{"id":17663,"date":"2022-03-11T18:27:59","date_gmt":"2022-03-11T17:27:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17663"},"modified":"2022-03-11T18:29:30","modified_gmt":"2022-03-11T17:29:30","slug":"elogio-dellinesemplare-4-la-debolezza-e-la-specie-di-marcello-la-matina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/elogio-dellinesemplare-4-la-debolezza-e-la-specie-di-marcello-la-matina\/","title":{"rendered":"Elogio dell\u2019inesemplare (\/4): la debolezza e la specie (di Marcello La Matina)"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" alt=\"head_1-2021\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/head_1-2021-300x154.jpg\" \/><\/p>\n<p><em>Ultima parte del testo di Marcello La Matina sull&#8217;inesemplare, dove approda ad una correlazione tra teoria sulla violenza, parabola del Samaritano ed elogio della debolezza (ag)<\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><em><span style=\"font-size: large\"><b>D \u2013 Elogio della <\/b><\/span><span style=\"font-size: large\"><b>faiblesse<\/b><\/span><\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><i>Il Samaritano<\/i> della parabola evangelica<i> coglie il sentore di questa inesemplarit\u00e0<\/i>, mentre <i>il sacerdote e il levita colgono solo la mancanza di esemplarit\u00e0 <\/i>dell\u2019individuo-Uomo ridotto dai briganti \u2018mezzo morto\u2019 (\u1f21\u03bc\u03b9\u03b8\u03b1\u03bd\u03ae\u03c2). Inoltre, occorre presupporre che l\u2019individuo personale \u2013 quello cio\u00e8 che nasce dalla disaffiliazione del singolo dalla classe, cio\u00e8 dell\u2019individuo <i>faible<\/i> dalla specie \u2013 possa non essere soltanto umano. Un certo albero, un certo gatto, un dato fiore possono schiudere la persona dalla propria individualit\u00e0, soprattutto nella rivelazione della loro <i>faiblesse<\/i>. Il fatto che non si sia spesso in grado di differenziare una quercia dall\u2019altra o un elefante dal suo vicino non \u00e8 un argomento contro il riconoscimento della loro personalit\u00e0. Al contrario, quasi sempre una difficolt\u00e0 nel classificare offre lo spunto per ripensare la dimensione personale del vivente uomo alla luce della \u03bf\u1f30\u03ba\u03b5\u03b9\u03ce\u03c4\u03b7\u03c2 che il Creato possiede in quanto tale.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0Se questo \u00e8 plausibile, la riflessione sulla violenza ci avvicina a una diversa spiegazione della <i>debolezza<\/i>. Contrariamente a quanto sovente si crede, la debolezza <i>non \u00e8 la causa<\/i>, <i>ma la conseguenza<\/i> della perdita di marche specifiche. Non si diventa deboli <i>perch\u00e9<\/i> ci si ammala, ma si viene etichettati \u201cmalati\u201d <i>quando<\/i> certi individui si ritengono minacciati dalla esemplarit\u00e0 imperfetta del sofferente che cercano di espellere dalla classe-Uomo. Parimenti, non si \u00e8 deboli perch\u00e9 donne, o perch\u00e9 vecchi: si viene etichettati dispregiativamente \u201cvecchi\u201d o \u201cdonne\u201d solo quando l\u2019individuo supposto esemplare si sente minacciato dalla coesistenza di individui che considera esemplari imperfetti della sua specie. Inoltre, se le cose stanno cos\u00ec, se la debolezza \u00e8 il frutto di una opzione classificatoria interna a una specie, allora possiamo scorgere il carattere squilibrante della malattia, che pu\u00f2 essere imputata non solo a chi \u00e8 ritenuto perdere esemplarit\u00e0, ma anche a chi ne acquisisce in eccesso. Lo dice molto bene Massimo il Confessore, quando scrive che \u00abla malattia \u00e8 chiaramente una carenza della salute, e un eccesso materialit\u00e0: una condizione priva di misura e di ordine\u00bb: <a href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a> si tratta di una inesemplarit\u00e0 che pu\u00f2 assumere indifferentemente le forme della mancanza o quelle della sovrabbondanza di tratti caratterizzanti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Che si tratti di una violenza sempre frutto di una opzione classificatoria e non di una conseguenza necessaria \u00e8 facile capirlo da pochi esempi. La \u2018debolezza\u2019 di un vecchio pu\u00f2 rivelare saggezza, quella di una donna pu\u00f2 dischiudere una diversa visione della vita, e quella di un \u2018malato\u2019 pu\u00f2 conferire senso alla relazione. Una rivelazione di questo senso \u00e8 dischiusa nel Vangelo, dove si dice che il Figlio di Dio \u00e8 venuto come medico per i malati, non per i sani. Ora, non esiste in senso logico una \u201cclasse dei malati\u201d. Il malato \u2013 ogni potenziale individuo malato \u2013 \u00e8 tale in quanto si discosta dalla sanit\u00e0 della specie e non gi\u00e0 perch\u00e9 costituisce un\u2019altra specie. In senso logico, non esiste neppure una classe dei \u201cmedici\u201d: solo la relazione terapeutica istituisce e articola qualcosa come una malattia e qualcosa come una relazione terapeutica. Non sar\u00e0 mai sottolineato abbastanza che la violenza scaturisce dalla paura del simile e non, come spesso si crede, dalla paura del diverso. La donna \u00e8 \u201csimile all\u2019uomo\u201d nel mistero della differenza sessuale: diremo che essa \u2013 proprio perch\u00e9 <i>sempre umana senza dover essere uomo<\/i> \u2013 mette<i> in crisi la nozione stessa di Uomo come specie<\/i>. Ed \u00e8 per questo motivo che la differenza sessuale pu\u00f2 difficilmente essere spiegata in termini di genere e specie e differenza. Da parte sua, Vecchio non \u00e8 una classe diversa da Uomo, ma i suoi individui sono piuttosto segmenti temporali della classe Uomo, dal momento che non posseggono n\u00e9 esemplificano alcuna propriet\u00e0 che non sia gi\u00e0 di per s\u00e9 una <i>Merkmal<\/i> posseduta ed esemplificata da altri individui della specie Uomo: il vecchio \u00e8 tale per la sua temporanea imperfezione nell\u2019esemplificare la pienezza di Uomo. Queste imperfezioni esistono soltanto nella ideologia degli individui che ritengono s\u00e9 stessi degli <i>esemplari-al-quadrato <\/i>e non accettano che altri esemplari (che stessi ritengono <i>esemplari imperfetti<\/i>) siano etichettabili in modo omonimo.<\/p>\n<p align=\"justify\">2.4<\/p>\n<p align=\"justify\">Si fa, pertanto, strada l\u2019idea che i campioni (i <i>samples<\/i>, gli esemplari) possano essere suddivisi non solo \u2013 come ho fatto nei miei lavori precedenti<a href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a> \u2013 in campioni <i>genuini<\/i> e campioni <i>vicari<\/i> (ad esempio, l\u2019Icona bizantina non \u00e8 la sostanza, la \u03bf\u1f50\u03c3\u03af\u03b1 del dio, ma \u00e8 quel \u03c0\u03c1\u03cc\u03c3\u03c9\u03c0\u03bf\u03bd che pone in esistenza una relazione vicariante tra il dio e l\u2019orante), ma anche in <i>campioni imperfetti<\/i> o <i>inesemplari<\/i>. Fra i due estremi del campione genuino e del campione vicario va quindi posto il caso della <i>esemplarit\u00e0 imperfetta<\/i>, ossia la condizione che rende un individuo simile, in parte o meno, a un campione (<i>sample<\/i>) che altri individui ritengono non possegga esemplarmente (massimamente) le propriet\u00e0 che dovrebbe esemplificare. Questa supposta imperfezione del campione, questa sua \u201cinesemplarit\u00e0\u201d \u2013 ripeto \u2013 \u00e8 sempre data agli occhi di qualcuno e pu\u00f2 essere ontica, se concerne gli accidenti, o ontologica, se affetta invece differenze che sono <i>Merkmale<\/i>, cio\u00e8 tratti, direbbe Wittgenstein, <i>grammaticali<\/i> della specie.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ci\u00f2 che fa nascere curiosit\u00e0 \u00e8 il soggiacente meccanismo di individuazione: sembrerebbe infatti che il campione inesemplare sia fatto bersaglio della violenza non in quanto portatore di tratti specifici che si oppongano ad altri tratti, bens\u00ec <i>perch\u00e9 sprovvisto di tratti individuativi specifici<\/i>: cosa che lo colloca pertanto in una zona antropica adiafora o \u201cnemica\u201d. La violenza \u2013 questa la nostra ipotesi \u2013 viene perci\u00f2 esercitata non verso qualcuno che possiede (e in quanto possiede) certi tratti, ma <i>verso colui che esemplifica<\/i> \u2013 in un dato linguaggio e in una data circostanza che sono comuni al violento e alla vittima \u2013 <i>quei tratti che non possiede<\/i> o che possiede in modo supposto inesemplare. In altre parole, i tratti \u2013 se cos\u00ec ci tocca ragionare \u2013 ci sono, sia nell\u2019esemplare-al-quadrato sia nell\u2019individuo inesemplare: il conflitto violento non \u00e8 per\u00f2 una contrapposizione di tratti, ma una contrapposizione tra supposti <i>doppi<\/i>, un conflitto tra individui non differenziabili che a mezzo di una presa di posizione violenta.<\/p>\n<p align=\"justify\">Infine, chi fa violenza a qualcuno non agisce per differenza di tratti ma perch\u00e9 i tratti non fanno differenza ai suoi occhi. Il violento agisce nella indistinzione dei tratti e fa sempre violenza a un certo qualcuno, poich\u00e9 cerca di distruggere la sua esistenza qui e ora. Non ci\u00f2 che \u00e8 comune \u00e8 qui preso di mira, bens\u00ec il non potersi accomunare o diversificare le singolarit\u00e0 adiafore. Chiediamoci allora in quale relazione possono stare l\u2019individualit\u00e0 e la specificit\u00e0 nella condizione che per solito si d\u00e0 quando qualcuno attiva il meccanismo della violenza. Cosa fa violenza a cosa? Quale ontologia pu\u00f2 sussumere la relazione violenta?<\/p>\n<p align=\"justify\">2.5<\/p>\n<p align=\"justify\">Alcuni filosofi contemporanei<a href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a> sostengono una teoria \u2013 gi\u00e0, peraltro, evidente nel pensiero di Simondon o Deleuze \u2013 secondo la quale una ontologia filosofica potrebbe fare a meno degli individui senza cadere nel platonismo: secondo questa corrente di pensiero, non c\u2019\u00e8 posto per individui unici e irripetibili. Tutto si spiegherebbe postulando l\u2019esistenza di \u201ctratti\u201d, suscettibili di concretizzarsi come tali: tratti singolari, e per\u00f2 comuni e ripetibili. Se pur bene argomentata, io trovo inaccettabile questa proposta, cos\u00ec come mi pare da respingere ogni tentativo di ricondurre la metafisica a un unico principio (o il solo l\u2019individuo, o i soli universali, o i <i>Qualia<\/i>, i <i>Quanta<\/i>): l\u2019errore \u00e8 in tutti questi casi un atto di eccessiva fiducia nella Ragione, un atto di \u1f55\u03b2\u03c1\u03b9\u03c2, che sacrifica la molteplicit\u00e0 della vita alla tassonomia della scienza o della filosofia. Insieme a Nelson Goodman, ritengo che fare a meno degli Individui \u2013 come concrezioni uniche e irripetibili \u2013 richieda il sacrificio non indifferente del senso comune e del buon senso. Oltretutto, questa metafisica senza individui si scontra con una intuizione che personalmente, e come uomo e come studioso, ritengo insopprimibile: il sentore che l\u2019individuo, soprattutto quando de-figurato dal pregiudizio ideologico, sia sempre unico e irripetibile.<\/p>\n<p align=\"justify\">Se adesso chiamiamo \u2018persona\u2019 (\u03c0\u03c1\u03cc\u03c3\u03c9\u03c0\u03bf\u03bd) questa unicit\u00e0 irripetibile data nel faccia-a-faccia, allora possiamo ammettere che l\u2019Altro, ogni altro che non sia sempre esemplarmente l\u2019individuo di una data specie, \u00e8 per l\u2019individuo il fenomeno molare che permette di cogliere la trascendenza come <i>rivelazione, non di qualcosa ma di qualcuno<\/i>. L\u2019imperfetta esemplarit\u00e0 che cogliamo in una data persona rende possibile per l\u2019individuo autotrascendersi e trascendere cos\u00ec i limiti della sua specie. Per questa via viene infatti scoperta la differenza assoluta tra me, individuo, e quel dato individuo che \u00e8 insieme a me, qui e ora, la persona, il \u03c0\u03c1\u03cc\u03c3\u03c9\u03c0\u03bf\u03bd, letteralmente: <i>colui-che-mi-sta-faccia-a-faccia<\/i>. Il \u03c0\u03c1\u03cc\u03c3\u03c9\u03c0\u03bf\u03bd non \u00e8 un campione imperfetto della specie, ma il limite stesso della mia pretesa <i>vis<\/i> tassonomica. Colui che mi sta ora faccia-a-faccia \u00e8 colui che mi fa assumere la mia condizione di soggetto come fosse una <i>positio debilis<\/i>. In questo si d\u00e0 una evidente inversione di ruoli: la debolezza supposta di \u201ccolui che mi sta ora faccia-a-faccia\u201d rivela la reale debolezza della mia pretesa di sciogliere mediante il calcolo induttivo o deduttivo la questione cruciale di ogni grammatica: la <i>ratio<\/i> che lega il tipo alle sue repliche, il <i>type<\/i> ai <i>tokens<\/i>, gli individui ad una specie.<\/p>\n<p align=\"justify\">3. <i>Postludio<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">Occorre resistere alla tentazione di innalzare teoreticamente l\u2019esemplare al suo presunto tipo. L\u2019imperfezione del <i>token<\/i> smette di esistere non appena io rinuncio a riferirlo a un <i>type<\/i>. Facile, a questo punto, parafrasare la pensosit\u00e0 di Ludwig Wittgenstein, per tentare una conclusione pi\u00f9 nostra. Io direi che <i>la supposta debolezza di un campione nell\u2019esemplificare la sua specie significa la debolezza e i limiti della mia grammatica e, cos\u00ec, dello stesso mio mondo<\/i>. \u00c8 solo quando abbiamo sentore di una presenza inamovibile e insupponibile (quella del \u03c0\u03c1\u03cc\u03c3\u03c9\u03c0\u03bf\u03bd) che possiamo esser-<i>ci<\/i> davanti ad Altri come <i>ci<\/i>-siamo davanti al mistero, all\u2019eros, alla morte \u2013 che diventa cos\u00ec \u2018sorella\u2019 morte. Il riconoscimento della persona (questa \u1f00\u03bd\u03b1\u03b3\u03bd\u03ce\u03c1\u03b9\u03c3\u03b9\u03c2 che non presuppone la riduzione del Qui e dell\u2019Ora ad un luogo o evento passato o ad una precognizione spaziotemporale data) \u00e8 riconoscimento del carattere <i>cronosensitivo<\/i> della conoscenza, che \u00e8 sempre genuinamente erotica. La disposizione cronosensitiva annuncia l\u2019ingresso dell\u2019Altro nell\u2019orizzonte cognitivo del soggetto mentre ne dissolve la grammatica. Nella sensitivit\u00e0 all\u2019altro che <i>ad-viene<\/i> pu\u00f2 sciogliersi il perverso legame che lega le ragioni del linguaggio alle loro conseguenze violente. Liberati dall\u2019ansia di classificare ogni nuova istanza, possiamo sottrarci alla cogenza dei predicati familiari e ascoltare, finalmente, quel che si rende manifesto nell\u2019incertezza dei sostrati. E pu\u00f2 accadere allora, nell\u2019amore, come nella vita teoretica, che la potenza si riveli debolezza, e la stoltezza si riveli cosparsa \u2013 come voleva Benjamin \u2013 di schegge del tempo messianico.<\/p>\n<p align=\"justify\">Marcello La Matina<\/p>\n<p align=\"justify\">F I N E (4\/4)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> \u00ab\u1f29 \u03bd\u03cc\u03c3\u03bf\u03c2, \u03b5\u1f54\u03b4\u03b7\u03bb\u03bf\u03bd, \u1f61\u03c2 \u1f14\u03bb\u03bb\u03b5\u03b9\u03c8\u03af\u03c2 \u1f10\u03c3\u03c4\u03b9\u03bd \u1f51\u03b3\u03b9\u03b5\u03af\u03b1\u03c2, \u03ba\u03b1\u03af \u1f51\u03c0\u03b5\u03c1\u03b2\u03bf\u03bb\u03ae \u03c3\u03c9\u00b5\u03ac\u03c4\u03c9\u03bd \u1f10\u03bd\u03cd\u03bb\u03c9\u03bd, \u03bf\u1f54\u03c4\u03b5 \u00b5\u03ad\u03c4\u03c1\u03bf\u03bd, \u03bf\u1f54\u03c4\u03b5 \u03c4\u03ac\u03be\u03b9\u03bd \u1f10\u03c7\u03bf\u00b5\u03ad\u03bd\u03b7\u00bb (Max. Conf. \u1f18\u03ba \u03c4\u03bf\u1fe6 \u1f01\u03b3\u1f77\u03bf\u03c5 \u1f39\u03b5\u03c1\u03bf\u03b8\u1f73\u03bf\u03c5).<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a> Mi permetto di citare il mio <i>L\u2019accadere del suono<\/i> (Mimesis, Milano 2017), dove assumo come la relazione stessa con il suono da noi prodotto abbia una origine indessicale che non pu\u00f2 essere eradicata; questa origine, questo grambo del suono, \u00e8 la sua matrice e la sua madre, e lo custodisce sempre come un individuo unico e irripetibile.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a> Alcuni di questi pensatori sono tra i miei preferiti, sia per rigore metodologico sia per originalit\u00e0. Tuttavia, come a volte accade, non posso condividere le conclusioni cui essi pervengono. E sono quasi dispiaciuto che tra questi autori e me si debba dare un tale disaccordo. Per parte mia, ritengo irrinunciabile la nozione di individuo e quella, prossima ad essa, di \u03c0\u03c1\u03cc\u03c3\u03c9\u03c0\u03bf\u03bd. Anzi, \u00e8 forse perch\u00e9 non si d\u00e0 scienza delle cose individuali (<i>individuum est ineffabile<\/i>) che la filosofia deve pensare oltre il limite della metafisica e della classificazione degli enti. Scriveva Vladimir Lossky che la \u201cpersona\u201d non \u00e8 definibile se non come \u00abl\u2019irriducibilit\u00e0 stessa dell\u2019individuo alla propria natura\u00bb. Un recente lutto mi ha privato di mia mamma. E sono certo di non aver con lei perduto solo dei <i>features<\/i> o dei <i>qualia<\/i>, ma una individualit\u00e0 (un <i>concretum<\/i>) irripetibile.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ultima parte del testo di Marcello La Matina sull&#8217;inesemplare, dove approda ad una correlazione tra teoria sulla violenza, parabola del Samaritano ed elogio della debolezza (ag) D \u2013 Elogio della faiblesse Il Samaritano della parabola&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17663"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17663"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17663\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17688,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17663\/revisions\/17688"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17663"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17663"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17663"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}