{"id":18232,"date":"2022-11-22T11:30:31","date_gmt":"2022-11-22T10:30:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18232"},"modified":"2022-11-22T11:30:31","modified_gmt":"2022-11-22T10:30:31","slug":"un-matrimonio-da-portare-in-detrazione-il-bonus-e-don-abbondio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/un-matrimonio-da-portare-in-detrazione-il-bonus-e-don-abbondio\/","title":{"rendered":"Un matrimonio da portare in detrazione: il bonus e Don Abbondio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DonAbbondio-Renzo.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-18233\" alt=\"DonAbbondio-Renzo\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DonAbbondio-Renzo-300x188.jpg\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DonAbbondio-Renzo-300x188.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/DonAbbondio-Renzo.jpg 860w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La proposta di &#8220;incentivare il matrimonio cattolico&#8221; con un bonus, che preveda la possibilit\u00e0 di detrarre il 20% delle spese sostenute per la cerimonia fino al tetto massimo di 20.000 euro, ha suscitato immediatamente reazioni sdegnate. Un quadro molto preciso delle questioni \u00e8 stato delineato a caldo da Luciano Moia ieri su &#8220;Avvenire&#8221; (in un puntuale articolo che si pu\u00f2 leggere <a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/famiglia\/pagine\/non-basta-un-bonus-per-sostenere-il-matrimonio\">qui<\/a>). Le parole chiare di questo testo recepiscono anche le dichiarazioni ferme di Mons. Paglia, che suonano cos\u00ec:<\/p>\n<p><em>&#8220;Il matrimonio per la Chiesa \u00e8 un sacramento e un sacramento non si compra. Il credente che sceglie la celebrazione del matrimonio in Chiesa, non si fa convincere a questo passo dalle detrazioni economiche&#8221;.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Non si deve dimenticare, tuttavia, come mette bene in luce lo stesso Moia nella seconda parte del suo articolo, che questa &#8220;riduzione economico-giuridica&#8221; del matrimonio non \u00e8 solo frutto di una &#8220;grossolana svista&#8221; di alcuni parlamentari leghisti, ma \u00e8 anche il risultato di una &#8220;storia&#8221; di cui la Chiesa cattolica deve assumere una parte non piccola di responsabilit\u00e0. Vi \u00e8 una autocritica ecclesiale che \u00e8 intrinseca al &#8220;rilancio sano&#8221; della scelta matrimoniale. Lo ha detto chiaramente papa Francesco in quel &#8220;decalogo di autocritica&#8221; che troviamo all&#8217;inizio di <em>Amoris Laetitia<\/em> e dove precisa:<\/p>\n<p><em> &#8220;Certo,\u00a0non ha senso fermarsi a una denuncia retorica dei mali attuali, come se con ci\u00f2 potessimo cambiare qualcosa.\u00a0Neppure serve pretendere di imporre norme con la forza dell autorit\u00e0.&#8221; (AL 35)<\/em><\/p>\n<p>Questa autocritica \u00e8 particolarmente ardua, perch\u00e9 cozza contro un &#8220;sistema&#8221; che ha fatto del principio di autorit\u00e0 la sua ragion d&#8217;essere, la sua identit\u00e0 e il suo onore. Vorrei soffermarmi brevemente su questo punto.<\/p>\n<p><em>a) La relazione tra &#8220;bonus&#8221;<\/em> e &#8220;<em>tametsi&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Due parole latine ci sono utili, per capire la deriva &#8220;giuridico-economicistica&#8221; nella quale siamo caduti, quasi senza accorgercene.\u00a0 Ci aiuta in modo elegante ancora L. Moia, che all&#8217;inizio del suo articolo ricorda come Don Abbondio, nel cap. 2 dei\u00a0<em>Promessi sposi<\/em>, propone a Renzo una piccola lezione sul matrimonio:<\/p>\n<p><em>\u00ab\u201cSapete voi quanti siano gl\u2019impedimenti dirimenti?\u201d \u201cChe vuol ch\u2019io sappia d\u2019impedimenti?\u201d \u201cError, conditio, votum, cognatio, crimen, cultus disparitas, vis, ordo, ligamen, honestas, si sis affinis, &#8230;\u201d cominciava don Abbondio, contando sulla punta delle dita. \u201cSi piglia gioco di me?\u201d interruppe il giovine. \u201cChe vuol ch&#8217;io faccia del suo latinorum?\u201d\u00bb<\/em><\/p>\n<p>La scena \u00e8 carica di quella ironia che Manzoni sapeva orchestrare con tanta abilit\u00e0. Ma rappresenta una comprensione del matrimonio che da circa un secolo era divenuta possibile in Europa, dopo il decreto\u00a0<em>Tametsi<\/em> (1563). Con il quale la Chiesa cattolica assumeva come criterio di validit\u00e0 del sacramento del matrimonio la sua &#8220;forma canonica&#8221;. Per la prima volta il matrimonio diventava totalmente interno ad un &#8220;ordinamento giuridico&#8221;. La proposta di legge della Lega resta, sostanzialmente, in questa logica: e intende\u00a0 incentivare la scelta del matrimonio &#8220;religioso&#8221; mediante un &#8220;bonus&#8221;. E&#8217; curioso leggere la definizione che il Vocabolario Treccani d\u00e0 di &#8220;bonus&#8221;: &#8220;<em>Sconto, abbuono, spec. in ambiti come le assicurazioni e i trasporti<\/em>.&#8221; Che si tratti il matrimonio come una assicurazione o un contratto di trasporto non \u00e8 cosa nuova. Molta parte delle politiche economiche &#8220;a favore della famiglia&#8221; funzionano cos\u00ec: con sconti, detrazioni o incentivi, creano le condizioni perch\u00e9 la unione, la generazione o la cura-assistenza possano risultare economicamente pi\u00f9 vantaggiose. La riduzione &#8220;economica&#8221; di un sacramento \u00e8 certo cosa grave: ma non ha cominciato a farlo lo Stato, bens\u00ec la Chiesa, in tutt&#8217;altro tempo e con ben altri intenti. Per\u00f2 la sovrapposizione completa e tendenzialmente totalizzantee tra &#8220;ordinamento ecclesiale&#8221; e &#8220;logica matrimoniale&#8221; \u00e8 nata proprio a met\u00e0 del XVI secolo, nella reazione della Chiesa cattolica alle trasformazioni moderne. E&#8217; la modernit\u00e0 cattolica ad aver inventato questa possibilit\u00e0.<\/p>\n<p><em>b) Conseguenze inattese di una scelta contingente<\/em><\/p>\n<p>Un sacramento &#8220;non si compra&#8221; n\u00e9 si sottopone a condizioni, si dice giustamente. Ma la &#8220;forma canonica&#8221; \u00e8 precisamente una &#8220;condizione&#8221; perch\u00e9 il sacramento sia valido. Da questa scelta, discussa allora e discutibile anche oggi, discendono una serie di conseguenze inattese: ad es. la tendenziale applicazione, sempre pi\u00f9 estesa, delle &#8220;condizioni di nullit\u00e0&#8221; ad ogni vincolo matrimoniale; la pretesa che solo l&#8217;ordinamento ecclesiale fondi un legame valido; la lotta contro ogni normativa civile circa il matrimonio e la parallela contrapposizione tra ordinamento canonico e ordinamento civile, fino alla possibilit\u00e0 &#8211; davvero estrema &#8211; per cui <em>l&#8217;ordinamento civile costruisce una legge che favorisce la scelta dell&#8217;ordinamento canonico<\/em> (cosa che, sul piano civile, cozza contro il principio costituzionale di parit\u00e0 di trattamento).\u00a0 Pu\u00f2 essere soprendente, ma \u00e8 un buon segno, che oggi sia venuto dal mondo ecclesiale cattolico la protesta contro un provvedimento che attesterebbe &#8220;una scelta discriminatoria tra matrimonio religioso e matrimonio civile&#8221;. Questa \u00e8 una buona notizia. Ma dietro alla questione rimane il problema strutturale e sistematico della &#8220;cecit\u00e0&#8221; dell&#8217;ordinamento canonico rispetto agli altri ordinamenti. Questo punto critico rimane intatto, finch\u00e9 la logica totalizzante e totalitaria di &#8220;Tametsi&#8221; resta lo stile di fondo del modo di pensare il matrimonio, con una esclusiva attribuita all&#8217;ordinamento ecclesiale che fatica a comporsi con le logiche della natura e della citt\u00e0. E che pertanto, in caso di crisi, preferisce &#8220;dichiarare la nullit\u00e0 del vincolo&#8221; piuttosto che riconoscerne altre forme. D&#8217;altra parte la stessa nullit\u00e0 non \u00e8 stata elaborata, fin dall&#8217;origine, assimilando matrimonio e contratto? Qui sta il punto debole della tradizione, che AL ha iniziato a modificare.<\/p>\n<p><em>c) Il bonus come condicio e il valore gratuito del matrimonio<\/em><\/p>\n<p>Si \u00e8 detto, a ragione, il matrimonio \u00e8 una scelta libera, che non pu\u00f2 essere condizionata da un &#8220;bonus&#8221;. Questo per\u00f2 vale per ogni matrimonio. Ma le politiche di incentivi lavorano precisamente sulla &#8220;convenienza&#8221;. Che cosa accadr\u00e0 se, come \u00e8 probabile, il bonus verr\u00e0 esteso ad ogni matrimonio (religioso e civile)? Si chieder\u00e0 forse al cattolico, che decide di sposarsi in Cristo, di sottoscrivere una dichiarazione di &#8220;rinuncia al bonus&#8221;? Oppure il ricorso al bonus potr\u00e0 essere usato, domani, come &#8220;motivo di nullit\u00e0&#8221;? In realt\u00e0 le politiche di incentivo alla unione e alla generazione prendono. spesso la figura di &#8220;vantaggio economico&#8221;. Di questo non ci si deve scandalizzare troppo. Piuttosto deve essere arricchita la percezione delle &#8220;diverse forme di legame familiare&#8221;, e delle loro differenze, senza introdurre, per legge, forme di discriminazione o di disparit\u00e0 maggiori di quelle che gi\u00e0 esistono di fatto.\u00a0 Tuttavia il fatto che un soggetto possa portare in detrazione, nella prossima dichiarazione dei redditi, le spese che ha sostenuto per i fiori o per il pranzo del matrimonio, mi pare un modo per ridurre ulteriormente quella esperienza di gratuit\u00e0 che proprio un matrimonio religioso dovrebbe garantire, quasi a simbolo massimo di ogni convivenza di fatto. Il matrimonio &#8220;religioso&#8221; \u00e8 una differenza di grazia, una\u00a0 differenza gratuita. Cos\u00ec l&#8217;incentivo economico, inventato per favorire una esperienza, si capovolgerebbe, facilmente, in un pi\u00f9 radicale svuotamento simbolico dell&#8217;atto matrimoniale, dei suoi linguaggi contingenti e della sua potenza vitale. Non c&#8217;\u00e8 festa senza consumo, senza perdita, senza pura gratuit\u00e0. Contraddire questa sapienza umana ed ecclesiale, per un piatto di lenticchie, sarebbe un modo, indiretto ma feroce, con cui non da Don Abbondio, ma proprio con le nostre mani saremmo condotti, quasi inconsapevolmente, a &#8220;prenderci gioco di noi stessi&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La proposta di &#8220;incentivare il matrimonio cattolico&#8221; con un bonus, che preveda la possibilit\u00e0 di detrarre il 20% delle spese sostenute per la cerimonia fino al tetto massimo di 20.000 euro, ha suscitato immediatamente reazioni&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18232"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18232"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18232\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18235,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18232\/revisions\/18235"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18232"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18232"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18232"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}