{"id":18104,"date":"2022-09-13T23:55:25","date_gmt":"2022-09-13T21:55:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18104"},"modified":"2022-09-14T07:30:38","modified_gmt":"2022-09-14T05:30:38","slug":"il-male-senza-colpa-e-le-ingiustizie-degli-uomini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-male-senza-colpa-e-le-ingiustizie-degli-uomini\/","title":{"rendered":"IL MALE SENZA COLPA E LE INGIUSTIZIE DEGLI UOMINI"},"content":{"rendered":"<p>IL MALE SENZA COLPA E LE INGIUSTIZIE DEGLI UOMINI<a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/migrare-300x2031.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-18105\" alt=\"migrare-300x203\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/migrare-300x2031.jpg\" width=\"300\" height=\"203\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ogni malato sente di vivere una ingiustizia. In ogni malattia grave sperimentiamo un disordine che non abbiamo causato e che per questo ci fa pi\u00f9 male del peccato. Tuttavia l\u2019episodio che voglio raccontare mi sembra metta in luce un altro tipo di responsabilit\u00e0 e un altro tipo di peccato, strettamente legato alla malattia e del quale dobbiamo politicamente denunciare la colpa.<br \/>\nEntro nella nuova camera del mio terzo trasferimento di ospedali e lo trovo sdraiato nel letto accanto al mio: un giovane ragazzo africano. Mi sistemano nel mio letto, organizzo minimamente il comodino e poi, quando la camera si svuota di infermieri, mi presento. Lui mi risponde con calma, con una calma quasi serafica. Dice che viene dalla Guinea e che non pu\u00f2 camminare. Abbiamo dunque lo stesso problema, ma con radici ben diverse. Direttamente non gli chiedo nient\u2019altro, per\u00f2 sono agevolato dalla continua apparizione di infermieri e medici che si occupano di lui: intanto capisco che il giorno dopo deve essere operato. Quando poi arrivano i due medici e chiedono a lui di firmare anche una liberatoria capisco meglio: lui non pu\u00f2 camminare perch\u00e9 la schiena non lo regge pi\u00f9. Ha una tubercolosi ossea molto grave. Il giorno dopo, con un lungo intervento, gli metteranno una serie di perni lungo tutta la parte alta della colonna vertebrale, perch\u00e9 possa reggere il peso e permettere alle gambe di camminare.<br \/>\nMa la parte pi\u00f9 interessante, non strettamente medica, doveva ancora venire, perch\u00e9 i medici chiedono a lui come mai fosse arrivato a queste condizioni. E allora lui dice alcune cose davvero impressionanti: ha 24 anni, \u00e8 in Italia da 8, e ha sempre raccolto, a nord o a sud, frutta e verdura nei campi. A quel che lui racconta, per\u00f2, il problema non \u00e8 stato tanto il lavoro duro, quanto il fatto che dormisse al bordo dei campi, quando non all\u2019interno del campo stesso. Di notte, con gli sbalzi di temperatura, con la brina, con la rugiada, cos\u00ec, per lavorare a condizioni davvero disumane, si \u00e8 ritrovato la schiena in quello stato.<br \/>\nDa un lato le malattie sono esperienze di un male senza colpa. D\u2019altro canto ci sono malattie di cui portiamo tutta la responsabilit\u00e0: prima di tutto grava su coloro che sfruttano questo lavoro senza garantire condizioni vivibili agli operai; in secondo luogo pesa sulle comunit\u00e0, che conoscono bene queste dinamiche e tacciono; pesano poi sulla classe politica, che sa parlare contro i caporali solo quando ci sono almeno quattro o cinque morti di mezzo, e poi tollera queste forme disumane di sfruttamento, che parlano nel volto da bambino di questo figlio della Guinea. Oggi \u00e8 stato operato. Gli hanno inciso quasi una croce nella schiena. Questa croce lo liberer\u00e0 per camminare, ma questa croce gli impedir\u00e0 di tornare a fare quel lavoro.<br \/>\nQuesto mondo che viviamo pu\u00f2 infliggere croci di morte e poi avere luoghi capaci di donare croci di salvezza. \u00c8 un paradosso, che dobbiamo affrontare in modo diverso. La domanda sulle origini del male resta aperta, ma in questi casi \u00e8 evidente come l\u2019interesse cieco di nazioni cosiddette \u201cricche\u201d possa garantire il male di tanti figli di nazioni povere. Vi \u00e8 qui una ingiustizia che grida al cielo e che dobbiamo ascoltare soprattutto quando non camminiamo per tutt\u2019altro motivo, misterioso, sconosciuto, inafferrabile.<\/p>\n<p>(Da me dettato e da Daniela trascritto)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL MALE SENZA COLPA E LE INGIUSTIZIE DEGLI UOMINI Ogni malato sente di vivere una ingiustizia. 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