{"id":18099,"date":"2022-09-06T19:19:28","date_gmt":"2022-09-06T17:19:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18099"},"modified":"2022-09-06T19:19:28","modified_gmt":"2022-09-06T17:19:28","slug":"il-mare-di-mezzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-mare-di-mezzo\/","title":{"rendered":"Il Mare di Mezzo"},"content":{"rendered":"<p>In pandemia Francia e Italia hanno promosso l\u2019UE degli investimenti condivisi. Il voto di protesta  in Francia ha poi gratificato il Rassemblement National e nel nuovo Parlamento \u00abl\u2019abbandono, visto come vittoria, della sessione straordinaria a settembre, proposta dal governo su energie rinnovabili e riforma del mercato del lavoro per accelerare scelte di sviluppo, la sar\u00e0 solo se si user\u00e0 il tempo per anticipare i necessari compromessi. Se no l\u2019Assemblea nazionale rischia di essere luogo dove il tempo si ferma. Di nuovo discreditata e marginalizzata\u00bb [\u00abEditorial. Les limites du regain parlamentaire\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 7-8\/08\/22, online]. Dimezzato, il nuovo Parlamento nasce marginale in Italia, da Piazza Fontana in poi laboratorio politico per chi pu\u00f2 e che si vorrebbe presidenziale per attirare investimenti esteri. Da sempre presidenziale, in Francia non funziona cos\u00ec, ma Berlusconi intima le dimissioni di Mattarella, Presidente della Repubblica garante della Costituzione.<br \/>\nCrisi globali sempre pi\u00f9 gravi e stati sempre pi\u00f9 fragili portano l\u2019UE a un governo democratico (area euro, la moneta \u00e8 sovranit\u00e0) per dare risposte politiche. Oggi \u00able forniture di gas sono vendute alle compagnie (che poi cedono il gas a famiglie e imprese, al prezzo di mercato di oggi) dai Paesi produttori (Russia, Algeria, Azerbaigian\u2026) principalmente con contratti di lungo termine definiti dalle parti che non vengono resi pubblici. \u00c8 ragionevole pensare che i prezzi su questi contratti perfezionati in tempi meno recenti siano assai pi\u00f9 bassi dei prezzi di mercato attuali, pur contenendo elementi di condivisione del rischio degli andamenti di prezzo tra le parti\u00bb. \u00abLe dinamiche dei profitti di quest\u2019ultimo anno delle compagnie petrolifere indicano che molto probabilmente \u00e8 cos\u00ec\u00bb [Leonardo Becchetti, \u00abCosa fare ora per l\u2019energia\u00bb, <em>Avvenire<\/em>, 26\/08\/22, p. 1]. Ecco il problema.<br \/>\nIn questo orizzonte di recessione [\u00abEurope is heading for recession. How bad will it be?\u00bb, <em>The Economist Today<\/em>, 31\/08\/22, online] il governo a guida Draghi, rispettato nel mondo per aver salvato l\u2019euro, \u00e8 stato sfiduciato da forze politiche che vent\u2019anni fa monetizzarono il nostro risicato ingresso nell\u2019euro in condoni fiscali seriali. Cassa anzich\u00e9 credito, zero investimenti dai condoni. Ora \u00e8 tassa piatta, \u00abdietro la flat-tax arriva il condono\u00bb [Roberto Petrini, <em>Avvenire<\/em>, 13\/08\/22, p. 6] e gli investitori internazionali parlano direttamente a noi elettori: \u00abItalia, l\u2019autunno caldo dei rating\u00bb; \u00absubito dopo il voto pioggia di nuovi giudizi\u00bb; \u00able revisioni dell\u2019outlook dell\u2019Italia comunicate il 29 luglio da S&amp;P (da positivo a stabile) e nella tarda serata di venerd\u00ec da Moody\u2019s (da stabile a negativo) riassumono il giudizio internazionale sulla caduta del governo Draghi. A motivare il peggioramento degli outlook \u00e8 il \u201crischio politico\u201d, perch\u00e9 l\u2019allarme risuona proprio mentre il debito-Pil registra la discesa pi\u00f9 forte nella storia della Repubblica\u00bb [<em>Il Sole 24 ORE<\/em>, 07\/08\/22, p. 1]. Rischio politico della \u201cbotte piena e moglie ubriaca\u201d. Si sa, la moglie poi basta batterla, e chi meglio del presidente-padrone voluto dal popolo? Ministro degli interni, Salvini esultava: il nostro risparmio privato supera il debito pubblico.<br \/>\nDieci anni fa il presidente di Stanhope Capital, Daniel Pinto, scriveva invece che \u00abuno dei maggiori miti dei due ultimi decenni in Occidente \u00e8 che il sistema capitalistico moderno deve tutto il successo alla iniziativa imprenditoriale e al ritiro dello Stato\u00bb. \u00abL\u2019Occidente ha costruito il suo successo non sul capitalismo sfrenato ma sul triangolo imprenditore-Stato-mercato, in cui l\u2019imprenditore ha certo un ruolo centrale ma lo Stato ha la missione di incoraggiare l\u2019iniziativa e sostenere l\u2019attivit\u00e0 economica\u00bb [<em>Le choc des capitalismes<\/em>, Odile Jacob 2013, p. 147]. \u00abPragmatismo e buon senso devono spingerci a reiventare questo triangolo magico\u00bb [p. 276].<br \/>\n\u00abL\u00e0 dove \u00e8 il tuo tesoro, sar\u00e0 anche il tuo cuore\u00bb [Mt 6, 19-34] e la storia europea conferma che \u00abl\u2019unica cosa che fece funzionare l\u2019industrializzazione fu che le societ\u00e0, nell\u2019arco di alcuni decenni, riscrissero completamente il loro contratto sociale\u00bb. \u00abParlo di pensioni di lavoro, istruzione pubblica gratuita e salario minimo, tutto spuntato dal turbinio dell\u2019industrializzazione ottocentesca\u00bb. \u00abCol passaggio al Ventesimo secolo continuarono a emergere nuovi pesi e contrappesi, le leggi antitrust, la tassazione dei redditi, la proibizione del lavoro minorile, una rete di protezione e previdenza sociale, parametri ambientali\u00bb  [Alec Ross, <em>I furiosi Anni Venti<\/em>, tr.it. Feltrinelli 2021, p. 24]. Invece, dice un amico, ora povert\u00e0 \u00e8 colpa, falsa teologia economica riciclata nel golpe cileno 1973. \u00abNegli ultimi decenni \u00e8 emersa una stordente combinazione di fattori che scuotono il pianeta: la rivoluzione digitale, la globalizzazione, la deregulation, il populismo, l\u2019arrivo di una crisi climatica globale. Tutto questo ha ristrutturato radicalmente il rapporto tra governo, cittadini e imprese, in ogni nazione del pianeta e nell\u2019arena internazionale. Per\u00f2 troppe nostre societ\u00e0 non hanno ancora messo a punto un nuovo contratto sociale che sia all\u2019altezza di questi cambiamenti imponenti\u00bb [p. 25].<br \/>\n\u00abUn buon governo si sente in debito con tutti i cittadini, non solo con la clientela o con gli azionisti. Governa secondo la legge\u00bb. \u00ab\u00c8 \u2013 aspetto cruciale \u2013 il sostegno sociale che rimane quando le altre parti si defilano. In un mondo di cambiamenti caotici e rischi globali, \u00e8 la solida base per una vita che sia vivibile e gradevole senza il rischio di trovarsi in tutti i momenti a un solo passo dalla rovina\u00bb [pp. 81-2]. La realt\u00e0 ci porta a un governo democratico europeo pi\u00f9 forte dei poteri lobbistici, come Total che continua a rifornire i bombardieri russi [Julien Boissou e Emmanuel Grynszpan, \u00abLe gaz de TotalEnergie sert la Russie\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 25\/08\/22, online].<br \/>\n\u00abFilippo ascoltami. Ci sono cose che ci riguardano che bisogna tacere. Ma in tutte le cose, Filippo, resta vero che se non ci metti tu la tua autorit\u00e0, e cerchi invece di ingraziarti la gente tirando a indovinare che cosa vorrebbero che tu dicessi, addio!\u00bb [Luigi Meneghello, <em>Le Carte<\/em>, vol. II, Rizzoli  2000, pp. 92-3]. Tra manipolare e fare c\u2019\u00e8 il mare di mezzo.<br \/>\n<em><strong>Il Mare di Mezzo<\/strong><\/em> [tr.it. Sellerio 2020], di John Julius Norwich, \u00e8 una storia politica del Mediterraneo. Pubblicato nel 2006, l\u2019anno della selvaggia crisi sub-prime USA poi globale, conclude: \u00abil Mare di Mezzo \u00e8 stato descritto di volta in volta come una culla e una tomba, un collegamento e una barriera, una benedizione e un campo di battaglia. Che tristezza vederlo ridotto a parco giochi, con gli antichi porti trasformati in porticcioli turistici e le moto d\u2019acqua al posto delle triremi\u00bb [pp. 1032-3]. Non solo moto d\u2019acqua: yacht e mega-yacht dei nuovi potenti, anche russi, sull\u2019onda neoliberista che dopo la guerra fredda sottomette gli interessi di tutti ai neo-ricchi e neo-zar di una globalizzazione presunta, ora neppure pi\u00f9 logistica. Si direbbe occidentalizzazione del mondo se l\u2019occidente prima non si fosse orientalizzato nel colpo di stato cileno del 1973, sanguinaria riduzione della democrazia a periodiche elezioni manipolabili e manipolate con vecchie e nuove tecnologie. Da allora, senza democrazia reale  di fatti ma solo formale di voti, la povert\u00e0 \u00e8 una colpa che si paga.<br \/>\n\u00abUna culla e una tomba, un collegamento e una barriera, una benedizione e un campo di battaglia\u00bb, nel Mediterraneo di Norwich,  giovane Africa (40% meno di 15 anni) e vecchia Europa condividono cinque possibili scenari [Stephen Smith, <em>La ru\u00e9e vers l\u2019Europe. La jeune Afrique en route pour le Vieux Continent<\/em>, Grasset &amp; Fasquelle 2018].<br \/>\nLo scenario Eurafrica \u00abpunta su una buona accoglienza riservata ai migranti africani sperando che rendano il Vecchio Continente pi\u00f9 giovane e vario e forse anche pi\u00f9 dinamico\u00bb [p. 211].<br \/>\n\u00abEuropa Fortezza, scenario familiare, sembra annunciare una battaglia gi\u00e0 persa, e una vergogna\u00bb [p. 214]. \u00abL\u2019opinione pubblica e con essa i leader politici si rivoltano facilmente quando gli slanci di generosit\u00e0 finiscono per urtare i loro interessi. Viene in mente la Germania, e l\u2019Italia in prima linea. Nominato nel dicembre 2016, il ministro degli interni italiano Marco Minniti, ex-comunista, delimit\u00f2 l\u2019area d\u2019azione ONG nel Mediterraneo, equipaggi\u00f2 la guardia costiera libica, o quel che \u00e8, invi\u00f2 sul luogo la marina italiana e apr\u00ec il \u201cdialogo\u201d \u2013 gli scambi \u2013 coi signori della guerra nell\u2019ex paese di Gheddafi, in assenza di un governo legittimo capace di fare rispettare le proprie decisioni sul territorio nazionale. Subito, nell\u2019estate 2017, il flusso dei migranti dalla Libia sub\u00ec una brusca flessione, e i 6 miliardi di euro accordati alla Turchia hanno tamponato il fianco sud-est dell\u2019Europa. E nell\u2019azione ancora pi\u00f9 sotterranea dei servizi segreti europei, il Vecchio Continente sembra meno sdentato della sua caricatura senile. Con il tacito \u2013 vile \u2013 consenso di una opinione pubblica fin troppo contenta di vedere esaurirsi l\u2019afflusso per cercare di capirne le ragioni, l\u2019Europa non manca di mezzi per garantire le frontiere \u2013 dopo tutto \u00e8 ricca e affronta dei poveri. Ma, rispetto alle dimensioni di massa previste in questo libro, ogni tentativo puramente securitario \u00e8 votato all\u2019insuccesso\u00bb [pp. 215-6]. Incluso il blocco navale, per simmetria anch\u2019esso illegale.<br \/>\n\u00abUn terzo scenario \u2013 la \u201cderiva mafiosa\u201d \u2013 \u00e8 dabbenaggine: non vedere che \u00e8 tratta di schiavi porta in s\u00e9 il rischio di alleanza o guerra col crimine organizzato europeo\u00bb [p. 215-6].<br \/>\n\u00abAnch\u2019esso marginale, non \u00e8 da escludere un quarto scenario \u2013 il \u201critorno al protettorato\u201d\u00bb [p. 217].<br \/>\n\u00abUn quinto e ultimo scenario \u2013 una politica possibile e finalizzata \u2013 pu\u00f2 essere in s\u00e9 deludente ma ben pi\u00f9 compatibile col funzionamento \u2013 giorno per giorno \u2013 delle democrazie moderne. Si tratta di combinare tutte le opzioni precedenti senza portarle alle estreme conseguenze, \u201cprovarle un po&#8217; tutte senza eccessi\u201d. Si avrebbe torto a scartare questa ipotesi, cos\u00ec come sarebbe sbagliato soffermarsi sull\u2019apparente debolezza dei poteri elettivi. La Spagna ne \u00e8 l\u2019esempio\u00bb [p. 218]. \u00abHa negoziato compromessi, specie col piano Greco attuato a partire dal 2001, ma anche migliorato la cooperazione con Marocco, Mauritania e Senegal. Le misure adottate hanno avuto effetto, \u2018aiutate\u2019 dalla crisi economica. Tra la scarsa attenzione dei media, nel 2015 il paese europeo pi\u00f9 vicino all\u2019Africa ha registrato solo 13.000 domande d\u2019asilo \u2013 su 1,3 milioni in Europa. Nel 2013 la percentuale di stranieri in Spagna \u00e8 tornata sotto il 10%. Beninteso, pu\u00f2 salire di nuovo. Ma, di fondo, una gestione \u201cmorbida\u201d dei flussi migratori scommette su una possibile vera prosperit\u00e0 in Africa, simile a quella che fa ormai tornare nel paese d\u2019origine i messicani degli Stati Uniti. Dopo tutto si tratta di \u201ctenere\u201d, bene o male, per due o tre generazioni. Sar\u00e0 possibile in caso di corsa verso l\u2019Europa?\u00bb [p. 219].<br \/>\nIl governo democratico europeo \u00e8 necessario per politiche e pratiche di sviluppo civile anche in Africa. Per noi \u00e8 sovranit\u00e0 condivisa in UE, che in s\u00e9 si attesterebbe forse meglio sui nostri confini alpini, lasciandoci al nostro dio-patria-famiglia, se cos\u00ec ci pare, nel laboratorio politico Italia della sovranit\u00e0 condizionale, in cui \u00absono i grandi interessi economici che conducono a uccidere, a fare guerre e a realizzare le stragi. Una delle difficolt\u00e0 nel far luce sui cosiddetti misteri d\u2019Italia \u2013 spesso per nulla misteriosi \u2013 e che ne mantiene taluni ancora irrisolti, consiste nella nebbia colorata di ideologia che nasconde la sostanza. Troppe volte si \u00e8 andati infatti alla ricerca della logica del terrorista piuttosto che verificare l\u2019interesse economico sottostante. La domanda \u201cperch\u00e9 si uccide?\u201d va spesso tradotta nella domanda \u201cchi paga per uccidere?\u201d\u00bb [Giovanni Tamburino, \u00abLa Rosa dei Venti\u00bb, p. 103, in Angelo Ventrone (a cura di), <em>L\u2019Italia delle stragi<\/em>, Donzelli 2019].<br \/>\n\u00abIn Ucraina sono in gioco le future frontiere dell\u2019Unione Europea e della Russia\u00bb [Michel Foucher, geografo, intervista di Marc Semo, \u00abLe tr\u00e8s mouvantes frontier\u00e8s de l\u2019Europe\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 03\/09\/22, online]. E gi\u00e0 \u00abi Paesi \u201cfalchi\u201d del Nord Europa \u2013 Germania, Austria, Paesi Bassi, Finlandia \u2013 hanno predisposto almeno dal 2016 un piano per un\u2019uscita coordinata dall\u2019eurozona con la creazione di una \u201czona Marco\u201d\u00bb [Ga\u00ebl Giraud, \u00abRischiamo una crisi spacca-euro. Pu\u00f2 salvarci l\u2019\u201deconomia verde\u201d\u00bb, <em>Avvenire<\/em>, 01\/09\/22, p. 3]. Pagare il lavoro in valuta locale \u2013 specie se a immigrati illegali \u2013 e incassare in valuta europea \u2013 euro o marco \u2013 conviene, a pochi. Oggi con l\u2019euro in Ungheria funziona cos\u00ec.<br \/>\n\u00abL\u2019idea che i tempi hanno una loro forza, e tirano chi vuole seguirli, strattonano chi non vorrebbe, mi pare fondata e mi rattrista, ma non posso dire che mi spaventi. Certo il sottrarsi alla forza dei tempi pu\u00f2 essere un semplice fenomeno di arretratezza culturale oppure di dispettosa pigrizia privata: ma io penso che possa anche \u2013 <em>with a little of bit of luck<\/em> \u2013 alimentare una capacit\u00e0 di innovazione svelta e radicale che i tempi con tutta la loro forza non hanno\u00bb [Meneghello, cit., pp. 296-7].<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In pandemia Francia e Italia hanno promosso l\u2019UE degli investimenti condivisi. 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