{"id":18086,"date":"2022-08-07T11:15:07","date_gmt":"2022-08-07T09:15:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18086"},"modified":"2022-08-07T16:00:29","modified_gmt":"2022-08-07T14:00:29","slug":"preservativi-sessuali-e-preservazioni-ecclesiali-la-questione-sistematica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/preservativi-sessuali-e-preservazioni-ecclesiali-la-questione-sistematica\/","title":{"rendered":"PRESERVATIVI SESSUALI E PRESERVAZIONI ECCLESIALI La questione sistematica"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/VaticanoI.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15707\" alt=\"VaticanoI\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/VaticanoI-300x199.jpg\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/VaticanoI-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/VaticanoI.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Una singolare analogia permette di scoprire come, attorno alla questione degli anticoncezionali, la dottrina cattolica del matrimonio e della sessualit\u00e0 abbia sub\u00ecto una trasformazione e una polarizzazione del tutto in contrasto con quasi due millenni di storia. Potremmo dire che, di fronte alle nuove sfide che il XIX e XX secolo proponevano alla Chiesa, la Chiesa abbia reagito accettando una polarizzazione e una semplificazione della dottrina matrimoniale e sessuale che ha quasi sfigurato la sua tradizione. In particolare, le parole d\u2019ordine che hanno guidato la reazione, prima alla fine dell\u2019Ottocento e poi nella prima met\u00e0 del Novecento, hanno introdotto un modo di guardare alla realt\u00e0 che ha creato una assoluta distanza tra Dio e uomo. In realt\u00e0 questa lettura \u00e8 stata guidata da un\u2019urgenza che non \u00e8 teologica ma politico-ecclesiastica, ossia dal bisogno di una difesa ad oltranza dell\u2019autorit\u00e0 ecclesiastica su matrimonio e sessualit\u00e0. In questo modo una teologia schiettamente ecclesiastica, e quindi preoccupata di operare sul piano della autorevolezza e del potere, ha largamente dimenticato la ricchezza di pensiero con cui la tradizione ha pensato questi temi.<\/p>\n<p>Origine remota (Tametsi 1563)<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che accade tra Ottocento e Novecento trova la sua premessa nella grande svolta costituita dal decreto Tametsi, con cui la Chiesa cattolica intende requisire in s\u00e9 tutta l\u2019esperienza matrimoniale e sessuale. \u00c8 interessante che la parola che d\u00e0 titolo al decreto \u2013 \u201ctametsi\u201d- segnali che i Padri tridentini erano consapevoli dell\u2019azzardo che proponevano, ossia del superamento di tutte le forme di matrimonio irregolare o clandestino che sempre erano state riconosciute come valide. In quel \u201ctametsi\u201d c\u2019\u00e8 il segno di una svolta istituzionale che introduce una competenza totalizzante in capo alla Chiesa, primo tra gli stati moderni a burocratizzare il rapporto con matrimonio e sessualit\u00e0. Ci\u00f2 che accade 50 anni dopo nel Rituale del 1614 \u00e8 sorprendente: mentre prima il consenso restava sullo sfondo e l\u2019atto ecclesiale era la benedizione, ora il centro del rito del matrimonio \u00e8 il consenso e la benedizione diventa marginale. Questa \u00e8 la premessa di una autocoscienza ecclesiale che ritiene di avere in s\u00e9 le competenze su tutti i livelli di esperienza matrimoniale e sessuale. Si noti che \u00e8 una cosa del tutto nuova, che comincia 1500 anni dopo la nascita della Chiesa.<\/p>\n<p>Crisi tardo-moderna<\/p>\n<p>Col sorgere degli stati liberali nasce anzitutto una nuova competenza sull\u2019unione tra i coniugi. La prima reazione della Chiesa \u00e8 negare ogni competenza diversa dalla propria. Dal punto di vista sistematico, per\u00f2, \u00e8 interessante vedere quali argomenti si utilizzano per giustificare questa negazione. Colpisce molto il fatto che si dica che \u00e8 Dio che unisce i coniugi e non l\u2019uomo. In questo modo viene spostato sul piano teologico lo scontro tra Chiesa e Stato: la Chiesa custodisce il primato di Dio, mentre lo Stato tenta di imporre il primato dell\u2019uomo. Lo stesso avviene qualche decennio dopo, ai primi del Novecento, sul piano della generazione: \u00e8 Dio che fa nascere i bambini, non l\u2019uomo, perci\u00f2 ogni metodo anticoncezionale \u00e8 negazione di Dio e affermazione dell\u2019egoismo umano. Questo modo di argomentare non si trova mai nella tradizione precedente ed \u00e8 il frutto di una pressione culturale e contingente in cui la Chiesa cattolica perde la ricchezza della tradizione. Se c\u2019\u00e8 una cosa chiara nella tradizione precedente \u00e8 che le logiche di unione e di generazione non sono mai n\u00e9 del tutto divine n\u00e9 del tutto umane. Spaccare in due la realt\u00e0 \u00e8 molto utile per far fronte alle difficolt\u00e0, ma non \u00e8 un grande esercizio di intelligenza e di prudenza. Questo modo di ragionare continua fino ad oggi e se ne pu\u00f2 leggere il documento insieme tragico e comico di quel teologo americano, se teologo vogliamo chiamarlo, che dice che la contraccezione \u00e8 pi\u00f9 grave dell\u2019aborto: infatti, mentre il secondo sopprime il frutto di generazione voluto da Dio e da Dio realizzato, la prima osa sottrarre a Dio la possibilit\u00e0 stessa di generare. I sofismi antimodernisti che attraversano questa regione del sapere teologico sono pericolosissimi.<\/p>\n<p>Il dibattito attuale<\/p>\n<p>Troviamo dunque una serie di posizioni ufficiali che costellano l\u2019ultimo secolo e nelle quali la contraccezione o paternit\u00e0\/maternit\u00e0 responsabile viene spesso ricondotta a questi argomenti minori e fragili. Il punto di vista sistematico chiede nuova coerenza tra comprensione del fenomeno e risposta teologica. Per prendere questa strada \u00e8 importante recuperare la grande tradizione su matrimonio e sessualit\u00e0, che \u00e8 stata molto pi\u00f9 libera e audace di quanto pensiamo, se proviamo a leggerla senza gli occhiali del decreto Tametsi. In sostanza, si tratta di riconciliare in modo articolato i tre livelli che la teologia sistematica scolastica ha identificato nella generazione: essere generati per la natura, essere generati per la citt\u00e0 e essere generati per la Chiesa sono tre esperienze che non si lasciano unificare in un sol punto. Ed \u00e8 curioso che, nella nota argomentazione con cui Paolo VI ha strutturato Humanae vitae, la dimensione ecclesiale pu\u00f2 trovare una piccola via d\u2019uscita dal proprio imbarazzo solo nei \u201cmetodi naturali\u201d, come se l\u2019esperienza civile, con la sua creativit\u00e0 e la sua autonomia, fosse semplicemente una deriva sospetta e pericolosa del generare. Un modello di uomo naturalizzato e quindi privato di quelle caratteristiche di parola, di coscienza e di manualit\u00e0 che lo rendono unico, viene utilizzato per uscire dalla crisi. Ma anche qui, come ha sottolineato Peter H\u00fcnermann, una teologia del matrimonio semplificata implica una lettura dell\u2019uomo troppo stilizzata e senza vera soggettivit\u00e0. Nella discussione attuale sulla contraccezione non \u00e8 in gioco un mutamento della dottrina, ma una migliore fedelt\u00e0 alla relazione complessa che nel generare stringe in un solo nodo l\u2019azione di Dio e l\u2019azione dell\u2019uomo. Rispettare il nodo, anzich\u00e9 tagliarlo o scioglierlo, \u00e8 il compito di questa fase della migliore teologia sistematica cattolica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una singolare analogia permette di scoprire come, attorno alla questione degli anticoncezionali, la dottrina cattolica del matrimonio e della sessualit\u00e0 abbia sub\u00ecto una trasformazione e una polarizzazione del tutto in contrasto con quasi due millenni&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18086"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18086"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18086\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18088,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18086\/revisions\/18088"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18086"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18086"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18086"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}