{"id":18247,"date":"2022-11-29T22:31:05","date_gmt":"2022-11-29T21:31:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18247"},"modified":"2022-11-29T22:31:31","modified_gmt":"2022-11-29T21:31:31","slug":"uomini-che-amano-le-donne-rosino-gibellini-di-marinella-perroni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/uomini-che-amano-le-donne-rosino-gibellini-di-marinella-perroni\/","title":{"rendered":"Uomini che amano le donne: Rosino Gibellini (di  Marinella Perroni)"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Rosinotraigrandi.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-18248\" alt=\"Rosinotraigrandi\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Rosinotraigrandi-300x219.jpg\" width=\"300\" height=\"219\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Rosinotraigrandi-300x219.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Rosinotraigrandi.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Un bel modo di ricordare un uomo che ha sempre favorito il dialogo teologico e l&#8217;approfondimento accurato della tradizione \u00e8 proprio quello di intrecciare un dialogo intorno a lui. Cos\u00ec ho molto apprezzato la iniziativa di Marinella Perroni, che con Elizabeth Green e Alberto Dal Maso costruisce, dialogando, una rievocazione molto profonda della figura e della personalit\u00e0 di Rosino\u00a0 Gibellini. La ringrazio per aver voluto pubblicare il testo su questo blog. (ag) (nella foto Rosino Gibellini \u00e8 il primo da sinistra. Si riconoscono al centro del gruppo di teologi, K. Barth e K. Rahner)<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\"><b>Uomini che amano le donne: Rosino Gibellini<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;color: #000000\">di Marinella Perroni<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\">\u201c<span style=\"font-size: medium\">Un giorno &#8211; credo nel 2011, ma non sono certa &#8211; alla Cittadella di Assisi, non sapendo dove sedermi per il pranzo, mi trovai a tavola con un signore distinto e attempato con modi di fare di altri tempi. Un vero <\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\"><i>gentleman<\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">, insomma, che si present\u00f2 come Rosino e col quale (superfluo dirlo) conversai di gran gusto\u201d.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Q<span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\">ueste parole di Elizabeth Green, teologa e pastora battista, mi hanno spinto a comporre un ricordo di p. Rosino Gibellini che, in qualche modo, rispecchiasse la sua costante ricerca di dare voce all\u2019inedito. Ho chiesto allora ad Alberto Dal Maso, redattore della casa editrice Queriniana, e alla stessa Green di fare memoria insieme di questo intellettuale, che ha reso grande la teologia italiana, non scrivendo un panegirico ma, semplicemente, \u201craccontandolo\u201d. E, soprattutto, facendo capire perch\u00e9 noi teologhe italiane proviamo nei suoi confronti una grande gratitudine<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-size: medium\"><i>MP: In tanti abbiamo avuto modo di incrociare Gibellini, di percepirne la qualit\u00e0 umana e intellettuale, ma <\/i><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>avere con lui un rapporto professionale, lavorare gomito a gomito sugli stessi progetti, pur con ruoli diversi \u00e8 un\u2019altra cosa \u2026<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;font-family: serif;color: #000000\">ADM: Sono stato assunto in Queriniana nel 1998, sicch\u00e9 ho conosciuto il Gibellini ultrasettantenne, quello pi\u00f9 riflessivo, meditabondo. Non il giovanotto che in qualche foto in bianco e nero si vede sbucare da dietro Karl Barth, in fondo a un codazzo di teologi. Non il personaggio pi\u00f9 sicuro di s\u00e9 che in una istantanea affianca Karl Rahner, intrattenendolo in un confronto a tu per tu. Non il cinquantenne che, nel 1979, partecipa in prima persona alla conferenza del CELAM a Puebla insieme a p. Bartolomeo Sorge. No: davanti ai miei occhi di giovane redattore \u00e8 comparso dapprima il Rosino della maturit\u00e0 che si concedeva con parsimonia e severit\u00e0, tranne quando era entusiasta di poter rivendicare: \u00abIo c\u2019ero\u00bb. Certo: dietro la sua chioma canuta e disordinata indovinavi a volte il sessantottino, dietro certe impuntature nervose potevi scorgere le zampate del fiero leone che era stato. Ma poi, col passare degli anni, quella figura \u00e8 impercettibilmente sfumata nell\u2019anziano saggio, rallentato nei movimenti, pi\u00f9 accondiscendente, pi\u00f9 incline nel raccontarsi \u2013 sempre con grande consapevolezza di s\u00e9.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><i style=\"font-size: medium;font-family: serif;color: #000000\">MP: Per quel poco che ho potuto conoscere di lui e nonostante sia stato con me sempre molto cordiale, non doveva avere un carattere facile.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;font-family: serif;color: #000000\">ADM: Non era il tipo che ti incoraggia, benigno, con una pacca sulla spalla.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: serif\"><span style=\"font-size: medium\">Non era paterno, nel senso pi\u00f9 affettuoso del termine. Era piuttosto spigoloso, freddo, tutt\u2019altro che espansivo. Direi imperativo. Mi incuteva un timore reverenziale. In fin dei conti era un uomo \u201cvecchio stampo\u201d, a cui una rigida formazione aveva inculcato di non esternare i sentimenti, di non mostrare mai alcuna debolezza. Di tanto in tanto, per\u00f2, era irascibile. Negli inconsueti momenti di profonda irritazione, dava in escandescenza e urlava in faccia a chi era l\u00ec presente, incutendo un sacro terrore. Di fronte alle frustrazioni pi\u00f9 gravi, specie se impreviste, sbatteva i piedi con rabbia, metaforicamente ma non troppo: e l\u00ec \u2013 mentre a te le gambe tremavano \u2013 indovinavi il bambino solo e ferito nell\u2019orgoglio che lui era stato, figlio unico di mamma Clementina, una madre <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>single<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: serif\"><span style=\"font-size: medium\"> in pieno Ventennio fascista, per la quale nutriva una stima infinita.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>MP: Forse per questo lui ha prestato particolare attenzione al pensiero e al lavoro teologico delle donne. <\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Noi teologhe femministe abbiamo sempre avuto uno spiccato senso per l\u2019importanza della genealogia, siamo attente a riconoscere coloro che hanno aperto la strada, ci hanno precedute e ci hanno sostenute e possiamo dire che Gibellini \u00e8 parte integrante della nostra biografia collettiva di teologhe.<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium\">EG: Come in qualche genealogia della Bibbia, di solito tutte al maschile, spunta a volte il nome di qualche donna, anche nelle loro genealogie intellettuali che le donne si affaticano a ricostruire, spunta il nome di qualche uomo. Rosino Gibellini \u00e8 uno di loro. Dobbiamo alla sua lungimiranza e alla sua apertura di mente e di cuore come direttore della Queriniana che, pochi anni dopo la loro pubblicazione all\u2019estero, siano approdate in Italia le prime opere dell\u2019allora nascente teologia femminista in ambito sia cattolico che protestante. Scelte oculate le sue in quanto un\u2019antologia come quella curata da lui insieme a Mary Hunt, <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>La sfida del femminismo alla teologia<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> (1980) riporta alcuni saggi fondamentali per la riflessione femminista ancora \u2013 dobbiamo dire purtroppo &#8211; attuali. Il libro della teologa protestante Letty Russell, <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Teologia femminista <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">(1977), la<\/span><span style=\"font-size: medium\">metteva in relazione con la teologia della liberazione, altro filone che Gibellini si affrettava a pubblicare nonostante non fosse del tutto gradito alle gerarchie ecclesiastiche.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;font-family: serif;color: #000000\">ADM: Amico di tante donne, lo era di pochi e scelti uomini. Nelle donne e nel loro pensiero, anche teologico, vedeva il futuro. Alla sua istintiva apertura di credito verso il mondo femminile, nulla era estraneo quanto il disprezzo tipico di certo mondo clericale. Anzi: ammirava e apprezzava con grande rispetto e curiosit\u00e0 l\u2019operato delle donne, le loro lotte. E questo, all\u2019epoca, richiedeva coraggio: era una scommessa per nulla vincente, aveva elementi di innovazione al limite dello scandaloso.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: serif\"><span style=\"font-size: medium\">EG: Non possiamo certo sottovalutare il fatto che proprio lui abbia fatto uscire la teologia femminista da quell\u2019<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>apartheid<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: serif\"><span style=\"font-size: medium\"> a cui viene sempre condannata: <\/span><\/span><\/span><span style=\"font-size: medium\">la teologia femminista e chi la esercita non ha vita facile in nessun paese, e l\u2019Italia non fa certamente eccezione. Rosino Gibellini ha capito che la grande storia del pensiero teologico \u00e8 fatta sia di figure di primo piano sia di una pluralit\u00e0 di scuole accademiche, ma anche di filoni che sono nati e sono andati crescendo all\u2019interno della vita. Per questo, grande conoscitore della teologia del secolo breve, nel suo monumentale <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Teologia del XX secolo<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> (1992), non tralascia di dedicare un capitolo alla teologia femminista, tema che verr\u00e0 di nuovo proposto nello sguardo che getta in <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Prospettive teologiche per il XXI secolo<\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\"> (2003) sul millennio appena iniziato. N\u00e9 si pu\u00f2 dimenticare il suo impegno nella pubblicazione della rivista <\/span><span style=\"font-size: medium\"><i>Concilium <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium\">che ci ha fatto conoscere voci piccole e grandi della teologia internazionale sui temi pi\u00f9 disparati, incluso, per molto tempo, la teologia femminista nelle sue molteplici sfumature.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: serif\"><span style=\"font-size: medium\">ADM: D\u2019altra parte, Gibellini poteva contare su una curiosit\u00e0 sconfinata, a 360 gradi e su una memoria di ferro, prodigiosa. Mitici i suoi taccuini, sempre pronti nella tasca della giacca, con cui prendeva appunti in ogni occasione usando una matitina: o per uno spunto offerto da una lettura, o per una intuizione estemporanea. Il suo quadernetto di appunti era lo schermo di un radar perennemente acceso: bastava una telefonata dalla Germania, un riferimento sentito per caso alla tv, la bacheca di una chiesa sudamericana, una recensione sul <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Sole24Ore<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: serif\"><span style=\"font-size: medium\">, una mostra su van Gogh, una osservazione arguta a un convegno, e lui scriveva. Si annotava nomi e date, soprattutto. Oppure parole-chiave. Che poi diventavano libri, se non collane editoriali. Era assetato di conoscere la visione del mondo altrui, sempre avido di confronto e di sperimentare nuove prospettive, che gli facevano provare gioia e stupore. Che lo facevano correre veloce, con l\u2019occhio e con la mente, sempre sul pezzo prima degli altri (editori e non), battendoli sul tempo. Ma stupiva me, giovane redattore, con la profusione di riferimenti a fatti e persone o con la conoscenza mirabolante del catalogo editoriale \u2013 da lui stesso costruito \u2013 fin nei minimi dettagli. Era un concentrato di memoria storica. Chi l\u2019ha conosciuto, assicura che pi\u00f9 dei verbali degli anni passati, per le riunioni del <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>board<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: serif\"><span style=\"font-size: medium\"> internazionale di <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Concilium<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: serif\"><span style=\"font-size: medium\"> valeva il suo rendiconto delle decisioni assunte in origine. Adorava poi viaggiare fuori dai confini nazionali, conoscere nuove culture, muoversi come un libero battitore, incontrare gente originale, sbirciare nelle loro librerie e nelle loro biblioteche, assaporare la buona tavola e il buon vino dei Paesi che visitava.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><i style=\"font-size: medium;font-family: serif;color: #000000\">MP: E, tornato in Italia, si sforzava di spalancare le finestre e far cambiare aria, sprovincializzando il nostro piccolo mondo antico. Si interpretava forse come un ponte, fra noi e il resto del mondo.<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;font-family: serif;color: #000000\">ADM: Si teneva costantemente aggiornato sulle ultime tendenze: della teologia, ma non solo. Insieme alla lettura dei quotidiani, per lui la settima arte era una impareggiabile fonte di conoscenza: per annusare le tendenze di costume, per tenersi allineato con i temi che attraggono il grande pubblico. Il suo radar interiore non smetteva di monitorare la situazione, lo spirito del tempo, per \u201cintercettare\u201d (ecco il verbo che tornava pi\u00f9 spesso sulle sue labbra) luoghi teologici insospettabili \u2013 anche secolari. Aveva uno sguardo aperto sulle cose, ecumenico: sapeva ragionare da cosmopolita. Questo suo respiro universale lo portava a relativizzare molte piccole beghe di casa nostra, evitando di cadere in facili provincialismi. \u00abQuali sono le lingue parlate da pi\u00f9 persone, al mondo?\u00bb. Le lingue straniere, usate vuoi con eleganza, vuoi con sfacciata pronuncia maccheronica, gli servivano per costruire relazioni. Questo diceva la sua caparbiet\u00e0 nell\u2019arrivare ad ogni costo l\u00e0 dove nessun altro osava spingersi. In maniera persino poco ortodossa, se era il caso.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>MP: Ma il suo assoluto erano certamente i libri e, forse, la sua prima ragione di vita. <\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Erano la sua unica missione. Erano anzi parte di lui, imbricati nel suo essere. Come un concertista quando \u00e8 tutt\u2019uno con il suo strumento.<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;font-family: serif\">ADM: Con i libri aveva un rapporto fisico, magnetico, prima ancora che intellettuale; oserei dire un rapporto sensuale: \u00abI libri per me sono come le donne per gli uomini: quelli belli \u00e8 difficile che mi lascino indifferente. Anzi: non me li lascio sfuggire!\u00bb. Ma i suoi interessi si estendevano oltre. Non era per sfoggio di erudizione, ma per autentica passione che citava opere d\u2019arte, spaziando dal Rinascimento ai contemporanei: \u00abNel 2013 mi sono gustato una monografica su Edward Hopper al MoMA di New York: indimenticabile!\u00bb. Amava altres\u00ec la musica classica e frequentava cinema e cineforum cittadini.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: serif\"><span style=\"font-size: medium\">Aveva per\u00f2 un\u2019etica del lavoro, pi\u00f9 che teutonica oserei dire tutta piamartina, che lo rendeva instancabile nel partorire, seguire, accompagnare in prima persona i tanti progetti editoriali. Quando aveva investito su un particolare progetto e ne era convinto al massimo, non riusciva a trattenere una urgenza, una certa impazienza. Lo voleva bell\u2019e pronto, ma anche perfetto fin nei dettagli. Si metteva cio\u00e8 in moto una pulsione di desiderio per lui irrefrenabile. Perch\u00e9 amava quel precipitato di cultura e di teologia che si condensava nei libri.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>MP: Le volte che ho avuto occasione di parlarci ho percepito con estrema chiarezza che per lui il lavoro teologico non era mai neutrale, mai anonimo n\u00e9 rarefatto. Avrei quasi voglia di dire che per lui la teologia non poteva che essere militante.<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;font-family: serif;color: #000000\">EG: Basterebbe anche solo dire che, nella strada in salita che comporta la teologia femminista, lui non ha mai rallentato il passo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: serif\"><span style=\"font-size: medium\">ADM: Forse in passato era stato un rivoluzionario. Sessantottino e quasi incendiario: me lo immagino con il capello arruffato e indosso l\u2019eschimo. Polemico con l\u2019autorit\u00e0 quando non degna di stima. Aveva un tratto sovversivo: a suo tempo fece delle battaglie perch\u00e9 \u00abDopo la Rivoluzione francese non \u00e8 pi\u00f9 possibile che uno si chiami \u201csuperiore\u201d di altri: non ci sono sudditi, sottoposti. Tanto meno in un ordine religioso\u00bb. Era un teologo di parte, ma rispettava l\u2019altra linea di pensiero. Non per una sorta di cerchiobottismo pseudo-ecumenico, ma per lasciare adito al dibattito, al confronto nella diversit\u00e0 delle posizioni. Rivendicava di aver edito <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Infallibile?<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: serif\"><span style=\"font-size: medium\"> tanto quanto <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Il complesso antiromano<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: serif\"><span style=\"font-size: medium\">. Meditabondo, taciturno, rifletteva fra s\u00e9 e s\u00e9, silenzioso, a fondo. Poi a un certo punto, anche a distanza di giorni, lo vedevi illuminarsi: un guizzo negli occhi, un bagliore scintillante. E arrivava \u2013 sicura \u2013 la decisione. Raramente dunque agiva d\u2019impulso: per\u00f2 il tasso di genialit\u00e0 e di intuito puro che aveva nel sangue a volte lo induceva a gettare il cuore oltre l\u2019ostacolo, anche contro i consigli delle persone vicine.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><i style=\"font-size: medium;font-family: serif;color: #000000\">MP: La morte ci impone, per\u00f2, di prendere congedo\u2026<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: serif\"><span style=\"font-size: medium\">EG: Saluto allora p. Gibellini <\/span><\/span><\/span><span style=\"font-size: medium\">con affetto e riconoscenza per ci\u00f2 che coraggiosamente ha fatto sperando che altri e altre accoglieranno il testimone che ci ha lasciato.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;font-family: serif;color: #000000\">ADM: Non sar\u00e0 facile continuare sulle sue orme. Serviranno coraggio e visione: come li ha mostrati lui, ma interpretati da noi, per il nostro tempo. Questo per\u00f2 \u00e8 il momento della gratitudine nel ricordo. Perch\u00e9 \u00e8 stato un privilegio averlo avuto come mentore. E tutto questo, adesso, viene avvolto da una nebbia fitta di nostalgia.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un bel modo di ricordare un uomo che ha sempre favorito il dialogo teologico e l&#8217;approfondimento accurato della tradizione \u00e8 proprio quello di intrecciare un dialogo intorno a lui. 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