{"id":17850,"date":"2022-05-06T08:59:40","date_gmt":"2022-05-06T06:59:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17850"},"modified":"2022-05-06T08:59:40","modified_gmt":"2022-05-06T06:59:40","slug":"zizek-sulla-pedofilia-il-segreto-e-il-pregiudizio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/zizek-sulla-pedofilia-il-segreto-e-il-pregiudizio\/","title":{"rendered":"Zizek sulla pedofilia: il segreto e il pregiudizio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/zizek.jpeg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-17857\" alt=\"zizek\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/zizek-225x300.jpeg\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/zizek-225x300.jpeg 225w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/zizek-768x1024.jpeg 768w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/zizek.jpeg 1200w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho letto tutto d&#8217;un fiato il piccolo libro di S. Zizek dal titolo: &#8220;Pedofilia. Il segreto sessuale della chiesa&#8221; (Mimesis, 2019).\u00a0 Ho scoperto subito che non \u00e8 un libro, ma una raccolta di 4 saggi piuttosto differenti tra loro e non unificati da un tema. Solo il primo \u00e8 davvero centrato sul tema del titolo, mentre gli altri, a modo loro interessanti, c&#8217;entrano poco e per nulla con il titolo.<\/p>\n<p>Ma queste operazioni di &#8220;lancio&#8221; hanno sempre una loro ragione, data la fama dell&#8217;autore. Ci\u00f2 che tuttavia mi ha sorpreso \u00e8 la debolezza del ragionamento di Zizek, la fragilit\u00e0 della sua argomentazione, mescolata alla proverbiale e fantasmagorica capacit\u00e0 di affabulazione. Di fronte al tema centrale del libro, la sua teoria \u00e8 talmente grossolana e cos\u00ec male condotta da dare piuttosto argomenti a coloro che vogliono &#8220;chiudere&#8221; la questione, piuttosto che alla giusta considerazione del bisogno di &#8220;fare giustizia&#8221;.<\/p>\n<p>Meraviglia molto la mancanza di distinzioni che caratterizza il discorso di Zizek. Che certo si pone di fronte alle questioni della pedofilia, riconosce con giusta coerenza che non \u00e8 possibile ridurre il fenomeno ai casi di &#8220;crimine personale&#8221; compiuta da membri del clero. Il punto delicato, per tutti, resta quello di accettare che questi crimini siano il frutto anche di cause strutturali, che riguardano i modi di formare e di educare le persone. Se questo fosse il contenuto del libro, avremmo certo trovato nel pensiero di Zizek quella lucidit\u00e0 che cos\u00ec spesso lo caratterizza. Ma se invece Zizek pretende di dimostrare &#8211; solo con battute ad effetto &#8211;\u00a0 la &#8220;coerenza&#8221; della pedofilia con la chiesa cristiana, addirittura con la fede cristiana e con la comprensione di Cristo stesso, allora \u00e8 chiaro che il filosofo, se volesse avanzare davvero in modo fondato in questo campo, dovrebbe fornire qualcosa di pi\u00f9 di vaghe allusioni che derivano o dal fatto che non conosce ci\u00f2 di cui parla o dal fatto che collega male cose che pensa di conoscere bene.<\/p>\n<p>Facciamo alcuni esempi molto impressionanti. Dopo aver presentato un caso scandaloso, accaduto in Croazia, Zizek ne deduce che: &#8220;La chiave sta in questa misteriosa &#8216;trasustanziazione&#8217;, per mezzo della quale la stessa legge che ci fa sentire colpevoli quando commettiamo un peccato ordinario ci impone di commettere un peccato molto maggiore: l&#8217;unico modo di vincere il peccato \u00e8 attraverso un peccato pi\u00f9 grande&#8221; (p.50). Che cosa \u00e8 questa? Una elaborazione che Zizek pretende di trarre dalla storia che ha raccontato e che per\u00f2 trasforma in una &#8220;legge intrinseca&#8221; alla vita ecclesiale, alla fede cristiana, ai vissuti del clero, ma anche alle dinamiche dei laici. Pu\u00f2 permettersi di usare il termine &#8216;transustanziazione&#8217; per avvalorare questi passaggi spericolati? Questo pensiero non \u00e8 altro che una indebita generalizzazione, che associa in modo forzato dei fatti accertati con una &#8220;regola&#8221; prodotta arbitrariamente da chi li interpreta. I primi sono certi, la seconda no.<\/p>\n<p>Secondo Zizek questa regola sarebbe provata in due modi: per l&#8217;esistenza dell&#8217;Opus Dei, che viene immediatamente identificato con la ipocrisia della &#8220;mafia bianca&#8221;, e poi con i fatti delle molestie sessuali, che sono per\u00f2 chiamati &#8220;controcultura&#8221;. Qui qualcosa non funziona nel ragionamento. Da un lato si identifica la Chiesa con l&#8217;Opus Dei, dall&#8217;altro di trasformano i fatti in regole. Qui, dal punto di vista argomentativo, il filosofo resta parecchi kilometri indietro rispetto al dovuto. E lavora non con i giudizi argomentati, ma con pregiudizi indimostrati. Che l&#8217;Opus Dei sollevi parecchie obiezioni e che i fatti di una parte del clero siano preoccupanti non \u00e8 affatto una dimostrazione della sua tesi.<\/p>\n<p>D&#8217;altronde, poco pi\u00f9 avanti, il testo offre un&#8217;altra perla di riflessione, quando dice: &#8220;Consentire ai preti cattolici di sposarsi non risolverebbe niente, essi non svolgerebbero il loro compito senza molestare i ragazzini, perch\u00e9 la pedofilia \u00e8 generata dall&#8217;istituzione cattolica del sacerdozio come sua &#8216;trasgressione intrinseca&#8217;, come sua oscena appendice segreta&#8221; (p.53)<\/p>\n<p>La invincibile volont\u00e0 di ridurre la Chiesa cattolica ad una setta segreta, che fa il contrario di quello che dice, non mi pare un grande strategia argomentativa, se non porta le prove di quello che dice. Cavarsela con allusioni o con battute da osteria non mi pare una grande prova di lucidit\u00e0.<\/p>\n<p>La lettura paradossale della Chiesa, il cui inconscio istituzionale costringerebbe tutti al disordine sessuale, corrisponde ad una cristologia e ad una soteriologia con un fascino del tutto caricaturale. Nel suo ultimo saggio , intitolato &#8220;Il circuito distorto della pulsione&#8221;, Zizek propone una curiosa cristologia in cui Cristo stesso \u00e8 alla origine della distorsione: &#8220;Cristo, dunque, non \u00e8 &#8216;uomo e Dio&#8217;: ci\u00f2 che diviene visibile in lui \u00e8 semplicemente la dimensione divina in un uomo &#8216;in quanto tale&#8217;&#8230; La questione non \u00e8 che a causa del limite della sua natura mortale e peccaminosa, l&#8217;uomo non potr\u00e0 mai diventare divino, ma che, a causa della scintilla divina che risiede in lui, l&#8217;uomo non potr\u00e0 mai divenire pienamente uomo&#8221; (p.100) Una cristologia senza alcuna comunicazione al di l\u00e0 di s\u00e9, che determina perci\u00f2 una soteriologia impossibile, apre lo sguardo parziale e distorto su un cristianesimo come patologica incommensurabilit\u00e0 tra pulsione e desiderio. Ma un Cristo e una salvezza ridotti a caricatura non fondano alcuna analisi convincente. La redenzione cristiana \u00e8 un mistero non perch\u00e9 sia un segreto che capovolge la santit\u00e0 in perversione, ma perch\u00e9 apre ogni uomo e ogni donna alla pienezza di s\u00e9 in relazione all&#8217;altro e per grazia. Negare questa evidenza della tradizione, e pretendere di capovolgerla nel suo contrario, \u00e8 una forma della stravaganza, certo, ma anche della non conoscenza.<\/p>\n<p>Il libro, per\u00f2, attesta una ulteriore e pi\u00f9 feconda contraddizione: alla fine pone due questioni veramente serie. Chiede che la pedofilia non sia confinata nella &#8220;devianza di singoli soggetti&#8221;, ma venga riferita ad una questione istituzionale, ossia a ci\u00f2 che papa Francesco ha giustamente qualificato come &#8220;abuso di potere&#8221;, frutto della autoreferenzialit\u00e0 clericale. Che la Chiesa non si possa identificare con il clericalismo autoreferenziale \u00e8 il vero spazio per una vera contestazione della pedofilia come fenomeno istitizionale. Se si finisce con la disperata identificazione della Chiesa con la sua perversione, non si ha titolo per chiedere di &#8220;fare giustizia&#8221;. L&#8217;unica giustizia consisterebbe nel chiudere in gabbia tutta intera la Chiesa. Il fatto che Zizek oscilli tra la domanda di giustizia &#8220;alla Chiesa&#8221; e la domanda di soluzione finale &#8220;contro la Chiesa&#8221; mostra la confusione che rimane nelle sue categorie. E potrebbe essere utilizzato con molta efficacia da chi, dopo averlo letto, si convincesse che non si deve fare proprio nulla, e che \u00e8 destino che le cose vadano cos\u00ec. Ancora una volta la estrema sinistra finisce con il fare il gioco della destra oscurantista.<\/p>\n<p>Ho letto tutto d&#8217;un fiato il libro di Zizek. E per quanto lo abbia letto velocemente, ho perso tempo. Da un filosofo ci si aspetta che usi bene le distinzioni. Nel suo volumetto c&#8217;\u00e8 troppa confusione di livelli e di giudizi, e se si alternano le battute ad effetto con le tentate dimostrazioni, a soffrirne \u00e8 anzitutto la filosofia e la intelligenza del problema. Anche la Introduzione, che Pierre dalla Vigna ha premesso al testo, non aiuta n\u00e9 a farlo apprezzare n\u00e9 a integrarvi tutto ci\u00f2 che nel libro manca. E imita l&#8217;autore nel procedere, sommariamente, a colpi di pregiudizio. Le questione serie e drammatiche, che riguardano la relazione tra clero cattolico e pedofilia, non si possono affrontare facendo diventare la pedofilia una sorta di &#8220;verit\u00e0 ultima della chiesa&#8221;, usando solo allusioni o teorie psicologiche di supporto, applicate non a soggetti, ma ad istituzioni. Da un filosofo di razza e da un introduttore solerte ci saremmo aspettati una maggiore considerazione della intelligenza dei lettori e della loro legittima domanda di giustizia verso una istituzione che \u00e8 da riformare a fondo, non da liquidare e squalificare con risentimento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Ho letto tutto d&#8217;un fiato il piccolo libro di S. Zizek dal titolo: &#8220;Pedofilia. 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