{"id":18313,"date":"2023-01-27T16:13:41","date_gmt":"2023-01-27T15:13:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18313"},"modified":"2023-01-27T16:13:41","modified_gmt":"2023-01-27T15:13:41","slug":"il-crimine-il-peccato-e-la-condizione-umana-le-parole-di-papa-francesco-sulla-omosessualita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-crimine-il-peccato-e-la-condizione-umana-le-parole-di-papa-francesco-sulla-omosessualita\/","title":{"rendered":"Il crimine, il peccato e la condizione umana: le parole di papa Francesco sulla omosessualit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/papa-2BFrancesco-2B3.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3485\" alt=\"papa-2BFrancesco-2B3\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/papa-2BFrancesco-2B3-300x199.jpg\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/papa-2BFrancesco-2B3-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/papa-2BFrancesco-2B3.jpg 320w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le dichiarazioni di papa Francesco a proposito della omosessualit\u00e0 che \u201cnon \u00e8 un crimine\u201d hanno sollevato una serie di reazioni di giusto interesse, ma spesso basate su alcune confusioni che fanno parte della cultura contemporanea e che meritano un occhio di attenzione. Ecco il testo integrale del passaggio sul tema della intervista alla Associated Press. Pur essendo tratto da un testo ancora pi\u00f9 ampio (per il quale rimando <a href=\"https:\/\/apnews.com\/article\/a5cf2c1d450064b588ab3f41d3bf6994?utm_source=ForYou&amp;utm_medium=HomePage&amp;utm_id=Taboola\">qui<\/a>,) \u00e8 gi\u00e0 sufficiente a comprendere pi\u00f9 correttamente la intenzione della dichiarazione, tenuto conto che la domanda a cui Francesco risponde verteva sulla \u201ccriminalizzazione degli omosessuali\u201d e sull\u2019appoggio che alcuni vescovi danno alle leggi penali contro la omosessualit\u00e0, punita talvolta anche con la pena di morte:<\/p>\n<p><b><br \/>\n\u00abLa condanna dell\u2019omosessualit\u00e0 arriva da molto lontano. Oggi credo che i Paesi che hanno condanne legali siano pi\u00f9 di cinquanta. E di questi credo che una decina abbiano la pena di morte. Non la nominano direttamente, ma dicono \u201ccoloro che hanno comportamenti innaturali\u201d. Cercano di dirlo in modo nascosto. Ma ci sono Paesi o almeno culture che hanno questa forte tendenza. Penso che sia ingiusto. Qui in udienza io ricevo gruppi di persone cos\u00ec. Siamo tutti figli di Dio e Dio ci ama cos\u00ec come siamo e per la forza che ognuno di noi ha di lottare per la propria dignit\u00e0. Essere omosessuali non \u00e8 un crimine. \u201cS\u00ec ma \u00e8 un peccato\u201d. Prima distinguiamo tra peccato e crimine. Ma \u00e8 peccato anche la mancanza di carit\u00e0 verso il prossimo, e allora? Ogni uomo e ogni donna devono avere una finestra nella loro vita alla quale rivolgere la loro speranza e poter ricevere la dignit\u00e0 di Dio. Ed essere omosessuali non \u00e8 un delitto, \u00e8 una condizione umana\u00bb.<\/b><\/p>\n<p>Per capire meglio queste dichiarazioni occorre precisare, anzitutto, che il mondo tardo moderno, scaturito dalle rivoluzioni di fine XVIII secolo, ha introdotto una distinzione preziosa. Ossia quella tra \u201creato\u201d dal punto di vista penale e \u201cpeccato\u201d dal punto di vista morale e religioso. La distinzione non \u00e8 necessariamente n\u00e9 una opposizione, n\u00e9 una contraddizione: salvaguarda e produce due ordini diversi e irriducibili della esperienza. A ci\u00f2 si deve aggiungere anche una terza categoria, quella dell\u2019\u201dillecito\u201d, che si distingue tanto dal reato quanto dal peccato. Ci\u00f2 che \u00e8 reato dal punto di vista penale \u00e8 sempre un illecito dal punto di vista del sistema giuridico, ma pu\u00f2 non essere un peccato ed essere addirittura una virt\u00f9. Si pensi ad una legge penale che stabilisca il reato di \u201cstudio universitario\u201d per le donne. Certamente l\u2019ordinamento giuridico considera illecito anche solo il tentativo di iscrivere una donna alla universit\u00e0. Ma dal punto di vista morale e religioso, potr\u00e0 essere una virt\u00f9 garantire lo studio \u201cclandestino\u201d per le donne. D\u2019altra parte \u00e8 ben possibile che ci\u00f2 che la tradizione morale e religiosa considera peccato (ad es. l\u2019adulterio) possa essere stato considerato reato (come era in Italia fino al 1968) e continui ad essere considerato un \u201cillecito\u201d (che ad es. porta all\u2019addebito della separazione). Ovviamente tra diritto penale, diritto civile e amministrativo, morale e religione ci sono tante forme di influenza reciproca. Ad es. in Germania ancora oggi la \u201cfornicazione\u201d (<i>Unzucht<\/i>) ha rilevanza penale, mentre in Italia non \u00e8 cos\u00ec. Le storie dei rapporti tra crimine, illecito e peccato sono legate alle storie delle culture, delle lingue e dei popoli. E ci sono evoluzioni di ognuno dei tre termini: ci sono reati antichi che vengono \u201cdepenalizzati\u201d (ad es. l\u2019adulterio) e reati nuovi che \u201csorgono\u201d (come l\u2019omicidio stradale). Questo accade anche nelle tradizioni religiose: ci sono azioni che erano non-peccato (come la guerra o la pena di morte) e che per la evoluzione della coscienza di fede e della cultura diventano peccato. Se consideriamo la questione specifica della \u201comosessualit\u00e0\u201d, le parole di papa Francesco mi pare che suonino anzitutto a difesa della possibilit\u00e0 garantita all\u2019ordinamento giuridico di non tradurre in crimine ogni peccato. Questo sarebbe il segno di una mancanza di laicit\u00e0, che consiste appunto nel garantire sempre una certa elasticit\u00e0 e distinzione tra il comportamento pubblico, quello comunitario e quello privato. Questo, tuttavia, solleva una grande questione. Se a livello pubblico e privato possiamo apprezzare una certa accoglienza della identit\u00e0 e del comportamento omosessuale, che cosa possiamo dire e fare sul piano ecclesiale? Ci \u00e8 sufficiente restare fedeli alla classica identificazione della omosessualit\u00e0 con un \u201cvizio della castit\u00e0\u201d, senza per\u00f2 pretendere che questa lettura valga n\u00e9 sul piano pubblico n\u00e9 sul piano privato? O possiamo correggere quella impostazione classica semplicemente con la aggiunta di uno \u201cstile di carit\u00e0\u201d?<\/p>\n<p><b>Il ripensamento delle categorie<\/b><\/p>\n<p>Al fine di comprendere meglio la identit\u00e0 omosessuale, vi \u00e8 nella Chiesa cattolica la lenta elaborazione di una serie di distinzioni tra orientamento o tendenza omosessuale, assunzione personale dell\u2019orientamento e compimento dell\u2019atto sessuale. La comprensione in termini di peccato ufficialmente non riguarda l\u2019orientamento, ma gi\u00e0 la sua assunzione e sicuramente il compimento dell\u2019atto. La libera scelta \u00e8 identificata nella mancata resistenza all\u2019atto omosessuale, che la continenza prescriverebbe. Vi \u00e8 qui il nucleo della risposta che troviamo nei documenti pi\u00f9 recenti e nel Catechismo della Chiesa Cattolica. E\u2019 evidente che si tratta di una elaborazione ancora piuttosto rozza, perch\u00e9 perviene al rispetto della persona omosessuale, ma condiziona il rispetto alla scelta della continenza. Qui si innesta una scissione tra persona e suoi comportamenti che tende a pensare la omosessualit\u00e0 come vizio o come patologia, non come identit\u00e0. Se quella omosessuale non \u00e8 una identit\u00e0 viziosa o malata non pu\u00f2 essere separata dai comportamenti che la integrano. La ammissione che si tratta di una \u201ccondizione umana\u201d mi pare la apertura pi\u00f9 grande, che tuttavia esige una grande rielaborazione del sapere tradizionale.<\/p>\n<p>In effetti questa lettura \u201cin fieri\u201d si basa su una comprensione troppo drastica della alterit\u00e0 e della fecondit\u00e0, che viene riferita soltanto alla coppia maschio-femmina. Con ci\u00f2 si tende ad escludere che vi sia vera alterit\u00e0 tra due persone dello stesso sesso e che tra di loro possa esservi fecondit\u00e0. La autorit\u00e0 della natura viene assunta in modo immediato e quasi identificata con la volont\u00e0 di Dio. Pensare la alterit\u00e0 e la fecondit\u00e0 anche tra persone dello stesso sesso, superando la visione della omosessualit\u00e0 come \u201cautocompiacimento infecondo\u201d, sarebbe la strada da percorrere. Ma qui occorre riconoscere che i pronunciamenti ufficiali tra la fine del millennio scorso e l\u2019inizio del nuovo millennio hanno introdotto \u201cdefinizioni\u201d che condizionano pesantemente la evoluzione interna della coscienza ecclesiale e della sensibilit\u00e0. Per poter intervenire autorevolmente sulle pratiche ecclesiali occorrerebbero due passaggi diversi. Occorrerebbe anzitutto una nuova Istruzione della Congregazione per la Dottrina della fede, che proponesse una lettura diversa del fenomeno omosessuale, sulla base di una comprensione pi\u00f9 ampia della sessualit\u00e0. Questa sarebbe la premessa per una modifica anche dei numeri del Catechismo. Forse sarebbe anche molto utile una ricollocazione diversa del tema all\u2019interno del CCC. Ora esso appare in una sequenza piuttosto imbarazzante. La sequenza delle \u201coffese alla castit\u00e0\u201d \u00e8 infatti questa: lussuria, masturbazione, fornicazione, pornografia, prostituzione, stupro e infine, sebbene in un diverso paragrafo, la omosessualit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Il papa e la teologia<\/b><\/p>\n<p>Per questa evoluzione, come \u00e8 chiaro, non si pu\u00f2 chiedere sempre al papa di fare \u201cla lepre\u201d. Quel che Francesco ha detto del Vescovo, vale anche per il vescovo di Roma: talvolta deve stare davanti a tutti, pi\u00f9 spesso al centro, talvolta in fondo, con i pi\u00f9 lenti. Spetta prima di tutto ai teologi e ai cattolici competenti offrire nuovi schemi per comprendere la omosessualit\u00e0 in modo pi\u00f9 rispettoso.\u00a0Solo cos\u00ec sar\u00e0 possibile una reale accoglienza di coloro che vivono apertamente la loro identit\u00e0 omosessuale. Questo implica una elaborazione del rapporto tra assetti ecclesiali ed assetti sociali che non \u00e8 affatto facile. Soprattutto se l\u2019assetto sociale, ossia il riconoscimento pubblico dei diritti e dei doveri dei soggetti, ha preso strade nuove e tutela beni che da parte della comunit\u00e0 ecclesiale non si ritengono tali. E tuttavia una lettura credente e morale del mondo non \u00e8 incompatibile con la crescita della tolleranza e del rispetto. Ma la \u201clibert\u00e0 di coscienza\u201d \u00e8 un bene riconosciuto ufficialmente nella Chiesa cattolica solo dal 1965. Questo fatto non va dimenticato e condiziona altamente anche il modo con cui \u201cchiediamo al papa sovrano\u201d di disporre un nuovo assetto. Far maturare una cultura della accoglienza e del rispetto ha bisogno non solo di \u201catti di autorit\u00e0\u201d, ma di teologi che abbiano la audacia di pensare in grande la identit\u00e0 sessuale di tutti. Su questo, in Italia, non mancano voci di grande interesse, come quelle di Basilio Petr\u00e0 e di Aristide Fumagalli, che da almeno un decennio lavorano accuratamente sul tema, liberando la ragione credente da diversi pregiudizi. La evoluzione della dottrina cattolica, con tutta la dovuta articolazione, \u00e8 l\u2019unico modo per restare fedeli alla tradizione e per \u201cfare cultura\u201d nel contesto del mondo contemporaneo. Distinguere tra peccato, reato e condizione umana, come saper elaborare non solo \u201cstili di carit\u00e0\u201d, ma anche \u201cpercorsi di giustizia\u201d e \u201ccategorie di rispetto\u201d, fa parte di quei compiti complessi, che la Chiesa non pu\u00f2 mai delegare integralmente al suo passato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Le dichiarazioni di papa Francesco a proposito della omosessualit\u00e0 che \u201cnon \u00e8 un crimine\u201d hanno sollevato una serie di reazioni di giusto interesse, ma spesso basate su alcune confusioni che fanno parte della&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18313"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18313"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18313\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18314,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18313\/revisions\/18314"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18313"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18313"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18313"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}