{"id":18089,"date":"2022-08-25T15:21:39","date_gmt":"2022-08-25T13:21:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18089"},"modified":"2022-08-25T15:47:52","modified_gmt":"2022-08-25T13:47:52","slug":"sulla-vita-teologia-e-cultura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/sulla-vita-teologia-e-cultura\/","title":{"rendered":"Sulla vita. Teologia e cultura"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/PontificiaAccademiaVita.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-17118\" alt=\"PontificiaAccademiaVita\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/PontificiaAccademiaVita.jpg\" width=\"295\" height=\"171\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nella bella intervista che Fabrizio Mastrofini ha realizzato con Maurizio Chiodi per Settimana news, emerge un modo di impostare la teologia morale che \u00e8 capace di uscire dalle secche di una concezione in cui massimalismo e astrattezza impediscono alla teologia di dialogare veramente tra l\u2019esperienza degli uomini e la Parola di Dio (Gaudium et spes 46). Al di l\u00e0 dei singoli temi attraverso cui passa l\u2019intervista, mi interessa mettere in luce alcuni snodi che vanno al di l\u00e0 della teologia morale e riguardano il modo stesso di intendere il lavoro teologico nel contesto attuale.<\/p>\n<p>a) L\u2019ossessione della infallibilit\u00e0<br \/>\nA partire dalla sua formulazione nel concilio Vaticano I, non vi \u00e8 dubbio che la domanda di infallibilit\u00e0 ad ogni proposizione della dottrina cristiana \u00e8 una forma esagerata di pensiero e di identit\u00e0 ecclesiale, tanto pi\u00f9 che la differenza tra fede e costumi \u00e8 sempre stato un criterio di discernimento necessario. E qui si innesta la prima questione. Se \u00e8 vero che anche nelle concezioni della fede sono entrate categorie culturali che meritano attenzione, certamente la dottrina sui costumi risente originariamente di un condizionamento culturale che contribuisce ad istituirla, ma anche ne segna il limite. Il modo di pensare Non uccidere e il modo di pensare Non commettere adulterio non \u00e8 mai puro, ma \u00e8 segnato costitutivamente da una cultura del vivere e del morire, dell\u2019unirsi e del generare. Noi dobbiamo essere assolutamente chiari nel dire che la Parola definitiva di Dio entra in contatto con dimensioni del tutto non definitive. Per questo la pretesa di definitivit\u00e0 su proposizioni di carattere morale sconta l\u2019ingenuit\u00e0 di nascondere, coprire, occultare lo strato culturale di cui le proposizioni stesse sono costituite.<\/p>\n<p>b) La natura non salva<br \/>\nDel tutto esemplare di questo procedimento \u00e8 uno dei passi pi\u00f9 contestati di Humanae vitae, dove l\u2019esercizio della paternit\u00e0 responsabile viene ristretto all\u2019uso dei cosiddetti metodi naturali. Sembra interessante che l\u2019uomo che genera possa essere salvato nelle sue azioni solo nella misura in cui resta animale, segnato da ritmi naturali e determinato da questa struttura che non ha scelto. E sembra questo l\u2019elemento decisivo: che l\u2019uomo che genera non scelga. Qui si fa ricorso ad una strana antropologia, che improvvisamente, di fronte al generare, dimentica che l\u2019uomo \u00e8 s\u00ec animale, ma dotato di parola e di mani. La parola e le mani istituiscono nell\u2019uomo, anche quando genera, una esperienza culturale. Per questo \u00e8 difficile giustificare sul piano morale la differenza tra metodi naturali e metodi artificiali.<\/p>\n<p>c) Il lavoro teologico<br \/>\nUna buona parte del sapere morale sulla vita (bioetica) negli ultimi decenni \u00e8 stato preoccupato di stabilire norme definitive, di identificare atti \u201cintrinsecamente malvagi\u201d. Questo obiettivo, chiarissimo in Veritatis splendor (1993), si realizza mediante due passaggi:<br \/>\n&#8211; rende superflue tutte le circostanze, cio\u00e8 la storia, gli affetti, le relazioni, le alleanze, gli incontri. Tutto questo \u00e8 inutile, perch\u00e9 l\u2019atto in s\u00e9 malvagio chiude il discorso prima ancora che lo si possa aprire.<br \/>\n&#8211; Per questo la medesima impostazione non pu\u00f2 sopportare un dibattito teologico, proprio a causa del fatto che la verit\u00e0 risplende in modo tale che o la riconosci, o taci.<br \/>\nQuesto stile della bioetica si inserisce in quel movimento che a partire dagli anni Ottanta ha costruito un vero e proprio dispositivo di blocco in aperta contraddizione con le intenzioni migliori del concilio Vaticano II. Per questo, come si ricorda bene all\u2019inizio dell\u2019intervista, la impossibilit\u00e0 di fare teologia partendo da un no (secondo la simpatica espressione usata da papa Francesco) rende necessario un modo di parlare della vita da parte della Chiesa che non cominci dalla formula troppo facile \u201cdifendere la vita\u201d.<br \/>\nQuesto implica un nuovo rapporto tra magistero e teologia, in cui l\u2019autorevolezza del primo sappia arricchirsi della ricerca del secondo, perch\u00e9 il sensus fidei del popolo di Dio non venga disatteso proprio dalle premesse distorte di un magistero troppo sicuro di s\u00e9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella bella intervista che Fabrizio Mastrofini ha realizzato con Maurizio Chiodi per Settimana news, emerge un modo di impostare la teologia morale che \u00e8 capace di uscire dalle secche di una concezione in cui massimalismo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18089"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18089"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18089\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18091,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18089\/revisions\/18091"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18089"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18089"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18089"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}