{"id":18256,"date":"2022-12-23T09:58:22","date_gmt":"2022-12-23T08:58:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18256"},"modified":"2022-12-23T14:03:09","modified_gmt":"2022-12-23T13:03:09","slug":"la-vita-e-la-morte-iniziazione-e-promessa-alcune-recensioni-1-di-giuseppe-villa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-vita-e-la-morte-iniziazione-e-promessa-alcune-recensioni-1-di-giuseppe-villa\/","title":{"rendered":"Nascere e morire, iniziazione e promessa: alcune recensioni (\/1 di Giuseppe Villa)"},"content":{"rendered":"<p><em>Due volumi, appena usciti, meritano attenzione perch\u00e9 aiutano a comprendere in modo pi\u00f9 profondo il grande mistero del vivere e del morire, che in questi giorni celebriamo con le Feste del Natale e della Epifania. Vorrei proporre qui alcune recensioni (di altri autori e mie) per scoprire i tesori che la riflessione teologica \u00e8 capace di scandagliare, con un pensiero alla altezza della fede. Inizio qui dalla recensione che G. Villa ha fatto dell&#8217;ultimo volume di P. Sequeri, che si intitola &#8220;Iniziazione: dieci lezioni su nascere e morire&#8221;. Ringrazio D. Giuseppe per questa lettura.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/sequeriiniz.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-18258\" alt=\"sequeriiniz\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/sequeriiniz.jpg\" width=\"150\" height=\"225\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"center\"><em>\u201c<b>L\u2019iniziazione: dieci lezioni su nascere e morire\u201d<\/b><\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><em>Nuovo compito di una ontologia teologica che coordini il pensiero, gli affetti e le rispettive relazioni<\/em><\/p>\n<p align=\"center\">di D. Giuseppe Villa<\/p>\n<p>\u00a0PierAngelo Sequeri \u00e8 uno dei teologi pi\u00f9 noti in Europa. Tanti lo ricordano come Preside del Pontificio istituto Giovanni Paolo II a Roma e prima Preside e docente alla Facolt\u00e0 Teologica di Milano e docente di estetica teologica presso l&#8217;Accademia di Belle Arti di Brera e nei Seminari della Diocesi di Milano. Tanti sacerdoti lo ricordano ancora come insegnante nei seminari milanesi. Qui riprendo il suo nome per l\u2019ultimo libro che ha pubblicato: \u201c<i>L\u2019iniziazione: dieci lezioni su nascere e morire<\/i>\u201d, edito da Vita e Pensiero.<\/p>\n<p><b>Il percorso teologico di Sequeri<\/b><\/p>\n<p>Difficile riassumere tutto quanto ha scritto. Il suo percorso \u00e8 \u201cun\u2019insieme\u201d e pu\u00f2 essere preso da luoghi diversi, anche da un \u201cumanesimo\u201d che, forse, riassume il versante pi\u00f9 sensibile della sua riflessione. Il percorso sviluppato nei decenni scorsi illustra una frequentazione rigorosa e un discernimento di ci\u00f2 che pu\u00f2 essere detto: dunque del <b>nominabile<\/b>, dell\u2019<b>affidabile<\/b>, del <b>praticabile<\/b> a riguardo di ci\u00f2 che \u00e8 giusto che l\u2019uomo sia, grazie anche e soprattutto per quello che \u00e8 stato e ha fatto Ges\u00f9, Figlio del Padre.<\/p>\n<p>Le tre parole riassumono bene anche le sue pubblicazioni, in particolare il sostantivo \u201caffidabile\u201d, che nella sua opera maggiore porta proprio il titolo de \u201c<i>Il Dio affidabile<\/i>\u201d, dove formula la sua tesi principale di un\u2019ontologia degli affetti, qui in particolare quelli emergenti con il nascere e il morire. L\u2019io contemporaneo ne coglie l\u2019eccedenza, poi per\u00f2 affoga nell\u2019istante in cui tutto diventa niente, apparendo al genere umano una contraddizione insensata, pur senza avere i mezzi per scioglierla.<\/p>\n<p>\u00ab<i>Ma che cos&#8217;\u00e8 nascere e morire, realmente, per l&#8217;io?<\/i>\u00bb Il teologo si interroga e constata che \u00ab<i>noi siamo tutto da altro e, al tempo stesso, niente di noi \u00e8 altro da noi<\/i>\u00bb. E poi si affida alla testimonianza e alla missione cristiana per affrontare il compito di contrastare la grande depressione nichilistica dell\u2019umanesimo nel nostro tempo, che si ripiega sul gesto narcisistico della cura di s\u00e9, che rappresenta il fulcro simbolico della tendenza negativa del nostro tempo.<\/p>\n<p><b>L\u2019iniziazione<\/b><\/p>\n<p>Il libro in questione, \u201c<i>L\u2019iniziazione \u2026 sul nascere e il morire<\/i>\u201d, mostra come si sia creata in noi una certa assuefazione al carattere marginale e casuale del nascere e del morire. Mostra anche come l\u2019attuale epoca abbia trascurato il processo dell\u2019iniziazione alla vita che non muore, a causa de \u00ab<i>l\u2019ottusit\u00e0 affettiva della nostra economia di sopravvivenza<\/i>\u00bb, pi\u00f9 adatta per le macchine intelligenti, di certo non per noi!<\/p>\n<p>Il cristianesimo ha introdotto la novit\u00e0 della \u201cgenerazione\u201d esattamente nel credo, l\u00e0 dove dice \u201c<i>generato non creato<\/i>\u201d. Questa novit\u00e0 si trova nel testo del Concilio di Nicea (325 d.c.), il quale scegliendo per il Figlio la nota della \u201c<i>generazione<\/i>\u201d, segnala la possibilit\u00e0 di una distinzione tra \u201ccreato e generato\u201d per dire l\u2019intimit\u00e0 della loro relazione e la promessa per noi di essere figli nel Figlio. Tale distinzione trasforma radicalmente, secondo Sequeri, il modo di pensare Dio. Non solo. Il suo riflesso imporrebbe una radicale modifica delle coordinate del pensiero nelle quali ci siamo assuefatti a pensare il fondamento e l\u2019origine. Dopo quel Concilio, per\u00f2, la teologia ha privilegiato, gi\u00e0 da Agostino, fino ai giorni nostri l\u2019unicit\u00e0 di Dio, proprio a partire dal concetto di creazione, \u201clasciando\u201d in ombra la \u201cgenerazione\u201d, con i suoi correlati di affezioni e di relazioni. La \u201cgenerazione\u201d, infatti, introduce nell\u2019impensabile intimit\u00e0 della relazione di Ges\u00f9 con Dio Padre, aprendovi la destinazione per un\u2019umanit\u00e0 imperfetta. Impensabile anche per la religione pi\u00f9 alta, eppure la fede cristiana si muove da l\u00ec.<\/p>\n<p>Il compito della teologia \u00e8 ormai definito proprio dalla possibilit\u00e0 e dalla necessit\u00e0 di sondare questa correlazione, che implica inevitabilmente la revisione critica dei parametri secondo i quali la filosofia occidentale ha sviluppato la teoria e la critica di quelle categorie sull\u2019unicit\u00e0 di Dio. La possibilit\u00e0 e la necessit\u00e0 di revisione critica riguardano pure \u201cl\u2019ordine degli affetti\u201d, che non sono una competenza esclusiva della filosofia occidentale, oggi particolarmente allo scoperto e campo di confronto per ogni sapere degni della vita umana.<\/p>\n<p><b>Conclusione<\/b><\/p>\n<p>La trasformazione del modo di pensare Dio, dunque, non cambia solo le coordinate del pensiero, ma anche quelle degli affetti e delle rispettive relazioni. L\u2019evoluzione della cultura occidentale, infatti, nei suoi salti e scarti ci ha portato attualmente ad essere \u201cpieni\u201d di affetti, ma senza pensiero, oppure saturi di pensiero senza affetti. Si tratta di \u00ab<i>combinazioni totalmente estranee di legami che fanno umano l\u2019uomo<\/i>\u00bb (dal discorso per il centenario dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica, 13\/12\/2021). Eppure, \u00ab<i>tra le qualit\u00e0 del pensiero e le affezioni per le cose della vita<\/i>\u00bb c\u2019\u00e8 una relazione intrinseca. Un rapporto cos\u00ec profondo che, quando viene a mancare, ne \u00ab<i>soffriamo endemicamente<\/i>\u00bb. Lo testimonia la \u00ab<i>cultura contestuale<\/i>\u00bb che, senza questo legame, mostra evidenti \u00ab<i>segnali di patimento<\/i>\u00bb. Di qui la sfida \u00ab<i>indispensabile<\/i>\u00bb e \u00ab<i>urgente<\/i>\u00bb per tutti noi: appassionarci nuovamente al rapporto fra devozione e riflessione, ordine degli affetti e ordine del logos.<\/p>\n<p align=\"right\">Don Giuseppe Villa<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due volumi, appena usciti, meritano attenzione perch\u00e9 aiutano a comprendere in modo pi\u00f9 profondo il grande mistero del vivere e del morire, che in questi giorni celebriamo con le Feste del Natale e della Epifania&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18256"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18256"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18256\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18261,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18256\/revisions\/18261"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18256"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18256"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18256"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}