{"id":18391,"date":"2023-02-26T09:07:29","date_gmt":"2023-02-26T08:07:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18391"},"modified":"2023-02-26T09:07:29","modified_gmt":"2023-02-26T08:07:29","slug":"la-revisione-della-riserva-maschile-come-segno-dei-tempi-e-il-diaconato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-revisione-della-riserva-maschile-come-segno-dei-tempi-e-il-diaconato\/","title":{"rendered":"La revisione della \u201criserva maschile\u201d come segno dei tempi e il diaconato"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-12489\" alt=\"ministerodonne\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne2-300x177.jpg\" width=\"300\" height=\"177\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne2-300x177.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ministerodonne2.jpg 440w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La \u201criserva maschile\u201d non \u00e8 una invenzione della Chiesa. Una lunga cultura civile ha separato nettamente lo spazio pubblico dal sesso femminile. Ricordiamo che, fino a un centinaio di anni fa, era impossibile per una donna votare in occasione delle elezioni, diventare magistrato, suonare come strumentista nella Filarmonica di Berlino, diventare carabiniere o \u201cmettere l\u2019anello\u201d al dito del marito durante il matrimonio. Quando parliamo di \u201criserva maschile\u201d peschiamo in un immaginario culturale antico di secoli, che si radica nella nota definizione aristotelica della natura femminile come \u201cmancanza di alcune qualit\u00e0\u201d, ripresa dalla visione della donna che \u201cex natura habet subjectionem\u201d secondo S. Tommaso d\u2019Aquino.<\/p>\n<p>Anche la \u201cvenerabile tradizione\u201d che riservava i ministeri ecclesiali ai \u201cviri\u201d \u00e8 rimasta come un \u201cnon detto\u201d per molti secoli della tradizione cristiana e cattolica, per esplicitarsi appieno solo nel CJC del 1917, mediante la indicazione del \u201cvir\u201d come condizione soggettiva della ordinazione.<\/p>\n<p>Nel mondo del 1917 la \u201cordinazione sacerdotale\u201d era guadagnata come \u201csettimo grado\u201d di un cursus che dopo la premessa della tonsura percorreva 7 livelli fino al sacerdozio. Gi\u00e0 in Pietro Lombardo, nella Parigi di met\u00e0 XII secolo, questa era la rappresentazione: dopo la tonsura inaugurale, si diventava ostiario, lettore, esorcista, accolito, suddiacono, diacono e infine presbitero. Da questa visione, che rester\u00e0 centrale e dominante fino al Concilio Vaticano II, veniva escluso il vescovo, perch\u00e9 l\u2019episcopato non faceva parte del sacramento dell\u2019ordine, ma era \u201cnome di una dignit\u00e0 e di un ufficio\u201d. Essere ordinati ha significato, per circa 800 anni, ricevere queste 7 ordinazioni progressive, fino alla pienezza del presbiterato\/sacerdozio. Quando il codice del 1917 dice che possono essere ordinati solo \u201cviri\u201d pensa precisamente in questa visione. La \u201criserva maschile\u201d copre, inevitabilmente, tutti e sette i gradi dell\u2019ordine.<\/p>\n<p>Per comprendere gli sviluppi pi\u00f9 recenti, bisogna considerare una duplice ristrutturazione interna a questo \u201ccursus honorum et sacramentorum\u201d:<\/p>\n<p>a) Da un lato, il Concilio Vaticano II ristruttura l\u2019intera materia, perch\u00e9 riduce il \u201cministero ordinato\u201d a soli tre gradi (non pi\u00f9 7), ma inserisce come \u201cpienezza del sacramento\u201d l\u2019episcopato. Perci\u00f2 i tre gradi oggi sono \u201cdiaconato, presbiterato e episcopato\u201d. Ne fuoriescono i 5 gradi anteriori al diaconato e vi subentra il grado massimo dell\u2019episcopato.<\/p>\n<p>b) La fuoriuscita dal ministero ordinato dei 5 gradi minori d\u00e0 vita, nel 1972, ai \u201cministeri istituiti\u201d, come categoria aperta, pensata sulla base del battesimo, che si identifica in due gradi residuali, il lettorato e l\u2019accolitato, ma non ne esclude altri nuovi. Su questi ministeri, cui si aggiunge quello del catechista, di nuova istituzione, il MP <i>Spiritus Domini<\/i> del 2021 ha fatto cadere la \u201criserva maschile\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 un fatto interessante che questo nuovo sistema subisca, contemporaneamente, due diverse letture.<\/p>\n<p><i>Da un lato<\/i> si continua a pensare il sistema unitario di un \u201ccursus\u201d continuo, che inizia dal lettorato e si conclude con il presbiterato (o eventualmente con l\u2019episcopato). Sono 4\/5 gradi che vengono pensati, pi\u00f9 o meno esplicitamente, come ancora segnati dalla \u201criserva maschile\u201d.<\/p>\n<p><i>D\u2019altro canto<\/i> vi \u00e8 una lettura \u201caggiornata\u201d che pensa i ministeri istituiti come \u201cministeri laicali\u201d e il ministero ordinato come un altro ambito, strutturalmente separato dal primo. Questa seconda visione pu\u00f2 superare la \u201criserva maschile\u201d e aprire i ministeri istituiti anche alle donne.<\/p>\n<p>Tuttavia questo sistema nuovo fatica a coordinare le due visioni, perch\u00e9 per farlo \u00e8 costretto a rendere statico ci\u00f2 che \u00e8 necessariamente dinamico. Potremmo dire che il \u201csegnale\u201d di questa difficolt\u00e0 \u00e8 sorto gi\u00e0 con la istituzione del \u201cdiaconato\u201d, come grado del ministero ordinato al quale possono accedere anche i battezzati coniugati. Lo si \u00e8 chiamato \u201cdiaconato permanente\u201d per scongiurare la ipotesi che possano essere ordinati presbiteri o vescovi battezzati coniugati.<\/p>\n<p>Lo stesso sta accadendo oggi a proposito dei ministeri istituiti. Nel momento in cui delle donne diventano formalmente \u201clettrici\u201d o \u201caccolite\u201d si deve parlare, pure per loro, di \u201clettorato e\/o accolitato permanente\u201d, per sottrarle alla logica dinamica della progressione dei ministeri.<\/p>\n<p>Qui per\u00f2 il sistema conosce una \u201cfalla\u201d. Perch\u00e9 se da un lato la lettera <i>Ordinatio sacerdotalis <\/i>ha posto come principio indiscutibile la non ammissibilit\u00e0 della donna alla ordinazione sacerdotale (ossia al presbiterato e all\u2019episcopato), essendo il ministero ordinato composto anche dal diaconato, nulla impedisce che la logica dei ministeri istituiti possa essere estesa al primo grado del ministero ordinato, ossia al diaconato, con una applicazione ad esso della argomentazione che ha permesso il superamento della \u201criserva maschile\u201d per lettorato e accolitato.<\/p>\n<p>Vorrei soffermarmi brevemente su questa argomentazione che si trova al centro della lettera di papa Francesco al Card. Ladaria, che ha accompagnato il MP <i>Spiritus Domini<\/i>.<\/p>\n<p><b>La argomentazione della lettera<\/b><\/p>\n<p>Questa condizione di \u201ccambio di paradigma\u201d viene illustrata in modo interessante da un lungo passo della lettera che accompagna il MP. Ecco il passaggio centrale:<\/p>\n<p><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Open Sans', sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\"><i>Per secoli la \u00abvenerabile tradizione della Chiesa\u00bb ha considerato quelli che venivano chiamati \u00abordini minori\u00bb \u2013 fra i quali appunto il lettorato e l\u2019accolitato \u2013 come tappe di un percorso che doveva portare agli \u00abordini maggiori\u00bb (suddiaconato, diaconato, presbiterato). Essendo il sacramento dell\u2019ordine riservato ai soli uomini, ci\u00f2 era fatto valere anche per gli ordini minori.<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Open Sans', sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\"><i>Una pi\u00f9 chiara distinzione fra le attribuzioni di quelli che oggi sono chiamati \u00abministeri non-ordinati (o laicali)\u00bb e \u00abministeri ordinati\u00bb consente di sciogliere la riserva dei primi ai soli uomini. Se rispetto ai ministeri ordinati la Chiesa \u00abnon ha in alcun modo la facolt\u00e0 di conferire alle donne l\u2019ordinazione sacerdotale\u00bb (cf. san Giovanni Paolo II, lettera apostolica\u00a0<\/i><\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Open Sans', sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\"><i>Ordinatio sacerdotalis<\/i><\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Open Sans', sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\"><i>, 22 maggio 1994;\u00a0<\/i><\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Open Sans', sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\"><i>EV<\/i><\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Open Sans', sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\"><i>\u00a014\/1348), per i ministeri non ordinati \u00e8 possibile, e oggi appare opportuno, superare tale riserva. Questa riserva ha avuto un suo senso in un determinato contesto ma pu\u00f2 essere ripensata in contesti nuovi, avendo per\u00f2 sempre come criterio la fedelt\u00e0 al mandato di Cristo e la volont\u00e0 di vivere e di annunciare il Vangelo trasmesso dagli apostoli e affidato alla Chiesa perch\u00e9 sia religiosamente ascoltato, santamente custodito, fedelmente annunciato.<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Open Sans', sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\"><i>Non senza motivo, san Paolo VI si riferisce a una tradizione\u00a0<\/i><\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Open Sans', sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\"><i>venerabilis<\/i><\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Open Sans', sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\"><i>, non a una tradizione\u00a0<\/i><\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Open Sans', sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\"><i>veneranda<\/i><\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Open Sans', sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\"><i>, in senso stretto (ossia che \u00abdeve\u00bb essere osservata): pu\u00f2 essere riconosciuta come valida, e per molto tempo lo \u00e8 stata; non ha per\u00f2 un carattere vincolante, giacch\u00e9 la riserva ai soli uomini non appartiene alla natura propria dei ministeri del lettore e dell\u2019accolito. Offrire ai laici di entrambi i sessi la possibilit\u00e0 di accedere al ministero dell\u2019accolitato e del lettorato, in virt\u00f9 della loro partecipazione al sacerdozio battesimale, incrementer\u00e0 il riconoscimento, anche attraverso un atto liturgico (istituzione), del contributo prezioso che da tempo moltissimi laici, anche donne, offrono alla vita e alla missione della Chiesa.<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Open Sans', sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\"><i>Per tali motivi ho ritenuto opportuno stabilire che possano essere istituti come lettori o accoliti non solo uomini ma anche donne, nei quali e nelle quali, attraverso il discernimento dei pastori e dopo un\u2019adeguata preparazione, la Chiesa riconosce \u00abla ferma volont\u00e0 di servire fedelmente Dio e il popolo cristiano\u00bb, come \u00e8 scritto nel motu proprio\u00a0<\/i><\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Open Sans', sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\"><i>Ministeria quaedam<\/i><\/span><\/span><\/span><\/em><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Open Sans', sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\"><i>, in forza del sacramento del battesimo e della confermazione<\/i><\/span><\/span><\/span><em><span style=\"color: #333333\"><span style=\"font-family: 'Open Sans', sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\"><i>.<\/i><\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p>E\u2019 interessante notare qui tre cose. <i>In primo luogo<\/i> il parallelismo tra ministeri istituiti e ministeri ordinati non \u00e8 perfetto. Vi \u00e8 una \u201canalogia imperfetta\u201d tra riserva maschile superabile per i primi e non superabile per i secondi. In effetti la resistenza assoluta della riserva maschile secondo il principio di autorit\u00e0 (o, meglio secondo il principio di mancanza di autorit\u00e0), come risulta dal passo citato di <i>Ordinatio sacerdotalis,<\/i> non vale per l\u2019intero ambito del ministero ordinato, ma solo per la ordinazione sacerdotale (ossia per presbiterato ed episcopato). Ci\u00f2 significa che il diaconato, pur appartenendo ai ministeri ordinati, non \u00e8 ufficialmente vincolato dalla riserva maschile. Altrettanto deve far riflettere la affermazione secondo cui \u201cla riserva ai soli uomini\u201d non appartiene alla natura propria dei ministeri del lettore e dell\u2019accolito. In realt\u00e0 l\u2019intero sistema dei ministeri era riservato, per tradizione, ai soli uomini. Circa il diaconato non si vede in quale misura si possa dire che la riserva maschile appartenga alla \u201cnatura\u201d di questo primo grado del ministero ordinato. Quanto poi al grado del presbiterato e dell\u2019episcopato, che esso sia coperto da riserva maschile risulta dalla prassi storica della Chiesa, su cui si pronuncia <i>Ordinatio sacerdotalis<\/i>, ma non dalla natura del sacramento. Storia del sacramento e natura del sacramento non sono mai identiche.<\/p>\n<p>Se <i>in secondo luogo<\/i> si osserva la argomentazione \u201cesegetica\u201d intorno alla tradizione \u201cvenerabile\u201d della riserva maschile, \u00e8 evidente che il testo di <i>Ministeria Quaedam<\/i> del 1972 assume la riserva come normale continuazione della tradizione precedente. La rilettura che distingue tra il termine \u201cvenerabile\u201d e il termine \u201cveneranda\u201d, e che pertanto identifica uno spazio di discernimento ecclesiale per far cadere la riserva, potrebbe essere applicata all\u2019intero quadro della ministerialit\u00e0 ecclesiale. Nel momento in cui la partecipazione all\u2019esercizio della autorit\u00e0 nella chiesa fa cadere la riserva maschile, e lo fa con la coscienza di un grande cambio di paradigma, deve considerare anche quel livello del ministero ordinato che non \u00e8 coperto da un pronunciamento vincolante: ossia il primo grado del diaconato.<\/p>\n<p><i>In terzo luogo<\/i> non si pu\u00f2 non notare come la forma della argomentazione, che supera la \u201criserva maschile\u201d, non abbia fondamento storico, ma sistematico. Non si devono cercare \u201cforme storiche\u201d di lettorato o accolitato femminile, bens\u00ec si rilegge sistematicamente l\u2019essere donna come una ricchezza obiettiva per il lettorato e l\u2019accolitato. Questa forma argomentativa si basa sulla nuova evidenza della \u201cdonna nello spazio pubblico\u201d come segno dei tempi, di cui la Chiesa cattolica \u00e8 divenuta ufficialmente consapevole dal 1963, con la enciclica <i>Pacem in terris <\/i>di papa Giovanni XXIII. Dopo di allora la problematizzazione della riserva maschile non \u00e8 mai semplicemente la discussione di un \u201cdato storico\u201d, ma la assunzione di un nuovo \u201cprincipio sistematico\u201d.<\/p>\n<p><b>Alcune obiezioni e deduzioni<\/b><\/p>\n<p>Le obiezioni a questa possibile estensione, se non si limitano ad un argomento di autorit\u00e0, si fondano su argomentazioni molto fragili: il sesso maschile del candidato alla ordinazione sarebbe elemento \u201csostanziale\u201d del sacramento, e perci\u00f2 non riformabile dalla Chiesa. Ma l\u2019argomentazione in termini di \u201csostanza del sacramento\u201d si fonda su argomenti di fatto, certamente rilevanti e basati su una prassi secolare, ma appare fragile nella argomentazione dogmatica e sistematica: tanto l\u2019argomento antropologico, quanto quello cristologico non riescono a reggere la tradizione, quando addirittura non la rendono pi\u00f9 fragile. Che la donna sia inadeguata all\u2019esercizio della autorit\u00e0 e che il sesso dell\u2019uomo Ges\u00f9 sia normativo per chi lo rappresenta sembrano argomentazioni troppo deboli, quasi impresentabili: si deve riconoscere che la donna oggi esercita di fatto la autorit\u00e0 e che in Cristo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 n\u00e9 maschio n\u00e9 femmina. D\u2019altra parte la tesi formale che sottrae alla Chiesa ogni autorit\u00e0 per ammettere le donne al ministero ordinato sembra capovolgersi facilmente nella tesi che attribuisce alla Chiesa tutta la autorit\u00e0 per escluderle. Forse la soluzione sta nel guardare alla questione non solo come problema del diritto delle donne ad essere ammesse al ministero, ma anzitutto come problema del diritto della Chiesa a non privarsi della autorit\u00e0 femminile sul piano dell\u2019annuncio, del governo e della santificazione. E non si pu\u00f2 troppo facilmente aprire sull\u2019annuncio (fino al dottorato) e sul governo (fino al segretariato di congregazione) e chiudere d\u2019autorit\u00e0 sulla santificazione, senza fornire ragioni convincenti, ma solo sulla base di un problematico e tassativo \u201csi \u00e8 sempre fatto cos\u00ec\u201d.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 induce a pensare che sul piano del primo grado del ministero ordinato sia possibile estendere la logica di <i>Spiritus Domini \u2013 <\/i>ed anche il suo stile argomentativo non storico, ma sistematico \u2013 per arrivare alla giustificazione dell\u2019accesso della donna al ministero ordinato. Le peripezie della riserva maschile sono destinate a continuare e possono essere risolte solo se si studiano i fenomeni istituzionali e sacramentali non soltanto sul piano del precedente storico.<\/p>\n<p>Per finire una curiosit\u00e0: anche il sacramento del matrimonio ha superato, molto recentemente, una sua \u201criserva maschile\u201d circa il \u201crito dell\u2019anello\u201d, che per secoli \u00e8 stato riservato all\u2019uomo verso la donna e vietato alla donna verso l\u2019uomo. Si doveva scambiare il consenso, ma non si dovevano scambiare gli anelli. Essere arrivati allo \u201cscambio degli anelli\u201d a partire dal rito del 1969 \u00e8 uno dei modi con cui, sacramentalmente, si \u00e8 superata una riserva maschile fondata culturalmente, ma non fondata ecclesialmente. Il riconoscimento di questa \u201cassenza di fondamento ecclesiale\u201d di una tradizione anche risalente \u00e8 un cambio di paradigma che recupera la \u201csana tradizione\u201d e lascia cadere le tradizioni malate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La \u201criserva maschile\u201d non \u00e8 una invenzione della Chiesa. Una lunga cultura civile ha separato nettamente lo spazio pubblico dal sesso femminile. Ricordiamo che, fino a un centinaio di anni fa, era impossibile per una&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18391"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18391"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18391\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18392,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18391\/revisions\/18392"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18391"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18391"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18391"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}