{"id":18251,"date":"2022-12-08T21:53:48","date_gmt":"2022-12-08T20:53:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18251"},"modified":"2022-12-08T21:53:48","modified_gmt":"2022-12-08T20:53:48","slug":"il-ritorno-di-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-ritorno-di-europa\/","title":{"rendered":"Il ritorno di Europa"},"content":{"rendered":"<p>\u00abAuri sacra fames\u00bb, l\u2019esecranda fame d\u2019oro dell\u2019Eneide virgiliana, conduce a \u00abla miseria de l\u2019avaro Mida,\/ che segu\u00ec a la sua dimanda gorda\/ per la quale sempre convien che si rida\u00bb [Dante, <em>Purgatorio<\/em>, XX, 106]. Nella modernit\u00e0 l\u2019intelligenza umana si forma in purgatorio.<br \/>\n\u00abDopo un anno catastrofico i mercati finanziari sono rimbalzati da poco pi\u00f9 di un mese\u00bb, \u00abma rischia di essere solo illusione, ammonisce la Banca Centrale Europea nel rapporto sulla stabilit\u00e0 finanziaria, il 16 novembre\u00bb. \u00abSecondo la BCE i mercati finanziari non hanno valutato bene la reale misura della recessione in arrivo\u00bb. \u00abL\u2019altro monito \u00e8 pi\u00f9 tecnico e inquietante. \u00c8 sui rischi di disfunzione dei mercati, come nel fallimento dell\u2019americana banca Lehmann Brothers che nel 2008 provoc\u00f2 un crollo mondiale\u00bb. \u00abLa BCE cita il panico finanziario a settembre nel Regno Unito. Il governo present\u00f2 un grande piano di riduzioni fiscali senza copertura di bilancio e provoc\u00f2 l\u2019ovvio rialzo del tasso di interesse delle obbligazioni statali. Ma l\u2019uragano ha fatto tremare parte dei fondi-pensione, possessori di prodotti derivati [contratti finanziari legati al valore di altri cespiti: ndr] che li esponevano a rialzi troppo brutali dei tassi. Nell\u2019emergenza hanno dovuto coprire in contanti le perdite, vendendo di furia altri titoli e aggravando la caduta dei mercati. Solo l\u2019intervento della Banca d\u2019Inghilterra ha ristabilito la calma. La BCE teme che cos\u00ec possa accadere nel settore della energia\u00bb. \u00abIl problema, secondo la BCE, \u00e8 che i derivati sono per lo pi\u00f9 detenuti da <em>\u201calcune grandi imprese dell\u2019energia\u201d<\/em> e forniti solo da un pugno di grandi banche. \u00c8 un mercato piccolo e gestito da pochi attori, ma riguarda imprese di importanza sistemica. <em>\u201cPosizioni molto concentrate, (\u2026) pongono rischi di stabilit\u00e0 finanziaria\u201d<\/em>\u00bb. \u00abAl momento il mercato ha tenuto. Ma suona la sveglia\u00bb [\u00c9ric Albert, \u00abPour la BCE, le risque financier sur les march\u00e9s \u201caugmente\u201d\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 17\/11\/22, online].<br \/>\nAnche \u00abil boom delle criptovalute \u00e8 stato enormemente incoraggiato dalle montagne di liquidit\u00e0 iniettata dalle banche centrali nel sistema finanziario. Questo denaro, creato praticamente dal nulla, ha spinto gli investitori a attivit\u00e0 sempre pi\u00f9 rischiose e sempre pi\u00f9 barocche per avere rendimenti sempre pi\u00f9 alti. Il ritorno a politiche monetarie pi\u00f9 ortodosse ha il merito di bucare la bolla delle criptomonete. Vanno regolate con fermezza\u00bb [\u00ab\u00c8ditorial. R\u00e9guler enfin les cryptomonnaies\u00bb, ivi].<br \/>\n\u00abDue settimane fa Sam Bankman-Fried era nella stratosfera. Terza in importanza, la sua criptovaluta FTX era valutata 32 miliardi di dollari; il patrimonio personale 16. Per i prorompenti venture capitalist di Silicon Valley era il genio finanziario che poteva stupire\u00bb, \u00aba Washington \u00e8 stato il volto accettabile di crypto\u00bb. \u00abOggi restano un milione di creditori furiosi, decine di societ\u00e0 di crittografia traballanti e un proliferare di indagini normative e penali\u00bb. \u00abChe crypto sopravviva o diventi curiosit\u00e0 finanziaria come secoli fa i bulbi di tulipano, non dipender\u00e0 dalla regolamentazione\u00bb. \u00abNon c\u2019\u00e8 innovazione se investitori e utenti temono che i loro soldi finiscano in nulla. Per risalire, crypto deve trovare usi validi, lasciando perdere le boiate\u00bb [\u00abIs the end of crypto?\u00bb, <em>The Economist<\/em>, 19-25\/11\/22, online].<br \/>\nSecondo il \u00abpresidente Theodore Roosvelt (1901-1909), <em>\u201cSpendere fortune in opere benefiche non potr\u00e0 mai compensare il comportamento scorretto che ha permesso di accumularle\u201d<\/em>\u00bb [Jean-Michel Bezat, \u00abPhilantropie: Jeff Bezos, enfin\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 17\/11\/22, online]. Due guerre mondiali dopo, David Bazelon confermava che \u00abil solo significato esistenziale di iniziativa si riferisce a ci\u00f2 che gli uomini d\u2019affari generalmente stanno facendo in quel momento, e libera \u00e8 soltanto la concomitante pretesa di esser lasciati in pace a farlo. Nel complesso l\u2019ideologia corrente del mondo economico \u00e8 soltanto un\u2019evasione dalla realt\u00e0 della vita accompagnata da pugni sul tavolo. Faceva il gallo nel pollaio prima del New Deal e resta oggi l\u2019interpretazione pi\u00f9 onnipresente di Quel che Stiamo Facendo. Ma si \u00e8 messa sulla difensiva, e da qualche tempo il suo principale contenuto \u00e8 sempre pi\u00f9: Quel Che Stiamo Facendo di Sbagliato\u00bb [<em>L\u2019economia di carta<\/em>, tr.it. Comunit\u00e0 1964, p. 29].<br \/>\nOra \u00e8 il Purgatorio <em>Shock Economy. L\u2019ascesa del capitalismo dei disastri<\/em> [Naomi Klein, tr.it. Rizzoli 2012], in cui un \u00abevento inaspettato e non prevedibile, esterno al sistema economico, ne influenza in modo positivo o negativo l\u2019andamento\u00bb [<em>Dizionario di economia e finanza<\/em>, Treccani online]. Per dire, la guerra di Putin che \u00absta facendo della Russia uno stato fallito, confini fuori controllo, formazioni militari private, popolazioni in fuga, decadenza morale e possibile conflitto civile. E bench\u00e9 sia aumentata la fiducia dei leader occidentali nella capacit\u00e0 dell\u2019Ucraina di resistere al terrore di Putin, cresce l\u2019allarme sulla capacit\u00e0 della Russia di sopravvivere alla guerra. Potrebbe essere ingovernabile e precipitare nel caos\u00bb [\u00abRussia risks becoming ungovernable and descending into chaos\u00bb, <em>The Economist Today<\/em>, 22\/11\/22, online]. Tra superprofitti e alta inflazione, Biden ha varato un piano di protezione e rilancio industriale, ma in UE \u00abbisognerebbe rompere il dogma di libero-scambio, ultimi paesi sviluppati a sostenerlo\u00bb e per \u00abaccelerare la transizione energetica l\u2019Europa deve comprare cinese, compromettendo la propria rinascita industriale in questi settori. La scelta tra sovranit\u00e0 industriale e clima \u00e8 gi\u00e0 fatta\u00bb [Philipp Escande, \u00abTransition ou industrie, le dilemme\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 03\/12\/22, online]. Ma si \u00e8 infine raggiunto l\u2019accordo franco-tedesco per costruire il prototipo del futuro aereo da combattimento europeo [\u00abAccord sur l\u2019avion de chasse europ\u00e9en du futur\u00bb, ivi].<br \/>\n\u00c8 il ritorno di Europa.<br \/>\n<strong><em>IL RITORNO DI EUROPA<\/em><\/strong> [tr.it. Donzelli 1995] di Hagen Schulze, docente di storia contemporanea e teoria della storia all\u2019Universit\u00e0 di Berlino, ricorda che \u00abpurtroppo la storia non \u00e8 avara di figure di \u2018capi\u2019 generati dal caos, che abbiano tentato di mascherare le contraddizioni interne proiettandole all\u2019esterno (e dichiarando guerra al vicino)\u00bb. \u00abE fino a quando la democrazia russa sar\u00e0 una pianticella indifesa senza salde radici, la tentazione del bonapartismo rester\u00e0 attuale. Non meno rischioso lo scenario alternativo, che vedrebbe una Russia in grado di fermare il processo di disgregazione e avviarsi al prossimo secolo con un sistema moderno e rigenerato\u00bb [p. 7]. E \u00absoltanto adesso ci si rende conto di una verit\u00e0 imbarazzante: tutti, persino i pi\u00f9 accaniti sostenitori dell\u2019unit\u00e0 europea, in realt\u00e0 avevano contato sul mantenimento dei due blocchi; nessuno aveva mai davvero progettato e pensato un\u2019Europa unitaria. La logica del filo spinato era stata pi\u00f9 forte della speranza\u00bb [pp. 8-9].<br \/>\n\u00abMancano argomenti geomorfologici in grado di distinguere Asia ed Europa. E cos\u00ec ai geografi riuniti negli anni sessanta in megacongressi organizzati dal Consiglio d\u2019Europa per redigere una volta per tutte definizioni da manuale, non rest\u00f2 che negare ogni base scientifica del continente. Si giunse alla conclusione che l\u2019Europa poteva essere considerata autonomamente solo a partire \u201cdall\u2019uomo e dalle sue opere di colonizzazione del territorio, dalla sua economia, dalla sua cultura, dalla sua storia e dalla sua politica\u201d\u00bb [p. 16]. \u00abL\u2019Europa diventa veicolo di identificazione politica in presenza di un nemico avvertito come totalmente \u2018altro\u2019; l\u2019opposizione fondamentale \u00e8 sempre libert\u00e0 \u2018europea\u2019 \/ dispotismo \u2018barbaro\u2019; il concetto di Europa scompare con l\u2019allontanarsi della minaccia. Ma queste sono antiche e sparse tracce, delle quali una sola \u00e8 arrivata a noi in tutta la sua forza: l\u2019idea della libert\u00e0\u00bb [p. 18]. \u00ab\u00c8 proprio questa la situazione attuale: senza i due despoti del XX secolo, Hitler e Stalin, il movimento unitario europeo non sarebbe mai nato\u00bb [p. 25].<br \/>\n\u00abMa l\u2019ostacolo decisivo a un senso forte di identit\u00e0 europea sta proprio nella testa della gente. Poich\u00e9 il sentimento comunitario discende da un passato condiviso, ci si riconosce anzitutto nella propria storia nazionale\u00bb. \u00abPerch\u00e9 l\u2019Europa prenda corpo dobbiamo imparare a pensarla\u00bb [p. 27]. \u00abSi delinea dunque un elemento decisivo dell\u2019identit\u00e0 europea: la variet\u00e0 delle idee, delle culture, delle regioni e degli stati, che impedisce il perdurare delle egemonie dei singoli\u00bb. \u00abLa variet\u00e0 dura fino a quando \u00e8 in grado di autoregolamentarsi: nelle relazioni tra stati, nei rapporti tra stato e cittadino, e tra cittadini di una stessa comunit\u00e0. Il balance of powers \u00e8 il corrispettivo della democrazia interna, in cui gli interessi dei cittadini e delle associazioni trovano un equilibrio su base giuridica, per lo pi\u00f9 sotto forma di costituzione: attraverso di essa vengono bilanciati non solo diritti, doveri e interessi dei singoli, ma anche le competenze delle istituzioni statali, mediante una vigilanza reciproca che tempera il potere di ciascuna\u00bb [p. 30]. \u00abSe dunque parliamo di continuit\u00e0 storica, la potremo intendere soltanto in un senso: l\u2019unit\u00e0 di una cultura caratterizzata dalla pluralit\u00e0, nata da matrici greche, romane, cristiane, umanistiche, culminata nell\u2019idea di libert\u00e0 e dignit\u00e0 dell\u2019uomo, protetta dalla democrazia\u00bb [p. 36]. Sta qui l\u2019identit\u00e0 europea.<br \/>\nLo conferma l\u2019aggressione russa all\u2019Ucraina, oltre a confermare che \u00abla distinzione tra identit\u00e0 nazionale soggettiva (modello francese e occidentale) e oggettiva (modello tedesco, mittel-europeo e orientale) non \u00e8 affatto una costruzione arbitraria degli storici. Ha avuto spesso conseguenze politiche tangibili come nel caso degli alsaziani, tra i primi ad aderire alla repubblica francese dopo la Rivoluzione, e che tuttavia i tedeschi continuarono a considerare parte del proprio territorio a causa della loro lingua. Le tragiche conseguenze dello scontro tra i due modelli di nazione sono visibili ancora oggi. Se persino in Europa occidentale l\u2019ereditaria inimicizia franco-tedesca riusc\u00ec a perpetuarsi per centocinquant\u2019anni, si potr\u00e0 forse immaginare la portata degli odi diffusi in quelle regioni dell\u2019Europa orientale dove quasi ogni villaggio parla una lingua diversa. Le rivalit\u00e0 tra polacchi e lituani, dei bielorussi e degli ucraini, di bulgari, serbi, macedoni, greci e turchi hanno avvelenato l\u2019Europa conducendola alla prima guerra mondiale, sopravvivendo ad ogni conflitto\u00bb. \u00abL\u2019Europa di oggi corre i medesimi rischi\u00bb. \u00abContrariamente alle aspettative, le pressioni del capitale occidentale non sono sufficienti a temperare i conflitti orientali, n\u00e9 a impiantare democrazie pacifiche. I materialisti profeti del benessere si trovano di fronte a una realt\u00e0 inattesa: i sentimenti nazionali possono essere pi\u00f9 forti degli interessi economici\u00bb [pp. 38-39]. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9.<br \/>\n\u00abNon \u00e8 la divisione in nazioni a minacciare l\u2019Europa, ma la pressione di stati nazionali che aspirano all\u2019impossibile coincidenza di nazione, lingua e territorio. In un continente dai confini cos\u00ec angusti, l\u2019impossibilit\u00e0 di tale progetto ha gi\u00e0 pi\u00f9 volte scatenato la nevrosi di massa del nazionalismo\u00bb. \u00abAbbiamo bisogno di ordinamenti pi\u00f9 ampi\u00bb [p. 41]. \u00abLe nazioni europee, all\u2019inizio del XIX secolo ancora costruzioni utopiche, oggi rivelano la loro vitalit\u00e0 culturale e spirituale, e molto di pi\u00f9: esprimono quella pluralit\u00e0 che costituisce l\u2019essenza dell\u2019Europa\u00bb [p.  42] e la sua memoria.<br \/>\n\u00abLa memoria, sia individuale sia collettiva, si rivela come il pi\u00f9 grande ammortizzatore per lo shock\u00bb [Klein, p. 530]. \u00abL\u2019esperienza universale di sopravvivere a un grande shock \u00e8 la sensazione di essere completamente impotenti: di fronte a forze colossali, i genitori perdono la capacit\u00e0 di salvare i loro bambini, i coniugi sono separati, le case \u2013 luoghi di protezione \u2013 diventano trappole mortali. Il modo migliore per risollevarsi dall\u2019impotenza si rivela quello di essere d\u2019aiuto: avere il diritto di far parte di un risanamento collettivo\u00bb [p. 533]. Il diritto attuato nel Next Generation EU, finanziamento temporaneo 2021-2027 di 806,9 miliardi di euro (750 a prezzi 2018) per rendere l\u2019Europa pi\u00f9 verde, digitale e resiliente. Ma in Mediterraneo e nella Manica non \u00e8 rispettata l\u2019antica legge del mare di salvare i naufraghi. Due torti non fanno una ragione, \u00ab\u00e8 tempo di finirla con un <em>blame game<\/em> (\u201cla faute \u00e0 l\u2019autre\u201d [\u201cscaricabarile\u201d]) mortale\u00bb [\u00ab\u00c9ditorial. Migrations transmanche:  l\u2019impossible statu quo\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 23\/11\/22, online]. C\u2019\u00e8 un ottimo motivo per farlo.<br \/>\nSe \u00abi meccanismi della dottrina dello shock sono profondamente e collettivamente compresi, diventa pi\u00f9 difficile cogliere di sorpresa intere comunit\u00e0, diventa pi\u00f9 difficile gettarle nella confusione. Sono diventate a prova di shock\u00bb [Klein, cit., p. 525]. \u00abA volte, di fronte a una crisi, cresciamo: in fretta\u00bb [p. 529]. I popoli e gli scambi \u2013 politica e economia \u2013 prosperano nella relazione e collassano nel conflitto: come nei rapporti personali, contano durata e qualit\u00e0 della relazione. \u00abNegli Stati Uniti, la crisi del 1929 ha permesso un salto federale (creazione di un\u2019imposta federale sui profitti, legislazione sulle banche, New Deal, ecc.)\u00bb [Pierre Larrouturou, <em>C\u2019est plus grave que ce qu\u2019on vous dit\u2026 mais on peut s\u2019en sortir<\/em>, Nova \u00c9ditions, 2012, p. 95]. \u00abJean Monnet diceva sempre che l\u2019Europa avanza solo con idee semplici. Mettere in comune acciaio e carbone, creare una moneta unica, sono cantieri enormi ma idee semplici che un bambino di cinque anni pu\u00f2 capire. L\u2019Europa avanza solo con idee semplici. Semplici, ma radicali\u00bb [p. 96].<br \/>\nMessi in comune carbone e acciaio e ora la moneta, \u00e8 tempo di un\u2019altra \u00abidea semplice: costruire insieme un\u2019Europa politica, dove il voto dei cittadini ha un impatto diretto sulle politiche europee, e quindi istituire un regime parlamentare\u00bb [p. 97]. In area euro, perch\u00e9 una moneta forte fa la differenza tra governo e governatorato, con l\u2019obiettivo storicamente europeo di realizzare \u00abl\u2019idea di libert\u00e0 e di dignit\u00e0 dell\u2019uomo, protetta dalla democrazia\u00bb [Schulze, cit. p. 36]. Dopo la rivoluzione francese, il crollo degli imperi austroungarico, tedesco, turco, russo e due guerre mondiali, Keynes ci ha aiutati a capire che economia e politica funzionano solo se lavorano insieme per \u2013 non contro \u2013 i diritti delle persone e dei popoli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abAuri sacra fames\u00bb, l\u2019esecranda fame d\u2019oro dell\u2019Eneide virgiliana, conduce a \u00abla miseria de l\u2019avaro Mida,\/ che segu\u00ec a la sua dimanda gorda\/ per la quale sempre convien che si rida\u00bb [Dante, Purgatorio, XX, 106]. 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