{"id":17581,"date":"2022-02-17T11:35:01","date_gmt":"2022-02-17T10:35:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17581"},"modified":"2022-02-17T11:35:22","modified_gmt":"2022-02-17T10:35:22","slug":"il-presbitero-secondo-il-rito-di-ordinazione-2-di-simone-bellato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/il-presbitero-secondo-il-rito-di-ordinazione-2-di-simone-bellato\/","title":{"rendered":"Il presbitero secondo il rito di ordinazione \/2 (di Simone Bellato)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ordinazione.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-17574\" alt=\"ordinazione\" src=\"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ordinazione-300x223.jpg\" width=\"300\" height=\"223\" srcset=\"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ordinazione-300x223.jpg 300w, https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-content\/uploads\/ordinazione.jpg 505w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left\" align=\"center\"><em>Ecco la seconda parte della riflessione di Simone Bellato sulla lettura del presbiterato a partire dal rito di ordinazione.\u00a0 (ag)<\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><b>IL PRESBITERO: In Cristo per edificare il Suo Corpo che \u00e8 la Chiesa<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>2<\/b><b>A<\/b><b>\/ il rito di ordinazione: gli impegni dell\u2019eletto<\/b><\/p>\n<p align=\"center\">di Simone Bellato<\/p>\n<p>\u00a0Dopo l\u2019omelia viene chiesto al presbitero se vuole assumere gli impegni derivanti dalla sua elezione. La prima domanda pone l\u2019eletto dinanzi al motivo della sua elezione: gli viene domandato se vuole cooperare (<i>cooperatores<\/i>) con i Vescovi per servire il popolo di Dio sotto la guida (<i>duce<\/i>) dello Spirito Santo. Ogni aspetto della sua vita, la preghiera, lo studio, le celebrazioni, le relazioni avr\u00e0 questa finalit\u00e0: il servizio del popolo di Dio. Questa domanda forma un\u2019inclusione con l\u2019ultima, e ci torneremo nella terza parte.<\/p>\n<p>Le altre domande riguardano: insegnamento della parola di Dio, celebrazione dei misteri di Cristo con speciale menzione dell\u2019eucaristia e della riconciliazione, preghiera di intercessione, e infine l\u2019unione di se all\u2019offerta di Cristo al Padre per la salvezza degli uomini.<\/p>\n<p>La seconda: \u00abVolete adempiere degnamente e sapientemente il ministero della parola nella predicazione del Vangelo e nell\u2019insegnamento della fede cattolica?\u00bb, rispetta lo schema dell\u2019omelia che pone al primo posto del presbitero la predicazione sull\u2019esempio di Cristo maestro, che inizia il suo ministero con l\u2019annuncio del Regno di Dio e l\u2019invito alla conversione.<\/p>\n<p>La terza: \u00abVolete celebrare con devozione e fedelt\u00e0 i misteri di Cristo secondo la tradizione della Chiesa, specialmente nel sacrificio eucaristico e nel sacramento della riconciliazione a lode di Dio e per la santificazione del popolo cristiano?\u00bb, richiede al presbitero la celebrazione dei misteri di Cristo (<i>myst\u00e9ria<\/i>). Con questo termine sono intesi i sacramenti, probabilmente i quattro dell\u2019omelia (dai quali erano esclusi Cresima e Ordine perch\u00e9 propri del Vescovo e Matrimonio perch\u00e9 proprio degli sposi). \u00c8 richiesto inoltre di celebrarli con fedelt\u00e0 e devozione (<i>pie et fideliter<\/i>). La traduzione italiana non riesce a trasmettere l\u2019accezione di <i>fideliter<\/i>: traducendo \u201ccon fedelt\u00e0\u201d, si rafforza qualcosa che il rito specifica successivamente dicendo che i misteri vanno celebrati: \u201csecondo la tradizione della Chiesa\u201d operando cos\u00ec un\u2019inutile ripetizione. Invece, l\u2019avverbio <i>fideliter<\/i> nel latino ecclesiastico indica la postura, l\u2019intenzione, di chi celebra. Sarebbe stato perci\u00f2 pi\u00f9 appropriato tradurre: \u201ccon fede\u201d, cio\u00e8, con la consapevolezza che ogni celebrazione sacramentale \u00e8 primariamente un\u2019azione di Cristo e pertanto bisogna celebrare credendo che in quella liturgia sia lui ad agire. Nella semplice traduzione di un avverbio si pu\u00f2 intravvedere la differenza tra i due paradigmi di cui si \u00e8 parlato in apertura del primo contributo: uno pre-conciliare, attento alle rubriche da osservare fedelmente, l\u2019altro post-conciliare fedele alla tradizione nella liturgia ma attento alla fede in Chi dona ad essa lo Spirito che opera la santificazione del popolo cristiano.<\/p>\n<p>La quarta: \u201cVuoi insieme con noi implorare la divina misericordia per il popolo a voi affidato (<i>pro populo vobis commisso<a href=\"#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\"><sup>1<\/sup><\/a><\/i>), dedicandoti assiduamente (<i>indesinenter instantes<\/i>) alla preghiera come ha comandato il Signore?\u00bb. Questa domanda pone un altro degli impegni fondamentali del presbitero che \u00e8 la preghiera. Cristo \u00e8 l\u2019unico mediatore, e la preghiera di intercessione \u00e8 data dalla possibilit\u00e0 di partecipare di questa preghiera di Cristo. Il luogo di questa partecipazione nell\u2019omelia \u00e8 stato individuato nella Liturgia delle Ore. L\u2019avverbio <i>indesinenter <\/i>e l\u2019aggettivo<i> instantes <\/i>si trovano nella Sacra Scrittura nella traduzione Vulgata. Il primo in Eb 10,1, e riguarda i sacrifici dell\u2019AT che si offrivano continuamente di anno in anno, dunque un qualcosa di ciclico che si ripete, il secondo in At 6,4 e in Rom 12,12 e riguarda la preghiera a cui dedicarsi con perseveranza. Il senso della domanda sarebbe dunque: \u00abdedicarsi con perseveranza in maniera ciclica e incessante\u00bb. In questo impegno ci interessa sottolineare che per ogni presbitero ci dovrebbe essere una porzione di popolo a lui affidato per il quale egli \u00e8 chiamato alla preghiera in maniera incessante.<\/p>\n<p>La quinta: \u00abvuoi essere sempre pi\u00f9 strettamente unito a Cristo sommo sacerdote, che come vittima pura si \u00e8 offerto al Padre per noi, consacrando te stesso a Dio insieme con lui per la salvezza di tutti gli uomini?\u00bb, riguarda Cristo sommo sacerdote. Il Figlio che si offre al Padre non \u00e8 un aspetto del ministero di Cristo ma la Sua essenza stessa. In ogni cosa che fa Cristo offre se stesso al Padre, cos\u00ec \u00e8 stato, era e sar\u00e0 nei secoli. Questo \u00e8 un articolo nuziale, e riassume la missione e la vita del presbitero: diventare egli stesso un\u2019offerta gradita a Dio con tutta la sua vita. Questo impegno fa da ermeneutica alla logica sacrificale con la quale si parla dell\u2019eucaristia, celebrare il sacrificio ha come fine che il presbitero e il popolo a lui affidato si offra al Padre come ha fatto Cristo. Di questo sacrificio l\u2019eucaristia \u00e8 \u201csegno e strumento\u201d, cio\u00e8 sacramento, e la presenza in essa di Cristo ha come fine l\u2019edificazione del Suo Corpo, cio\u00e8 di tutti coloro che in relazione con il Padre si offrono a Lui come Cristo ha fatto formando cos\u00ec la Chiesa. Questo impegno \u00e8 l\u2019unico al quale il presbitero aggiunge al \u201csi lo voglio\u201d, \u201ccon l\u2019aiuto di Dio\u201d; diventare offerta gradita al Padre, unendosi all\u2019offerta di Cristo in modo da poter essere strumento di salvezza per il popolo a lui affidato, \u00e8 possibile solo per Grazia, in quanto solo Dio salva.<\/p>\n<p>L\u2019ultima domanda, in cui si chiede al presbitero se promette filiale rispetto e obbedienza al Vescovo e ai suoi successori, si connette alla prima e richiama il presbitero a quella comunione con il Vescovo per pascere il gregge nella medesima direzione. Il dialogo si conclude con la formula: \u00abDio che ha iniziato in te la sua opera, la porti a compimento\u00bb.<\/p>\n<p>Queste domande ricalcano la ricchezza dell\u2019agire liturgico-sacramentale a cui la vita del presbitero si lega: questi non offre solo il sacrificio eucaristico, che citato nella terza domanda e connesso con la quinta acquisisce il suo statuto di strumento per un fine di configurazione a Cristo che si offre al Padre, ma fa molto di pi\u00f9: predica, prega, intercede, offre se stesso nell\u2019agire pastorale di ogni giorno.<\/p>\n<p>Nel rito stesso \u00e8 sempre citato il soggetto di questo agire, il fine di tutta la vita del presbitero: il popolo di Dio, esplicitato in maniera netta dal decreto conciliare <i>Presbyterorum Ordinis<\/i> laddove al numero 8 dichiara che tutti i sacerdoti nelle diverse funzioni che possono assumere in una diocesi: \u00ablavorano per la stessa causa, cio\u00e8 per l&#8217;edificazione del corpo di Cristo\u00bb. Questa \u00e8 la finalit\u00e0 per la quale l\u2019ordinazione gli conferisce delle facolt\u00e0 specifiche, questo dovrebbe essere il criterio ermeneutico di ogni agire pastorale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p><a href=\"#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> Qui la traduzione di <i>commisso<\/i> ha bisogno di una specificazione: si \u00e8 scelto di tradurre a ragione con \u00abaffidato\u00bb, ma la traduzione di <i>commisso<\/i> pu\u00f2 essere anche congiungere una cosa ad un\u2019altra. Nell\u2019omelia per\u00f2 si \u00e8 usato con questa accezione un aggettivo \u201c<i>coniunctus\u201d <\/i>a proposito del<i> <\/i>sacrificio di Cristo offerto sull\u2019altare e del sacerdozio dei Vescovi a cui il presbitero si congiunge, si unisce. Pertanto la scelta di tradurre con \u201caffidare\u201d ci sembra esatta.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco la seconda parte della riflessione di Simone Bellato sulla lettura del presbiterato a partire dal rito di ordinazione.\u00a0 (ag) IL PRESBITERO: In Cristo per edificare il Suo Corpo che \u00e8 la Chiesa 2A\/ il&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17581"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17581"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17581\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":17584,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/17581\/revisions\/17584"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17581"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=17581"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17581"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}