{"id":17634,"date":"2022-03-06T09:40:30","date_gmt":"2022-03-06T08:40:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17634"},"modified":"2022-03-06T09:40:30","modified_gmt":"2022-03-06T08:40:30","slug":"fratelli-e-nemici-la-contingenza-del-mistero-e-le-chiese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/fratelli-e-nemici-la-contingenza-del-mistero-e-le-chiese\/","title":{"rendered":"Fratelli e nemici: la contingenza del mistero e le Chiese"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/buonsamaritano.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15863\" alt=\"buonsamaritano\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/buonsamaritano-300x162.jpg\" width=\"300\" height=\"162\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/buonsamaritano-300x162.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/buonsamaritano.jpg 628w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Una fraternit\u00e0 invisibile ci d\u00e0 speranza. Quella di un figlio che muore, per mano di uomini, e che in questo rende tutti gli uomini fratelli e sorelle. La solitudine con cui inizia l&#8217;avvicinamento alla Pasqua, il deserto di relazioni e di cose, dove pi\u00f9 alta si fa la parola che tenta &#8211; che tenta con la fame, col miracolo e col potere -,\u00a0 \u00e8 la riconsiderazione di che cosa significa essere fratelli. La fratellanza visibile, con le sue dolcezze, \u00e8 conflitto, lotta, difesa di un atteso riconoscimento, diffidenza per il riconoscimento altrui. Queste storie di difficile fratellanza attraversano le parabole e le vicende della Scrittura, la Storia delle nazioni e delle genti, la coscienza delle citt\u00e0 e le fatiche delle famiglie, le relazioni pubbliche e le case private. La fratellanza visibile non si salva da s\u00e9. Pu\u00f2 salvarsi se si apre ad una verit\u00e0 pi\u00f9 profonda e pi\u00f9 ardua, in una comunione che \u00e8 tanto forte da affidarsi alle mani e alle menti di ogni singolo umano. Portiamo la immagine e la somiglianza di Dio nelle nostre mani e nelle nostre parole: cos\u00ec diventiamo fratelli e sorelle, affidando a Dio e al prossimo la pace delle nostre vite.<\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #000000\">Ricordo oggi con particolare emozione <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=xOf8a2nST30&amp;t=15s\">una lezione di J-L. Nancy per un Convegno della FTIS di Milano<\/a>\u00a0(che qui metto in collegamento e che consiglio di ascoltare, quasi come conferenza di inizio quaresima)<\/span><span style=\"color: #000000\">, dove il compianto filosofo, in una delle sue ultime lezioni dal titolo &#8220;Dopo tutto, chi sono i fratelli?&#8221;, ha gettato luce trasversale e singolarmente limpida sul concetto di fraternit\u00e0 e sul suo valore \u201ccentrale\u201d per la comprensione dell\u2019umanit\u00e0 dell\u2019uomo. Il termine\u00a0 fraternit\u00e0\u00a0 \u00e8 risultato molto importante all\u2019inizio dell\u2019et\u00e0 tardo-moderna, ma ha subito anche una serie di \u201cfraintendimenti\u201d dovuti alle associazioni che ha suggerito. Parlare di \u201cfraternit\u00e0\u201d sembra sottolineare una dipendenza da un \u201cfamilismo\u201d, da un \u201cmaschilismo\u201d e da un \u201csentimentalismo\u201d che la tradizione tardo-moderna ha provveduto a mettere sono giudizio e ha coperto di un fitto sospetto. Nancy ha buon gioco nel mostrare che questo genere di diffidenza riposa su una incomprensione dei termini \u201canaloghi\u201d a cui ci si riferisce. Per questo egli sostiene che la nozione di \u201cfraternit\u00e0\u201d \u2013 per essere davvero compresa \u2013 dovrebbe mettere in moto un profondo ripensamento del ruolo di termini come \u201cfamiglia\u201d, come \u201crelazione di genere\u201d e come \u201caffettivit\u00e0\/sentimento\u201d. Un capovolgimento profetico viene proposto da Nancy: una lettura radicale della \u201cfamiglia\u201d, fuori da una ipotesi fondativa e patriarcale, non come \u201caffermazione di un arch\u00e9\u201d, ma come \u201ccomunit\u00e0 di vita\u201d, permette di scoprire che <em>la fraternit\u00e0\/sororit\u00e0 \u00e8 lo spazio aperto dal duplice principio di sangue\/seme maschile (e femminile) e allattamento\/nutrizione femminile (e maschile)<\/em>. Perch\u00e9 si dia fraternit\u00e0 non \u00e8 sufficiente una \u201cgenerazione immediata e paterna comune\u201d, ma occorre anche \u201cgestazione, parto, allattamento ed educazione materna\u201d, non immediata e discontinua, contingente e ripetuta. Questa \u201cduplice condizione\u201d della fraternit\u00e0 \u2013 una immediatezza continua quasi-assente e una mediazione discontinua iper-presente \u2013 si realizzano della \u201cdispersione-emancipazione-maturazione\u201d.\u00a0 La questione da porre \u00e8 la pretesa di \u201cpurificare\u201d la fraternit\u00e0 dal legame. <\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #000000\">La fraternit\u00e0 resta anche sempre come un \u201cal di fuori\u201d della legge, mantiene perci\u00f2 una esteriorit\u00e0 rispetto al diritto di libert\u00e0 e di eguaglianza. Qui possiamo dire che la triade rivoluzionaria indica due diritti (alla libert\u00e0 e alla eguaglianza), di cui il primo potrebbe essere inteso \u201cabsolute\u201d, il secondo pu\u00f2 essere solo \u201crelative\u201d. Si pu\u00f2 credere di avere il diritto di essere assolutamente liberi, infatti, ma \u00e8 difficile concepire un diritto alla eguaglianza senza un termine di paragone. Se si \u00e8 uguali, occorre chiedersi: rispetto a che cosa? Con la fratellanza, tuttavia, \u00e8 proprio difficile poterla concepire come un diritto, se non mediante una riduzione quasi completa della esperienza. E\u2019 piuttosto, anzitutto, un \u201cdovere\u201d. O, ancor pi\u00f9, \u00e8 insieme un fatto e un dono: <\/span><span style=\"color: #000000\"><i>la fraternit\u00e0 ha la contingenza dei fatti donati e dei doni presupposti<\/i><\/span><span style=\"color: #000000\">. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che la fratellanza fatica ad essere ricondotta semplicemente a se stessa. Ha una esteriorit\u00e0 invadente e imbarazzante \u2013 esteriorit\u00e0 del fratello\/sorella, ma ancor prima esteriorit\u00e0 paterna e materna \u2013 che la insidia proprio mentre la pone. Per il soggetto tardo-moderno gi\u00e0 \u00e8 problematico riconoscere di essere \u201cgenito\u201d, ossia generato, relazionato strutturalmente ad una origine; per certi versi ancora pi\u00f9 problematico \u00e8 accettare di essere \u201ccon-genito\u201d, ossia di avere in comune con altri\/altre non solo la generazione, ma la nutrizione, la educazione, la formazione. \u00c8 vero che siamo \u201cposti\u201d e \u201csupposti\u201d \u2013 sia pure in modo astratto \u2013 come liberi e come uguali. Ma come fratelli siamo \u201ccongeniti\u201d, \u201ccondivisi\u201d, \u201caccuditi\u201d, \u201caccompagnati\u201d, \u201ceducati\u201d. <\/span><\/p>\n<p align=\"left\"><span style=\"color: #000000\">Qui sta \u2013 secondo Nancy &#8211; la radice del \u201csospetto\u201d tardo moderno sulla eteronomia della fraternit\u00e0, ma anche la forza di un concetto che apre ad una comunione non fondata da uno \u201cstatus\u201d, ma da un \u201cactus\u201d. Chi sono, dunque, i fratelli? <em>Coloro che riconoscono, non astrattamente in uno status genetico, ma in un atto di genealogia paterna e materna, la comunione di vita \u2013 di nutrimento, di bisogno e di desiderio \u2013 come ci\u00f2 che sta al di qua e al di l\u00e0 della legge<\/em>. La fraternit\u00e0 esige la legge, per svolgersi, ma non \u00e8 da essa fondata. In questo paradosso sta la differenza della fraternit\u00e0 rispetto alla coppia libert\u00e0-uguaglianza: libert\u00e0 ed eguaglianza possono essere ridotti ad \u201cinizi\u201d, mentre la fraternit\u00e0 \u00e8 sempre contingenza iniziata.\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"left\">Le diverse &#8220;contingenze fraterne&#8221; mostrano la forza della fraternit\u00e0 visibile, ma anche il suo limite non necessario e violento. La fraternit\u00e0 universale \u00e8 la pi\u00f9 contingente e la pi\u00f9 fragile, ma la pi\u00f9 decisiva. Si nutre di fede, di speranza e di carit\u00e0. E&#8217; ricevuta come un dono. Se proviamo a tradurla semplicemente in diritti e doveri, possiamo perderla o confonderla con le forme visibili, ma violente, dell&#8217;essere fratelli &#8220;maggiori&#8221; o &#8220;minori&#8221;. Essere fratelli e sorelle tutti uguali e tutti diversi \u00e8 nello stesso tempo la pi\u00f9 alta utopia e il mistero pi\u00f9 delicato. Povero e inerme come ogni vero mistero.<\/p>\n<p align=\"left\">Il farsi visibile del mistero della fraternit\u00e0 universale in Cristo e nella Chiesa che segue il suo Signore rende le chiese responsabili di questa universalit\u00e0 &#8220;non etnica&#8221;, &#8220;non familiare&#8221;, &#8220;non nazionale&#8221;. Difficile compito &#8220;cattolico&#8221; di ogni chiesa. Alimentare le forme storiche dell&#8217;essere fratelli e sorelle, senza cadere nella violenza dei &#8220;fratelli russi&#8221;, dei &#8220;fratelli ucraini&#8221; e dei &#8220;fratelli d&#8217;Italia&#8221;. Il mistero della fraternit\u00e0 chiede deserto e chiede festa. La Chiesa introduce in questa &#8220;vita fraterna&#8221; uomini e donne lavati, profumati e nutriti, nella contingenza di gesti elementari e primari. I gesti familiari, trasfigurati nella morte e risurrezione, portano nello Spirito alla pace e alla comunione. La differenza tra fraternit\u00e0 visibile e fraternit\u00e0 invisibile attraversa i gesti della prima fraternit\u00e0 per accedere, per dono e per compito, alla seconda. Se le Chiese non tengono ben ferma questa relazione delicata tra forme visibili e grazia invisibile, o scivolano nella etnia violenta, o decadono nel formalismo indifferente.<\/p>\n<p align=\"left\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una fraternit\u00e0 invisibile ci d\u00e0 speranza. Quella di un figlio che muore, per mano di uomini, e che in questo rende tutti gli uomini fratelli e sorelle. 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