{"id":17926,"date":"2022-06-26T09:02:34","date_gmt":"2022-06-26T07:02:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17926"},"modified":"2022-06-26T09:04:53","modified_gmt":"2022-06-26T07:04:53","slug":"benedizione-di-coppie-omosessuali-e-bene-comune-le-ragioni-di-una-antica-sapienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/benedizione-di-coppie-omosessuali-e-bene-comune-le-ragioni-di-una-antica-sapienza\/","title":{"rendered":"Benedizione di coppie omosessuali e bene comune: le ragioni di una antica sapienza"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/fedi-nuziali.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-14559\" alt=\"fedi nuziali\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/fedi-nuziali-300x199.jpg\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/fedi-nuziali-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/fedi-nuziali.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"left\">E\u2019 legittimo chiedersi se la \u201ccomunione di vita e di amore\u201d possa essere una vocazione che riguarda anche la relazione tra soggetti dello stesso sesso. Se fosse questo il caso, non sarebbe possibile benedire le persone ed anche la loro relazione d\u2019amore, per quanto essa non possa essere naturalmente aperta alla generazione biologica (ma senza escludere una generazione spirituale, pedagogica e relazionale)? Questo \u00e8 un orizzonte che oggi possiamo considerare in modo nuovo. Se la fedelt\u00e0 alla relazione e la indissolubilit\u00e0 del legame non creano problemi, diverso \u00e8 il caso per la fecondit\u00e0, il cui bene pu\u00f2 essere riferito ad una coppia omosessuale solo se si esce dalla sfera strettamente riproduttiva, e si considera invece la omoaffettivit\u00e0 come una sfera non estranea alla generativit\u00e0 e alla fecondit\u00e0 pedagogica e sociale, esistenziale e relazionale.<\/p>\n<p align=\"left\">Queste considerazioni generali, che pure possono essere condivise, poco aiutano a risolvere la questione della benedizione, sul cui \u201cdivieto\u201d, rispetto alle coppie omosessuali (ma anche alle coppie eterosessuali irregolari), la argomentazione del recente \u201cResponsum\u201d<sup><a href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a><\/sup> risulta contorta e non appare lineare:<\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0a) <em>Sacramento e sacramentale non sono identici<\/em><\/p>\n<p align=\"left\">La benedizione assimilerebbe la unione omosessuale ad un sacramento, essendo la somiglianza al sacramento la logica dei sacramentali. Ma questa censura si basa su un argomento classico, che viene usato in modo capovolto:<i> il sacramentale \u00e8 simile ad un sacramento, ma non \u00e8 un sacramento<\/i>. Perci\u00f2 si censura una somiglianza imputandole di indurre a ritenere che ci\u00f2 che \u00e8 simile sia identico al sacramento. La somiglianza, infatti, nella sua radice teologica pi\u00f9 radicale, non implica una identit\u00e0, anche se impone una non-estraneit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0b)<em> Benedizione di cose e persone, non di &#8220;valori&#8221;<\/em><\/p>\n<p align=\"left\">Sarebbe possibile benedire il singolo soggetto, ma non la unione: essendo la unione considerata un peccato, se ne deduce che il peccato non possa essere mai benedetto. Anche in questo caso, tuttavia, se vi \u00e8 una dimensione che non permette di parlare di matrimonio, ma solo di \u201cconiugio\u201d<sup><a href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a><\/sup> per la coppia omosessuale, questo non significa che la relazione omosessuale non sia priva di beni da benedire. La riduzione della identit\u00e0 omoaffettiva a \u201cdisordine\u201d, come strategia dottrinale che pretende di desumere la intrinseca malvagit\u00e0 della relazione omoaffettiva, sulla base della \u201cmancanza di alterit\u00e0 costitutiva\u201d, che renderebbe la relazione una \u201cnon-relazione\u201d, procede da un assunto \u201ca priori\u201d in cui si confonde il dato rivelato con il pregiudizio<sup><a href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a><\/sup>. Si possono benedire non solo le persone con identit\u00e0 omoaffettiva, ma anche le relazioni omoaffettive nella misura in cui sono, contro il pregiudizio avverso, esperienze di alterit\u00e0, di comunione di vita, di fedelt\u00e0 e di servizio. Una teoria generale della omoaffettivit\u00e0 come \u201cautocompiacimento\u201d \u2013 cos\u00ec come si desume dal testo di <i>Homosexualitatis Problema<\/i> (1986) \u2013 non pu\u00f2 aspirare ad alcun primato nel giudizio sulla realt\u00e0. Il magistero deve essere riconosciuto autorevole non in quanto parla, ma in quanto resta al servizio della correlazione inesauribile di Parola di Dio ed esperienza degli uomini e delle donne (GS 46).<\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0c) <em>Benedizione e &#8220;sostanza&#8221; del legame<\/em><\/p>\n<p align=\"left\">Emerge una curiosa contraddizione: <i>da un lato la benedizione nuziale non farebbe parte della \u201csostanza\u201d del sacramento del matrimonio, fondato sul vincolo che scaturisce dal consenso di soggetti legittimi, ma pu\u00f2 essere invece utilizzata \u201cin positivo\u201d, per escludere una lettura ecclesiale della unione omosessuale<\/i>. Una benedizione di una coppia che non genera figli, ma che genera amicizia, accoglienza, gioia, speranza ed eventualmente adozione, come pu\u00f2 essere esclusa dalla logica del benedire ecclesiale? Se vive la comunione di vita e di amore, la fedelt\u00e0 e il legame stabile, come pu\u00f2 non essere riconosciuta un bene non solo possibile, ma gi\u00e0 reale? Per quale singolare alleanza tra pregiudizio e ipocrisia si pu\u00f2 svalutare la benedizione fino alla irrilevanza, nella ordinaria amministrazione ecclesiale, salvo poi farla diventare una \u201csovrana epifania sacramentale\u201d quando si tratta di negarla, per non offrire precedenti scandalosi (scandalizzati dal pregiudizio) in vista del riconoscimento della realt\u00e0?<\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0Il ricorso, esclusivo per le coppie omosessuali, alla possibilit\u00e0 di \u201cbenedire le singole persone\u201d, ma la esclusione della benedizione del legame tra le persone, mette un velo di censura <em>sulla lunga tradizione che ha benedetto solo l\u2019anello della sposa dopo il consenso e solo la sposa nella unione<\/em>. Questa tradizione benedice solo \u201cuna persona\u201d, in quanto futura madre e moglie. <em>La impossibile benedizione \u00e8 oggi il riflesso indiretto della impossibile generazione<\/em>. Ed \u00e8 la forma pi\u00f9 implicita, ma pi\u00f9 pesante, di identificazione della unione legittima solo ed esclusivamente con la unione che genera. Tuttavia la decadenza obiettiva e salutare di una teologia del matrimonio tutta concentrata sul \u201cbonum prolis\u201d, senza nulla togliere al valore comunitario e personale della generazione, rende possibile valorizzare la ipotesi di una benedizione delle \u201cpersone omosessuali\u201d, considerate nel loro legame di fedelt\u00e0, di comunit\u00e0 di vita e di stabilit\u00e0 di rapporto, che non si pu\u00f2 trascurare n\u00e9 come bene personale, n\u00e9 come bene comunitario. <em>Le persone, che si legano stabilmente, nella loro concretezza, sono il bene da benedire<\/em>. Che in una unione omosessuale vi sia anche un bene comune che la Chiesa pu\u00f2\/deve riconoscere, permette di capovolgere l\u2019argomento classico della teologia degli ultimi 50 anni: <em>\u00e8 per il bene comune che possiamo benedire le unioni omosessuali, non solo per il bene dei singoli<\/em>. Una nozione di \u201clegge\u201d che non identifichi il bene pubblico con la societ\u00e0 chiusa emerge come una crescita di tono e di lucidit\u00e0, oggi disponibile alla attenzione del linguaggio ecclesiale. D&#8217;altra parte, la normativa civile ha gi\u00e0 cambiato il rito del matrimonio, trasformando l&#8217;anello della sposa in &#8220;scambio degli anelli&#8221; e la benedizione della sposa in benedizione degli sposi. Perch\u00e9 dovremmo sorprenderci che la normativa sulle unioni omosessuali non incida sul modo ecclesiale di benedire?<\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0Una riflessione radicale sull\u2019oggetto della benedizione nuziale permette di purificare lo sguardo e di raffinare il tatto, di rendere l\u2019orecchio pi\u00f9 sensibile e il naso meno schizzinoso. Per salvare il fenomeno della benedizione nuziale, in tutte le sue applicazioni passate, presenti e future, non \u00e8 possibile farne, allo stesso tempo, un accessorio superfluo o una dichiarazione sostanziale. La benedizione non pu\u00f2 essere un \u201caccidente non necessario\u201d per il matrimonio eterosessuale e una \u201csostanza vietata\u201d per il coniugio omosessuale. Se la teologia gioca con le parole, anche con le migliori intenzioni, si prende gioco della tradizione, la stravolge, la strumentalizza e la tradisce, riducendola ad un piccolo o grande martello, con cui pu\u00f2 colpire il nemico di turno. Ma la tradizione non \u00e8 un martello, bens\u00ec una lampada, che pu\u00f2 illuminare anche il nostro presente e il futuro comune.<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p><a href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a><span style=\"color: #111111\">Cfr. il <\/span><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>Responsum della Congregazione per la Dottrina della Fede ad un dubium circa la benedizione delle unioni di persone dello stesso sesso<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">, del 15.03.2021, che si pu\u00f2 leggere al link<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000080\"><span style=\"text-decoration: underline\"><a href=\"https:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/it\/bollettino\/pubblico\/2021\/03\/15\/0157\/00330.html\"><span style=\"color: #111111\">https:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/it\/bollettino\/pubblico\/2021\/03\/15\/0157\/00330.html<\/span><\/a><\/span><\/span><span style=\"color: #111111\">, accesso 25 maggio <\/span>2022.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p><a href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a>Cfr. C. Scordato, <i>Chiesa cattolica e \u201cconiugio omosessuale\u201d: realt\u00e0 e possibilit\u00e0<\/i>, in A. Grillo \u2013 C. Scordato, <i>Pu\u00f2 una madre non benedire i propri figli? Unioni omoaffettive e fede cattolica<\/i>, Assisi, Cittadella, 2021, 57-84.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p><a href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a>Per una considerazione teologica della questione cfr. A. Grillo, <i>Cattolicesimo e (omo)sessualit\u00e0. Sapienza teologica e benedizione rituale<\/i>, Brescia, Morcelliana, 2022.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 legittimo chiedersi se la \u201ccomunione di vita e di amore\u201d possa essere una vocazione che riguarda anche la relazione tra soggetti dello stesso sesso. 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