{"id":18378,"date":"2023-02-17T10:42:27","date_gmt":"2023-02-17T09:42:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18378"},"modified":"2023-02-17T10:42:27","modified_gmt":"2023-02-17T09:42:27","slug":"abusi-e-tradizione-penitenziale-in-attesa-di-una-reconciliationis-laetitia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/abusi-e-tradizione-penitenziale-in-attesa-di-una-reconciliationis-laetitia\/","title":{"rendered":"Abusi e tradizione penitenziale: in attesa di una \u201cReconciliationis Laetitia\u201d?"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/confiteor.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-17835\" alt=\"confiteor\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/confiteor-300x160.jpg\" width=\"300\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/confiteor-300x160.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/confiteor.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le questioni sollevata dagli scandali degli abusi, che hanno segnato le recenti indagini con impatto ecclesiale in Francia, in Portogallo e in tutta la Chiesa universale, meritano una considerazione lungimirante, cos\u00ec come appare dal testo appassionato scritto due giorni fa da Marcello Neri, sulla rivista on-line SettimanaNews con il titolo <a href=\"http:\/\/www.settimananews.it\/chiesa\/cosa-ce-dietro-gli-abusi-nella-chiesa\/\">\u201cChe cosa c\u2019\u00e8 dietro gli abusi nella Chiesa?\u201d<\/a>. In modo simile, qualche giorno prima, era intervenuto Giovanni Salmeri, sulla stessa rivista, con una riflessione assai lucida, dal titolo <a href=\"http:\/\/www.settimananews.it\/teologia\/rupnik-teologia-non-ininfluente\/\">\u201cRupnik, la teologia non \u00e8 ininfluente\u201d<\/a>. Partendo da questi due testi vorrei sviluppare brevemente un accenno importante, che emerge dal testo di Neri, quando formula un prezioso bilancio delle questioni teologiche ed istituzionali in gioco. Lo riporto qui integralmente:<\/p>\n<p><span style=\"color: #252525\"><span style=\"font-family: 'Bahnschrift SemiBold', sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\"><i>1) La rischiosa clericalizzazione di ogni ministero interno alle pratiche pastorali della Chiesa, degrada la comunit\u00e0 della fede e del discepolato al ruolo di comprimario, sentendola come raggruppamento parassitario di coloro che non \u00abvogliono fare\u00bb.<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #252525\"><span style=\"font-family: 'Bahnschrift SemiBold', sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\"><i>2) Una visione distorta dei sacramenti e della loro celebrazione, che fa delle vittime complici di un peccato che toccherebbe solo Dio \u2013 senza nessun bisogno di riparazione che porti a guardare in faccia la ferita indelebile del corpo e dell\u2019animo violentati.<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #252525\"><span style=\"font-family: 'Bahnschrift SemiBold', sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\"><i>3) Una carente cultura di custodia della memoria del vissuto di una Chiesa locale, con archivi inaccessibili o che perdono documentazioni scabrose e scomode per quella Chiesa. Eppure, conoscere la storia che siamo stati \u00e8 un necessario percorso di apprendimento per poter entrare nell\u2019inedito del tempo che sta davanti a noi.<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #252525\"><span style=\"font-family: 'Bahnschrift SemiBold', sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\"><i>4) La mancanza di una verifica comunitaria, e non solo verticistica (in pratica poi inesistente), delle prassi ministeriali e pastorali di una Chiesa locale, appaiata a un mancante discernimento condiviso sui ruoli, le persone, le pratiche, che strutturano una comunit\u00e0 cristiana.<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>Vorrei qui soffermarmi soltanto sulla seconda questione, ossia quella che fa centro sulla \u201cpratica\u201d e sulla \u201cteologia\u201d della penitenza. Qui, io credo, la sfida di questa fase di ascolto e di valutazione delle pratiche distorte, spesso relazionate strettamente alla prassi del sacramento della riconciliazione, dovrebbe aprire i nostri occhi su una serie di urgenze indifferibili. Provo a farne un semplice elenco, con un minimo di elaborazione.<\/p>\n<p>a) La patologia del sacramento mostra che ne abbiamo una teologia troppo fragile e poco definita. Il sacramento elaborato dalla tradizione come rimedio alla patologia del peccato del battezzato, quando viene pensato come troppo facile fisiologia ecclesiale semplicemente da amministrare, diventa fonte di ulteriore e diversa patologia. Su questo piano \u00e8 evidente che si creano continue confusioni tra \u201ccrimine\u201d e \u201cpeccato\u201d, tra livello ecclesiale, livello privato e livello pubblico, tra competenza episcopale, competenza presbiterale e competenza della giurisdizione penale pubblica. Le interferenze, spesso gestite dalla consegna del \u201csegreto\u201d, incrociano e non gestiscono a dovere giuste riservatezze e pericolose omert\u00e0. Questa\u00a0<i>impasse<\/i> affonda nella storia degli ultimi secoli, nella lettura \u201cantimodernistica\u201d del sacramento, nel conflitto tra Chiesa e Stato, nelle categorie fondamentali della \u201clegge penale ecclesiale\u201d, che non ha ancora preso sul serio Cesare Beccaria e si raccorda col sacramento in modo solo formalistico.<\/p>\n<p>b) La grande teologia del medioevo, certo in un altro mondo, aveva per\u00f2 compreso bene che, all\u2019interno della esperienza sacramentale della Chiesa, due sacramenti avevano un profilo del tutto particolare: il matrimonio e la penitenza. Questo a motivo del fatto che in questi due \u201catti ecclesiali\u201d il soggetto (nubendo\/a o peccatore\/trice penitente) era coinvolto con la sua soggettivit\u00e0 non superabile. Le cui logiche non potevano essere n\u00e9 \u201canticipate\u201d n\u00e9 \u201csostituite\u201d dalla Chiesa. La \u201cstoria di vita\u201d che porta al consenso definitivo tra un uomo e una donna e la storia di conversione che porta un peccatore\/trice al pentimento non si lasciano dominare dalla Chiesa. Chiamarli sacramenti non significa sfigurarli nella loro dinamica soggettiva e virtuosa, anzi significa valorizzarla.<\/p>\n<p>c) Questa antica consapevolezza, che troviamo attestata con chiarezza fino al 1500, a partire dal Concilio di Trento si \u00e8 \u201cmodernizzata\u201d con una svolta grande, sia sul piano matrimoniale, sia sul piano penitenziale. Il trasferimento di tutte le competenze matrimoniali in capo alla Chiesa, e la forte sottolineatura del profilo \u201cgiudiziale\u201d del sacramento della confessione hanno profondamente alterato gli equilibri, introducendo una percezione del \u201csacramento\u201d totalmente spostata nella sua efficacia sulla autorit\u00e0 della Chiesa. La rilettura ottocentesca ha condotto ad una descrizione delle competenze ecclesiali in materia matrimoniale e in materia penitenziale con il sogno della \u201cesclusiva\u201d, giocata evidentemente in conflitto con le parallele competenze sul matrimonio e sul delitto che lo Stato moderno stava elaborando, non senza aggressivit\u00e0, ma anche con nuova lucidit\u00e0.<\/p>\n<p>d) Gli equivoci di questo modello ottocentesco sono ancora largamente in piedi e la concorrenza (non solo sleale) tra ordinamenti giuridici paralleli si vede bene nel matrimonio, ma ora appare anche chiaramente nella gestione irresponsabile della penitenza ecclesiale. Che ha, tradizionalmente, uno spazio di elaborazione del dolore del cuore, della presa di parola della bocca e del \u201clavoro sul corpo\u201d che oggi facilmente viene risolto dalla assolutezza di una parola di assoluzione che non assolve al suo compito storico, e prende inevitabilmente vie devianti. Solo cos\u00ec \u00e8 possibile che il nobile istituto della \u201cpena del peccato\u201d venga oggi da un lato lasciato totalmente al \u201cbraccio secolare dello Stato\u201d, e dall\u2019altro tradotto magari in \u201ccarezze al confessore\u201d. La opacit\u00e0 del concetto \u00e8 parallela alla sua devianza.<\/p>\n<p>e) Uno dei luoghi di maggiore evidenza del ritardo culturale e teologico con cui la Chiesa fatica a rispondere appare nel lessico e nelle categorie con cui i \u201cfatti\u201d vengono pensati: che le \u201cvittime di abuso\u201d siano molto spesso ricondotte alla figura di \u201ccomplici\u201d (nel peccato verso Dio) dice la arretratezza di una percezione delle questioni e del rapporto tra fede e cultura comune che non pu\u00f2 essere lasciata nelle mani di giuristi, funzionari e burocrati che non aprono mai la finestra del loro studiolo e non lasciano entrare l\u2019aria fresca di un mondo che, tra mille cadute, sa elaborare qualcosa che vale come \u201csegno dei tempi\u201d anche la Chiesa.<\/p>\n<p>f) Il compito della teologia \u00e8 perci\u00f2 quello di rileggere la storia del IV sacramento, scoprendone gli equilibri antichi, che oggi abbiamo in larga parte dimenticati, ridotti o elusi. Il sogno di un sacramento riconducibile, come fa il Codice di Diritto Canonico, alla semplice sommatoria di confessione e di assoluzione \u00e8 uno scandalo teologico e pastorale, che permette il fiorire di tutti gli abusi di questo mondo, lasciando il sistema dotato di una buona coscienza istituzionale ma privo di alcuna reale efficacia. Restituire ai canonisti uno straccio di teologia del sacramento \u00e8 uno dei compiti fondamentali che i teologi possono elaborare in questo frangente e la collaborazione di canonisti non rassegnati sarebbe cosa ottima.<\/p>\n<p>g) Per uscire dal \u201cmodello ottocentesco\u201d di lettura del matrimonio e della famiglia ci \u00e8 voluto un duplice sinodo ordinario e straordinario, recepito da <i>Amoris Laetitia<\/i>, che ha potuto iniziare a sottrarsi al gioco al massacro di \u201cordinamenti giuridici in concorrenza\u201d. Forse solo un itinerario simile, che possa arrivare ad una <i>Reconciliationis Laetitia<\/i> (o <i>Paenitentiae Gaudium<\/i>) potrebbe recuperare la struttura processuale del sacramento, fare dell\u2019ascolto delle vittime il luogo di esperienza del perdono possibile, restituire alla elaborazione della pena il suo spazio insuperabile, collaborare strutturalmente con lo Stato per assicurare una amministrazione della giustizia non di comodo e riaprire il dialogo con una tradizione ricca e forte, che deve essere ascoltata con maggiore attenzione, senza avere sul naso solo gli occhiali costruiti negli ultimi 200 anni, e che ormai si rivelano del tutto appannati e addirittura fuorvianti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Le questioni sollevata dagli scandali degli abusi, che hanno segnato le recenti indagini con impatto ecclesiale in Francia, in Portogallo e in tutta la Chiesa universale, meritano una considerazione lungimirante, cos\u00ec come appare dal&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18378"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18378"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18378\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18379,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18378\/revisions\/18379"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18378"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18378"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18378"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}