{"id":17914,"date":"2022-06-20T09:47:39","date_gmt":"2022-06-20T07:47:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17914"},"modified":"2022-06-20T09:47:39","modified_gmt":"2022-06-20T07:47:39","slug":"della-castita-e-della-sessualita-senza-esagerare-in-dialogo-con-domenico-morrone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/della-castita-e-della-sessualita-senza-esagerare-in-dialogo-con-domenico-morrone\/","title":{"rendered":"Della castit\u00e0 e della sessualit\u00e0, senza esagerare.  In dialogo con Domenico Morrone"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Confessione-donna-stampa-Ottocento1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-13940\" alt=\"Confessione donna (stampa Ottocento)\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Confessione-donna-stampa-Ottocento1-194x300.jpg\" width=\"194\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Confessione-donna-stampa-Ottocento1-194x300.jpg 194w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/Confessione-donna-stampa-Ottocento1.jpg 220w\" sizes=\"(max-width: 194px) 100vw, 194px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le discussioni scaturite intorno agli \u201cItinerari catecumenali\u201d pubblicati dal Dicastero per i Laici si sono concentrate su un punto della tradizione cristiana e cattolica che ha subito, negli ultimi secoli, grandi mutamenti. Si tratta del tema della \u201ccastit\u00e0\u201d, sul quale \u00e8 facile fraintendere molte cose. Anche un articolo come quello di Domenico Morrone (sulla castit\u00e0 contro l\u2019idolo del godimento, che si pu\u00f2 leggere <a href=\"http:\/\/www.settimananews.it\/teologia\/la-castita-idolo-del-godimento\/\">qui<\/a>) mi pare che, pur con giusta intenzione, non contribuisca molto a cogliere le vere questioni in gioco. Nel suo testo, infatti, difende la castit\u00e0, come \u00e8 giusto, ma lo fa con un linguaggio non aggiornato e troppo apologetico. Se si interpreta la castit\u00e0 come \u201clotta contro il godimento come idolo\u201d si viene catturati da una lettura in termini di \u201ccontinenza\u201d che \u00e8 solo una parte della castit\u00e0. Si legge, in fondo, la parte per il tutto e cos\u00ec si rende pi\u00f9 facile il rifiuto del tutto identificato con una parte.<\/p>\n<p><i>L\u2019idolo del godimento e le forme della vita casta<\/i><\/p>\n<p>Ci\u00f2 che Morrone vuol dire, e in questo ha pienamente ragione, \u00e8 che coloro che \u201crifiutano la castit\u00e0\u201d cadono in errore. Questo \u00e8 giusto. Della castit\u00e0 hanno bisogno tutti, perch\u00e9 la sessualit\u00e0 non si identifica con il bene. Il sesso \u00e8 un grande bene, ma non \u00e8 n\u00e9 tutto il bene, n\u00e9 il bene di tutti.<\/p>\n<p>La tradizione si pone la questione di \u201cgestire\u201d l\u2019uso del sesso e lo fa essenzialmente in due modi: rinunziandovi o orientandolo. Nella rinuncia ci sono due vie: quella del \u201cvoto religioso\u201d e quella della \u201clegge ecclesiastica\u201d. Da un lato, infatti, la tradizione del monachesimo maschile e femminile \u201cdona\u201d la propria vita sessuale alla lode e al lavoro, alla preghiera e alla contemplazione, senza mogli, senza mariti e senza figli (ma con fraternit\u00e0, sororit\u00e0 e paternit\u00e0\/maternit\u00e0 spirituale). Dall\u2019altro, la legge ecclesiastica del celibato, pur scaturendo anche da ragioni economiche, ereditarie e di purit\u00e0 rituale, trova la sua evidenza nella condizione \u201ccelibe\u201d del ministro della Chiesa. Come \u00e8 ovvio, una logica puramente \u201clegale\u201d del celibato \u00e8 molto fragile se non si alimenta di ragioni \u201cspirituali\u201d. Imitazione di Cristo e \u201camore indiviso\u201d del Padre sono i luoghi comuni di questa interferenza positiva e problematica tra ministero e vita quotidiana. L\u2019altro versante della castit\u00e0 \u00e8 quello che non rinuncia all\u2019esercizio della sessualit\u00e0, ma lo sottopone al \u201cregime matrimoniale\u201d, anzitutto ordinandolo alla generazione. L\u2019esercizio della sessualit\u00e0 \u00e8 giustificato dal suo \u201cfine fecondo\u201d, che \u00e8 apertura all\u2019altro (come figlio).<\/p>\n<p>Tutte e tre queste linee (del voto religioso, del celibato e del matrimonio) identificano \u201cfuori di s\u00e9\u201d una regione, pi\u00f9 o meno ampia, che si chiama \u201cvizio contro la castit\u00e0\u201d. Nessuna di queste tre linee \u00e8 di per s\u00e9 costretta a leggere la sessualit\u00e0 come un male, ma \u00e8 fortemente tentata di ricostruire la sfera sessuale ammantandola di un grande sospetto. La stessa evoluzione della formulazione del VI comandamento \u00e8 assai istruttiva: nasce come \u201cnon commettere adulterio\u201d (che \u00e8 essenzialmente peccato sociale e di esercizio della sessualit\u00e0), si traduce in \u201cnon fornicare\u201d (ossia non esercitare la sessualit\u00e0 fuori dal matrimonio) e si estende poi a \u201cnon commettere atti impuri\u201d (la cui logica \u201cindividuale\u201d appare molto accentuata). La linea evolutiva della terminologia lascia intendere una visione sempre pi\u00f9 \u201cindividuale\u201d del sesso: forse segnata dalla esperienza che del sesso hanno i celibi, che non a caso hanno sviluppato, nel trattato teologico, uno sproporzionato spazio dedicato alla \u201cpolluzione notturna\u201d, quando nel sonno, tutte le energie impiegate a non toccare, non toccarsi e non farsi toccare, cedono al sorgere della libido inconscia. Quanto anche questo possa essere giudicato \u201cpeccato\u201d \u00e8 un problema che per i medievali \u00e8 tanto importante quanto rivelativo dei limiti della loro comprensione. Resta il fatto che il discorso sulla castit\u00e0 \u00e8 stato monopolizzato, quasi integralmente, dalla esperienza di uomini e donne non coniugati, la cui esperienza del sesso era necessariamente e istituzionalmente limitata.<\/p>\n<p><i>Non toccare, non toccarsi, non farsi toccare<\/i><\/p>\n<p>Per quanto si cerchi, a ragione, di offrire le ragioni positive della castit\u00e0, come \u00e8 doveroso, facilmente prevale il registro negativo. La identificazione di \u201ccastit\u00e0\u201d con \u201ccontinenza\u201d \u00e8, da questo punto di vista, esemplare. Sembra che \u201cvita casta\u201d si identifichi in \u201cvita senza sesso\u201d. Ma proviamo ad entrare meglio dentro questa resistenza all\u2019\u201didolo del godimento\u201d. Un vescovo anziano, con la parrhesia che spesso viene dalla et\u00e0, diceva una volta questo motto: per noi castit\u00e0 significava \u201cnon toccare, non toccarsi, non farsi toccare\u201d.<\/p>\n<p>Questa sintesi, certo anche ingenua, fotografa bene un certo modo di intendere la tradizione. E riguarda, come \u00e8 evidente, l\u2019esercizio del tatto. Il fondamento di ogni senso viene interrotto sia attivamente, sia riflessivamente, sia passivamente. Questo, per analogia, passa anche agli altri sensi. Nel gusto, nell\u2019olfatto, nell\u2019udito e nella vista, non toccare, non toccarsi, non farsi toccare. Un programma del genere, pensato come \u201ccammino verso la virt\u00f9\u201d, portava ad es. &#8211; e qui \u00e8 il racconto di un anziano prete-operaio, che faceva memoria del suo parroco \u2013 ad una gestione degli occhi nei preti che era ispirata a questo principio. Poich\u00e9 anche con gli occhi \u201csi tocca, ci si tocca e ci si lascia toccare\u201d, l\u2019anziano parroco, quando una signora entrava in sacrestia, teneva sempre gli occhi fissi sulle proprie scarpe, senza mai alzare lo sguardo sulla donna. Questa era la regola.<\/p>\n<p>Che il godimento sia un idolo, non c\u2019\u00e8 dubbio. Ma anche la rinuncia ad ogni godimento, \u00e8 un altro idolo, non meno pericoloso. E tuttavia si racconta che un famoso Vescovo di Palermo finisse sempre le riunioni con la formula \u201cAbbiamo goduto!\u201d.<\/p>\n<p><i>Tenere la porta socchiusa<\/i><\/p>\n<p>Di recente, in un bel testo apparso sull\u2019Osservatore Romano, il Vescovo francese J-P. Vesco, che \u00e8 frate domenicano, offriva una rilettura del celibato e del voto di castit\u00e0, con una metafora interessante. Diceva che per lui aver scelto la vita consacrata e celibe era un modo di \u201ctenere la porta socchiusa\u201d. Ossia di restare aperto a tutti, radicalmente. Se nella scelta del matrimonio si entra in una relazione intima necessariamente esclusiva, che \u201cchiude la porta\u201d, nel voto di castit\u00e0 la porta resta aperta. Che sia la \u201cclausura\u201d a garantire questa apertura, e che siano i condomini e gli appartamenti o le ville i luoghi della massima chiusura non \u00e8 solo un paradosso. E\u2019 anche un altro modo di pensare ai cammini di \u201ccastit\u00e0\u201d. Amarsi teneramente, senza rinunciare a godere del corpo della propria moglie o del proprio marito, \u00e8 un modo di \u201cuscire da s\u00e9\u201d: questo dice la castit\u00e0 coniugale che stiamo elaborando, faticosamente, da meno di un secolo. Questo \u00e8 un altro discorso rispetto ad Agostino e a Pascal. La concessione del matrimonio solo come \u201cgeneratio\u201d \u2013 che accomuna largamente Agostino, Tommaso d\u2019Aquino e Pascal \u2013 non riesce a concepire il \u201cbonum coniugum\u201d come bene del matrimonio. E neppure riesce a concepire che al matrimonio formale si arrivi \u201cper gradi\u201d, che sono anche livelli della relazione fisica, corporea e sessuale. E che in questi gradi si possa essere tanto responsabili prima delle nozze quanto lo si pu\u00f2 essere dopo. Una vita casta, in una lettura della relazione sessuale orientata alla generazione, al bene dei coniugi e al godimento dell\u2019altro da s\u00e9, non \u00e8 una contraddizione, ma una nuova possibilit\u00e0 reale dei vissuti comuni. In tutto questo non vi \u00e8 solo il dramma dell\u2019autocompiacimento, sempre possibile, ma anche la reale correlazione al prossimo e a Dio. E che l\u2019addomesticamento del sesso possa generare mostri tanto quanto la sua sfrenata soddisfazione non ha bisogno di molte prove. Le nuove possibilit\u00e0 di \u201cvissuti casti\u201d nell\u2019esercizio del godimento sessuale sono anche il prodotto della societ\u00e0 aperta e dei segni dei tempi da essa prodotti. Questi segni, certo non lineari, ma neppure aberranti, chiedono alla Chiesa di continuare a pensare con coraggio la vita casta, ma con la urgenza di nuove categorie culturali e di diverse relazioni personali. Il coraggio di parlare di castit\u00e0 \u00e8 una cosa, ma la pretesa di imporre ordinamenti morali, giuridici e immaginari del passato \u00e8 un\u2019altra cosa, che non \u00e8 tanto l\u2019esercizio della virt\u00f9 del coraggio, quanto forse il cedimento alla paura o la resa alla disperazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le discussioni scaturite intorno agli \u201cItinerari catecumenali\u201d pubblicati dal Dicastero per i Laici si sono concentrate su un punto della tradizione cristiana e cattolica che ha subito, negli ultimi secoli, grandi mutamenti. Si tratta del&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17914"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17914"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17914\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17915,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17914\/revisions\/17915"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17914"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17914"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17914"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}