{"id":17648,"date":"2022-03-08T08:25:02","date_gmt":"2022-03-08T07:25:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17648"},"modified":"2022-03-08T08:25:02","modified_gmt":"2022-03-08T07:25:02","slug":"elogio-dellinesemplare-3-una-teoria-della-violenza-di-marcello-la-matina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/elogio-dellinesemplare-3-una-teoria-della-violenza-di-marcello-la-matina\/","title":{"rendered":"Elogio dell\u2019inesemplare (\/3): una teoria della violenza (di Marcello La Matina)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><img decoding=\"async\" alt=\"head_1-2021\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/head_1-2021-300x154.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><em>La terza parte del testo di Marcello La Matina, che si concentra su una &#8220;teoria della violenza&#8221; che la identifica in una difficolt\u00e0 classificatoria. (ag)<\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif\"><span style=\"font-family: Brill, serif\"><span style=\"font-size: large\"><b>C \u2013 Teoria dell\u2019Inesemplare<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<ol>\n<li>\n<p align=\"justify\"><i>Individui genuini ed esemplarit\u00e0 imperfetta<\/i><\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p align=\"justify\">Vorrei provare a sviluppare in una direzione semio-filosofica questa piccola teoria della violenza come scaturente dal conflitto tra individui diversamente qualificati rispetto alla specie. La violenza sarebbe causata da qualche individuo che ritiene minacciata la propria rappresentativit\u00e0 (= esemplarit\u00e0) di campione genuino o esemplare (nel senso di Nelson Goodman) di una specie.<a href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a> Questa esemplarit\u00e0, comincio col dire, non si possiede sempre. In base all\u2019uso comune, le cose, le persone, si \u201cdeteriorano\u201d, vanno incontro ad una perdita delle loro marche. Ci\u00f2 accade in qualche caso come una pura accidentalit\u00e0: \u00e8 allora una consunzione che accade nel tempo o nello spazio. Altre volte, invece, la perdita di esemplarit\u00e0 pu\u00f2, in altro senso, essere una condizione durevole: in questi casi \u00e8 il sistema che <i>de-figura<\/i> quegli individui che non riesce a classificare senza entrare in crisi. In ambo i casi, secondo la mia teoria, la violenza scaturisce come conseguenza di una difficolt\u00e0 classificatoria.<\/p>\n<p align=\"justify\">Va da s\u00e9 che gli individui che vengono considerati deteriori non lo sono in senso assoluto, ma soltanto agli occhi di altri individui che li ritengono debolmente esemplari. In molte culture, ad esempio, agli individui Donna, sono bens\u00ec ritenuti partecipi della specie Uomo; e tuttavia vengono considerati alla stregua di esseri inferiori ai maschi. Parimenti, avviene in molti contesti cosali che i portatori di uno stigma sociale vengano ritenuti degli <i>esemplari-imperfetti<\/i> da coloro che io qui chiamerei gli <i>esemplari-al-quadrato<\/i>. Va detto che tanto l\u2019imperfetta quanto la piena esemplarit\u00e0 sono ovviamente frutto di supposizioni e contrapposizioni sociali. Questa premessa ci aiuta a rispondere alla domanda di partenza sulla violenza. La violenza \u00e8 quel dispositivo ontico-ontologico che fa s\u00ec che un individuo che si ritiene massimamente esemplare prevarichi su ogni altro individuo che pu\u00f2 considerare imperfetto o degradato (occasionalmente o no). Talch\u00e9, l\u2019esercizio della violenza ha come condizione necessaria, ancorch\u00e9 non sufficiente, quei contesti \u201camebeici\u201d<a href=\"#sdfootnote2sym\" name=\"sdfootnote2anc\"><sup>2<\/sup><\/a> in cui qualche individuo <i>suppos\u00e9<\/i>-esemplare si trovi a interagire significativamente con un dato individuo <i>suppos\u00e9<\/i>-degradato. Non \u00e8 qui questione di contrapposizione tra classi o specie, ma di \u201cintensit\u00e0\u201d o gradualit\u00e0 all\u2019interno di una stessa specie. In altre parole, quel che appare scatenare la violenza non \u00e8 la differenza specifica, ma l\u2019indifferenza co-specifica, ossia data tra individui in qualche modo membri di una e sola specie. Se ci\u00f2 \u00e8 plausibile, occorre chiedersi ora: posto che il primo esemplifica la specie (ossia, pretende di essere un <i>fair sample <\/i>di questa), che cosa esemplificher\u00e0 (di cosa sar\u00e0 <i>sample<\/i>) il secondo? Cosa esemplifica \u201cil vecchio\u201d, \u201cla donna\u201d, \u201cil malato\u201d agli occhi di un uomo che si suppone massimamente esemplare di Uomo?<\/p>\n<p align=\"justify\">2.1<\/p>\n<p align=\"justify\">Secondo la nota definizione di \u201cesemplare\u201d (<i>sample<\/i>) data da Nelson Goodman, un campione, un <i>sample<\/i> \u00e8 tale, <i>se e solo se \u00e8 un esempio genuino (fair sample) delle propriet\u00e0 che possiede (<\/i>letteralmente o no). Esemplificare (<i>sampling<\/i>) implica quindi il <i>possesso<\/i> di certi tratti e la possibilit\u00e0 per altri individui di fare <i>riferimento<\/i> a questi tratti nell\u2019uso di un qualche linguaggio.<a href=\"#sdfootnote3sym\" name=\"sdfootnote3anc\"><sup>3<\/sup><\/a> Conseguentemente, si dir\u00e0 che il campione (<i>sample<\/i>) possiede una data propriet\u00e0, se ne \u00e8 un esempio genuino agli occhi di chiunque usi un linguaggio per fare riferimento ad esso. Ci\u00f2 chiarito, una risposta ragionevole al quesito: \u201ccosa \u00e8 esemplificato da una dato malato, da una data donna, da un dato vecchio?\u201d pu\u00f2 essere la seguente: <i>ognuno di questi individui \u00e8 supposto non possedere ci\u00f2 che <\/i>al tempo t<sub>0 <\/sub><i>esemplifica<\/i>: il vecchio non \u00e8 ritenuto un uomo pieno e la donna neppure: quest\u2019ultima ontologicamente, il vecchio onticamente. Sicch\u00e9, l\u2019individuo che esercita violenza contro il vecchio o la donna o il malato esercita la sua pressione in nome e per conto della specie che crede di rappresentare (e \u201cdifendere\u201d dalla indifferenziazione). Ora, su cosa viene esercitata la violenza del primo? Rispondo cos\u00ec: L\u2019individuo che esercita violenza sulla donna o sul vecchio o sul malato lo fa in quanto ritiene ciascuno di essi un esemplare affetto da <i>faiblesse<\/i>, un campione debole, che non pu\u00f2 e, perci\u00f2 non deve \u2013 a giudizio del violento \u2013 esemplificare le propriet\u00e0 che non possiede. La violenza pare sanzionare l\u2019<i>inesemplarit\u00e0<\/i>.<\/p>\n<p align=\"justify\">2.2<\/p>\n<p align=\"justify\">Tuttavia, che tipo di individuo \u00e8 il campione inesemplare? Potrei rispondere cos\u00ec: in primo luogo, lo direi un individuo non in grado di esemplificare le propriet\u00e0 della specie cui appartiene: il vecchio sta all\u2019uomo come la donna sta all\u2019uomo; ontico e ontologico appaiono al violento dei casi di degrado. (In un altro senso, si potrebbe dire che il campione debole sia l\u2019individuo supposto sacrificabile. Pu\u00f2, in tal senso, la violenza essere considerata una forma degradata di sacert\u00e0? Questa domanda richiede una analisi apposita, che qui non faremo). In secondo luogo, il malato, il vecchio, la donna non li posso ascrivere a un genere o una specie. La donna non pu\u00f2 essere inclusa in una specie a parte, perch\u00e9 essa \u00e8 membro della specie Uomo senza essere un uomo (<i>la donna \u00e8 gi\u00e0 sempre umana, senza dover essere un uomo<\/i>; questo spiega la difficolt\u00e0 per la filosofia di spiegare la differenza sessuale); il vecchio \u00e8 anch\u2019egli umano, membro della specie Uomo: ma per gli Antichi restava, se pur debole, un uomo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nella et\u00e0 postmoderna, il vecchio, ciascun vecchio, \u00e8 ritenuto spesso un umano sacrificabile, perch\u00e9 non possiede quel che dovrebbe esemplificare. Egli non ha per cos\u00ec dire il diritto di rivendicare le propriet\u00e0 di Uomo. E, se lo fa, se le esemplifica, si tratter\u00e0 di un <i>camouflage<\/i>: la genuinit\u00e0 del campione \u00e8 difesa allora contro il campione non genuino. Si comprende in questa luce la \u201csomatolatria\u201d che vediamo nelle vite di molti anziani, costretti dal paradigma specista a sembrare perennemente giovani. Una cartina di tornasole per questo procedimento \u00e8 la pubblicit\u00e0 contemporanea, sempre ansiosa di presentare campioni (<i>samples<\/i>) enfatici, quasi caricaturali. E, poich\u00e9 il campione pubblicitario non \u00e8 la \u201ccosa stessa\u201d ma le assomiglia soltanto, questa credibilit\u00e0 pu\u00f2 esser considerata un effetto retorico della veridizione prodotta dal discorso pubblicitario; un discorso spesso costruito grazie all\u2019uso di testimonial \u2013 questi s\u00ec genuini \u2013 che vantino una credibilit\u00e0 indipendente. Comprendiamo cos\u00ec perch\u00e9 accada, ad esempio, che la pubblicit\u00e0 e i media sempre pi\u00f9 spesso esibiscano fino all\u2019ostentazione nell\u2019uomo anziano i caratteri plastici dell\u2019uomo greco policleteo, quell\u2019uomo senza et\u00e0 che ancora diciamo \u201cclassico\u201d: esso viene assunto come un modello senza tempo, equidistante cos\u00ec dal momento della nascita come da quello della morte. Il <i>Doriforo di Policleto<\/i> pu\u00f2 cos\u00ec rivivere come riferimento occulto nel <i>trash<\/i> delle moderne pubblicit\u00e0 di farmaci per la prostata.<\/p>\n<p align=\"justify\">2.3<\/p>\n<p align=\"justify\">Tutto il mondo antico conobbe spirali di violenza sulle quali non possiamo qui soffermarci. diciamo solo che l\u2019antropologia moderna \u00e8 ancora troppo astiosa per riconoscere il debito profondo che la civilt\u00e0 ha accumulato nei confronti del pensiero giudaico-cristiano in materia di rivelazione dei meccanismi occulti della violenza. Il lavoro di un antropologo come Ren\u00e9 Girard \u00e8 disgraziatamente troppo poco apprezzato e isolato. Comunque sia, molti studiosi sono concordi nel ritenere che il Cristianesimo, l\u2019annuncio di Ges\u00f9 Cristo e, insieme, la travagliata storia del popolo di Israele costituiscano una singolare virtuosa eccezione allo specismo generatore di violenza che era largamente diffuso nell\u2019Antichit\u00e0 classica e nelle societ\u00e0 basate sulla logica sacrificale. Il giudeo-cristianesimo, in un modo davvero imprevedibile, ha introdotto nelle culture umane il <i>sentore<\/i> secondo cui un individuo debole \u00e8 bens\u00ec incapace di comunicare alla propria specie, ma proprio per questo esso <i>pu\u00f2<\/i> essere \u201cguardato\u201d nella sua <i>haecceitas<\/i>, nella individualit\u00e0 (non della specie, ma) della persona.<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>(continua 3\/4)<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> Cfr specialmente le teorie di Nelson Goodman in <i>Facts, Fiction, and Forecast<\/i>, Harvard Univ. Press, Cambridge (Ma) and London, UK 1954. Per una riflessione su questo ambito, vedi il mio contributo Esemplificazione, Riferimento e Verit\u00e0 in Marcello La Matina e Elio Franzini (a cura di), <i>Nelson Goodman filosofo dei linguaggi<\/i>, Quodlibet, Macerata 2009.<\/p>\n<div id=\"sdfootnote2\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote2anc\" name=\"sdfootnote2sym\">2<\/a> Ho chiamato \u201camebeico\u201d ogni contesto di interazione sensitiva, umana od etologicamente significante, cos\u00ec come pu\u00f2 essere trattata nel quadro della teoria esposta in <i>Cronosensitivit\u00e0<\/i>, cit. cap. 6.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdfootnote3\">\n<p align=\"justify\"><a href=\"#sdfootnote3anc\" name=\"sdfootnote3sym\">3<\/a> Cfr. Nelson Goodman, <i>Languages of Art. An Approach to a Theory of Symbols<\/i>, Bobbs-Merrill, Indianapolis (Ma) 1968.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La terza parte del testo di Marcello La Matina, che si concentra su una &#8220;teoria della violenza&#8221; che la identifica in una difficolt\u00e0 classificatoria. (ag) C \u2013 Teoria dell\u2019Inesemplare Individui genuini ed esemplarit\u00e0 imperfetta Vorrei&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17648"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17648"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17648\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17650,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17648\/revisions\/17650"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17648"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17648"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17648"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}