{"id":17579,"date":"2022-02-16T16:19:02","date_gmt":"2022-02-16T15:19:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/?p=17579"},"modified":"2022-02-16T16:20:11","modified_gmt":"2022-02-16T15:20:11","slug":"issr-milano-le-religioni-di-fronte-alle-sfide-etiche-ecologiche-e-sociali-del-nuovo-millennio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittadellaeditrice.com\/munera\/issr-milano-le-religioni-di-fronte-alle-sfide-etiche-ecologiche-e-sociali-del-nuovo-millennio\/","title":{"rendered":"ISSR Milano \u2013 Le religioni di fronte alle sfide etiche, ecologiche e sociali del nuovo millennio"},"content":{"rendered":"<p><b>Incontro introduttivo \u2013 Le sfide del nuovo millennio nell\u2019eco-mediatica: quali prospettive per le energie rinnovabili e le economie sostenibili, volte alla cura del creato, nel mondo post pandemia.<\/b><\/p>\n<p>Il rispetto di principi etici nell\u2019ambito dell\u2019informazione riferita alla salute assume una notevole importanza, come abbiamo avuto modo di vedere nella drammaticit\u00e0 della pandemia. E\u2019 questo il tema affrontato da Silvia Turin (Redazione salute del Corriere della Sera), mercoled\u00ec 9 febbraio, nell\u2019ambito di una serie di incontri a carattere interreligioso organizzati dall\u2019Istituto Superiore di Scienze Religiose (ISSR), dedicati all\u2019etica in alcuni campi essenziali connessi alla \u201ccura del creato\u201d quali la salute appunto, l\u2019informazione, la scuola e l\u2019economia.<\/p>\n<p>Il rispetto di principi etici nell\u2019informazione si pone in vari momenti, fin dalla scelta degli argomenti da proporre e nel modo con cui vengono affrontati i temi, nonch\u00e9 nella scelta delle campagne pubblicitarie e, non meno importante, nella elaborazione dei titoli.<\/p>\n<p>Riferendosi alla sua esperienza personale, Silvia Turin si \u00e8 soffermata sugli aspetti che risultano pi\u00f9 delicati nella diffusione della conoscenza delle innumerevoli conquiste della medicina al servizio della persona, quale innanzitutto l\u2019opportunit\u00e0 di <b>astenersi dal generare false speranze<\/b>. Le informazioni devono essere aderenti ai risultati conseguiti dalla ricerca scientifica ed occorre quindi far sempre attenzione a non usare termini come <i>cura <\/i>o<i> guarigione<\/i>, proprio per evitare di generare speranze infondate.<\/p>\n<p>Molta attenzione inoltre viene posta dal giornale al bilanciamento degli autori e degli argomenti, per garantire una adeguata diversificazione. In passato ad esempio \u00e8 stato dato ampio spazio all\u2019alimentazione, causa di gravi disturbi anche nei giovani. \u00c8 stata sostenuta in particolare l\u2019importanza di seguire una dieta diversificata, evitando di demonizzare singoli alimenti. \u00c8 significativo ad esempio il fatto che alcune importanti ricerche sull\u2019obesit\u00e0 siano state condotte da aziende dolciarie, nonostante l\u2019evidente conflitto di interessi, che diviene pi\u00f9 apparente che sostanziale nel momento in cui i beni venduti peggiorano le condizioni di salute anzich\u00e9 portare ad un (vero) maggior benessere.<\/p>\n<p>Interessante \u00e8 stato poi il richiamo al fatto che il <b>giornalismo non consente <i>sfumature<\/i><\/b>, specie nei titoli. Nei titoli andrebbe usato infatti il \u201ccondizionale\u201d, ha sottolineato Silvia Turin, ma i limiti di spazio e la necessit\u00e0 di attirare l\u2019attenzione del lettore non lo consentono. I titoli, che possono essere diversi nelle varie piattaforme utilizzate (versione cartacea, online, facebook, twitter\u2026), vengono preparati spesso non dagli autori dell\u2019articolo, ma dai direttori, e possono talvolta discostarsi dai contenuti. Occorre quindi sempre porre attenzione al testo, non fermarsi al titolo e leggere il corpo dell\u2019articolo.<\/p>\n<p>La richiesta di informazione da parte dei cittadini \u00e8 divenuta pressante durante la pandemia, e non solo per evitare situazioni paradossali (come \u00e8 stato l\u2019uso improprio dei disinfettanti, ingeriti persino da alcuni). La diffusione di risultati scientifici soddisfa cio\u00e8 un interesse pubblico primario e rappresenta un obiettivo etico di fondamentale importanza, poich\u00e9 consente di colmare <b>pesanti divari<\/b> nella popolazione, dapprima informativi ma che possono divenire poi economici e reali.<\/p>\n<p>Grande \u00e8 stata la confusione informativa durante la pandemia, oggetto di talk shows, dibattiti televisivi da parte di persone pi\u00f9 o meno competenti ed autorevoli. In passato, le principali fonti erano come noto le agenzie di stampa (Adnkronos, ANSA\u2026), che sono ora affiancate ai social (facebook, twitter, tiktok\u2026), imponendo al giornalista una crescente capacit\u00e0 di discernimento, poich\u00e9 \u2026come ha ricordato Silvia Turin, l\u2019autorevolezza si conquista con anni di lavoro, ma la si pu\u00f2 perdere in pochi minuti!<\/p>\n<p>Il lettore nel contempo ha la responsabilit\u00e0 di una lettura critica e non superficiale, un compito divenuto sempre pi\u00f9 arduo in un contesto appunto in cui la gerarchia delle fonti \u00e8 stata di fatto smantellata.<\/p>\n<p>L\u2019intervento di Silvia Turin si \u00e8 concluso con una nota positiva: \u201cqualche cosa ha funzionato\u201d con la pandemia, infatti, specie nella messa in comune, in tempi molto brevi, delle conoscenze acquisite (ad esempio del genoma del virus,\u2026).<\/p>\n<p>A seguire, il <b>prof. Andrea Bienati<\/b> dell\u2019ISSR, riprendendo i temi di fondo del ciclo di incontri ISSR che si tengono in febbraio e marzo, ha sottolineato che la cura del creato richiede innanzitutto la <b>capacit\u00e0 di porsi domande<\/b> fondamentali, domande di senso, su cosa \u00e8 il creato, chi sono le creature e di come ci si deve prendere cura dell\u2019uno e delle altre. Una guida estremamente utile a tal fine ancora oggi, ha suggerito il prof. Bienati, \u00e8 il volume del Card. Martini, \u201cChi \u00e8 Ges\u00f9?\u201d, che va ad aggiungersi ai numerosi documenti elaborati dalla Chiesa in tema di cura del creato, fra i quali le Encicliche, da ultimo in particolare la Laudato s\u00ec del 2015.<\/p>\n<p>Anche per noi <b>economisti<\/b> il tema delle <b>fonti di dati, <\/b>le informazioni <i>in entrata<\/i>, \u00e8 estremamente rilevante: essi sono la materia prima per ogni analisi e considerazione riferita agli eventi economici. Sono essenziali poich\u00e9 come la storia ormai ha chiaramente dimostrato non vi sono leggi economiche definitive, valide in ogni tempo ed in ogni luogo. Ogni evento \u2013 quale pu\u00f2 essere ora la ripresa dell\u2019inflazione \u2013 pu\u00f2 avere effetti, soprattutto in intensit\u00e0 ma anche talvolta nella direzione, non in linea con quanto atteso dai modelli econometrici e nemmeno con quanto si \u00e8 verificato in passato. Lo sa bene chi si occupa di elaborare previsioni economiche e finanziarie, specie se riferite a paesi diversi caratterizzati da contesti economici e sociali diversificati.<\/p>\n<p>Con riferimento alla gerarchia delle fonti, va ricordato che essenziali sono le statistiche fornite periodicamente dalle banche centrali dei singoli paesi, per noi la Banca d\u2019Italia e la BCE. La capacit\u00e0 di raccolta e di diffusione di tali statistiche \u00e8 alla base dei programmi di sviluppo, curati a livello internazionale dal Fondo Monetario Internazionale. Ovvero la possibilit\u00e0 di accesso ai finanziamenti del Fondo da parte dei paesi emergenti \u00e8 subordinata all\u2019attuazione di varie riforme istituzionali, nonch\u00e9 alla elaborazione di tali statistiche, disponibili liberamente sui loro siti. Analogamente, il processo di integrazione nell\u2019Area Euro dei paesi dell\u2019Europa orientale prevede il graduale allineamento di tutte le statistiche, che debbono cio\u00e8 essere confrontabili (stessi strumenti di riferimento, stesse caratteristiche tecniche, \u2026).<\/p>\n<p>In ambito <b>ESG \u2013 E<i>nvironment, Social e Governance<\/i><\/b>, l\u2019acronimo che possiamo dire fa riferimento, in ambito politico ed economico, al concreto impegno nella cura del creato \u2013 la raccolta di informazioni e dati \u00e8 un punto ancora molto debole. Solo recentemente \u00e8 stata definita in Europa la tassonomia delle attivit\u00e0 green, ad esempio. Si tratta di un tema complesso, su cui \u2013 oltre all\u2019etica delle elaborazioni diffuse dagli economisti &#8211; avremo occasione di ritornare anche negli incontri successivi.<\/p>\n<p>L\u2019elaborazione dei dati (data science, \u2026) \u00e8 come noto una nuova professione, che viene concretamente applicata in varie specializzazioni. La tecnologia ha indubbiamente sottratto posti di lavoro, ma l\u2019elaborazione dei dati nei numerosi campi in cui viene implementata, rappresenta un positivo caso di creazione di nuove opportunit\u00e0, soprattutto per i giovani. Anche questa una priorit\u00e0 etica!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incontro introduttivo \u2013 Le sfide del nuovo millennio nell\u2019eco-mediatica: quali prospettive per le energie rinnovabili e le economie sostenibili, volte alla cura del creato, nel mondo post pandemia. 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