{"id":17898,"date":"2022-05-31T22:32:41","date_gmt":"2022-05-31T20:32:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17898"},"modified":"2022-05-31T22:32:41","modified_gmt":"2022-05-31T20:32:41","slug":"esortazioni-e-profezie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/esortazioni-e-profezie\/","title":{"rendered":"Esortazioni e profezie"},"content":{"rendered":"<p>\u00abIn economia idee e concetti, lungi dal formare un\u2019intangibile teoria scientifica modellizzando i fatti, di solito precedono gli sviluppi reali. Come diceva Keynes, una politica economica \u00e8 molte volte l\u2019applicazione delle idee di un economista gi\u00e0 scomparso. Perci\u00f2 quella che sta mutando \u00e8 la visione di globalizzazione che hanno gli operatori economici. E, se \u00e8 stata la pandemia e svelarlo, la guerra in Ucraina l\u2019ha confermato: la globalizzazione \u00e8 passata dal registro di soluzione a quello di problema. \u201cContrariamente alla tradizionale narrazione su mutui guadagni e convergenze politiche che ne sarebbero favoriti, i legami commerciali e finanziari sono oggi riesaminati come fonti di vulnerabilit\u00e0 [suscettibili di] dare adito a strategie ostili\u201d, spiega S\u00e9bastien Jean, titolare della cattedra di economia industriale del Conservatoire national des arts et m\u00e9tiers (CNAM)\u00bb. \u00abLa globalizzazione ridurrebbe i costi di lavoro e perci\u00f2 di produzione. Di fatto, la moltiplicazione di subfornitori e localizzazioni lungo tutta la catena produttiva ha infragilito l\u2019insieme\u00bb. \u00abLa globalizzazione aprirebbe le frontiere e armonizzerebbe gli standard legali e politici. Di fatto, la correlazione tra apertura commerciale e liberalismo economico e liberalismo politico \u00e8 totalmente smentita dai cinesi: se l\u2019ingresso dei cinesi nell\u2019Organizzazione mondiale del commercio (OMC) nel 2000 ha sconvolto il commercio mondiale, la dittatura comunista ne \u00e8 uscita rafforzata, lanciandosi anche a estendere le proprie norme tecniche, giuridiche e ideologiche nei paesi partner delle sue \u2018vie della seta\u2019. Diritto e standard tecnici, invece di essere fattori di armonizzazione, son divenuti armi della rivalit\u00e0 tra potenze\u00bb. \u00abLa globalizzazione, agevolata dal digitale, ridurr\u00e0 i \u2018costi di transazione\u2019. Gestione di enormi moli di dati, robotizzazione, algoritmi e e-commerce automatizzano e accelerano le tappe dalla concezione di un prodotto alla consegna al cliente finale passando per marketing, produzione, trasporto e anche contratti, ordinativi, pagamenti a velocit\u00e0 elettronica che eliminano molti e costosi intermediari. Ma lo spostamento nello spazio numerico della criminalit\u00e0 e poi delle rivalit\u00e0 geopolitiche ha fatto di Internet la rete di tutte le vulnerabilit\u00e0. Imprese e Stati spendono miliardi di dollari in contromisure tecniche, legislazioni e sistemi assicurativi. \u201cLa tecnologia, che poteva apparire una forza di cooperazione e convergenza tra grandi potenze, inducendole a collegarsi attraverso una comune base di strumenti e standard, oggi nutre nuove ambizioni di indipendenza e autonomia\u201d, nota Jeremy Ghez\u00bb, docente di economia e affari internazionali alla HEC di Parigi [Antoine Reverchon, \u00abPourquoi la mondialisation devient un probl\u00e8me apr\u00e9s avoir et\u00e9 la solution\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 7\/05\/22, online].<br \/>\nFormate negli anni 1920, le idee di Keynes dopo la seconda guerra mondiale permisero \u00abai governi di utilizzare \u2018policy mix\u2019 di politica fiscale e monetaria al fine di finanziare crescita economica e sviluppo tecnologico, e al contempo di assorbire gli shock. Le limitazioni ai movimenti di capitali stimolavano le borghesie nazionali a investire, direttamente o indirettamente, nella \u201ceconomia reale\u201d, e proteggevano le economie nazionali dalla volatilit\u00e0 degli investimenti internazionali di portafoglio. Cio\u00e8 proteggendole da quegli investimenti che invece hanno poi dominato i trent\u2019anni successivi, facendo dei mercati finanziari globalizzati un \u201csenato virtuale\u201d, in grado di decidere della sostenibilit\u00e0 delle politiche economiche nazionali\u00bb. \u00ab\u00c8 indubitabile che oggi siamo alla fine di un altro ciclo, quello neoliberale. Dal punto di vista economico, perch\u00e9 la debolezza delle sue basi teoriche ha costruito un\u2019economia tanto fragile quanto isterica. Dal punto di vista politico, perch\u00e9 la disattenzione al patto sociale su cui si \u00e8 costruita ha reso le societ\u00e0 attuali molto pi\u00f9 esposte alla tentazione autoritaria e populista\u00bb [Massimo Amato e Lucio Gobbi, \u00abFu vera gloria? Ripensando i Trenta Gloriosi\u00bb, <em><strong>PANDORA<\/strong>RIVISTA<\/em>, 16\/03\/20, online].<br \/>\n\u00c8 venuto di nuovo il tempo di esortazioni e profezie.<br \/>\n<em><strong>Esortazioni e profezie<\/strong><\/em> [tr.it Il Saggiatore 1968] fu pubblicato da John Maynard Keynes nel 1931 col titolo <em>Essay in Persuasion<\/em>, \u00abnere profezie di dodici anni\u00bb [p. 11]: \u00abho ritenuto opportuno scegliere questo momento per la pubblicazione perch\u00e9 oggi ci troviamo in una fase di transizione\u00bb [p. 13]. Ora ci risiamo e dobbiamo all\u2019UE, innovazione di cultura e governo, se l\u2019aggressione all\u2019Ucraina \u00e8 per ora conflitto globale economico e non militare. La scarsit\u00e0 di grano \u00e8 aggravata dall\u2019aggressione, ma i mercati globali ne avevano gi\u00e0 aumentato il prezzo da 200 a 500 $ la tonnellata tra giugno 2021 e aprile 2022 intermediando solo un sesto di una produzione globale (3 miliardi di tonnellate) superiore alla domanda [George-Andr\u00e9 Simon, Universit\u00e0 Roma3, esperto di sicurezza alimentare FAO World Food Program, <em>Radio3Mondo<\/em>, 18\/05\/22]. L\u2019Ucraina vuole aderire all\u2019UE, fondata non sulle armi ma sull\u2019economia politica, \u00abnata con l\u2019Et\u00e0 moderna favorita dall\u2019esplodere dei commerci a livello internazionale\u00bb e in cui \u00abfigura dominante del pensiero economico contemporaneo \u00e8 quella di J.M. Keynes, che ha dato un nuovo indirizzo agli studi sulle fluttuazioni economiche, sui problemi del commercio internazionale e sulla tendenza al ristagno delle economie capitalistiche, attribuendo ai poteri pubblici un ruolo cruciale ai fini del sostegno della domanda globale per il perseguimento e il mantenimento di condizioni di pieno impiego\u00bb [<em>Treccani<\/em>, online].<br \/>\n\u00abLa crescita pu\u00f2 venire solo dal miglioramento della scatola nera, del modo in cui lavoro e capitale sono combinati. Il nome di fantasia dato dagli economisti \u00e8 produttivit\u00e0 totale dei fattori (TFP), pur ricorrendo anche a etichette pi\u00f9 intuitive \u2013 tecnologia o conoscenza\u00bb. \u00abSecondo Solow il contributo annuale della TFP al Prodotto Interno Lordo sarebbe aumentato esponenzialmente\u00bb, ma \u00abdopo la pubblicazione del suo articolo nel 1956 un gruppo di economisti dell\u2019Universit\u00e0 di Cambridge mostr\u00f2 che il suo metodo di valutare il capitale era circolare, e i seguaci di Solow lo ammisero. Ma il modello \u00e8 tuttora ampiamente utilizzato\u00bb. \u00abProblemi analoghi affliggono la stessa TFP. Le tecniche statistiche che cercano di misurare il concetto di \u201cconoscenza\u201d usano raggruppare le variazioni di crescita che non possono essere spiegate da cambiamenti di forza lavoro o investimenti. Da qui l\u2019altro nome meno lusinghiero di TFP: il \u201cresiduo di Solow\u201d. Pi\u00f9 che metro affidabile del livello di conoscenza della societ\u00e0, la TFP finora sembra restare, nelle parole di un critico di Solow, \u201cmisura della nostra ignoranza\u201d\u00bb [\u00abWhy long-term economic growth often disappoints\u00bb, <em>The Economist<\/em>, May7th13th22, online]. L\u2019ignoranza che l\u2019economia \u00e8 politica.<br \/>\n\u00abL\u2019economia siamo noi\u00bb [Eloi Laurent, <em>La raison \u00e9conomiques et ses monstres<\/em>, Les liens qui lib\u00e9rent 2022, recensione di Fran\u00e7ois Desnoyers, \u00abLe mythe de la croissance\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 05\/05\/22, online]. \u00abRicordiamo l\u2019epitaffio che scrisse per la sua tomba quella vecchia donna di servizio: \u201cNon portate il lutto, amici, non piangete per me che far\u00f2 finalmente niente, niente per l\u2019eternit\u00e0\u201d\u00bb. \u00ab\u201cIl paradiso risuoner\u00e0 di salmi e di dolci musiche ma io non far\u00f2 la fatica di cantare\u201d. Eppure la vita sar\u00e0 tollerabile solo per quelli che partecipino al canto: e quanti pochi di noi sanno cantare!\u00bb [Keynes, cit., p. 279]. Per cantare insieme il \u00abprimo atto giusto \u00e8 la capacit\u00e0 dell\u2019individuo di affrancarsi da qualsiasi logica corporativa o utilitaristica, riuscire a giudicare avendo come primo e necessario parametro il rispetto della dignit\u00e0 dell\u2019uomo\u00bb. Nel XXXI capitolo dei <em>Promessi sposi<\/em> il protofisico Lodovico Settala, \u00abuomo di scienza, \u00e8 tra i primi a non sottovalutare la peste e ad avvertire le sue conseguenze. La sua lungimiranza \u00e8 invisa alla popolazione che lo vede come la causa del male e ne insulta la barba simbolo del suo cipiglio e della sua arroganza intellettuale. Settala incarna il modello dell\u2019intellettuale che contrasta lo stereotipo con la conoscenza. \u00c8 l\u2019antitesi di don Ferrante, che muore come \u2018un eroe del Metastasio\u2019, vittima delle sue convinzioni e superstizioni, prendendosela con gli \u2018accidenti\u2019\u00bb. \u00abSettala \u00e8 pertanto un personaggio \u2018eroico\u2019 di opposizione alla belva, perch\u00e9 indica come, per placare la sua insaziabile fame, occorra scegliere la via del pensiero come fondamento della scelta giusta, nonostante la difficolt\u00e0 di tale strada che appare sempre pi\u00f9 essenziale\u00bb [Alessandro Provera, \u00abLe passioni perverse nell\u2019atroce giudizio\u00bb, in G. Forti, C. Mazzuccato, A. Provera, A. Visconti (a cura di), <em>L\u2019ombra delle colonne infami<\/em>, Vita e Pensiero 2022, p. 63]. Infatti.<br \/>\n\u00abIl messaggio \u00e8 chiaro; per la potenza revisionista che \u00e8 la Russia, l\u2019interesse nazionale \u00e8 meglio servito dall\u2019assenza di regole internazionali che non dall\u2019ordinamento di sicurezza eretto nel 1945, giudicato ora decaduto\u00bb. \u00abDopo gli attacchi dell\u201911 settembre 2001 alcuni giuristi americani avevano cercato di giustificare una nuova dottrina dell\u2019\u201cazione preventiva\u201d che autorizzerebbe azioni militari senza attendere che si verifichino le condizioni di legittima difesa che rendono il ricorso alla forza conforme al diritto\u00bb. \u00abLa guerra della Russia all\u2019Ucraina conferma amaramente questa teoria, respinta dalla maggior parte dei giuristi che a giusto titolo ritengono proprio della regola del diritto rimanere tale, anche se violata\u00bb. \u00ab\u201cDove non esistono regole niente \u00e8 ingiusto\u201d osservava il filosofo Thomas Hobbes\u201d\u00bb, padre dello stato Leviatano causa delle guerre europee e poi mondiali della modernit\u00e0. \u00abDi fronte a questa postura mortifera, di cui il XX secolo ha dato troppi esempi tragici, sola bussola politica del mondo occidentale \u2013 e ancor pi\u00f9 dell\u2019insieme europeo \u2013 \u00e8 lo Stato di diritto, fondamento dei valori e principi che ne costituiscono l\u2019identit\u00e0: democrazia, libert\u00e0, verit\u00e0\u00bb [Pierre Buhler, \u00abL\u2019int\u00e9r\u00eat national russe est mieux servi par l\u2019absence de r\u00e8gles internationales que par l\u2019ordre n\u00e9 de 1945\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 14\/05\/21, online]. Putin non \u00e8 il solo. \u00abSe tre ferventi sostenitori vi dicono a poche ore l\u2019uno dall\u2019altro che andate dritto contro un muro, \u00e8 vostro interesse prendere sul serio il loro parere. Anche se vi chiamate Xi Jinping e siete a capo di un paese di 1,4 miliardi di abitanti. Tre influenti uomini d\u2019affari (un industriale europeo, un economista americano e un finanziere cinese) suonano l\u2019allarme: la Cina va male\u00bb. \u00abMa da che Xi Jinping ha modificato la Costituzione nel 2018 per restare potenzialmente presidente a vita, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 alcun contropotere. Ogni critica \u00e8 inudibile\u00bb [Fr\u00e9d\u00e9ric Lema\u00eftre, \u00abXi Jinping pri \u00e0 son propre pi\u00e8ge\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 04\/05\/22, online].<br \/>\nOltre alla Russia di Putin, l\u2019Ue affronta l\u2019altro luogo delle non-regole, i mercati neoliberisti, e \u00abcon la vigorosa commissaria danese prosegue la sua crociata contro i giganti americani di Internet, accusati di approfittare della loro posizione dominante per uccidere o asservire la concorrenza\u00bb [Philippe Escande, \u00abUn match qui ne fait que commencer\u00bb, <em>Le Monde<\/em>, 04\/05\/22, online].<br \/>\n\u00abTramontato il furore delle privatizzazioni, anche per le delusioni che ne sono derivate in settori cruciali come energia e telecomunicazioni, si dovrebbe riconoscere che i governi gi\u00e0 oggi avrebbero strumenti per fare politica industriale in modo pi\u00f9 diretto ed efficace rispetto alla regolazione dei mercati e agli strumenti tributari\u00bb. \u00abPropongo \u2013 per illustrare concretamente l\u2019idea \u2013 tre missioni e quindi tre soggetti strategici: salute umana, cambiamento climatico, governo dei dati. La dimensione europea di queste imprese potrebbe essere quella giusta per garantirne il successo per varie ragioni: perch\u00e9 nessuno stato europeo pu\u00f2 fare da s\u00e9, perch\u00e9 esiste una solida base di competenze scientifiche e tecniche da cui partire, perch\u00e9 l\u2019Unione europea con la pandemia sta vivendo un momento di rifondazione, favorevole all\u2019investimento e alle missioni pubbliche di ampio respiro\u00bb. \u00abQueste proposte potrebbero essere fattibili non solo sotto il profilo tecnico e scientifico e tecnologico, economico e finanziario, ma potrebbero entrare nell\u2019agenda politica del confronto fra un\u2019Europa progressista e quella che guarda indietro, talvolta molto indietro. \u00c8 il momento giusto per parlarne\u00bb [Massimo Florio, <em>La privatizzazione della conoscenza<\/em>, Laterza 2021, pp. 17-18]. Lo \u00e8.<br \/>\nLo \u00e8 in una UE democratica di stati di diritto, perch\u00e9 i fatti ci ricordano che \u00abl\u2019opera di un individuo che esercita il potere assoluto \u00e8 decisiva in una societ\u00e0 povera di organi rappresentativi\u00bb [Lidia Storoni Mazzolani, <em>Tiberio o la spirale del potere<\/em>, Rizzoli 1981, p. 7]. Un individuo \u00abalterato, travolto dalla forza irresistibile del potere\u00bb, come il prototipo Tiberio [Tacito, <em>Annales<\/em>, VI. 48, cit. in Storoni Mazzolani, p. 5]. \u00abMentre giaceva immobile nel suo letto si tolse l\u2019anello con il sigillo per la firma dei decreti: l\u2019insegna del potere\u00bb, ma \u00abil suo ultimo gesto suggella la sua vita e la riassume: torn\u00f2 a infilarsi l\u2019anello al dito, chiuse stretta la mano\u00bb [Storoni Mazzolani, cit., p. 284].<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abIn economia idee e concetti, lungi dal formare un\u2019intangibile teoria scientifica modellizzando i fatti, di solito precedono gli sviluppi reali. Come diceva Keynes, una politica economica \u00e8 molte volte l\u2019applicazione delle idee di un economista&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[51],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17898"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17898"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17898\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17901,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17898\/revisions\/17901"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17898"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17898"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17898"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}