{"id":18051,"date":"2022-07-25T17:33:37","date_gmt":"2022-07-25T15:33:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=18051"},"modified":"2022-07-25T17:33:37","modified_gmt":"2022-07-25T15:33:37","slug":"nuova-chiarezza-da-desiderio-desideravi-10-proposizioni-sulla-riforma-necessaria-ma-non-sufficiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/nuova-chiarezza-da-desiderio-desideravi-10-proposizioni-sulla-riforma-necessaria-ma-non-sufficiente\/","title":{"rendered":"Nuova chiarezza da &#8220;Desiderio desideravi&#8221;:  10 proposizioni sulla riforma necessaria, ma non sufficiente"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/messale-romano-iii-edizione.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-16442\" alt=\"messale-romano-iii-edizione\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/messale-romano-iii-edizione-300x300.jpg\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/messale-romano-iii-edizione-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/messale-romano-iii-edizione-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/messale-romano-iii-edizione-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/messale-romano-iii-edizione.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000\">\u201c<span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\">N<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\">on possiamo tornare a quella forma rituale che i Padri conciliari,\u00a0<\/span><\/span><\/span><i><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\">cum Petro<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\">\u00a0<\/span><\/i><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\">e\u00a0<\/span><\/span><\/span><i><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\">sub Petro<\/span><\/span><\/span><\/i><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\">, hanno sentito la necessit\u00e0 di riformare, approvando, sotto la guida dello Spirito e secondo la loro coscienza di pastori, i principi da cui \u00e8 nata la riforma\u201d <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\">(<\/span><\/span><\/span><i><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\">Desiderio Desideravi<\/span><\/span><\/span><\/i><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\">, 61)<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: Tahoma, Verdana, Segoe, sans-serif\"><span style=\"font-size: xx-small\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da tempo era necessario che una voce autorevole dicesse una parola chiara a proposito di un equivoco che il secolo XX ha creato intorno alla \u201cquestione liturgica\u201d. Ci\u00f2 che leggiamo in DD corrisponde bene a quanto era desiderabile ascoltare da alcuni decenni. Provo a presentarne qui la logica un una serie di 10 proposizioni, perch\u00e9 appaia a tutto tondo non solo il merito del testo, ma anche le conseguenze teologiche e astorali delle sue affermazioni:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1. La questione liturgica \u00e8 sorta all\u2019inizio del XIX secolo, quasi 200 anni fa. Da allora, nelle parole profetiche di A. Rosmini in Italia e di P. Gu\u00e9ranger in Francia si \u00e8 manifestata la consapevolezza che la liturgia conosceva una crisi profonda, dalla quale occorreva uscire con nuove evidenze, nuove forme di vita, nuove pratiche. La crisi \u00e8 riconosciuta negli anni 30 dell\u2019800: non \u00e8 quindi il frutto n\u00e9 del Vaticano II n\u00e9 del 68!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2. La nascita ufficiale del Movimento Liturgico \u00e8 avvenuta, ai primi del XX secolo, proprio con questo duplice intento: la riscoperta della tradizione liturgica e il reinserimento della liturgia come \u201cfonte\u201d di vita cristiana e della esperienza spirituale. Fondamentale \u00e8 stata la I guerra mondiale, che apriva una domanda nuova di interesse e di studio verso le pratiche rituali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3. Almeno fino agli anni 50 del \u2018900 la \u201cformazione liturgica\u201d \u00e8 stata il centro della attenzione, rispetto ad un ruolo della \u201criforma\u201d, in partenza piuttosto secondario, che per\u00f2 ha preso vigore in modo forte con le decisioni di Pio XII successive alla II guerra mondiale. Da allora la riflessione sulla \u201criforma\u201d ha preso il sopravvento, grazie al Vaticano II e al lungo e dettagliato lavoro post-conciliare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>4. Questo passaggio, che potremmo definire \u201cdal primato della formazione al primato della riforma\u201d, \u00e8 stato necessario e direi quasi fisiologico. Ma altrettanto naturalmente \u00e8 accaduto che, dopo circa 40 anni di lavoro quasi totalmente volto alla realizzazione dei nuovi riti, nel periodo dal 1948 al 1988, tornasse a galla la questione pi\u00f9 antica, ossia quella della formazione. Proprio su questa soglia finale del 1988 si sono collocati tre eventi simbolici di una trasformazione imprevedibile: la commemorazione dei 25 anni di SC (<i>Vigesimus quintus annus<\/i>), il primo rito inculturato (<i>Messale romano per le diocesi dello Zaire<\/i>) e lo scisma lefebvriano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>5. A partire da allora la questione liturgica aveva assunto sempre pi\u00f9 la forma di una \u201cprogressiva attenuazione\u201d della necessit\u00e0 della riforma. Alla domanda sulla \u201cnecessit\u00e0 della riforma liturgica\u201d il magistero ha dato risposte differenziate, ma segnate da sempre maggiore cautela e ritrosia. Mentre si ribadiva formalmente la necessit\u00e0 della riforma, contemporaneamente la si rendeva sostanzialmente aggirabile, dispensabile, evitabile, scavalcabile, quasi a difesa della \u201clibert\u00e0\u201d di celebrare come se non vi fosse stato alcun Vaticano II.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>6. Per pi\u00f9 di 30 anni, rincuorati nel 2007 dal tenore del MP <i>Summorum Pontificum<\/i>, un certo numero di cattolici si sono (o sono stati) convinti della non necessit\u00e0 della riforma: in effetti quando un documento ufficiale asserisce che tutti i riti precedenti alla riforma possono essere usati anche dopo di essa, di fatto esso ridimensiona la portata e la evidenza di questa scelta conciliare. Permette di pensarsi cattolici indipendentemente dal Vaticano II e dalle sue conseguenze. Cos\u00ec si garantiva dall\u2019alto una immunizzazione del cattolicesimo dal Vaticano II, che ha preso forme pesanti in diverse nazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>7. Ma, nonostante le apparenze, non \u00e8 questo l\u2019attacco pi\u00f9 insidioso alla riforma liturgica. La riforma soffre molto di pi\u00f9 non per la negazione sfrontata della sua necessit\u00e0, ma per il fatto di essere giudicata \u201csufficiente\u201d. In questo modo, infatti, si introduce una cesura nei confronti del movimento liturgico, che sapeva bene come, pur onorando il compito di riforma, il vero fine fosse la \u201cformazione del popolo alla actuos participatio\u201d. Con lucidit\u00e0 R. Guardini lo ha scritto dal 1918 al 1964: si tratta di \u201creimparare l\u2019atto di culto\u201d: questo sarebbe stato il vero scopo della riforma liturgica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>8. Cos\u00ec, accanto all\u2019attacco alla riforma mediato dalla contestazione della sua necessit\u00e0, vi \u00e8 stato un altro attacco, molto meno evidente, ma molto pi\u00f9 insidioso, che \u00e8 consistito nel ritenere, ingenuamente o colpevolmente, che la riforma fosse sufficiente, in quanto tale, a risolvere la questione liturgica. Il primo attacco \u00e8 venuto dai tradizionalisti (che avrebbero voluto negarne la necessit\u00e0), mentre il secondo \u00e8 venuto dai burocrati e dai funzionari (che si sono illusi e hanno illuso gli altri circa la sua sufficienza). D\u2019altra parte la riforma \u00e8 \u201catto centrale\u201d controllabile, mentre la formazione da aggiungere ad essa \u00e8 \u201catto decentrato\u201d e molto pi\u00f9 contingente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>9. Con <i>Desiderio desideravi<\/i> diventa chiaro che questo equivoco viene totalmente rimosso. Non si cade pi\u00f9 nella trappola per cui la fatica e la lentezza della formazione diventa l\u2019alibi per contestare la necessit\u00e0 della riforma. Con piena coscienza, e con grande lucidit\u00e0, per DD l\u2019unica <i>lex orandi<\/i> vigente diventa \u201ctesto e contesto normativo\u201d per sviluppare la \u201cvia sperimentale\u201d mediante cui l\u2019azione rituale d\u00e0 forma al soggetto ecclesiale. La riforma, con tutta la sua necessit\u00e0, resta insufficiente se non diventa pratica rituale nuova, condivisa da tutto il popolo. La contingenza di questo passaggio esige una cura particolare, che non \u00e8 solo \u201capologetica della riforma\u201d, ma \u201ccontingente esperienza rituale\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>10. Se il dibattito uscir\u00e0 dalle secche della disputa sulla \u201cnecessit\u00e0 della riforma\u201d e permetter\u00e0 una seria considerazione della sua \u201cinsufficienza\u201d formativa, i nuovi riti potranno diventare mediazione linguistica della carne e sangue di Cristo e della Chiesa, cosa che potr\u00e0 avvenire solo mediante una formazione liturgica alla partecipazione attiva di tutto il popolo di Dio nel contesto di una azione rituale riconosciuta come linguaggio comune, senza deleghe clericali a terzi. La prospettiva di SC si rispecchia ora in DD, ma con la nuova consapevolezza di una riforma riconosciuta ormai come necessaria e irreversibile, e tuttavia giudicata anche \u201cnon sufficiente\u201d rispetto al compito primario della liturgia di costituire il \u201cfons\u201d e il \u201cculmen\u201d di tutta la azione della Chiesa. Una nuova liturgia che non riuscisse a diventare \u201cfons comune\u201d di tutta la Chiesa finirebbe prima o poi per veder messa in questione di nuovo la sua stessa necessit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \u201cNon possiamo tornare a quella forma rituale che i Padri conciliari,\u00a0cum Petro\u00a0e\u00a0sub Petro, hanno sentito la necessit\u00e0 di riformare, approvando, sotto la guida dello Spirito e secondo la loro coscienza di pastori, i principi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18051"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18051"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18051\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18054,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18051\/revisions\/18054"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18051"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18051"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18051"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}