{"id":17586,"date":"2022-02-18T18:12:56","date_gmt":"2022-02-18T17:12:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17586"},"modified":"2022-02-19T02:02:48","modified_gmt":"2022-02-19T01:02:48","slug":"lio-e-il-noi-del-battesimo-moscerini-e-cammelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/lio-e-il-noi-del-battesimo-moscerini-e-cammelli\/","title":{"rendered":"L&#8217;Io e il Noi del battesimo: moscerini e cammelli"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/battistero-san-giovanni-in-fonte-verona.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-15793\" alt=\"battistero-san-giovanni-in-fonte-verona\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/battistero-san-giovanni-in-fonte-verona-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/battistero-san-giovanni-in-fonte-verona-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/battistero-san-giovanni-in-fonte-verona.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le discussioni sollevate dai &#8220;26 anni di battesimi nulli&#8221; sono una occasione buona per mettere a punto una serie di convinzioni, opinioni, illazioni e mistificazioni che circolano con la velocit\u00e0 della luce, ma non per questo ottengono un buon fondamento.<\/p>\n<p>Vorrei cercare di chiarire il pi\u00f9 possibile che cosa \u00e8 in gioco nella vicenda che abbiamo appreso attraverso la &#8220;lettera&#8221; con cui il Vescovo ha comunicato gli abusi di un parroco della sua diocesi.<\/p>\n<p>E&#8217; bene tenere separato il fatto, almeno per quello che ne sappiamo, e le sue interpretazioni, sulle quali \u00e8 possibile riorganizzare un sapere che sembra, allo stesso tempo, ossessivo e sciatto. Sembra che un prete della diocesi di Phoenix (USA), da almeno 26 anni, abbia battezzato tutti i fedeli che ha incontrato nel suo ministero utilizzando la formula battesimale: &#8220;Noi ti battezziamo nel nome del Padre&#8230;.&#8221;. Poich\u00e9 la formula del rituale \u00e8 &#8220;Io ti battezzo&#8230;&#8221; e non &#8220;Noi ti battezziamo&#8230;&#8221;, il Vescovo di Phoenix ritiene di dover considerare nulli tutti i battesimi di questo lungo periodo. Una sorta di &#8220;damnatio in radice&#8221;!<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, un &#8220;responsum&#8221; della CdF di un anno e mezzo fa sembra avvalorare la interpretazione con cui il Vescovo ha proceduto alla sua dichiarazione di nullit\u00e0.\u00a0 Ci\u00f2 che ora mi colpisce, in questa attuazione di quel testo, \u00e8 il tenore delle argomentazioni, con cui si cerca di interpretare questo &#8220;uso improprio&#8221; come un &#8220;abuso&#8221;. Io non credo che questa fosse l&#8217;unica soluzione possibile. Anzi, a me pare che sia una forzatura pretendere di considerare nulla tutta questa serie di atti ecclesiali. E&#8217; evidente che i ministri della Chiesa sono tenuti ad utilizzare le formule prescritte, che raccolgono una lunga tradizione e che pertanto hanno una autorevolezza non facilmente sostituibile. Tuttavia credo che il rimedio della &#8220;dichiarazione di nullit\u00e0 del battesimo&#8221; debba avvenire solo nel caso in cui la formula non permetta di essere riconosciuta come appartenente alla &#8220;medesima fede&#8221;: supponiamo se si usasse un formula non trinitaria, ma quaternaria, aggiungendo Maria o qualche Santo, ovvero se si aggiungessero parole inadeguate o soggetti impropri ad esprimere il &#8220;passaggio a Cristo&#8221; del soggetto battezzato. Ricordo che il &#8220;responsum&#8221; del giugno scorso era stato sollecitato per l&#8217;uso di una formula che suonava cos\u00ec: <em>&#8220;A nome del pap\u00e0 e della mamma, del padrino e della madrina, dei nonni, dei familiari, degli amici, a nome della comunit\u00e0 noi ti battezziamo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo&#8221;.\u00a0<\/em>Altro \u00e8 dire &#8220;noi&#8221; e altro convocare tutta la famiglia come soggetto del battesimo!<\/p>\n<p>Ma la questione sollevata riguarda, invece, la prospettiva strettamente formale, che viene collegata, con un salto mortale, all&#8217;ultimo significato teologico dell&#8217;atto sacramentale. Si dice: &#8220;usare Noi al posto di Io significa sostituire la Chiesa a Cristo e questa la ragione della invalidit\u00e0&#8221;. Credo che sia difficile sostenere in modo coerente e fondato una tesi tanto estrema. Che non \u00e8 fatta di affermazioni di per s\u00e9 infondate, ma scaturisce dal collegamento forzato di affermazioni con un loro parziale fondamento.\u00a0Provo a mettere ordine nelle parole utilizzate. Vi \u00e8 stato un abuso, ma l&#8217;abuso non porta necessariamente alla nullit\u00e0.<\/p>\n<p>Anzitutto si dice: &#8220;Quell&#8217;Io che compare nella formula \u00e8 Cristo stesso, perch\u00e9 chi battezza agisce <em>in persona Christi<\/em>. Quindi la sostituzione di &#8220;Io&#8221; mette la chiesa al posto del suo Signore&#8221;. Questa interpretazione \u00e8 molto debole, perch\u00e9 non \u00e8 giustificata dalla storia. La espressione &#8220;in persona Christi&#8221; non \u00e8 legata a chi pronuncia la frase, ma alla formula della eucaristia, che gi\u00e0 gli antichi hanno notato essere pronunciata, da colui che presiede la messa, &#8220;come se fosse Cristo&#8221;. Tutte le altre formule, battesimo compreso, sono pronunciate &#8220;in persona ministri&#8221;. Quindi, da questo punto di vista, sarebbe possibile ragionare in questo modo: anche se il ministro ha commesso un illecito, modificando la formula, il significato del rito non cambia. <em>Supplet ecclesia<\/em>.<\/p>\n<p>So bene che la stessa espressione &#8220;in persona Christi&#8221; \u00e8 stata poi utilizzata per tutto ci\u00f2 che fa il prete. Ogni prete o vescovo, qualunque formula dica, la dice &#8220;in persona Christi&#8221;. Questo, tuttavia, non tocca il fatto che la formula del battesimo pu\u00f2 essere pronunciata anche da un diacono, da un laico uomo o donna e persino da un non credente.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, ogni polarizzazione teologica, che opponga Cristo e Chiesa, visibile e invisibile, risponde ad ogni problema in modo unilaterale. Non \u00e8 necessario essere antimodernisti per difendere la tradizione sacramentale. In ogni battesimo l&#8217;io del ministro \u00e8 solo al servizio dell&#8217;Io di Cristo e del Noi della Chiesa. Perci\u00f2 non sarebbe azzardato pensare che nell&#8217;Io di Cristo sentiamo anche il Noi ecclesiale, e nel Noi ecclesiale possiamo trovare il canto principale della voce dell&#8217;Io di Cristo. Che il battesimo sia un atto comunitario e non individuale sembra una notizia estranea al canonista e al vescovo.<\/p>\n<p>Vorrei ricordare che a non facilitare la soluzione di un problema contribuisce anche la &#8220;forma mentis&#8221;, non solo la formula del sacramento. E&#8217; proprio la <em>forma mentis<\/em> classica, che dovremmo cercare di superare, a farci dividere il sacramento in due dimensioni:<\/p>\n<p>a) Una essenza indisponibile, che sarebbe quella garantita da formula, materia e ministro, e su cui vigila la Congregazione per la Dottrina della Fede<\/p>\n<p>b) Una cornice cerimoniale, estrinseca al significato teologico, affidata invece alle cure della Congregazione per il culto divino.<\/p>\n<p>Questa <em>forma mentis<\/em>, che deriva dall&#8217;idea che in ogni sacramento si possa sempre dividere il dono di grazia dalla risposta di chi lo riceve, ci impedisce di assicurare un adeguato accompagnamento del cammino ecclesiale nei casi dubbi. Ad es., la formula utilizzata nella diocesi americana non pu\u00f2 essere davvero compresa senza capire come veniva celebrata, in quale contesto, con quale partecipazione, con quali canti, con che tipo di omelia&#8230;Tutta la dimensione del culto liturgico, che da 60 anni dovrebbe essere promossa anche a Phoenix, dovrebbe restare assolutamente irrilevante per il discernimento? Sono forse i dicasteri romani la fonte della esperienza di fede?\u00a0 Tutto questo contesto celebrativo locale dovrebbe essere oggi un riferimento necessario per comprenderne il significato teologico del battesimo, come della eucaristia. Ma nelle parole del Vescovo non trovo alcun riferimento a tutto ci\u00f2.<\/p>\n<p>Una teologia astratta dei sacramenti, finisce per trattarli come &#8220;passaporti&#8221;, col visto o senza visto. E la concentrazione della validit\u00e0 sulla &#8220;correttezza letterale della formula&#8221; \u00e8 un modo indiretto di sminuire l&#8217;atto stesso, per pensarlo in un orizzonte oggettivo e soggettivo degno di burocrati, non di pastori o di profeti. Una concorrenza tra Io e Noi, come giustificazione di una nullit\u00e0, \u00e8 la proiezione di un approccio apologetico alla tradizione, che preferisce giudizi formali col bilancino ad esperienze di sostanza e di incontro.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 proprio a questo livello che dovremmo chiederci: tutto questo formalismo miope e pedante, questa preoccupazione per una validit\u00e0 asettica e senza corpo, \u00e8 veramente utile per annunciare il vangelo e per accogliere il discepoli di Cristo nella sua Chiesa?\u00a0Pu\u00f2 davvero, un battesimo ridotto a questa arancia meccanica, raccontare qualcosa di buono e giusto di quell&#8217;Io che si vuole tanto custodire, ma solo proiettandolo sulla figura del suo &#8220;interprete principale&#8221;?<\/p>\n<p>Alla decisione del Vescovo di Phoenix, per ci\u00f2 che abbiamo letto nella sua lettera, mi sembra che manchi una teologia del battesimo degna di questo nome, che non si lascia sostituire dal sensibilissimo bilancino del burocrate. Utilissimo a filtrare i moscerini, mentre si ingoiano i cammelli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le discussioni sollevate dai &#8220;26 anni di battesimi nulli&#8221; sono una occasione buona per mettere a punto una serie di convinzioni, opinioni, illazioni e mistificazioni che circolano con la velocit\u00e0 della luce, ma non per&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17586"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17586"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17586\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17589,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17586\/revisions\/17589"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17586"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17586"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17586"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}