{"id":17973,"date":"2022-07-12T16:31:38","date_gmt":"2022-07-12T14:31:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17973"},"modified":"2022-07-13T07:17:32","modified_gmt":"2022-07-13T05:17:32","slug":"castita-morale-e-istituzioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/castita-morale-e-istituzioni\/","title":{"rendered":"Castit\u00e0, morale e istituzioni. In dialogo con Aristide Fumagalli"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/sposalizio.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-17874\" alt=\"sposalizio\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/sposalizio.jpg\" width=\"258\" height=\"195\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">In un articolo di Aristide Fumagalli, pubblicato domenica 10 luglio su <i>Avvenire<\/i>, dal titolo <i>La castit\u00e0, bavaglio dell\u2019amore o aiuto spirituale oltre l\u2019egoismo?<\/i>, il moralista milanese ritorna sul tema della castit\u00e0 prematrimoniale, intorno alla quale si \u00e8 sviluppato un certo dibattito nelle ultime settimane, in seguito alla pubblicazione degli <i>Itinerari catecumenali per la vita matrimoniale<\/i>.<\/p>\n<p align=\"justify\">All\u2019inizio del suo testo Fumagalli chiarisce bene l\u2019equivocit\u00e0 con cui si confonde molto frequentemente la virt\u00f9 di castit\u00e0 con il voto di castit\u00e0. La prima riguarda tutti i battezzati, mentre la seconda riguarda la vita degli ordini religiosi e, in una certa misura, anche quella dei ministri ordinati (con l\u2019eccezione dei diaconi permanenti sposati).<\/p>\n<p align=\"justify\">Oltre a questa importante distinzione Fumagalli sottolinea efficacemente che l\u2019insegnamento della Chiesa sull\u2019amore di Cristo riguardante la sessualit\u00e0 pu\u00f2 essere certo approvato o contestato, ma deve essere compreso nella sua verit\u00e0. E su questo piano l\u2019errore pi\u00f9 grande \u00e8 proprio l\u2019identificare la castit\u00e0 con la continenza, finendo cos\u00ec per leggere la castit\u00e0 solo come una serie di divieti. La castit\u00e0 invece dev\u2019essere presentata come alleata dell\u2019amore, non come sua negazione.<\/p>\n<p align=\"justify\">All\u2019analisi proposta da Fumagalli vorrei aggiungere un elemento che per lo pi\u00f9 sfugge alla prospettiva morale, ma che \u00e8 decisivo per comprendere lo sviluppo storico delle forme della vita casta, che non procedono solo da evidenze di carattere morale, ma anche da assetti istituzionali che mediano tra vita naturale, vita civile e vita di fede. Consideriamo una serie di casi molto interessanti:<\/p>\n<p align=\"justify\">a) <i>la polluzione notturna<\/i>. Una lunga tradizione teologica si \u00e8 posta il problema di quelle infrazioni della continenza dei religiosi che si realizzano nei casi di eiaculazione durante il sonno. In quale misura queste \u201cazioni disordinate\u201d possono essere ricondotte alla colpa del soggetto o discendono semplicemente dalla \u201cabundantia seminis\u201d che la natura, in quanto tale, assicura a tutti gli uomini? Qui \u00e8 evidente che le logiche dell\u2019inconscio non si lasciano totalmente comandare da una disposizione istituzionale e che la demonizzazione della masturbazione cosciente si riflette in una potenza naturale che non pu\u00f2 essere totalmente dominata. Al punto che il controllo appare molto pi\u00f9 egoistico e autoreferenziale che non la accettazione di una dimensione naturale insuperabile anche nel monaco o nel frate.<\/p>\n<p align=\"justify\">b) <i>stati di vita e istituzioni<\/i>. Come abbiamo visto all\u2019inizio, la vita casta che riguarda ogni battezzato ha assunto forme storiche differenti che interpretano in modo diversificato l\u2019essere uomini e donne sessuati in Cristo. Vita monastica e vita religiosa hanno assunto il voto di castit\u00e0 come regola delle comunit\u00e0 maschili e femminili. Diverso \u00e8 lo sviluppo per il ministero ordinato, che ha elaborato la vita celibataria in modo non univoco e con grandi differenze. Un prete pu\u00f2 essere concepito come colui che vive nel celibato la continenza monastica, ma anche come un uomo sposato che vive la castit\u00e0 coniugale. Tutti i battezzati che non abbracciano n\u00e9 la vita religiosa, n\u00e9 il ministero ordinato, n\u00e9 il matrimonio sono chiamati a quella virt\u00f9 di castit\u00e0 che resta spesso indeterminata e ridotta a semplice logica negativa. Spesso non si riflette abbastanza sul fatto che coloro che si avviano a sposarsi rientrano precisamente in questa categoria.<\/p>\n<p align=\"justify\">c) <i>castit\u00e0 prematrimoniale<\/i>. Questa locuzione esige una chiara comprensione di carattere storico, poich\u00e9 nella accezione con cui la usiamo oggi dipende da due fatti storici decisivi che hanno cambiato la storia del matrimonio e la storia della castit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il<em> primo fatto<\/em> \u00e8 il famoso decreto <i>Tametsi<\/i>, con cui il concilio di Trento nel 1563 assume ogni competenza sul matrimonio, spostando il consenso al centro del rito del sacramento e superando cos\u00ec quei matrimoni clandestini che pure non vuole negare nella loro validit\u00e0. A partire da quella data \u00e8 possibile parlare di rapporti prematrimoniali, perch\u00e9 la Chiesa ha assunto la piena competenza giuridica anche sul contratto. Fino ad allora, invece, i matrimoni clandestini, che potevano essere chiamati anche matrimoni naturali, concepivano rapporti sessuali tra soggetti liberi che venivano riconosciuti come matrimoni legittimi. La prima cosa che notiamo dunque \u00e8 che per 1500 anni non si poteva parlare tecnicamente di rapporti prematrimoniali, perch\u00e9 la Chiesa si limitava a benedire un contratto di matrimonio che la natura e la cultura avevano gi\u00e0 realizzato.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma c\u2019\u00e8 un <em>secondo punto<\/em> che deve essere riconosciuto, ossia la trasformazione del soggetto battezzato femminile e l\u2019entrata della donna nello spazio pubblico. Il sistema creato dal concilio di Trento interpreta quasi solo la castit\u00e0 femminile, non quella maschile: nel matrimonio un solo anello viene benedetto, quello che l\u2019uomo mette alla donna. Nella benedizione \u00e8 la sposa ad essere benedetta, perch\u00e9 sia feconda e fedele. Il nuovo Rito del 1969 concepisce lo scambio degli anelli e la benedizione degli sposi. Questo cambia il modo di pensare anche la castit\u00e0 coniugale, che trova nella espressione sessuale non soltanto lo strumento della generazione, ma l\u2019esperienza pi\u00f9 radicale di comunione tra i coniugi.<\/p>\n<p align=\"justify\">d) <i>amore, egoismo e individualismo<\/i>. La fine della soluzione tridentina, che prevedeva la rivendicazione da parte della Chiesa di ogni competenza sul matrimonio, e la nuova soggettivit\u00e0 femminile nel mondo, nella Chiesa e nella famiglia cambia la interpretazione della castit\u00e0, uscendo dalla identificazione di istituzionale con comunione e di individuale con egoistico. Troppo facilmente restiamo vittime dell\u2019idea tridentina secondo cui \u00e8 l\u2019autorit\u00e0 della Chiesa a porre la legittimit\u00e0 del matrimonio. Come \u00e8 evidente, non si tratta di dire cose nuove, ma di riprendere cose antiche in una nuova prospettiva. La dignit\u00e0 originaria di ogni uomo e di ogni donna pu\u00f2 accedere alla vita casta in Cristo non solo per percorsi istituzionali. Per questo la castit\u00e0 prematrimoniale non deve essere identificata con la continenza. Una variabile istituzionale nel modo di concepire il matrimonio, recuperandone logiche naturali e civili senza pretendere di assorbirle sul piano ecclesiale, modifica anche il giudizio su che cosa \u00e8 davvero dono e apertura e su che cosa \u00e8 egoismo e chiusura. Non vorrei che quando si discute di questi temi delicati si dimenticasse quella fondamentale acquisizione proposta da Charles Taylor quando ricorda che individualismo non \u00e8 solo il nome di un vizio, ma anche di una grande virt\u00f9, grazie alla quale si passa dalla societ\u00e0 dell\u2019onore alla societ\u00e0 della dignit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In un articolo di Aristide Fumagalli, pubblicato domenica 10 luglio su Avvenire, dal titolo La castit\u00e0, bavaglio dell\u2019amore o aiuto spirituale oltre l\u2019egoismo?, il moralista milanese ritorna sul tema della castit\u00e0 prematrimoniale, intorno alla quale&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17973"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17973"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17973\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17978,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17973\/revisions\/17978"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17973"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17973"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17973"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}