{"id":17821,"date":"2022-04-25T10:40:55","date_gmt":"2022-04-25T08:40:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17821"},"modified":"2022-04-25T10:45:00","modified_gmt":"2022-04-25T08:45:00","slug":"la-guerra-e-la-pasqua-leggendo-la-summa-theologiae","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/la-guerra-e-la-pasqua-leggendo-la-summa-theologiae\/","title":{"rendered":"La guerra in tempo di Pasqua, leggendo la &#8220;Summa Theologiae&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/bellum.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-17823\" alt=\"bellum\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/bellum-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/bellum-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/bellum.jpg 656w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><b>La guerra in tempo di Pasqua, leggendo la \u201cSumma Theologiae\u201d di S. Tommaso d&#8217;Aquino<\/b><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Il fatto che la guerra tra Russia ed Ucraina abbia incrociato la Pasqua sia dell\u2019anno liturgico cattolico, sia soprattutto dell\u2019anno liturgico ortodosso, che accomuna largamente le parti in causa, ha posto la questione se fosse opportuno \u201ccessare il fuoco\u201d almeno nel giorno festivo, per rispetto e per carit\u00e0. San Tommaso, nella \u201cSumma Theologiae\u201d, dedica un articolo proprio a questo tema. Eccone il testo, che esamineremo in relazione ad un altro testo, sempre di Tommaso, per cogliere alcuni elementi di giudizio su ci\u00f2 che oggi accade di tragico ai confini dell\u2019Europa:<\/i><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Summa Theologiae<\/i>, II-II, q. 40, a.4 \u201cSe sia lecito combattere nei giorni festivi\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<div align=\"right\">\n<table width=\"960\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"3\">\n<col width=\"954\" \/>\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"954\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"954\"><span style=\"color: #800000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #00cc00\">[40662] II\u00aa-IIae q. 40 a. 4 arg. 1<\/span><span style=\"color: #00cc00\"><br \/>\n<\/span><span style=\"color: #000000\">SEMBRA che non sia lecito combattere nei giorni festivi. Infatti:<br \/>\n1. Le feste sono destinate ad occuparsi delle cose di Dio: ecco perch\u00e9 sono incluse nell&#8217;osservanza del riposo sabbatico, imposta da Dio nell&#8217;Esodo; sabato infatti significa riposo. Ora, le guerre implicano le pi\u00f9 gravi agitazioni. Dunque in nessun modo si pu\u00f2 combattere nei giorni di festa.<\/span><\/span><\/span><\/span><a name=\"406631\"><\/a><span style=\"color: #800000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #00cc00\">[40663] II\u00aa-IIae q. 40 a. 4 arg. 2<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\">2. In Isaia vengono ripresi alcuni, perch\u00e9 nei giorni di digiuno &#8220;esigevano i debiti dai debitori, si davano alle liti, e venivano ai pugni&#8221;. A maggior ragione, quindi, nei giorni festivi \u00e8 proibito combattere.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"954\"><span style=\"color: #800000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #00cc00\">[40664] II\u00aa-IIae q. 40 a. 4 arg. 3<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\">3. Non si deve mai fare un&#8217;azione disordinata, per evitare un danno temporale. Ora, combattere in giorno di festa di suo \u00e8 un&#8217;azione disordinata. Quindi uno non deve combattere in un giorno di festa, per la necessit\u00e0 di evitare un danno temporale.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"954\"><span style=\"color: #800000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #00cc00\">[40665] II\u00aa-IIae q. 40 a. 4 s. c.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\">IN CONTRARIO: Nel Libro dei Maccabei si legge, che i &#8220;Giudei a ragione fecero questo proposito dicendo: &#8220;Venga chiunque ad assalirci in giorno di sabato, e noi combatteremo con lui&#8221;&#8221;.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"954\"><span style=\"color: #800000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #00cc00\">[40666] II\u00aa-IIae q. 40 a. 4 co.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\">RISPONDO: L&#8217;osservanza delle feste non impedisce le cose che sono ordinate alla salvezza anche fisica dell&#8217;uomo. Tanto \u00e8 vero che il Signore rimproverava i Giudei col dire: &#8220;Come fate a sdegnarvi contro di me, perch\u00e9 di sabato ho guarito tutto intero un uomo?&#8221;. Ecco perch\u00e9 i medici possono curare la gente in giorno di festa. Ora, con maggiore impegno si deve promuovere la salvezza della patria, con la quale si impediscono uccisioni molteplici e innumerevoli danni temporali e spirituali, che la salute corporale di un uomo. Perci\u00f2 per la salvezza della patria \u00e8 lecito ai fedeli combattere le guerre giuste nei giorni di festa, se per\u00f2 la necessit\u00e0 lo richiede: infatti, trovandosi in tale necessit\u00e0, sarebbe un tentare Dio astenersi dal combattere. Ma se la necessit\u00e0 viene a mancare, non \u00e8 lecito combattere nei giorni festivi, per i motivi indicati.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"954\"><span style=\"color: #800000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><span style=\"color: #00cc00\">[40667] II\u00aa-IIae q. 40 a. 4 ad arg.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000\">Sono cos\u00ec risolte anche le difficolt\u00e0.\u201d<\/span> <\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Come \u00e8 evidente, la guerra pu\u00f2 essere giustificata anche nel giorno festivo solo se \u00e8 effettivamente \u201cordinata alla salvezza fisica dell\u2019uomo\u201d o, a maggior ragione, \u201calla salvezza della patria\u201d. <\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Il testo di Tommaso diventa chiaro, anche nei suoi limiti storici, se letto alla luce dell\u2019articolo 1 della stessa questione. E\u2019 evidente come la giustificazione della \u201cguerra in giorno di festa\u201d discenda dalla possibilit\u00e0 di identificare una guerra \u201csenza peccato\u201d. Pu\u00f2 essere utile ricordare qui che la guerra entra nel \u201csistema\u201d come \u201cvizio contro la carit\u00e0\u201d. Ma ci sono casi nei quali la guerra, se discende dalla autorit\u00e0 legittima, se \u00e8 fondata su una giusta causa e se \u00e8 guidata da retta intenzione, non \u00e8 pi\u00f9 peccato. Come si legge chiaramente nel testo, la autorit\u00e0 da cui Tommaso si fa guidare \u00e8 Agostino. Che parla delle guerre di 1500 anni fa, nelle quali il \u201ccampo di battaglia\u201d, le regole di ingaggio, la incidenza sui civili, la potenza delle armi erano strutturalmente diverse. Il \u201cfenomeno guerra\u201d era profondamente diverso e di fronte ad esso Tommaso rifletteva con questi argomenti. <\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><i>Summa Theologiae<\/i>, II-II, q.40, a1. \u201cSe la guerra sia sempre peccato\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div align=\"right\">\n<table width=\"957\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"3\">\n<col width=\"951\" \/>\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"951\"><span style=\"color: #000000\">\u201c<span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">SEMBRA che fare la guerra sia sempre peccato. Infatti:<br \/>\n<\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">1. Il castigo \u00e8 inflitto solo per un peccato. Ora, il Signore minaccia un castigo a chi combatte: &#8220;Tutti coloro che prenderanno la spada periranno di spada&#8221;. Dunque qualsiasi guerra \u00e8 illecita.<\/span><\/span><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"951\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">[40637] II\u00aa-IIae q. 40 a. 1 arg. 2<br \/>\n2. Quanto si oppone ai precetti di Dio \u00e8 peccato. Ma combattere \u00e8 contrario al precetto di Dio; poich\u00e9 sta scritto: &#8220;Io invece vi dico di non fare resistenza al malvagio&#8221;; e altrove: &#8220;Non vendicatevi da voi stessi, o carissimi, ma date luogo all&#8217;ira&#8221;. Perci\u00f2 far guerra \u00e8 sempre peccato.<\/span><\/span><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"951\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">[40638] II\u00aa-IIae q. 40 a. 1 arg. 3<br \/>\n3. Niente all&#8217;infuori del peccato \u00e8 incompatibile con una virt\u00f9. Ma la guerra \u00e8 incompatibile con la pace. Dunque la guerra \u00e8 sempre peccato.<\/span><\/span><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"951\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">[40639] II\u00aa-IIae q. 40 a. 1 arg. 4<br \/>\n4. L&#8217;esercitarsi in qualsiasi cosa lecita \u00e8 sempre lecito: il che \u00e8 evidente nelle esercitazioni scientifiche. Invece gli esercizi bellici, che si fanno nei tornei, sono proibiti dalla Chiesa: poich\u00e9 chi muore in codesti esercizi viene privato della sepoltura ecclesiastica. Quindi la guerra \u00e8 peccato in senso assoluto.<\/span><\/span><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"951\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">[40640] II\u00aa-IIae q. 40 a. 1 s. c.<br \/>\nIN CONTRARIO: Scrive S. Agostino: &#8220;Se la religione cristiana condannasse totalmente le guerre, nel Vangelo, ai soldati che chiedevano un consiglio di salvezza, si sarebbe dato quello di abbandonare le armi, e di fuggire la milizia. Invece fu loro detto: &#8220;Non fate violenze a nessuno; contentatevi della vostra paga&#8221;. Perci\u00f2 non viene proibito il mestiere del soldato a coloro che viene comandato di contentarsi della paga&#8221;.<\/span><\/span><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"951\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">[40641] II\u00aa-IIae q. 40 a. 1 co.<br \/>\nRISPONDO: Perch\u00e9 una guerra sia giusta si richiedono tre cose. <b>Primo, l&#8217;autorit\u00e0 del principe<\/b>, per ordine del quale deve essere proclamata. Infatti una persona privata non ha il potere di fare la guerra: poich\u00e9 essa pu\u00f2 difendere il proprio diritto ricorrendo al giudizio del suo superiore. E anche perch\u00e9 non appartiene ad una persona privata raccogliere la moltitudine, cosa che \u00e8 indispensabile nelle guerre. E siccome la cura della cosa pubblica \u00e8 riservata ai principi, spetta ad essi difendere lo stato della citt\u00e0, del regno o della provincia cui presiedono. E come lo difendono lecitamente con la spada contro i perturbatori interni, col punire i malfattori, secondo le parole dell&#8217;Apostolo: &#8220;Non porta la spada inutilmente: ch\u00e9 \u00e8 ministro di Dio e vindice nell&#8217;ira divina per chi fa il male&#8221;; cos\u00ec spetta ad essi difendere lo stato dai nemici esterni con la spada di guerra. Ecco perch\u00e9 ai principi vien detto nei Salmi: &#8220;Salvate il poverello, e il mendico dalle mani dell&#8217;empio liberate&#8221;. E S. Agostino scrive: &#8220;L&#8217;ordine naturale, indicato per la pace dei mortali, esige che risieda presso i principi l&#8217;autorit\u00e0 e la deliberazione di ricorrere alla guerra&#8221;.<br \/>\n<b>Secondo, si richiede una causa giusta<\/b>: e cio\u00e8 una colpa da parte di coloro contro cui si fa la guerra. Scrive perci\u00f2 S. Agostino: &#8220;Si sogliono definire giuste le guerre che vendicano delle ingiustizie: e cio\u00e8 nel caso che si tratti di debellare un popolo, o una citt\u00e0, che han trascurato di punire le malefatte dei loro sudditi, o di rendere ci\u00f2 che era stato tolto ingiustamente&#8221;.<br \/>\n<b>Terzo, si richiede che l&#8217;intenzione di chi combatte sia retta<\/b>: e cio\u00e8 che si miri a promuovere il bene e ad evitare il male. Ecco perci\u00f2 quanto scrive S. Agostino: &#8220;Presso i veri adoratori di Dio son pacifiche anche le guerre, le quali non si fanno per cupidigia o per crudelt\u00e0, ma per amore della pace, ossia per reprimere i malvagi e per soccorrere i buoni&#8221;. Infatti pu\u00f2 capitare che, pur essendo giusta la causa e legittima l&#8217;autorit\u00e0 di chi dichiara la guerra, tuttavia la guerra sia resa illecita da una cattiva intenzione. Dice perci\u00f2 S. Agostino: &#8220;<b>La brama di nuocere, la crudelt\u00e0 nel vendicarsi, lo sdegno implacabile, la ferocia nel guerreggiare, la smania di sopraffare, e altre cose del genere sono giustamente riprovate nella guerra&#8221;<\/b>.<\/span><\/span><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"951\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">[40642] II\u00aa-IIae q. 40 a. 1 ad 1<br \/>\nSOLUZIONE DELLE DIFFICOLT\u00c0: 1. Come dice S. Agostino; &#8220;prende la spada colui che si arma contro il sangue di qualcuno, senza il comando o il permesso di nessun potere legittimo e superiore&#8221;. Chi invece usa la spada con l&#8217;autorit\u00e0 del principe o del giudice, se \u00e8 una persona privata, oppure per zelo della giustizia, e quindi con l&#8217;autorit\u00e0 di Dio, se \u00e8 una persona pubblica, non prende da se stesso la spada, ma ne usa per incarico di altri. E quindi, non merita una pena. &#8211; Tuttavia anche quelli che usano la spada in modo peccaminoso non sempre sono uccisi di spada. Essi per\u00f2 periscono sempre con la loro spada; perch\u00e9 se non si pentono sono puniti del peccato di spada per tutta l&#8217;eternit\u00e0.<\/span><\/span><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"951\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">[40643] II\u00aa-IIae q. 40 a. 1 ad 2<br \/>\n2. Come nota S. Agostino, tali precetti devono essere osservati sempre con le disposizioni interne: in modo cio\u00e8, che uno sia sempre disposto a non resistere, o a non difendersi, quando ci\u00f2 fosse doveroso. Ma talora bisogna agire diversamente per il bene comune, e per il bene stesso di quelli contro cui si combatte. S. Agostino infatti scriveva: &#8220;Spesso bisogna adoperarsi non poco presso gli avversari per piegarli con benevola asprezza. Infatti per colui al quale viene tolta la libert\u00e0 di peccare \u00e8 un bene essere sconfitto: poich\u00e9 niente \u00e8 pi\u00f9 infelice della felicit\u00e0 di chi pecca, la quale accresce un&#8217;iniquit\u00e0 degna di pena, mentre la cattiva volont\u00e0 si rafforza come un nemico domestico&#8221;.<\/span><\/span><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<div align=\"right\">\n<table width=\"957\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"3\">\n<col width=\"951\" \/>\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"951\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">[40644] II\u00aa-IIae q. 40 a. 1 ad 3<br \/>\n3. Quelli che fanno delle guerre giuste hanno di mira la pace. Perci\u00f2 essi sono contrari solo alla pace cattiva, che il Signore &#8220;non \u00e8 venuto a portare sulla terra&#8221;, come dice il Vangelo. Scriveva S. Agostino a Bonifacio: &#8220;Non si cerca la pace per fare la guerra; ma si fa la guerra per avere la pace. Sii dunque pacifico nel guerreggiare, per indurre con la vittoria al bene della pace coloro che devi combattere&#8221;.<\/span><\/span><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"951\"><span style=\"color: #000000\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\">[40645] II\u00aa-IIae q. 40 a. 1 ad 4<br \/>\n4. Gli esercizi di guerra non sono proibiti tutti, ma solo quelli disordinati e pericolosi, che portano ad uccidere e a depredare. Invece presso gli antichi le esercitazioni di guerra erano scevre di codesti pericoli: perci\u00f2 esse venivano chiamate &#8220;preparazioni di armi&#8221;, oppure &#8220;guerre incruente&#8221;, come risulta da una lettera di San Girolamo\u201d.<\/span><\/span><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>La giustificazione della guerra discende, per Tommaso, alla scuola di Agostino, dal principio \u201cnon fate violenza a nessuno\u201d: questo dimostra come la teoria della \u201cguerra giusta\u201d debba essere pensata in un orizzonte pi\u00f9 adeguato, almeno per due grandi ragioni:<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>a) il \u201cfenomeno guerra\u201d non \u00e8 lo stesso rispetto a ci\u00f2 che Agostino e Tommaso conoscevano. Soprattutto sul piano della \u201cterza causa di giustificazione\u201d, la \u201cretta intenzione\u201d, \u00e8 evidente come la grande differenza tra intenzione ed effetto, oggi determinata in larga misura dai mezzi a disposizioni dei soldati, incide profondamente sul giudizio. Una sola bomba, sganciata da un solo soldato, pu\u00f2 causare la morte di centinaia di civili inermi. Questo \u00e8 un elemento differenziale, che non pu\u00f2 essere risolto semplicemente sul piano della \u201cretta intenzione\u201d. Ed \u00e8 qui che la \u201cinutile strage\u201d diventa una nuova evidenza, teologicamente e civilmente rilevante.<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>b) Il richiamo che Agostino fornisce a Tommaso, su ci\u00f2 che deve escludere la \u201cretta intenzione\u201d, prende la forma di una sequenza tragica di vizi che oggi vediamo davanti ai nostri occhi quotidianamente: &#8220;<b>La brama di nuocere, la crudelt\u00e0 nel vendicarsi, lo sdegno implacabile, la ferocia nel guerreggiare, la smania di sopraffare, e altre cose del genere sono giustamente riprovate nella guerra&#8221;<\/b>. Dovrebbe essere chiaro che qui, dal punto di vista di Tommaso e di Agostino, non siamo di fronte a \u201cvizi interni ad una atto giustificato\u201d, ma di \u201cvizi che rendono l\u2019atto bellico ingiustificabile\u201d e lo qualificano come peccato.<\/i><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #111111\"><span style=\"font-family: 'Liberation Serif', serif\"><span style=\"font-size: medium\"><i>Questo sarebbe utile avessero presente almeno tutte le autorit\u00e0 religiose, per evitare di chiamare bene il male e male il bene. Le piccole distinzioni, sottili come un capello, che troviamo nei testi di 800 o di 1500 anni fa, pur nei limiti di una lettura anacronistica, ci aiutano a comprendere la esigenza di una teologia che guardi al fenomeno bellico cos\u00ec come oggi appare e che non si accontenti di ripetere una lettura limitata e idealizzata, che la tradizione ha elaborato sulla base di altre evidenze e di altri fenomeni.<\/i><\/span><\/span><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La guerra in tempo di Pasqua, leggendo la \u201cSumma Theologiae\u201d di S. 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