{"id":17859,"date":"2022-05-07T08:56:51","date_gmt":"2022-05-07T06:56:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17859"},"modified":"2022-05-07T08:56:51","modified_gmt":"2022-05-07T06:56:51","slug":"la-sostanza-del-sacramento-due-significati-anzi-tre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-sostanza-del-sacramento-due-significati-anzi-tre\/","title":{"rendered":"La sostanza del sacramento: due significati, anzi tre"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/1280px-Disputa_del_Sacramento_Rafael.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15373\" alt=\"1280px-Disputa_del_Sacramento_(Rafael)\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/1280px-Disputa_del_Sacramento_Rafael-300x216.jpg\" width=\"300\" height=\"216\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/1280px-Disputa_del_Sacramento_Rafael-300x216.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/1280px-Disputa_del_Sacramento_Rafael-1024x738.jpg 1024w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/1280px-Disputa_del_Sacramento_Rafael.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Potrebbe accadere che, ad una considerazione veloce, si possa pensare che il termine &#8220;sostanza&#8221;, nell&#8217;ambito della teologia dei sacramenti, possa riferirsi esclusivamente all&#8217;eucaristia e descriva, propriamente, il livello pi\u00f9 intimo e pi\u00f9 segreto del sacramento eucaristico. Ci\u00f2 che del pane e del vino muta \u00e8, appunto veramente e realmente, solo la sostanza. Sostanza sarebbe perci\u00f2 quella dimensione dell&#8217;essere, che non si offre direttamente alla percezione dei sensi, ma che viene colta dall&#8217;intelletto aiutato dalla fede, nella quale accade il mutamento pi\u00f9 decisivo e pi\u00f9 significativo: quello che permette al corpo e sangue di Cristo di essere presente qui ed ora, nella realt\u00e0 della storia e del mondo che stiamo vivendo, come attestazione di una vita che, attraverso la morte, accede alla pienezza dell&#8217;amore. Sostanza indica per\u00f2 in questo caso ci\u00f2 che muta, nel cuore eucaristico della Chiesa, restando invece immutati gli accidenti. Il mistero, nel suo centro, viene detto con una accezione capovolta della nozione di sostanza: essa diventa, per le logiche della grazia, il riferimento ad una invisibilit\u00e0, alla quale si pu\u00f2 accedere con un capovolgimento: la sostanza \u00e8 ci\u00f2 che muta, e l\u2019accidente ci\u00f2 che permane. La nozione classica, che distingue nell&#8217;essere la sostanza dall&#8217;accidente, viene utilizzata, ma in modo capovolto, mettendo sotto-sopra i significati classici.<\/p>\n<p align=\"left\">Tuttavia il linguaggio scolastico ha trovato anche un&#8217;altro modo di usare la terminologia della sostanza in relazione ai sacramenti. Questo appare a chiare lettere nell&#8217;uso pi\u00f9 classico del\u00a0concetto di \u201csostanza\u201d, mediante il quale si vuole indicare la \u201cresistenza ultima\u201d della \u201cres\u201d, del \u201cdono di grazia\u201d, rispetto alla libera azione della Chiesa. Con \u201csostanza\u201d del sacramento si indica in questo caso ci\u00f2 che, per diritto divino, \u00e8 sottratto alla disponibilit\u00e0 ecclesiale (<em>Concilio di Trento<\/em>, Sess. XXI, DH 1728). La formula \u201csalva eorum substantia\u201d identifica, in fondo, la intersezione tra \u201cforma, materia e ministro\u201d che \u00e8 causa di grazia, ci\u00f2 che \u00e8 immutabile\/divino rispetto al mutabile\/ecclesiale. Qui, come \u00e8 evidente, il rapporto tra sostanza e accidenti appare pi\u00f9 classico, perch\u00e8 riferisce alla sostanza ci\u00f2 che permane, mentre accidente indica ci\u00f2 che muta. In questo caso la tradizione sui sacramenti parla esattamente la stessa lingua della metafisica e utilizza la nozione di sostanza nel senso comune del termine, in ordine ad un distinzione tra ci\u00f2 che pu\u00f2 mutare e ci\u00f2 che permane.<\/p>\n<p align=\"left\"><em>La crisi della tradizione sostanziale<\/em><\/p>\n<p align=\"left\">Attraverso questo modo complesso di utilizzare la parole della tradizione culturale, la mediazione della fede \u00e8 resa possibile, secondo questa duplice accezione di sostanza, da un <i>duplex ordo<\/i>, naturale e sovrannaturale. La dottrina del sacramento si adatta a questa impostazione (e forse ne \u00e8 la segreta ispiratrice) perch\u00e9 ragiona in modo duplice e con una forte tensione interna:<\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0&#8211; sul piano<em> visibile<\/em>, la sostanza del sacramento \u00e8 la resistenza al mutamento. Sostanza \u00e8 qui ci\u00f2 che la tradizione metafisica ha usato come nozione, ossia \u201csostrato permanente\u201d: nel mutare delle forme con cui la Chiesa assume la sua posizione nella storia, un &#8220;resto&#8221; immutabile la assicura e la conduce. Questo &#8220;resto&#8221; \u00e8 ci\u00f2 che essa ha ricevuto e che custodisce come un &#8220;depositum&#8221;. La fedelt\u00e0 alla sostanza diventa la condizione della sua identit\u00e0, della continuit\u00e0 della fede nella discontinuit\u00e0 della storia;<\/p>\n<p align=\"left\">\u00a0&#8211; sul piano <em>invisibile<\/em>, la sostanza del sacramento eucaristico \u00e8 la possibilit\u00e0\/realt\u00e0 del mutamento e cos\u00ec il mistero diventa \u201capertura alla novit\u00e0\u201d. In questo caso il livello della &#8220;sostanza&#8221; \u00e8 quello che muta, che subisce una conversione, che permette l&#8217;irruzione dell&#8217;eschaton. Nella continuit\u00e0 degli accidenti, la discontinuit\u00e0 della sostanza \u00e8 presenza del Signore, sua autorit\u00e0, sua grazia, sua e nostra speranza.<\/p>\n<p align=\"left\">Vi \u00e8 cos\u00ec nella sacramentaria pi\u00f9 classica un doppio uso del concetto di &#8220;sostanza&#8221;, che prevede un significato duplice e inverso del termine.\u00a0Ci\u00f2 che questo modello produce, lungo i secoli, non \u00e8 per\u00f2 il raccordo tra le due logiche, ma il progressivo autonomizzarsi di ciascuna di esse. Ed \u00e8 questo effetto, certo non previsto all&#8217;inizio, che complica la nostra vita:<\/p>\n<p align=\"left\">&#8211; la logica della sostanza &#8220;sul piano formale\u201d inclina ad una riduzione dell\u2019atto ecclesiale &#8220;al suo minimo&#8221;: se ci\u00f2 che attribuisce validit\u00e0 resta in una &#8220;sostanza minimale&#8221;, ridotta a pochissimi tratti essenziali del sacramento , ci\u00f2 influisce direttamente sulla &#8220;gestione sintetica&#8221; del sensibile stesso, che \u00e8 riportato continuamente alla sua &#8220;non necessit\u00e0&#8221;. Questa diventer\u00e0 la logica di una considerazione del sacramento come &#8220;officium&#8221;.<\/p>\n<p align=\"left\">&#8211; la logica della sostanza che opera sul piano del \u201ccontenuto\u201d tende invece a scavalcare e a squalificare ogni azione, perch\u00e9 opera ad un livello escluso da ogni percezione, invisibile e non gestibile, che perci\u00f2 tende a sua volta a distrarre la attenzione dalla mediazione sensibile e a concentrarla sulla impercettibile conversione sostanziale e\u00a0 sovrasensibile. Questa diventer\u00e0 la logica di una considerazione del sacramento come &#8220;segno&#8221; e come &#8220;causa&#8221;.<\/p>\n<p align=\"left\"><em>Una critica alla sostanza dal Movimento Liturgico<\/em><\/p>\n<p align=\"left\">I due significati diversi di &#8220;sostanza&#8221;, che operano sul piano della forma e del contenuto, convergono, tuttavia in un punto: nella determinazione a spostare l&#8217;attenzione dalla contingenza alla necessit\u00e0 di una sostanza che tanto pi\u00f9 viene salvaguardata, quanto pi\u00f9 attira su di s\u00e9 ogni attenzione.\u00a0In entrambi i casi \u00e8 in gioco l&#8217;azione di Dio e non l&#8217;azione della chiesa: sia la \u201cpermanenza\u201d della sostanza (del sacramento), sia la \u201cconversione\u201d della sostanza (del pane e del vino) attirano su di s\u00e9 una attenzione tanto disciplinare quanto dottrinale. Un doppio atto selettivo dell\u2019esperienza diventa una conseguenza della duplice astrazione tra \u201cnecessario e contingente\u201d e tra \u201cinvisibile e visibile\u201d. La gestione del mistero assume cos\u00ec da un lato la via \u201cnegativa\u201d e \u201cformale\u201d del &#8220;minimo necessario&#8221;, dall\u2019altro la via \u201cintellettiva\u201d e \u201caffettiva\u201d della &#8220;profondit\u00e0 di un mutamento non percepibile&#8221;. Questa polarizzazione, tuttavia, mette in crisi il sacramento.<\/p>\n<p align=\"left\">Per questo non \u00e8 azzardato sostenere che il \u201crecupero della forma visibile\u201d del sacramento (intesa come \u201cforma rituale\u201d), proposta dal Movimento liturgico a partire dalla fine del XIX secolo, riscatta la liturgia dal senso di minorit\u00e0 a cui l\u2019aveva costretta la lunga stagione della teologia scolastica e moderna ed implica una grande revisione del rapporto tra \u201cmistero\u201d e \u201csostanza\u201d. Viene cio\u00e8 interrotto il duplice canale con cui mistero e sostanza si sostenevano a vicenda, sia sul piano della logica \u201cofficiale\u201d, sia sul piano della logica \u201csacramentale\u201d. Se la \u201cforma visibile\u201d diventa rilevante in modo non accessorio, ossia come passaggio di necessaria mediazione, la riducibilit\u00e0 \u201csostanziale\u201d del mistero diventa non pi\u00f9 praticabile, senza un danno grave per il sacramento stesso: questo vale sia nei termini di una \u201cdefinizione di competenze\u201d tra la Chiesa e il suo Signore, sia nei termini della relazione tra gli accidenti del sacramento e la sua verit\u00e0. Questo duplice fronte del sapere, che ha elaborato con tanta finezza il suo linguaggio, viene ora messo a dura prova. Il motivo \u00e8 proprio la sua incapacit\u00e0 di \u201ccustodire il mistero\u201d. Sia la dogmatica giuridica e disciplinare, sia la dogmatica teologica e dottrinale sono state messe in crisi e devono ora trovare nuove forme di espressione, per non ostacolare una esperienza di sintesi. Di qui nasce anche un terzo significato del termine sostanza.<\/p>\n<p align=\"left\"><em>Il terzo concetto di sostanza: Giovanni XXIII<\/em><\/p>\n<p align=\"left\">Questa riconsiderazione della tradizione sacramentale ha un effetto singolarissimo sul concetto stesso di \u201csostanza\u201d, che assume cos\u00ec un terzo significato sorprendente.\u00a0 Si deve notare come, al di l\u00e0 dello sviluppo liturgico, che sicuramente e non a caso \u00e8 stato il pi\u00f9 consistente nell\u2019epoca postconciliare \u2013 non dimentichiamo infatti che dopo il Concilio Vaticano II, l\u2019unica vera riforma \u00e8 stata quella liturgica \u2013 \u00e8 certo che a fondare teologicamente il campo di esperienza aperto dal Vaticano II sia stato un diverso concetto di \u201csostanza\u201d, non pensato n\u00e9 come \u201climite resistente\u201d n\u00e9 come \u201cprofondit\u00e0 invisibile\u201d, ma come \u201cfenomeno nutriente\u201d. Questo \u00e8, in modo singolare, il risultato di una comprensione sorprendente delle parole di Giovanni XXIII, affidate al testo del grande discorso <i>Gaudet Mater Ecclesia<\/i>, con cui il papa apriva il Concilio, e che, nel suo centro, trova una espressione mediante la quale definisce sinteticamente la \u201cindole pastorale del Concilio\u201d: \u201c<i>altra \u00e8 la sostanza dell\u2019antica dottrina del depositum fidei, e altra la formulazione del suo rivestimento<\/i>\u201d<a href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a>. Questo testo, che tre delle quattro versioni ufficiali alterano profondamente nel suo significato pi\u00f9 importante<a href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a>, manifesta quell\u2019uso del termine \u201csostanza\u201d che G. Ruggieri, in un famoso saggio ( <em>All&#8217;origine del Vaticano II: l&#8217;intuizione profetica di Giovanni XXIII<\/em>, &#8220;Chiesa e Storia&#8221;, 3[2013], 83-98), ha identificato come tipico del glossario del prete Angelo Roncalli, poi del vescovo, del cardinale e per finire del papa. In questa accezione del termine, che\u00a0 non \u00e8 &#8220;metafisica\u201d, ma \u201cstorica\u201d, sostanza significa \u201cci\u00f2 che nutre\u201d, ci\u00f2 che \u00e8 \u201ccibo sostanzioso\u201d della tradizione. E in quanto tale non si identifica n\u00e9 con un limite, n\u00e9 con un concetto, ma con figure della esperienza di &#8220;crescita&#8221;, come lo sono, nei testi di Angelo Roncalli, una \u201cfontana\u201d, il \u201cmessale\u201d, il \u201ccalice\u201d o il \u201cbreviario\u201d. Questa esteriorit\u00e0 nutriente della sostanza \u00e8 forse l\u2019elemento pi\u00f9 evidente di continuit\u00e0 tra il ML e Giovanni XXIII e ci aiuta a comprendere in che modo, questa nuova visione della sostanza, permetta di comprendere anche la svolta che la liturgia riformata ha portato nella esperienza ecclesiale.<\/p>\n<p align=\"left\">Provo a concludere con una battuta un po\u2019 forte, ma necessaria: la teoria dell\u2019<i>ex opere operato<\/i>, elaborata sul piano della sacramentaria generale, nell\u2019intento di custodire il \u201cmistero\u201d, in realt\u00e0 ha contribuito a \u201cformalizzarlo\u201d. La relazione tra dono e compito \u00e8 molto pi\u00f9 complessa e articolata di un \u201cdono segreto\u201d garantito da una \u201cazione formale\u201d. Con il termine &#8220;sostanza&#8221; abbiamo indirettamente favorito un certo disinteresse per la contingenza degli accidenti, sia sul piano del contenuto, sia sul piano della forma. La stilizzazione formale dell\u2019\u201dopus operantis\u201d non contribuisce alla potenza del mistero, ma lo svuota\u00a0 e lo isola. Il recupero di una adeguata correlazione tra \u201cazione di Dio\u201d e \u201cazione dell\u2019uomo\u201d \u00e8 diventato il compito fondamentale di questa riscoperta del triplice significato di sostanza. Il mistero non si alimenta solo di contenuto interno, o di procedure amministrative, ma esige una forma esteriore che rispetti il linguaggio simbolico-rituale di cui \u00e8 costituito: questa diventa una provocazione a superare con decisione le riduzioni che\u00a0 una metafisica della sostanza ha portato\u00a0<i>in re theologica, <\/i>affidando invece il discorso\u00a0<em>de sacramentis<\/em>\u00a0ad una &#8220;relazione sovrasostanziale&#8221; di cui \u00e8 originariamente costituita tanto la apertura al mistero quanto la stessa irruzione del mistero. Ossia quell&#8217;atto &#8220;revelativum&#8221; di Dio cui corrisponde, anzitutto, l&#8217;atto &#8220;orativum&#8221; dell&#8217;uomo (S. Tommaso d&#8217;Aquino).<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p><a href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a>\u00a0Curiosa \u00e8 la vicenda per cui questo testo originale \u00e8 scomparse quasi totalmente dal \u201cdiscorso ufficiale\u201d, cos\u00ec come viene attestato dalle 4 versioni presenti sul sito \u201cvatican.va\u201d. Dove il latino, l\u2019italiano e il portoghese hanno perso ogni riferimento alla \u201csostanza\u201d, <span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-size: small\">mentre<\/span><\/span><\/span> la versione spagnola, sorprendentemente, si presenta a tutti gli effetti come l\u2019unica traduzione letterale dell\u2019italiano originale e dice cos\u00ec: <span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: small\">\u201c<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: small\">Una cosa <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: small\">es<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: small\"> la substancia de la antigua doctrina, del\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: small\"><i>&#8220;depositum fidei&#8221;,<\/i><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: small\">\u00a0<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: small\">y otra la manera de formular su expresi\u00f3n\u201d! <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p><a href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a>\u00a0Se si legge la versione italiana tradotta dal latino si trova un testo analogo come presunto significato, ma costruito in modo diverso, mediante la abolizione del concetto decisivo di \u201csostanza\u201d:<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: small\"> \u201c<\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: small\">Altro \u00e8 infatti il deposito della Fede, cio\u00e8 le verit\u00e0 che sono contenute nella nostra veneranda dottrina, altro \u00e8 il modo con il quale esse sono annunziate, sempre per\u00f2 nello stesso senso e nella stessa accezione\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Potrebbe accadere che, ad una considerazione veloce, si possa pensare che il termine &#8220;sostanza&#8221;, nell&#8217;ambito della teologia dei sacramenti, possa riferirsi esclusivamente all&#8217;eucaristia e descriva, propriamente, il livello pi\u00f9 intimo e pi\u00f9 segreto del sacramento&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17859"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17859"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17859\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17864,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17859\/revisions\/17864"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17859"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17859"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17859"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}