","modified_gmt":"2023-03-01T13:13:01","slug":"penitenza-la-sua-teologia-e-le-sue-forme-di-silvia-tarantelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/penitenza-la-sua-teologia-e-le-sue-forme-di-silvia-tarantelli\/","title":{"rendered":"Penitenza: la sua teologia e le sue forme (di Silvia Tarantelli)"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\">\n<p align=\"left\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Confessione-donna-stampa-Ottocento.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-10336\" alt=\"Confessione donna (stampa Ottocento)\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Confessione-donna-stampa-Ottocento-194x300.jpg\" width=\"194\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Confessione-donna-stampa-Ottocento-194x300.jpg 194w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Confessione-donna-stampa-Ottocento.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\"><em>Un Convegno padovano sulla &#8220;terza forma della penitenza&#8221; \u00e8 il contesto in cui sono maturate le riflessioni che mi ha mandato S. Tarantelli. Si tratta di un testo molto lucido e appassionato, che dimostra una competenza profonda, utile per considerare meglio in che modo impostare la comprensione teologica del sacramento, delle sue crisi e delle sue opportunit\u00e0. Ringrazio Sr Silvia per il testo, che \u00e8 tra le cose pi\u00f9 limpide che abbia letto negli ultimi tempi sul tema. (ag)<\/em><\/p>\n<p align=\"left\">\n<h3 align=\"left\"><b>Per un avanzamento del discernimento ecclesiale e teologico sul sacramento della penitenza.\u00a0<\/b><strong>A margine della Giornata di studio interfacolt\u00e0 \u201cRipensare la prassi penitenziale\u201d (Padova, 27 febbraio 2023)<\/strong><\/h3>\n<p align=\"left\">di Silvia Tarantelli<\/p>\n<p align=\"left\">La Facolt\u00e0 Teologica del Triveneto, la Facolt\u00e0 di Diritto Canonico San Pio X e l\u2019Istituto di Liturgia Pastorale Santa Giustina hanno organizzato lo scorso 27 febbraio una giornata di studio che potesse raccogliere e rilanciare il percorso di ricerca congiunto iniziato nel 2021, con l\u2019obiettivo di rimettere a tema le problematiche della prassi penitenziale. Punto prospettico per leggere la questione: l\u2019utilizzo della III forma del rito durante le fasi pi\u00f9 acute della pandemia, come prassi da valutare e interrogare (qui il programma: <a href=\"https:\/\/www.fttr.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/FTTR-pieghevole-Ripensare-la-prassi-penitenziale.pdf\"><span style=\"color: #1155cc\"><span>https:\/\/www.fttr.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/FTTR-pieghevole-Ripensare-la-prassi-penitenziale.pdf<\/span><\/span><\/a>).<\/p>\n<p align=\"left\">La partecipazione \u00e8 stata numerosa e vivace, lasciando percepire il bisogno di ulteriori tempi di ripresa delle tematiche. L\u2019eco provocata dall\u2019ascolto dagli interventi dei relatori e dell\u2019assemblea prende qui la forma di alcune possibili riletture e rilanci, per il proseguimento del lavoro nelle comunit\u00e0 accademiche ed ecclesiali.<\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0Mi sembra utile segnalare anzitutto alcune delle risonanze dei presenti, espresse ad alta voce come domande ai relatori, o come condivisioni e confronti a margine.<\/p>\n<p align=\"left\">Centrale \u00e8 emerso il bisogno delle persone di sentirsi esposte all\u2019incondizionatezza dell\u2019amore misericordioso di Dio, che possa plasmare tanto la forma della chiesa quanto la forma dei riti. L\u2019attenuazione dell\u2019accento giudiziale del sacramento, a motivo dell\u2019assenza della confessione individuale, e della presenza della sola assoluzione generale, inserita spesso in contesti comunitari oranti, ha portato alla luce il bisogno che la qualit\u00e0 sacramentale della chiesa e dei suoi riti di perdono sia un efficace sporgersi sulla gratuita misericordia di Dio.<\/p>\n<p align=\"left\">In connessione, non a caso, \u00e8 emerso il disagio, se non l\u2019insofferenza di fedeli e presbiteri proprio relativamente agli elementi chiave della forma ordinaria della penitenza (la confessione individuale e la assoluzione), per le tracce lasciate in ciascuno da un sentire inautentico, formalistico, se non gravemente invadente. Disagio, tuttavia, provato da alcuni, inversamente, per l\u2019assenza della confessione individuale, che apriva all\u2019incertezza circa la validit\u00e0 dell\u2019assoluzione ricevuta. In questa tensione, appare centrale il bisogno di ricomprendere e ricollocare l\u2019aspetto giuridico del sacramento della penitenza, e il conseguente diffuso sconcerto per la possibilit\u00e0 che ancora oggi, alla luce del magistero di papa Francesco, sia possibile agire, tanto nella curia romana, quanto nelle accademie, senza operare una riconnessione della <i>mens<\/i> canonistica con il valore teologico della liturgia e pastorale della riforma della liturgia e della chiesa promossa dal Vaticano II, e con l\u2019invocato approccio interdisciplinare e transdisciplinare della ricerca. Infine, forte \u00e8 emerso il bisogno di una riconsiderazione dei soggetti ministeriali implicati nella prassi penitenziale, per una comunit\u00e0 che, viva e reale, sia tutta partecipe di quanto si annuncia e si celebra.<\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0A commento di questa risonanza, colloco alcune considerazioni.<\/p>\n<p align=\"left\">La prima e fondamentale \u00e8 la seguente: <i>il sacramento della penitenza ha gi\u00e0 ricevuto una elaborazione teologica compiuta e chiara <\/i>su ci\u00f2 che gli \u00e8 proprio, e nonostante gli sia proprio, manca, risulta non espresso e non esperibile nelle sue forme rituali. La sua fondamentale e inscindibile natura teologica ed ecclesiale, la sua strutturale connessione con le dinamiche di conversione proprie della vita cristiana (\u201cvirt\u00f9 di penitenza\u201d), il suo carattere laborioso, la sua identit\u00e0 in connessione con i sacramenti dell\u2019iniziazione cristiana, la sua processualit\u00e0 e gradualit\u00e0 che invocano tempi, spazi e corpi di penitenza, la pluriformit\u00e0 che bene corrisponde alla storia del sacramento, ed \u00e8 chiesta dalla sostanziale differenza tra confessione di devozione e confessione del battezzato gravemente peccatore. Tutto questo nel secolo scorso \u00e8 stato profondamente elaborato a livello teologico, e confermato dalla voce di chi ha lavorato alla riforma del rito promossa dal concilio e ne ha valutato l\u2019utilizzo nel sinodo dei vescovi del 1983. <i>La crisi di identit\u00e0 della penitenza, che la mostra s-naturata, \u00e8 un dato<\/i>,<i> e continuare a ripeterlo non sembra particolarmente fruttuoso nel promuovere un avanzamento<\/i>.<\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0Da questa constatazione, si possono aprire almeno queste due piste di lavoro.<\/p>\n<p align=\"left\">\u00a01.\u00a0<i>Appare necessario promuovere, per la coscienza ecclesiale e teologica relativa al sacramento della penitenza, un processo di riconciliazione con la sua storia recente, in vista dello scioglimento del blocco che impedisce la ricomposizione della frattura tra teologia del rito e forma del rito<\/i><span style=\"font-style: italic\">. Gli studi storici e teologici hanno mostrato come, nel caso di questo sacramento, il processo di riforma conciliare sia andato incontro ad un sostanziale fallimento, bloccando il rito (che <\/span><i>genera<\/i><span style=\"font-style: italic\"> la <\/span><i>mens<\/i><span style=\"font-style: italic\"> teologica, e non ne \u00e8 solo generato) nella sua forma tridentina. Il processo sinodale in corso da un lato, e gli interventi magisteriali di Francesco in materia liturgica, per la promozione di inculturazione ed adeguamenti, per la restituzione di competenze e di autorit\u00e0 alle conferenze episcopali locali, per il chiarimento dell\u2019inderogabile autorit\u00e0 magisteriale del Vaticano II (cf <\/span><i>Magnum principium<\/i><span style=\"font-style: italic\">, <\/span><i>Traditionis custodes<\/i><span style=\"font-style: italic\"> e <\/span><i>Desiderio desideravi<\/i><span style=\"font-style: italic\">) appaiono come contesto opportuno perch\u00e9 la <\/span><i>parresia<\/i><span style=\"font-style: italic\"> episcopale e locale possa esprimersi in vista di revisioni ed adattamenti legittimi chiesti dallo \u201cstato di morte\u201d &#8211; cos\u00ec si \u00e8 detto nella giornata &#8211; di questo sacramento. Se non ora, quando?<\/span><\/p>\n<p align=\"left\">2.\u00a0Data la chiarezza dell\u2019identificazione delle problematiche del sacramento della penitenza a livello teologico, apparirebbe pi\u00f9 utile <i>considerale come \u201cdati\u201d e lavorare per promuovere affondi possibili sulle singole questioni, che consentano alla ricerca di avanzare e alla comunit\u00e0 di recepirle, <\/i>anche \u201csolo\u201d nella forma di attenzioni celebrative gi\u00e0 possibili, ancor prima di scomodare sperimentazioni pastorali. Esemplifico quattro ambiti che nel dibattito sono emersi con rilevanza.<\/p>\n<ol>\n<ol type=\"a\">\n<li>\n<p align=\"left\">Se chiediamo al sacramento della penitenza di esporci all\u2019incondizionatezza della misericordia di Dio, chiediamo qualcosa che non gli \u00e8 primariamente proprio, e che esso non \u00e8 nelle condizioni di manifestare in modo chiaro. Tale esperienza di grazia appartiene fondativamente ai sacramenti dell\u2019iniziazione cristiana, mentre la penitenza \u00e8 fondativamente laboriosa, vede una inedita centralit\u00e0 del soggetto penitente (i suoi atti sono materia e la sua soggettualit\u00e0 ministeriale) perch\u00e9 si manifesti l\u2019iniziativa perdonante di Dio. Occorre lasciare alla penitenza di essere l\u2019esperienza della riconciliazione con Dio nel lavoro di riparazione del proprio volto di battezzato e del volto ecclesiale entrambi sfigurati dal peccato, e farsi carico della constatazione che le forme dei riti (e della chiesa) sembrano non riuscire ad introdurre all\u2019esperienza imprescindibile del volto misericordioso di Dio. Che deve poter trovare risposta, non primariamente e fondativamente nel sacramento della penitenza.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"left\">Al tempo stesso, occorre compiere un discernimento sull\u2019identit\u00e0 di questa invocazione. Il bisogno di sentirsi esposti all\u2019incondizionatezza della misericordia di Dio \u00e8 <i>sensus fidei<\/i>, o \u00e8 \u201cperdono facile\u201d (che per Ricoeur \u00e8 fuga e rimozione), che esprime nodi culturali, fragilit\u00e0 antropologiche, riduzioni giuridiche-meccanicistiche che si associano e si nascondono alla nostra consapevolezza? Una sola situazione ecclesiale, particolarmente evidente, ci consente di riconoscere che, se fossimo noi parte lesa &#8211; e lo siamo &#8211; non saremmo disposti ad un perdono \u201cincondizionato\u201d, perch\u00e9 non sarebbe vero (e neanche \u201ctradizionale\u201d). Quanto sta accadendo nella crisi ecclesiale a motivo degli abusi sessuali commessi su minori e persone vulnerabili mostra chiaramente i danni umani, ecclesiali e teologici di un perdono facile, ridotto ad assoluzione, e vede la societ\u00e0 civile recuperare gli atti tipici dei processi penitenziali, fuori dai quali non pu\u00f2 esserci assunzione di responsabilit\u00e0: riconoscimento della colpa e del danno, risarcimento, riparazione, presa in carico delle modifiche strutturali necessarie perch\u00e9 gli atti non si ripetano. E poich\u00e9 siamo tutti, membri della chiesa, parti lese, data la natura ecclesiale del peccato, possiamo intuire come nel sacramento della penitenza non sia in gioco anzitutto l\u2019incondizionatezza del perdono di Dio quanto il suo manifestarsi nel nostro laborioso riparare al male che fa male, a noi e a chi sta attorno a noi.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"left\">E\u2019 possibile parlare sensatamente di natura ecclesiale del sacramento della penitenza a partire da un contesto storico-culturale-sociale, come il nostro, in cui le appartenenze e le identit\u00e0 sono deboli, e anche le forme ecclesiali, non solo quelle rituali, appaiono sconnesse dalle identit\u00e0 che la teologia mette a fuoco? Quale esperienza ecclesiale costituisce il substrato da cui riflettiamo sulla penitenza e sulla sua natura ecclesiale, mentre la comunit\u00e0 non appare ancora nella sua soggettualit\u00e0, possibile solo nella forma della pluriministerialit\u00e0 e di una leadership condivisa? Lo \u201cstato di penitenza\u201d &#8211; cos\u00ec si \u00e8 detto nella giornata &#8211; a cui ci ha esposti la pandemia, in particolare il primo <i>lockdown<\/i>, infatti, \u00e8 stato costituito pi\u00f9 dall\u2019insostenibile urto con la morte e la fragilit\u00e0 rimosse, come questione ampiamente umana e culturale, che con una condizione di conversione ecclesiale. Se non fosse cos\u00ec, le comunit\u00e0 ecclesiali sarebbero rifiorite grazie alla pandemia, e invece manifestano grandi difficolt\u00e0, a meno che non abbiano potuto connettere questa condizione esistenziale con l\u2019identit\u00e0 della propria comunit\u00e0 di appartenenza.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"left\">Il sacramento della penitenza funziona quando risponde al bisogno di un contatto intimo e personale a livello relazionale, che consente profondit\u00e0 e crescita. Tuttavia, anche questa figura del sacramento non le \u00e8 propria, in modo primario e fondativo, e lo ha esposto nella storia ad una sorta di onnipotenza associata al ministero della direzione spirituale, che invece non ha qualit\u00e0 sacramentale. E anche in questo caso la crisi degli abusi mostra a quali deformazioni si \u00e8 potuti arrivare, con atti compiuti proprio in forza della potenza della giustificazione teologica e dell\u2019autorit\u00e0 derivante dalla parola \u201cspirituale\u201d del ministro ordinato nella confessione sacramentale.<\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<\/ol>\n<p align=\"left\">Queste, ed altre tante possibili considerazioni, invocano la prosecuzione del lavoro ecclesiale e teologico, perch\u00e9 i bisogni e gli appelli fondamentali del popolo di Dio trovino risposta, ma con adeguata collocazione nelle differenti e specifiche prassi ecclesiali, guidati da una sorta di <i>unicuique suum<\/i>. Alla penitenza sta il suo avere le proprie sorti intimamente legate alle sorti dei sacramenti e dei processi dell\u2019iniziazione cristiana: questa \u00e8 la sua natura, da sempre, da cui ripartire e continuare a lavorare.<\/p>\n<p align=\"left\">Silvia Tarantelli<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un Convegno padovano sulla &#8220;terza forma della penitenza&#8221; \u00e8 il contesto in cui sono maturate le riflessioni che mi ha mandato S. Tarantelli. 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