{"id":18279,"date":"2022-12-27T09:31:31","date_gmt":"2022-12-27T08:31:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18279"},"modified":"2022-12-27T09:31:31","modified_gmt":"2022-12-27T08:31:31","slug":"antropologia-e-bioetica-crocifisse-ancora-sul-libro-la-comunione-che-viene-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/antropologia-e-bioetica-crocifisse-ancora-sul-libro-la-comunione-che-viene-4\/","title":{"rendered":"Antropologia e bioetica &#8220;crocifisse&#8221;: ancora sul libro &#8220;La comunione che viene&#8221; (\/4)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Comunionecheviene.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-18273\" alt=\"Comunionecheviene\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Comunionecheviene-188x300.jpg\" width=\"188\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Comunionecheviene-188x300.jpg 188w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Comunionecheviene.jpg 536w\" sizes=\"(max-width: 188px) 100vw, 188px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Secondo gli autori di &#8220;La comunione che viene&#8221;, una antropologia \u201ccrocifissa\u201d parte dalla \u201cirriducibilit\u00e0\u201d dell\u2019uomo, cosa che pu\u00f2 essere espressa dal termine \u201cpersona\u201d. A dispetto del termine \u201cindividuo\u201d, persona conosce il primato della relazione sulla sostanza.<\/span> \u201cIl concetto di persona rifiuta ogni definizione dell\u2019essere umano che lo sottometta a un potere.\u201d (84) La difesa dell\u2019essere umano dal \u201ccontrollo del potere\u201d richiede una definizione non funzionale dell\u2019uomo. Di qui la presa di distanza formale da ogni liberalismo come \u201cinizio autonomo\u201d. Solo la dipendenza da Dio rende liberi. Ma la dipendenza da Dio non giustifica le dipendenze umane, dalla famiglia o dalla autorit\u00e0. \u201cAttribuendo la sua preferenza all\u2019ordine invece che alla libert\u00e0, un certo conservatorismo tradisce il cristianesimo.\u201d (85) D\u2019altra parte il \u201cmito della autofondazione\u201d \u00e8 anche responsabile di gravi ingiustizie. \u201cNon \u00e8 l\u2019autonomia che bisogna inseguire, ma relazioni libere dal dominio e dall\u2019oppressione.\u201d (87). I richiami \u201calla natura umana\u201d sono vani se non tematizzano che la natura dell\u2019uomo \u00e8 precisamente di non avere una natura fissa, ma di trovare se stesso nelle relazioni che cura e coltiva. Il richiamo alla natura \u00e8 spesso un modo di sfuggire alla storia. \u201cDifendere la famiglia patriarcale in nome della natura non \u00e8 nient\u2019altro che proiettare in un paradiso perduto e di fantasia una norma che riteniamo insuperabile.\u201d (88)<\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">L\u2019orizzonte \u201cdi genere\u201d viene oggi percepito come un disordine. Ma questa \u00e8 una buona notizia. Come per l\u2019uomo e la donna non si tratta di \u201caderire ad una natura\u201d, <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>a fortiori<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"> essi non hanno un modello di natura maschile o femminile: \u201cla difesa degli stereotipi di genere non ha nulla di cristiano\u201d (95). D\u2019altra parte la costruzione sociale dei generi si basa su una differenza gerarchica, che oggi deve essere contestata: tra uomo e donna non vi \u00e8 gerarchia. La teologia della \u201ccomplementarit\u00e0\u201d spesso cade in questa trappola gerarchica. Tutta la sezione dedicata alla discussione della \u201cteoria gender\u201d \u00e8 strutturata con lucidit\u00e0 e forza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">La parte dedicata a bioetica e famiglia \u00e8 forse quella dove gli autori sono pi\u00f9 reattivi rispetto alla loro identit\u00e0 di provenienza: \u201cPossiamo tramutarci in campioni dell\u2019embrione, della sua vita e dei suoi diritti mentre chiediamo la chiusura delle frontiere di fronte alle richieste di aiuto degli stranieri, di cui siamo in parte responsabili in quanto beneficiari dell\u2019ingiusto ordine del mondo.\u201d (107). Questo non impedisce, certo, una \u201cfede nella famiglia\u201d, ma con la consapevolezza del carattere \u201cdisfunzionale\u201d dei figli e del carattere necessariamente politico del generare. Anche la \u201cbioetica\u201d \u00e8 una domanda mal posta. Perch\u00e9 fatica ad identificare non le \u201cresponsabilit\u00e0 individuali\u201d, ma i dispositivi politici che producono certi comportamenti. Vengono presentati tre \u201cdispositivi\u201d da decostruire (108-110). Il primo \u00e8 il \u201cmondo del lavoro\u201d, nel quale si riduce l\u2019essere umano alle sue prestazioni. Lo stesso vale per il \u201cgoverno del mondo tramite logiche di calcolo\u201d, mentre il terzo \u00e8 la \u201cfamiglia\u201d, come luogo di trasmissione e riproduzione del patriarcato. Ci sono \u201ceffetti distorti\u201d di ciascuno di questo dispositivi.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">La bioetica fallisce se non riesce a desacralizzare questi dispositivi.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Interessante \u00e8 il fatto che gli autori, alla fine della parte dedicata alla bioetica, ritornino brevemente sulla esperienza di \u201copposizione\u201d al governo, a causa delle \u201cleggi sul matrimonio per tutti\u201d. Qui la dialettica tra destra e sinistra, che pure \u00e8 stata anche pesante, ha messo in luce logiche nuove, nuove forme di lotta politica e ripensamenti profondi delle identit\u00e0. Questo sviluppo, per un movimento cattolico, appare un elemento di grande interesse e che pu\u00f2 risultare fecondo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Cos\u00ec pu\u00f2 emergere una lettura della \u201cfamiglia\u201d come principio di disordine (114ss): \u201c parlare di \u00abfamiglia cristiana\u00bb ha un senso, non lo ha nei termini di un ordine, ma di un disordine nelle tradizioni e nelle logiche di dominio\u201d (115). Cos\u00ec anche l\u2019interesse per la sessualit\u00e0 non \u00e8 \u201cordinato\u201d, ma \u201cdisordinato\u201d: concepisce la condizione \u201cordinaria\u201d di eunuco e perci\u00f2 rilegge il \u201cbonum prolis\u201d in modo nuovo. Gli imperativi sociali della famiglia non sono, nel cristianesimo, cos\u00ec centrali, se non in rapporto ad altro: il primato non \u00e8 del sangue e del focolare, ma della parola e dell\u2019amore. Contro ogni ossessione per la morale sessuale. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Il rispetto per la tradizione passa per la possibilit\u00e0, la volont\u00e0 e la capacit\u00e0 di ripensarla in radice. Non per fare teologia con orgoglio, ma per rispondere alla vergogna di un pensiero che non \u00e8 pi\u00f9 all\u2019altezza della fede che pure vorrebbe mediare. E che, perci\u00f2, fa passare per fede il pregiudizio e per tradizione il museo. Il coraggio di questo volume non \u00e8 piccolo, insieme al rischio di giudizi secchi, a forme di pensiero molto veloce, talora avventato, e spesso fondato su una lettura dei testi biblici un po&#8217; troppo ad effetto, scavalcando secoli di lenta mediazione. Se tutto questo \u00e8 vero, cionondimeno la buona configurazione di una lettura \u201cforte\u201d, \u201ccattolica\u201d e \u201cda parrocchiani\u201d vale la fatica della lettura. Mi pare molto istruttivo che, alla fine, i \u201cdispositivi\u201d messi sotto osservazione siano il \u201clavoro\u201d, il \u201cgoverno\u201d e la \u201cfamiglia\u201d, proprio in quanto letti come dispositivi, ossia al di l\u00e0 e al di qua della \u201cdottrina sociale\u201d e della \u201cbioetica\u201d. Gli autori dicono: il superamento della dottrina sociale e della bioetica dipende dal riconoscere che \u201cnoi stessi\u201d siamo parte del dispositivo, se non ce ne liberiamo con una analisi critica nuova ed urgente. Se al centro del mondo c\u2019\u00e8 un \u201ctrono vuoto\u201d, la politica dei cattolici confina con una \u201cantipolitica\u201d, dedita in modo quasi certosino a disinnescare i \u201cdispositivi\u201d con cui il potere tarpa la libert\u00e0 dell\u2019essere umano. Perch\u00e9 il Signore \u201cha le vesti della regalit\u00e0, ma senza la gloria del trono. Egli regna solo a distanza dal potere. E se il trono \u00e8 vuoto \u00e8 perch\u00e9 la presenza di Dio \u00e8 altrove. <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><i>Se ogni potere viene da Dio, i troni sono vuoti<\/i><\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">.\u201d (121).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\">Per il lettore cattolico italiano questa estraneit\u00e0 della chiesa al potere pu\u00f2 suonare sorprendente e pu\u00f2 essere percepita addirittura come deviante e pericolosa. Ma \u00e8 un giusto correttivo per mediazioni e identificazioni che in Italia diamo spesso per scontate, sacrificando ad esse non solo la autenticit\u00e0 della fede, ma anche la qualit\u00e0 della politica. E non \u00e8 detto che non sia proprio questa \u201cantipolitica\u201d, di stile cattolico e senza concessioni populistiche, a salvare la politica da nuove servit\u00f9 e la fede da antichi pregiudizi.<\/span><\/p>\n<p>(Dalla Prefazione a &#8220;La comunione che viene&#8221;, Milano, Paoline, 2022)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo gli autori di &#8220;La comunione che viene&#8221;, una antropologia \u201ccrocifissa\u201d parte dalla \u201cirriducibilit\u00e0\u201d dell\u2019uomo, cosa che pu\u00f2 essere espressa dal termine \u201cpersona\u201d. 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